Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 11 maggio 2010

Lettera di Aspo Italia alle amministrazioni

In questi giorni le autorità regionali e provinciali italiane stanno ricevendo una lettera aperta da parte di Aspo Italia, inviata con lo scopo di focalizzare l'attenzione sull'alta probabilità di un imminente crash petrolifero , e di aumentare l'informazione pubblica riguardo all'indissolubile legame tra crisi economica e disponibilità geologica di idrocarburi.
Lettera aperta è inviata a tutti gli amministratori delle Regioni e delle Province, allo scopo di contribuire al miglioramento del quadro conoscitivo in materia energetica, con particolare riferimento alla disponibilità delle fonti fossili.



ASPO ITALIA

ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO DEL PICCO DEL PETROLIO

www.aspoitalia.it


8 Maggio 2010

Oggetto: Nota informativa – Petrolio, economia e società

Egregio Sig. Presidente,
Ci permettiamo di sottoporre alla Sua considerazione la presente comunicazione, con l’obiettivo di contribuire al quadro conoscitivo nel settore energetico, che costituisce materia concorrente tra Stato, Regioni ed Enti Locali.

LA DISPONIBILITA’ DI PETROLIO A BASSO COSTO E’ IN DECLINO

Sussistono ragioni molto fondate per ritenere che la crisi finanziaria, partita nel 2007 in modo graduale ed evoluta nel 2008 in un vero e proprio ridimensionamento dell’economia globale, tragga in gran parte la propria origine nell’incapacità di estrarre petrolio greggio in quantità sufficienti, e a costi sufficientemente bassi, tali da sostenere la crescita imposta dall’economia aperta di mercato ormai affermata in tutto il mondo.
La medesima crisi e la conseguente diminuzione dei consumi ha senza dubbio avuto l’effetto, molto temporaneo, di rallentare l’incipiente deficit di petrolio, ovviamente al costo di un relativo impoverimento di molti Paesi e degli strati più svantaggiati delle relative (e sempre crescenti) popolazioni; l’attuale stabilizzazione dei prezzi del barile di petrolio oltre gli 80 dollari testimonia tuttavia che i fondamentali scatenanti non si sono modificati.
La relativa e modesta ripresa in corso non potrà che accentuare e avvicinare il momento in cui l’offerta di petrolio non potrà più fare fronte alla domanda minima sufficiente a sostenere la crescita necessaria a uno sviluppo armonico e al benessere diffuso.
La stessa Agenzia Internazionale per l’Energia e il Governo USA (cfr. Approfondimenti in fondo al testo) hanno diffuso per la prima volta un avvertimento che, se ben interpretato e seguito da azioni adeguate, potrà aiutare almeno ad attenuare gli effetti del prossimo “crash” petrolifero.

La nostra Associazione si permette di suggerire una particolare attenzione non soltanto al suddetto previsto evento, ma anche alla sua collocazione nel tempo, che è estremamente ravvicinata (entro 2-3 anni) e che di fatto rende difficilmente proponibili e praticabili programmi di riconversione a breve termine del sistema energetico e tecnologico.
Emerge qualche positivo elemento di speranza, almeno per il nostro Paese, rappresentato, a titolo d’esempio, dal vero e proprio “boom” del fotovoltaico, passato in pochi anni da una nicchia trascurabile a oltre 1.200 MW di potenza installata, e dell’eolico, la cui potenza installata presto raggiungerà i 5.000 MW, complessivamente contribuendo per quasi il 5% al fabbisogno nazionale di energia elettrica.
La via d’uscita è tuttavia stretta e lunga, e deve essere percorsa in fretta! Essa necessita un forte sostegno da parte di tutti i livelli di governo e amministrativi riguardo alla produzione di energia da fonti rinnovabili, al risparmio e all'efficienza energetica e al trasporto sostenibile.

QUALCHE DATO SUL PICCO DEL PETROLIO

Il grafico sottostante è stato prodotto dal Dipartimento dell’Energia (DOE) del Governo degli Stati Uniti d’America a partire dai dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), agenzia intergovernativa dei Paesi OCSE, dedicata allo studio e alle previsioni sul futuro energetico mondiale.

La stessa figura prospetta un futuro energetico molto preoccupante, caratterizzato a breve dal picco della produzione di combustibili liquidi.





Si tratta di un evento storico già in corso, il cui momento critico è collocabile, secondo i dati AIE, tra circa 18 mesi, intorno al valore di 87 milioni di barili al giorno.

La produzione di petrolio convenzionale, che è in pratica tutto il petrolio con cui è stato alimentato il metabolismo sociale ed economico mondiale almeno negli ultimi 50 anni, ha superato un picco di capacità nel 2008, ed è prevista declinare con un tasso annuo del 4%.

L’apporto di petrolio non convenzionale, essenzialmente sabbie bituminose e altri progetti simili, non coprirà che in minima parte il deficit che si sta aprendo tra domanda e offerta.

Tale deficit è rappresentato, nella figura, dall’area bianca classificata come l'insieme dei progetti produttivi ancora da identificare, che si trova tra la porzione colorata della figura data dalla somma della produzione delle varie categorie di liquidi combustibili e la curva in colore blu scuro, che rappresenta le previsioni dell'AIE sulla domanda da oggi al 2030.

In altre parole, la parte colorata della figura rappresenta la realtà, la parte bianca l’immaginazione.
Questa quantità di petrolio “immaginario” ammonterebbe, nel 2030, alla cifra stratosferica di 60 milioni di barili al giorno, pari alla produzione attuale di sei produttori come l’Arabia Saudita.

I problemi, tuttavia, inizieranno molto prima, allorché la domanda inizierà a superare definitivamente l'offerta.
Purtroppo le scoperte di nuovi giacimenti, lungi dal ripetere i fasti dei tempi in cui furono individuati i grandi campi petroliferi che ci hanno generosamente servito per diversi decenni, dopo un picco a metà degli anni sessanta del secolo scorso, sono andate irregolarmente ma inesorabilmente calando e si attestano oggi intorno ad 1/5 dei consumi. Tali scoperte sono inoltre principalmente costituite da progetti petroliferi estremamente complessi dal punto di vista geologico e ingegneristico (per esempio in alto mare, in zone perennemente coperte da ghiacci, a profondità chilometriche, greggio di qualità scadente, contenente sostanze pericolose o da eliminare, complicate lavorazioni di enormi quantità di sabbie o di rocce).

