Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 19 novembre 2018

L'accelerazione della transizione globale verso le auto elettriche



Quasi la metà di tutti i veicoli elettrici del mondo sono concentrati in 25 città, secondo un nuovo briefing dell'International Council on Clean Transportation (ICCT). A partire dalla fine del 2017, queste 25 città ospitavano circa 1,4 milioni veicoli elettrici dei 3,1 milioni del esistenti nel mondo. Queste 25 città rappresentano il 44% delle vendite totali di veicoli elettrici alla 2017.

L'elaborazione del briefing (Ottobre 2018) fornisce un aggiornamento sulle città di tutto il mondo con il più grande mercato di veicoli elettrici. Ci concentriamo su 25 aree metropolitane che hanno visto oltre 20.000 vendite di veicoli elettrici alla fine del 2017: Pechino, Changsha, Chongqing, Guangzhou, Hangzhou, Qingdao, Shanghai, Shenzhen, Tianjin, Wuhan e Zhengzhou, in Cina; Londra, Inghilterra; Parigi, Francia; Tokyo e Kyoto, Giappone; Amsterdam, Olanda; Bergen e Oslo, Norvegia; Stoccolma, Svezia; e Los Angeles, New York, San Diego, San Francisco, San Jose e Seattle, Stati Uniti. Oltre ad analizzare le reti di vendita e le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici in questi mercati, sono stati identificate e discusse le politiche, le azioni e i programmi che hanno consentito questo successo.

Dall'analisi dei mercati dei veicoli elettrici e dal supporto della politica per essi e le infrastrutture in atto in queste città leader, fanno le seguenti osservazioni:



Quasi la metà dei veicoli elettrici del mondo sono concentrati in 25 città. A partire dalla fine del 2017, queste 25 città ospitavano circa 1,4 milioni di veicoli elettrici dei 3,1 milioni presenti nel mondo. Queste 25 città, che rappresentano solo il 12% delle vendite mondiali di tutti i veicoli passeggeri, costituiscono il 44% delle vendite totali di veicoli elettrici alla fine 2017.



Il mercato dei veicoli elettrici sta accelerando, con la Cina in testa. Le vendite globali di veicoli elettrici sono aumentate di oltre il 50% dal 2016 a circa 1,2 milioni nel 2017. La crescita è stata maggiore in Cina, con la metà del mercato elettrico globale e 11 delle 25 principali città del mercato globale dei veicoli elettrici. Grandi città come Pechino e Shanghai hanno implementato politiche forti non reperibili al di fuori della Cina, compresi grandi incentivi e licenze e privilegi di registrazione per i veicoli elettrici, per affrontare contemporaneamente la congestione e la qualità dell'aria. Altri mercati leader in Europa e negli Stati Uniti hanno versioni simili ma meno estese riguardo gli incentivi e degli approcci politici rispetto alla Cina.


I migliori mercati elettrici stanno iniziando a risolvere la sfida infrastrutturale. L'espansione numerica delle infrastrutture di ricarica è un fattore chiave per la crescita del mercato dei veicoli elettrici. Le capitali dei veicoli elettrici utilizzano strategie sfaccettate per stimolare gli investimenti in infrastrutture, come l'adozione di normative riguardo gli edifici e i parcheggi per garantire un ampio accesso alla ricarica a lungo termine. I primi 25 mercati dei veicoli elettrici hanno, in media, circa 24 volte la ricarica pro-capite disponibile rispetto che altrove. Tuttavia, la disponibilità di ricarica varia notevolmente tra i principali mercati.

Per lanciare il mercato elettrico è necessario un pacchetto politico completo. Quasi tutti i veicoli elettrici globali (98%) sono in Cina, Europa, Giappone e Stati Uniti, che hanno norme per garantire la disponibilità di vari modelli di veicoli elettrici, incentivi per ridurre il prezzo del veicolo, infrastrutture per garantire praticità e campagne per educare i consumatori. Le politiche globali a livello locale sono anche una caratteristica distintiva dei principali mercati dei veicoli elettrici. Sebbene Pechino e Shanghai abbiano politiche di facilitazioni per ottenere la immatricolazione dei veicoli elettrici straordinariamente forti, molte città in Cina, Europa e Stati Uniti offrono altri sostanziali vantaggi finanziari e non finanziari.






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sabato 17 novembre 2018

Sbloccate le restrizioni per le esportazioni degli agrumi in Cina, export da 448 mln


Bene lo sblocco della nuova “via della seta” per gli agrumi made in Italy che potranno essere esportati in Cina anche con gli aerei cargo favorendo un export che fino a oggi è rimasto fermo al palo nonostante che la presenza dei prodotti agroalimentari Made in Italy nel paese asiatico sia praticamente quadruplicata (+376%) in valore negli ultimi dieci anni raggiungendo i 448 milioni di euro.

E’ quanto afferma la Coldiretti su dati Istat in relazione all’accordo fra Roma e Pechino per l’abolizione di barriere non tariffarie annunciato dal vice premier Luigi Di Maio per gli agrumi italiani che fino a oggi non sono mai riusciti ad arrivare in Cina. Una nuova via di accesso per arance, mandarini, limoni e gli altri agrumi che si aggiunge ad altre aperture delle frontiere cinesi come quella del 2016 per le carni suine italiane e quella del 2018 per l’erba medica italiana.

Mentre per quanto riguarda la frutta fresca – continua la Coldiretti – sono ancora bloccate le mele e le pere Made in Italy oggetto di uno specifico negoziato. Ostacoli che occorre superare per proseguire nel percorso di riequilibrio dei rapporti commerciali nell’agroalimentare dove le importazioni dalla Cina – conclude la Coldiretti – hanno superato del 29% il valore delle esportazioni, anche per effetto delle barriere commerciali.

Fonte Coldiretti




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venerdì 16 novembre 2018