Tale complessità si riflette, ovviamente e prima di tutto, in costi economici più alti e ritorni energetici minori (minore estrazione di petrolio per unità di energia spesa per estrarlo), aspetto, quest’ultimo, che, indipendentemente dalle quantità di petrolio ancora esistenti, definisce il “vantaggio” tramite il quale la struttura socio-economico-produttiva può continuare a svilupparsi.
Negli Anni Trenta del secolo scorso si utilizzava l’energia corrispondente a un barile di petrolio per estrarne cento, oggi con un barile se ne estraggono da dieci a quindici, e ciò pur tenendo conto degli enormi progressi tecnologici intervenuti nel frattempo!
La stessa crescente complessità della ricerca ed estrazione di petrolio si riflette anche, come purtroppo testimoniano le recenti cronache dal Golfo del Messico, in un aumentato rischio di incidenti dalle conseguenze particolarmente gravi e durature.
Da tempo la nostra Associazione ha divulgato ad ogni livello della società, dalle scuole elementari fino agli organi di governo dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali, l’entità, la tempistica e le possibili conseguenze del picco petrolifero, così come ora trovano conferma nel documento del Dipartimento dell’Energia del Governo degli Stati Uniti.
Il metabolismo sociale ed economico del nostro Paese, delle sue Regioni e città è ancora totalmente dipendente dalla fruibilità di combustibili liquidi a buon mercato.
Il panorama prevedibile nella fase di declino di disponibilità di tali combustibili è caratterizzato da costi crescenti degli stessi che si trascineranno dietro costi crescenti dell'energia in generale e delle materie prime (come si è visto nel periodo 2004-2008).
Tutti i settori produttivi, dai trasporti all’agricoltura, così come l’intero assetto economico e sociale soffriranno - in modo al momento imprevedibile - generando una riduzione delle disponibilità di beni, servizi e lavoro così come oggi li concepiamo.

Si rileva che l'attuale fase di sostituzione dei combustibili liquidi di origine petrolifera con il gas naturale può alleviare solo in minima parte i problemi per il settore dei trasporti.
La scrivente Associazione evidenzia quindi la necessità che l’azione politica e amministrativa si occupi nel più breve tempo possibile di garantire alla società il mantenimento dei servizi essenziali scoraggiando la deriva verso il superfluo e focalizzandosi verso la preparazione, sia materiale, sia culturale, di una comunità informata e resiliente, chiamata ad affrontare un periodo di diminuzione del flusso di beni e servizi senza per questo collassare o trasformarsi in qualcosa di diverso e sicuramente meno gradevole.
In questo quadro si evidenzia inoltre il carattere controproducente dei progetti di rilancio del paradigma vigente, rappresentati dall’ipotesi di incrementare l’uso del carbone e dal ritorno al nucleare, che sottendono l’idea non sostenibile della crescita materiale infinita.

Grati per la Sua considerazione, rimaniamo a disposizione per qualsiasi approfondimento.

Con Ossequio.


ASPO ITALIA
ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO DEL PICCO DEL PETROLIO

www.aspoitalia.it


Il documento in formato PDF
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lunedì 10 maggio 2010

Colonnine di ricarica, sistemi di ricarica per veicoli elettrici da fonti rinnovabili

Sembra che sia diventato automatico l'abbinamento delle fonti rinnovabili con l'uso dei veicoli elettrici.
Ne ho avuto la riprova venerdì scorso quando ho accompagnato un amico produttore di sistemi di ricarica intelligenti per veicoli elettrici alla elefantiaca fiera veronese Solarexpo 2010.

Sono stati avvicinati molti costruttori di pensiline fotovoltaiche, produttori di pannelli FV e grossi installatori di impianti. Tutti, dico tutti, avevano ben presente l'imminente business della ricarica dei veicoli elettrici e l'abbinamento con sistemi di ricarica intelligenti che permettano l’identificazione dell’utente, l’addebito dei consumi, la diagnostica del veicolo e molto altro ancora.

Tutti stavano studiando come realizzare il sistema. Grande è stata la loro sorpresa nell'apprendere che già tutto era stato studiato, realizzato e pronto per essere applicato dappertutto.

In due parole.

Grazie ad un transponder inserito nella spina e ad un lettore RFId posizionato dietro la presa è infatti possibile identificare univocamente l’utente e, dotando il sistema di un’unità JBox che supervisiona l’impianto, è possibile controllare, memorizzare e trasmettere i dati provenienti da ciascuna postazione di ricarica, controllando fino a 64 colonnine dotate di 2 prese ciascuna, per un totale di 128 prese in linea. Tutto questo in assoluta sicurezza, poiché oltre al controllo del 4° polo
(come richiesto dalle normative specifiche CEI/CIVES), il sistema installato nella colonnina di ricarica (di qualsiasi forma e dimensione si scelga) prevede che l’energia venga erogata solo in presenza di un chip autorizzato a prelevare energia dalla rete.

Prevedo il boom delle colonnine di ricarica in ogni comune italiano nella seconda metà del 2010 e ancor più nel 2011.


Leggere anche:

Nuovissimo sistema di ricarica per veicoli elettrici

< qui >

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domenica 9 maggio 2010

Solarexpo in crescita del 9%: quasi 70mila i visitatori

Gli analisti: il fotovoltaico raddoppierà nel 2010 in Italia e toccherà 2.500 megawatt di potenza

Chiude i battenti Solarexpo, rassegna internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita, tra le più importanti d'Europa, in Fiera a Verona dal 5 maggio al 7. La doppia manifestazione, Solarexpo e Green Building ha raggiunto e superato il successo del 2009: oltre 69.500 i visitatori certificati, + 9% rispetto al 2009, presenti ai 71 appuntamenti in programma.

NUOVO CONTO ENERGI
A
. Nei tre giorni sono stati sotto i riflettori temi quali la cogenerazione diffusa, i certificati bianchi, il mercato del solare termico e ovviamente una delle questioni più calde per il settore delle rinnovabili: il nuovo Conto energia. In attesa della sua approvazione, che dovrebbe arrivare entro giugno, anche il Gse ha voluto dedicare all'argomento un convegno a carattere nazionale all'interno di Solarexpo. Nonostante la crisi finanziaria abbia avuto un impatto significativo su tutti i mercati e il Conto energia sia ancora da considerare come uno strumento normativo piuttosto giovane, il fotovoltaico italiano ha fatto registrare un notevole incremento.
Nel 2009 sono stati istallati 724 megawatt che, sommati a quelli finora installati, fanno salire il dato totale a 1.142 megawatt, con 71.000 impianti presenti sul territorio. Gli analisti stimano di poter raggiungere entro la fine del 2010 circa 2.500 megawatt di potenza totale installata.
MINI-IMPIANTI FOTOVOLTAICI. Inoltre è stato reso noto che, sebbene molti impianti siano entrati in esercizio dalla fine dell'anno, la produzione è arrivata a coprire l'1% della produzione da fonti rinnovabili. Il costo per l'incentivo sostenuto dallo stato è stato di 292 milioni di euro ed ha portato l'Italia al quinto posto nel mondo per energia prodotta da fotovoltaico.
Un altro dato significativo è quello relativo al fatto che il 90% dei 71.000 impianti sono di taglia inferiore ai 20 chilowatt picco (kWp, che misura la forza di una cella fotovoltaica), dei quali il 32% sono totalmente integrati il 61% sono parzialmente integrati, mentre solo il 7% non è integrato.
Degli impianti che invece hanno fatto richiesta di premi, solo il 10% ha ricevuto risposta negativa mentre il 32% è ancora in esame o in attesa di documentazione aggiuntiva. Accanto alla parte convegnistica gli 81.000 mq di superficie espositiva hanno offerto in questi tre giorni la più completa rassegna di prodotti, tecnologie e soluzioni nell'ambito delle rinnovabili e dell'efficienza energetica.
«Anche quest'anno già un mese prima della manifestazione avevamo registrato il tutto esaurito e abbiamo dovuto chiudere in anticipo le iscrizioni a Solarexpo», commenta Sara Quotti Tubi, direttore di Solarexpo. «Lo possiamo considerare un buon risultato a un mese dall'apertura della fiera. Sono gli espositori che decretano la leadership di un evento, anche se dal canto nostro ogni anno ci rinnoviamo e offriamo agli operatori del settore progetti attraverso i quali presentare i loro prodotti al mercato in modo innovativo».

Fonte: larena.it
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sabato 8 maggio 2010

A Vicenza arriva il filobus

Il filobus made in Vicenza riceve l'assenso dalla commissione tecnica ministeriale da Roma per la linea elettrificata da Ponte Alto a Ca' Balbi, dove sorgerà il nuovo stadio. Il sindaco Achille Variati, che ha inserito nel Pat il filobus attribuendogli un ruolo strategico nell'architettura dei trasporti e della mobilità del futuro. Nell'operazione è entrata a pieno titolo anche la Provincia con Ftv per il ramo ovest, che verrebbe allestito sfruttando la corsia preferenziale allineata lungo la ferrovia tra Ponte Alto e la stazione. L'obiettivo del progetto è creare una linea elettrificata che consenta ai mezzi pubblici di attraversare il capoluogo da est a ovest in appena 16 minuti: 11 minuti da Ca' Balbi alla stazione, 5 appena dalla stazione a Ponte Alto. Il filobus si sposterà su pneumatici e sarà alimentato da un collegamento a una linea elettrificata area attraverso le "trolley". Il preventivo considera l'acquisto dei veicoli, la strutturazione della rete elettrica aerea, la creazione di un parcheggio per la sosta dei mezzi a Ca' Balbi, gli espropri delle aree necessarie per strutturare la linea elettrica.Dal ministero delle infrastrutture dovrebbe arrivare il nulla osta alla realizzazione di un'infrastruttura che vale tra i 50 milioni della tratta nuovo stadio-stazione ai circa 80 milioni per l'intera linea. I contributi statali copriranno fino a un massimo del 60 per cento il budget necessario: quindi, non saranno spediti a Vicenza più di 50 milioni di euro. Una delle possibili strade per coprire tutti i costi è il project financing con il coinvolgimento di capitali privati.
I tempi per ottenere i contributi statali sono imprevedibili. Qualche rallentamento si è già sviluppato per alcuni cambi della guardia ai vertici delle strutture ministeriali. Non sono escluse perizie e ulteriori verifiche di congruità tecnica. L'assessore Dalla Pozza è tanto prudente quanto scaramantico: «Incrociamo le dita. Dopo l'ufficializzazione del primo via libera tecnico ci saranno nuovi esami, ma abbiamo chiesto anche di considerare che Vicenza nel 2009 è stata inserita dal governo nell'elenco delle aree con emergenza ambientale per l'inquinamento atmosferico. Mi sembra un valido motivo per trovare soluzioni alternative alle auto».

(Fonte: ilgiornaledivicenza e dal Blog dell’assessore comunale alla mobilità Antonio Marco Dalla Pozza)
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venerdì 7 maggio 2010

Per quanto riguarda il litio negli USA

American Lithium Minerals Inc. è una delle società americane più impegnate nell'esplorazione, nella valutazione, sviluppo e acquisizione quei progetti che interessando il litio siano focalizzati nel territorio degli Stati Uniti. La società sta lavorando attivamente nella Valle Montezuma in Nevada, proprietà acquisita nel 2009, dove sono presenti importanti salamoie di litio e nello sviluppo di nuovi progetti nella proprietà acquisita di recente, Nord e Sud Borate Hills.

Con l'accresciuto interesse da parte del governo degli Stati Uniti per la produzione nazionale di litio, che dovrà rappresentare una componente importante del piano di energia verde, diventerà sempre più vantaggioso il controllo delle cospicue risorse e di questo importante elemento in particolare.

A seguito della crescente domanda di batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici ed auto ibride elettriche, l'aumento della domanda di carbonato di litio è previsto che possa aumentare di cinque volte entro il 2012 e deve essere in grado di assicurare una fonte di litio all'industria automobilistica nazionale per rifornire la prossima generazione di veicoli elettrici e di ibridi-elettrici. A questo c'è da aggiungere che oltre il 60% dei telefoni cellulari e il 90% dei computer portatili utilizzano batterie al litio.

Attualmente si stima che il mercato mondiale delle batterie al litio si attesti ad oltre 4 miliardi di dollari l'anno.

Fonte: MarketWatch

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giovedì 6 maggio 2010

Batterie a litio zolfo

Abbiamo scritto qualche giorno fa delle batterie a litio zolfo: Movimento intorno alle batterie al litio-zolfo . Occorre aggiornare la situazione. Il Dipartimento di Stato dell'Energia statunitense, United States Department of Energy Advanced Research Projects Agency – Energy (ARPA-E), ha stanziato un contributo di 5 milioni di dollari ripartito in tre anni, per la ricerca finalizzata all'ulteriore sviluppo di questa tecnologia di accumulo dell'energia con il litio.

Se ne avvantaggerà un'azienda che da vari anni crede nella tecnologia Li-S ed ha perseguito l'obiettivo di realizzare celle di questo tipo.
Attualmente produce celle di 2,5 Ah a 2.15V utili per le piccole apparecchiature elettroniche ma non per i veicoli elettrici. Interessante la densità di energia raggiunta, circa 330 Wh/kg ancora ben distante però dal limite teorico che è 2.500 Wh/kg e 2862 Wh/l. Lo stanziamento della ARPA-E all'azienda non è volto solo a migliorare la densità di energia ma anche i cicli di carica/scarica che attualmente sono circa 500, aumentare la capacità delle singole celle per rendere utilizzabili nei veicoli elettrici. Le batterie al litio-zolfo (LSB) utilizzano un anodo di metallo di litio e un catodo di polisolfuro solubile.
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mercoledì 5 maggio 2010

La Merkel vuole 1 milione di auto elettriche entro il 2020

Il cancelliere tedesco Angela Merkel e dirigenti delle case automobilistiche e le aziende del settore nazionali hanno lanciato un piano per mettere 1 milione di auto elettriche sulle strade entro il 2020, la cosiddetta "Piattaforma nazionale per la mobilità elettrica.

Merkel ha detto che l'obiettivo era di avere uno ogni 45 posti auto con a motore elettrico entro 10 anni, dicendo che non c'era bisogno di sviluppare la tecnologia più sostenibile e fanno meno affidamento sui combustibili fossili. Il governo, tuttavia, non ha vuole proporre alcun nuovo finanziamento per sostenere il loro sviluppo.

Al contrario il CEO della Volkswagen ha chiesto maggiori risorse per sostenere lo sviluppo di veicoli elettrici e le infrastrutture necessarie con una rete di stazioni di ricarica in tutto il paese.

Il ministro dei Trasporti Pietro Ramsauer ha detto che era prematuro sollevare la questione delle sovvenzioni. I nuovi veicoli devono essere abbastanza popolare per attrarre i clienti da soli.

Fonte: BusinessWeek

...ancora non ho capito se il governo italiano indica una strada verso un obiettivo, uno qualsiasi, oppure preferisce stare davanti alla televisione a guardare i dati dei sondaggi.

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martedì 4 maggio 2010

Leeds andrà col filobus

Il Governo britannico ha approvato un piano di 254 milioni di sterline (291 milioni di euro) per reintrodurre dopo 44 anni linee di filobus nel territorio del regno. La decisione permetterà ai pendolari della città britannica di Leeds di raggiungere il centro città grazie ad una rete di 14 km per mezzo bus a trazione elettrica entro sei anni. Il ministro dei Trasporti britannico, Sadiq Khan, considera ciò "un notevole impulso economico" per la città che porterebbe contemporaneamente alla riduzione del traffico cittadino.
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Questo video è una descrizione animata della proposta di una Nuova Generazione di Trasporti (NGT), vediamo i filobus nei loro percorsi da sud, nord ed est e nel centro della città.


Per ulteriori dettagli vedere la nuova generazione di sito web per i trasporti a Leeds: www.ngtmetro.com
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lunedì 3 maggio 2010

La batteria agli ioni di litio ad alta densità di energia

Abbiamo parlato qualche post fa dell'accordo stipulato tra la Panasonic e la Tesla per la fornitura di batterie al litio ad alta densità d'energia.

L'azienda giapponese ha raggiunto la sicurezza e l'alta capacità utilizzando la tecnologia Heat Resistance Layer (HRL) che ne costituisce strato isolante di ossido di metallo tra gli elettrodi positivi e negativi. Lo strato impedisce alla batteria di surriscaldarsi, anche se si verifica un corto circuito.
Capitalizzando su questa tecnologia, Panasonic commercializza già dal 2006una batteria agli ioni di litio ad alta capacità 2,9 Ah con un elettrodo positivo di nichel (densità energetica: 620 Wh / L). Sulla base della costruzione della cella con l'elettrodo positivo al nichel HRL, la società produttrice ha aggiunto miglioramenti alla batteria agli ioni di litio riuscendo a sviluppare una batteria a 3,1 Ah, quella che risulta essere a più alta capacità oggi. Così dichiara la Panasonic. La nuova batteria tipo HRL 18650A può essere conservata anche per un lungo periodo di tempo a causa della bassa autoscarica.

Le caratteristiche della nuova cella al litio la vediamo nella colonna di destra della scheda a seguire.

Cliccare sull'immagine per ingrandire

Aggiungiamo un dato che manca nella tabella sopra riportata che è invece molto importante nei veicoli elettrici al di là della densità di energia per volume, ovvero densità di energia ponderale. La nuova batteria presenta 250 Wh/kg, mentre la precedente era 237 Wh/kg.

Attualmente Tesla Model S utilizza 8.000 celle tipo 18650 batterie per una capacità totale a bordo di 70 kWh che consentono una percorrenza di 480 km ed un dispendio energetico di 144 Wh /km.

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domenica 2 maggio 2010

Quando il tram è inutile

Quando il tram è inutile lo si capisce al volo ma ci si deve sbattere la testa e il portafoglio. Probabilmente è quello che è accaduto a Parma.

Lo si legge in questo articolo dal titolo: "La triste storia della metro di Parma".

Gli sprechi di spesa pubblica non sono solo a sud. Questo è il racconto di un progetto infrastrutturale naufragato del nulla. Naturalmente, a spese nostre.

Parma è una città pianeggiante, mediamente estesa, con circa 170 mila abitanti. Certo non una metropoli. Il progetto approvato prevede due linee. La linea A, che deve collegare da nord a sud il casello autostradale al campus universitario e la linea C, che collega la stazione ferroviaria all’aeroporto e alla fiera. Costo complessivo 306,8 milioni di euro, costi di gestione a regime stimati in 15 milioni di euro annui, metà finanziati con i risparmi per i tagli al trasporto pubblico, il resto con aumenti tariffari. .... L’epilogo è storia di oggi: come annuncia la Gazzetta di Parma, il Cipe ritira il finanziamento. Fine della storia. Tutto bene, quindi. Si è evitato un grave spreco di denaro pubblico. Mica vero, come è spiegato qui su Lavoce.info: i costi di questa operazione, conclusasi con un assoluto “nulla”, sono elevati. Perchè “la società Metro Parma ha operato per alcuni anni per mettere insieme il progetto. La progettazione è stata rivista diverse volte, per soddisfare i rilievi tecnici avanzati dal Cipe e per risolvere l’interferenza con le Ferrovie dello Stato”. Dai bilanci di Metro Parma, “risultano costi complessivi di circa 12 milioni (costi di progettazione e stipendi di chi ha diretto questa impresa)”. L’Ati, e in particolare la sua componente più vocale, la Pizzarotti, “dichiara che tra Metro Parma e questa impresa in realtà i costi già sostenuti ammonterebbero a circa 26 milioni, tra progettazione, assunzione di personale, acquisto e/o noleggio di macchinari, anticipazioni finanziarie e altro”. Senza contare che va considerato l’indennizzo che chi si è aggiudicato l’appalto intende chiedere: “ applicando parametri normali si potrebbe giungere ad altri 30 milioni”. Insomma, paga come al solito – Pantalone.

Prima di far saltare sulla sedia qualche lettore distratto al grido di attentato all'ambiente o ancor di peggio avverto che ho espresso più volte in questo blog quella che è la mia idea di trasporto pubblico razionale, economico, funzionale, realizzabile in breve tempo. Grazie alle linee di filobus. Per verificare le ragioni di questa mia prerenza è sufficiente cliccare sulla label "tramfilobus".

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sabato 1 maggio 2010

FAP - Mitopoiesi del filtro anti-particolato? -1-

Intraprendiamo un breve viaggio per assecondare o sfatare una leggenda nata intorno all'osannato/vituperato FAP filtro anti-particolato capace, secondo alcuni, di ridurre drasticamente gli effetti nefasti del motore diesel mentre secondo altri non è altro una pseudo soluzione mascherata, un mito. Procediamo per ordine. I parte.

Filtro anti-particolato per tutti i motori diesel

Come e perché


L'urbanizzazione e la mobilità contraddistinguono il mondo moderno e presuppongono l'industrializzazione. Tuttavia con la crescente industrializzazione aumentano vertiginosamente anche le emissioni delle sostanze nocive in particolare le espulsioni di particelle sottili, cancerogene dai motori a combustione interna è motivo di grande preoccupazione. Prima le particelle nocive erano particolarmente grosse e riconoscibili. Oggi il motore diesel è diventato una forza motrice più efficiente ed economica. Le nuvole nere di fuliggine sono scomparse e guidare un diesel fa parte quasi delle buone abitudini.

Effettivamente è una buona cosa se non fosse il problema del nanoparticolato. Il corpo umano si difende da sostanze nocive da gas dal fumo e dalla polvere attraverso molteplici meccanismi di difesa.


Osserviamo più da vicino i processi nei polmoni. I corpi estranei vengono fermati e con l'aiuto delle sottili cilia polmonari vengono trasportati nuovamente verso l'esterno. Le particelle inferiori ad un micron sono chiamate nanoparticolato e sono molto nocive. Arrivano in profondità nei polmoni, nei cosiddetti alveoli, le sacche polmonari, e più sono piccole e più profondamente riescono a spingersi e da li senza trovare ostacoli si diffondono nei canali sanguigni e di conseguenza nell'intero organismo.

E' possibile paragonare questo processo ad una porta di calcio.

La rete serve a non far passare la palla attraverso la porta, ma se la palla è troppo piccola, ad esempio una palla da ping-pong, allora la rete non può più fermarla.



Prof. Dr Peter Gehr (Reparto di Istologia Università di Berna : "Le particelle ultra-sottili penetrano anche il tessuto dal quale possono arrivare anche nei vasi sanguigni. Le ricerche più recenti indicano ad esempio che esiste una relazione tra l'esposizione a particelle ultra-sottili e l'infarto cardiaco. "

Che cosa rende queste particelle così pericolose, da dove vengono e come possiamo affrontare questo rischio moderno ? Per trovare la risposta a queste domande visitiamo il Centro d'Esame dei gas di scarico della scuola professionale di Berna a Bienne in Svizzera. Il Prof. Dr Jan Czerwinski responsabile del Centro d'Esame dei gas di scarico conosce perfettamente la problematica:"E' stato accertato ora che nei centri ad alta concentrazione urbana in Svizzera, Austria e Germania dai motori diesel provengono fino al 45% delle emissioni di particolato dell'aria.

Il motore diesel ha innumerevoli vantaggi:

- un limitato consumo di carburante
- un elevata affidabilità
- un grande sviluppo di potenza

ma ha lo svantaggio di emettere particelle di carbonio. Il motivo risiede nel tipo di combustione del carburante tipica del ciclo diesel. Il carburante non viene nebulizzato come nel motore ciclo otto ma iniettato ad elevata pressione sotto forma di goccioline finissime ed in quantità controllata precisamente a livello elettronico. Una parte minima del combustibile, solo lo 0,1% circa, non viene bruciata completamente e diventa fuliggine in particelle.

Queste particelle di fuliggine non bruciate non sono riconoscibili ad occhio nudo ma con specifici strumenti possono essere rese visibili. Se si mette un panno bianco sul tubo di scarico di un moderno motore diesel sul quale si raccolgono queste particelle è scioccante vedere come diventa nero come la pece. Osserviamo in proposito questo studio.

Sono stati esaminati tre veicoli sulla base della qualità dei gas di scarico. Un motore diesel di 7 anni, un motore diesel di 5 anni con turbo-compressore e un nuovo motore con iniezione diretta e turbo-compressore.


Se si valutano i gas di scarico solo in base al peso l'auto più recente se la cava meglio delle altre.


Tuttavia esaminando il numero delle particelle nei gas di scarico il risultato è spaventoso.



L'auto più recente risulta avere il maggior numero di particelle di carbonio nei gas di scarico quindi il rischio per la salute è aumentato. "Ora abbiamo bisogno di una tecnica di misurazione che prenda in considerazione tali relazioni ed in particolare che tenga conto delle particelle più piccole.

(Prima parte del video realizzato dalla AKPF org. col sostegno della Pirelli e C. Ambiente Eco Technology)

... continua...


Prima di procede ulteriormente però rileggiamo un nostro vecchio post che descrive una delle tante ricerche similari condotte in tutto il mondo e che si possono ritrovare in letteratura medico scientifica.

"UCLA: Le nanoparticelle della combustione provocano attacchi cardiaci e ictus"

Un nuovo studio condotto da ricercatori UCLA ha rivelato che le particelle più piccole emesse dei veicoli possono essere le più dannose componenti di inquinamento atmosferico a provocare l'accumulo in placche nelle arterie e portare ad un attacco cardiaco e ictus. I risultati appaiono nell'edizione online della rivista Circulation Research.del 17 gennaio 2008. Gli scienziati hanno individuato il modo in cui le particelle inquinanti possono promuovere l'indurimento delle arterie - inattivando la protezione delle lipoproteine ad alta densità (HDL), note come colesterolo "buono".
Un team di multicampus UCLA, la University of Southern California, la University of California, Irvine, Michigan State University hanno contribuito alla ricerca, che è stata condotta dal Dr Andre nel centro UCLA di nanomedicina. Lo studio è stato principalmente finanziato dal National Institute of Environmental Health Sciences e della US Environmental Protection Agency (EPA).

"Sembra che le più piccole delle particelle inquinanti atmosferiche, che sono le più abbondanti nell'ambiente urbano, siano le più tossiche", ha detto il primo autore Dr Gesù Araujo, assistente professore di medicina e direttore della cardiologia ambientale presso la David Geffen School of Medicine Della UCLA. "Questo è il primo studio che dimostra la capacità delle particelle inquinanti atmosferici nano-sized di promuovere l'aterosclerosi in un modello animale".
Nanoparticelle sono quelle di dimensioni di un virus o di un molecola - inferiore a 0,18 micron, ovvero circa un millesimo della dimensione di un capello umano. L'EPA attualmente controlla il particolato sottile, che è prossimo alle dimensioni, di 2,5 micrometri, ma non controlla quello nella gamma del nano-paricolato o ultrafine. Queste particelle sono troppo piccole per essere catturate in un filtro, per cui deve essere sviluppata una nuova tecnologia per monitorare il loro contributo agli effetti negativi per la salute. L'inquinamento da particelle emesse dai veicoli e da altre fonti di combustione contengono un'alta concentrazione di sostanze chimiche organiche, che potrebbe arrivare in profondità nei polmoni ed anche estendersi nella circolazione sistemica sanguigna.
Le particelle interagiscono con le arterie e le lipoproteine a bassa densità (LDL) per attivare i geni che causano l'infiammazione dei vasi sanguigni, che possono portare a malattie cardiache. Campioni di aria inquinata rivelato che le particelle ultrafini hanno una maggiore concentrazione e una superficie più grande in cui queste sostanze chimiche possono prosperare, rispetto a particelle più grandi PM10. Gli scienziati inoltre identificato un meccanismo chiave dietro cui questi inquinanti atmosferici sono in grado di influenzare il processo aterosclerotico.


Study shows how ultrafine particles in air pollution may cause heart disease
By Rachel Champeau



.... e ancora.

Ohhhhh che sorpresa! Il diesel Euro IV più dannoso di un vecchio diesel

SE il motore Euro IV produce un quantitativo minore di particolato genera un maggior effetto infiammatorio a livello cellulare a causa della forma irregolare del particolato prodotto. Gli esperimenti dimostrano che il particolato di provenienza Euro IV è più citotossico e ha un più elevato potenziale infiammatorio rispetto ad un vecchio motore diesel perché la dimensione media delle PM derivate EuroIV è molto inferiore a quella di confronto. Tutti gli aspetti devono essere presi in considerazione nella valutazione del rischio per la salute. I macrofagi esposti a questo particolato dei motori low-emission ha mostrato caratteristiche di necrosi e degenerazione. I risultati implicano che una riduzione del livello delle emissioni di particelle di fuliggine non porta automaticamente ad una riduzione degli effetti tossici per l'uomo se aumenta, contemporaneamente, la struttura e la attività funzionale a causa delle modifiche superficiali di fuliggine e quindi l'accessibilità biologica e il potenziale infiammatorio della fuliggine.
Di conseguenza, lo sviluppo di tecnologie di filtraggio deve essere diretta verso l'eliminazione delle polveri ultrasottili che, per unità di massa, presentano un rischio maggiore per la biosfera delle polveri di dimensioni maggiori.

(*) Cytotoxicity and Inflammatory Potential of Soot Particles of Low-Emission Diesel Engines DANG SHENG SU, ANNALUCIA SERAFINO, JENS-OLIVER MÜLLER, ROLF E. JENTOFT, † ROBERT SCHLÖGL, AND SILVANA FIORITO




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Tratto da Combustibili per autotrazione, tecnologia del veicolo e impatto ambientale (emissioni di particelle) di R.Carbone, D.Collia, E.Rebesco, P.Scorletti, F.Giavazzi delCentro Ricerche Euron


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Tratto da una slade Tecnologie per una mobilità sostenibile- Ing.Guido Rivolta - Pirelli Ambiente Eco Technology SpA - Convegno “Dall’impresa etica alla mobilità sostenibile: verso una soft economy” Roma, 15 giugno 2006 Pirelli


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Cosa abbiamo imparato.

- il motore diesel è un po' più efficiente del motore a ciclo otto (benzina) ma

- il motore diesel produce molto più particolato di qualunque altro tipo di motore

- se l'evoluzione del motore diesel (Euro 0) ha portato ad una riduzione di particolato (Euro IV), come conseguenza nefasta ha prodotto micro-particolato numericamente in quantità superiore rispetto a qualsiasi altro tipo di motore

- il micro-particolato è il più dannoso per la salute umana

- il micro-particolato del motore diesel è particolarmente dannoso per la salute umana a causa delle sue caratteristiche

- il microparticolato emesso dal motore diesel provoca arterio- e atero-sclerosi, attacchi cardiaci, ictus, citotossicità quindi degenerazione cellulare e modificazioni del DNA (cancro)


Appuntamento alla seconda puntata.

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venerdì 30 aprile 2010

Incentivi per gli scooter elettrici (quasi) esauriti

A partire dal 15 Marzo, il governo italiano aveva messo a disposizione incentivi per 12 milioni di euro per incentivare l'acquisto di due ruote a motore elettrico ed endotermico.

Già nel primo giorno erano stati prenotati contributi pari al 30% dell'intero ammontare.

Dopo poco più di un mese da una tabella consegnata dal governo in commissione Attività produttive e Finanze alla Camera si rileva che sono stati erogati 11.252.097 euro dei quali 104 mila per gli scooter elettrici (l'1% arrotondato in eccesso!), di conseguenza ne rimangono solo 750 mila scarsi per raschiare il fondo.




Leggere anche:

Partono oggi gli incentivi per gli scooter elettrici. Quali scooter?

1.500 euro per gli scooter elettrici, ibridi

giovedì 29 aprile 2010

Sterzata UE a favore di norme condivise sulle auto elettriche e sistemi di ricarica

Antonio Tajani, commissario europeo all'Industria, ha presentato ieri a Bruxelles la strategia della Commissione UE per automobili elettriche e ad alta efficienza energetica per innescare la tecnologia verso gli obiettivi di Europa 2020 in fatto di crescita intelligente e sostenibile, ponendo le basi per un'industria dell'auto europea competitiva .

La nuova strategia europea creerà un quadro favorevole basato su un duplice approccio rivolta quindi a migliorare l'efficienza dei motori endotermici ed al contempo assicurare ai consumatori europei una mobilità a bassissime emissioni di carbonio.

La strategia intende anche porre in atto standard comuni per le automobili elettriche in modo tale che esse possano essere ricaricate ovunque nell'UE.
Il vice presidente della Commissione ha parlato di "un consenso senza precedenti" a favore di veicoli puliti, attesi con interesse e impazienza dai consumatori europei precisando che la Commissione si pone in modo "neutrale davanti alle scelte dell'industria sul tipo di auto meno inquinante", (i due 'pilastri' sono il motore a caldo e il motore a freddo), Tajani ha spiegato che la strategia prevede "40 azioni concrete che avranno impatto nel breve e nel lungo periodo".
E per quanto riguarda le auto elettriche, il commissario ha indicato le priorità che saranno rivolte alla sicurezza, promuovere norme comuni che consentano a tutti i veicoli elettrici di essere ricaricati ovunque nell'UE, incoraggiare l'installazione di punti di ricarica pubblicamente accessibili, di promuovere lo sviluppo di reti elettriche intelligenti, aggiornare le regole e promuovere la ricerca sul riciclaggio delle batterie.
Le aziende dell'Industria automobilistica del gruppo ACEA hanno osservato che i principali concorrenti europei, come gli Stati Uniti, Giappone e Cina, sono già un passo avanti. "Dobbiamo lavorare per il futuro - ha concluso il vice presidente della Commissione - e non ci sottraiamo alla sfida della competizione globale".

Cliccare per aprire il video
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mercoledì 28 aprile 2010

La Tesla e le batterie litio ioni Panasonic

L'impianto produttivo di Suminoe (Osaka, Giappone) della Panasonic inizierà la produzione di celle 3.1Ah per le batterie ricaricabili con la più alta densità di energia delle celle al litio disponibili sul mercato. Sarà in grado di produrre oltre 300 milioni di celle all'anno.

JB Straubel, Chief Technology Officer della Tesla, ha dichiarato di voler utilizzare queste celle per realizzare i pacchi batterie da installare a bordo della Tesla il cui modello Roadster sarà disponibile per clienti selezionati in Giappone. La Tesla ha già consegnato più di 1.000 Roadster a posti due ai clienti in Nord America.

Nell'immagine sopra riportata è possibile (intrav-)vedere una cella da 3,1 Ah, 3,6V tra le mani di Naoto Noguch, Presidente della Panasonic Energy Company, e di JB Straubel della Tesla CTO davanti alla Roadster con sullo sfondo la fabbrica di Suminoe.


Leggere anche:

martedì 27 aprile 2010

Francia. Bando di gara per l'acquisto di 50.000 veicoli elettrici

Nell'ambito del Piano nazionale per lo sviluppo di veicoli elettrici e PHEVs, l' UGAP (l’Union des groupements d’achats publics) segna l'inizio della procedura per l'acquisto cumulativo di 50.000 veicoli elettrici.

Jean-Louis Borloo, ministro di Stato, Ministro dell'ecologia, dell'energia, dello sviluppo sostenibile e del Mare, responsabile della tecnologia verde e negoziati sul clima e Christian Estrosi, ministro dell'Industria hanno presentato lo scorso 13 aprile il piano per lo sviluppo dei veicoli elettrici e ibridi.
Per garantire che i costruttori possano disporre di una domanda potenzialmente sufficiente per loro per iniziare a produrre i veicoli elettrici, in modo sicuro e su scala industriale, i ministri hanno annunciato il primo importante ordine con un volume stimato in 50.000 veicoli elettrici.

Con la partecipazione fra l'inizio e il gruppo di lavoro istituito nel febbraio 2009, su iniziativa di Jean-Paul Bailly - Presidente e CEO di La Poste, la UGAP, l'ufficio pubblico di acquisto, già molto presente nel settore dei veicoli , ha espresso la sua disponibilità a partecipare a questo progetto di importanza nazionale.

UGAP: coordinatore del gruppo

Il raggruppamento di ordini annunciati il 13 aprile scorso, la raccolta di una ventina di attori pubblici e privati e guidato dal Post Office ADP, Air France, Areva, Bouygues, FES, FESR, Eiffage, Orange France Telecom, GDF Suez, Gaz tonnellate di stazza lorda, GrDF, RATP, Saur, SNCF, SPIE, Suez Environment, Vinci e Veolia. E 'stato nominato coordinatore UGAP con l'incaricato di organizzare l'intera operazione.

Questa scelta è confermata dalla doppia giurisdizione di approvvigionamento UGAP di veicoli (quasi 22.000 nel 2009) e la gestione della flotta, in particolare a nome dello Stato, ed è specializzato in materia di appalti pubblici .

Quando l'offerta sarà stata fatta, tutte le autorità pubbliche ma anche aziende private che forniscono una missione di servizio pubblico potranno rivolgersi direttamente al UGAP per l'acquisto di veicoli elettrici selezionati.

Sono stati identificati tre i tipi di veicoli per soddisfare le esigenze:

uno dei veicoli commerciali leggeri (tipo van) con una capacità di carico di circa 3 m3
una compatta a due posti con una capacità di carico di circa 1 m3
veicoli specifici di quattro o cinque posti

Tra le specifiche richieste: Gli autoveicoli saranno in grado di raggiungere 110 km / h carico utile massimo, hanno una distanza di almeno 150 km, una connessione alla rete e garantire una manutenzione elettrica standard per l'intera area metropolitana. La possibilità è un recupero di 50 km (31 miglia) di serie dopo una carica di 15 minuti.


La scelta della procedura a "dialogo competitivo ", cioè uno scambio con ciascun candidato su tutti gli aspetti del progetto.

Al termine di questa fase di discussione, sulla base delle proposte presentate, i candidati dovranno presentare la loro offerta finale. Un esemplare di ogni veicolo sarà chiesto ai candidati e le prove saranno eseguite.
Dopo la procedura sarà firmato da ciascuno dei membri del gruppo di comandi, compresa la UGAP.

Il volume degli ordini

Il volume potenziale di ordini del gruppo è stimato a 50.000 veicoli. La procedura indica un impegno minimo di quasi 23.000 veicoli in tre tranche e un'operazione complessiva stimata di un miliardo di euro per la durata dei contratti o 4 anni.

Calendario

La fine della procedura dovrebbe essere completato entro la metà del 2011 in modo da lasciare il tempo di valutare i campioni che saranno stabiliti. Le prime consegne sono previste per la seconda metà del 2011.
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lunedì 26 aprile 2010

BYD fornisce ai tassisti cinesi le prime auto elettriche

Un dirigente della BYD, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha confermato al Wall Street Journal che entro il primo semestre del corrente anno l'azienda produttrice di batterie agli ioni di litio e auto sarà in grado di fornire un certo numero di vetture totalmente elettriche e6 ai tassisti di Shenzhen, l'importante città sud-orientale della Cina.

Subito dopo la fornitura di questo primo stock inizieranno le vendite.

Ricordiamo che una quota di partecipazione della BYD è in mano a miliardario tycoon americano Warren Buffett (MidAmerican Energy Holdings Co) intenzionato a portare negli USA la macchina e commercializzarla in tutto il paese. In Cina la BYD prevede di concentrarsi inizialmente sulle flotte "business" vendendo la E6 a tassisti e agenzie governative.

Wang Chuanfu, presidente della società cinese, ha dichiarato che si è sulla buona strada per lanciare la e6 negli Stati Uniti durante la seconda metà del 2010, un lancio che è considerato un test per calibrare le ambizioni globali del settore auto con tecnologia totalmente elettrica .

Il prezzo di riferimento attuale per la e6 BYD dovrebbe essere poco più di $ 40.000, molto competitivo rispetto ad alcuni rivali fra i più grandi.

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domenica 25 aprile 2010

Delibera dell'AEEG in materia di ricarica dei veicoli elettrici in ambito domestico

Il 21 Aprile nel sito web dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas è stata pubblicata la Delibera ARG/elt 56/10 "Disposizioni in materia di connessioni per l’alimentazione di pompe di calore a uso domestico e di veicoli elettrici. Modificazioni dell’Allegato A e dell’Allegato B alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 29 dicembre 2007, n. 348/07 " il cui testo in formato PDF lo potete scaricare a questo indirizzo.

A causa di una mia connaturata incapacità di leggere e soprattutto capire gli atti legislativi ho chiesto che mi venisse riassunto nei punti essenziali. Immagino comunque che spiegazioni esaustive  saranno fornite nel momento in cui l' Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas emetterà un comunicato stampa ufficiale. Riassumo succintamente le novità inquadrandole nel modo seguente:
  • in casa posso alimentare pompe di calore e auto elettrica (comma 2.2 lettera a) del TIT);
  • posso richiedere un secondo punto di prelievo per la pompa di calore e con questo posso ricaricare l'auto elettrica;
  • se ho il secondo punto di cui sopra posso installarne anche altri solo per la ricarica dell'auto elettrica (caso condominiale, ad. es.). 

Che cosa è l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (estratto dal sito web)

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas è un'autorità indipendente istituita con la legge 14 novembre 1995, n. 481 con funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell'energia elettrica e del gas.
Un'autorità indipendente è un'amministrazione pubblica che prende le proprie decisioni in base alla legge istitutiva e ai propri procedimenti e regolamenti dotata di un elevato grado di autonomia nei propri giudizi e valutazioni rispetto all'esecutivo. I poteri di regolazione settoriale fanno riferimento alla determinazione delle tariffe, dei livelli di qualità dei servizi e delle condizioni tecnico-economiche di accesso e interconnessione alle reti, in servizi in cui il mercato non sarebbe in grado di garantire l'interesse di utenti e consumatori a causa di vincoli tecnici, legali o altre restrizioni che limitano il normale funzionamento dei meccanismi concorrenziali.
L'Autorità è un organo collegiale costituito dal Presidente e da quattro membri(1). I cinque componenti l'Autorità sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle attività produttive. Le designazioni effettuate dal Governo sono sottoposte al parere vincolante, espresso a maggioranza qualificata (due terzi dei componenti), dalle Commissioni parlamentari competenti.
I componenti sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore.

Quali sono le sue finalità generali?
L'Autorità ha il compito di perseguire le finalità indicate dalla legge n. 481 del 1995 con cui si vuole "garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza" nei settori dell'energia elettrica e del gas, nonché "assicurare adeguati livelli di qualità" dei servizi.
Le finalità indicate dalla legge istituiva devono essere perseguite assicurando "la fruibilità e la diffusione [dei servizi] in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori, ...". Il sistema tariffario deve inoltre "armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti il servizio con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse". Le pubbliche amministrazioni e le imprese sono tenute a fornire all'Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione per l'adempimento delle sue funzioni.

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sabato 24 aprile 2010

300 tonnellate ibrido elettrico con trolley

Ad integrazione del post precedente, è interessante vedere come viene attivato il trolley di un trasporto merci da 300 tonnellate, seguendolo per un breve tratto del suo percorso, per poi osservare come si distacca dalla catenaria continuando a viaggiare in modo 'normale' sulla strada fino a destinazione .




Non consideriamo questa modalità di trasporto solo una semplice curiosità relegata ad una nicchia ben determinata di utilizzo quanto piuttosto una esemplificazione spinta, estremizzata di ciò che potrebbe essere la migliore tecnologia per il trasporto passeggeri e merci di un futuro nemmeno tanto lontano nel tempo.

Veicoli totalmente elettrici assolutamente su gomma ( e non su binari come il tram) per la loro intrinseca libertà di muoversi su qualsiasi percorso, cittadino, extraurbano, autostradale e quindi ibridi. Ibridi elettrici al cento per cento avendo la possibilità di percorrere lunghi tratti traendo energia dalle catenarie e per tratti di disimpegno più brevi grazie all'energia accumulata in batterie e supercapacitori la cui ricarica avviene con il recupero di energia in frenata o tratti in discesa e direttamente dalla rete quando sono in movimento.

Ringrazio l'amico Ing. Silvano Robur che ha segnalato il video.


Leggere anche:

- La busvia elettrificata più lunga del mondo
- Il filocarro della Valtellina come modello del futuro
- Il bisnonno e il nonno del filobus
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venerdì 23 aprile 2010

Caro Rappresentante Politico, Le scrivo ...

Caro Rappresentante Politico nazionale (o locale):


La prego di contribuire a promuovere l'adozione dei veicoli elettrici del nostro paese.




Come vostro elettore, vi esorto a promuovere attivamente in tutto lo stato l'adozione di veicoli elettrici ad emissione zero come un investimento visionario (*).


In particolare, vi chiedo di:


- sostenere con forza la costruzione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici (EV) accessibili e affidabili all'interno del vostro distretto ed in tutto lo stato.

- consentire alle persone di installare rapidamente stazioni di ricarica EV a casa rendendo semplici le procedure di autorizzazione e incoraggiando lo nascita di controlli standard coerenti.



I veicoli elettrici a emissioni zero sono essenziali per realizzare gli obiettivi economici e di indipendenza energetica. La produzione di EV rafforza l'economia del nostro paese, migliorando la qualità dell'aria riducendo sulla strada il numero di auto e camion a carburanti derivati dal petrolio.



Ma per rendere possibile una realtà in cui l'adozione di veicoli a zero emissioni sia ampiamente diffusa, abbiamo bisogno di una rete di stazioni di ricarica estesa e capillare. E la facilitazione deve cominciare dalla nostra casa.


Purtroppo, le procedure per ottenere l'autorizzazione necessaria all'installazione presso la propria abitazione possono essere molto lunghe.



Il Suo interessamento è urgentemente necessario per evitare che i ritardi scoraggino l'adozione di EV, comprendendo anche la garanzia che gli ispettori locali siano disponibili e addestrati al fine di soddisfare la crescente domanda di EV.



Grazie per l'attenzione. Il Suo sostegno per le auto elettriche Vi porrà in prima linea tra coloro i quali vorranno dedicare il loro impegno per raggiungere l'indipendenza energetica, creando al contempo una migliore qualità della vita.


Cordiali saluti.

Nome Cognome


Questo è il testo dell'invito proposto ai dirigenti politici statunitensi attraverso una missiva da inviare al rappresentante politico locale. La Nissan lo ha inserito nel proprio sito web a disposizione di tutti i presenti e futuri fruitori, simpatizzanti di veicoli elettrici.

E', il caso di copiare? Potremmo farlo anche noi, qui in Italia, inviando la stessa lettera ai propri rappresentanti locali a prescindere dal colore politico possa essere il destinatario?

 

(*)  come fa notare Stefano nel commento 'visionario' è inteso nel senso di profetico non utopico. In effetti, se volessimo mandare una lettera ad un nostro rappresentate politico dovremmo utilizzare un vocabolo in italiano meno ambiguo. 

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giovedì 22 aprile 2010

Camion elettrico/ibrido alimentato come un filobus. Due piani di robustezza

Rio Tinto Group è un gruppo multinazionale anglo-australiano che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie che includono alluminio, rame, diamanti, prodotti energetici, oro, minerali industriali e minerali di ferro. È la terza più grande società mineraria del mondo.


A Rössing in Namibia estraggono l'uranio e per farlo usano questo bestione succhia energia.

Nel corso degli ultimi decenni a causa della richiesta di uranio a basso prezzo ha indotto l'azienda ad utilizzare un mezzo dai consumi ridotti. E' un mezzo a corto raggio diesel-elettrico alimentato da doppi fili aerei come i filobus allo scopo di portare il consumo di carburante ad una frazione di quello che sarebbe se si utilizzasse un motore diesel. L'elettricità è sensibilmente più economica rispetto al gasolio anche in Africa australe, quindi il risparmio in denaro è ingente.

Il bestione è un Komatsu 730E alimentato da un motore K2000E Cummins (2000hp) che il solo ed unico scopo di produrre corrente alternata per mezzo di un alternatore elettrico. La corrente passa attraverso un ponte raddrizzatore per la produzione di corrente continua (DC) che a sua volta va a due motori posti nelle ruote nella parte posteriore del camion. Il camion è così spinto dai due motori elettrici DC, non dal motore diesel.

Il consumo di carburante su questo veicolo dalla portata di 182 tonnellate è di circa 350 litri l'ora, ma quando è connesso alla linea elettrica bifilare grazie al trolley si riduce a 25 litri l'ora. Al di fuori del bifilare i camion sono alimentati di nuovo dal generatore elettrico diesel.

Ah! Dimenticavo di dirvi che è alto quanto due piani, 6 metri e 25 centimetri, lungo poco meno di 13 metri e largo 6 metri e 70 circa. Guardiamo come lavora.




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Body
Description
Payload Capacity (kg): 183,730
Unladen Weight (kg): 140,592
Heaped Capacity (cu m): 111
Loading Height (mm): 5,610
Dump speed, up/down (kg): 36
Dump Angle (deg): 45
Dump cycle time, full cycle (secs): 36

Engine
Description
Engine make & model: Komatsu SSA16V159
Engine power (kW@rpm): 1491@1900
Engine displacement (lit): 50
Number of cylinders: 16

Electric Drive
DC electric drive truck
Control: Statex III Fuelsaver
Alternator: GTA-22
Motorized Wheels: G.E. 788
Ratio : 26.825:1
Electric Dynamic Retarder: 2759kW
Transmission type: Diesel elec
Drive: 4x2
Maximum speed (km/h): 55.7
Service Brakes: Dry disc
Gradeability (%): 20

Weight distribution, Dimensions, etc
Description
Operating Weight (kg): 324,322
Weight distribution, empty, F/R (%): 48/52
Weight distribution, full, F/R (%): 33/67
Length (mm): 12,830
Width (mm): 7,540
Height (mm): 6,250
Turning circle, diameter, outside cnr (mm): 28,000
Tyres F/R: 37.00-R57 optional 40.00R57
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Leggere anche:

La busvia elettrificata più lunga del mondo

Il filocarro della Valtellina come modello del futuro

Il bisnonno e il nonno del filobus


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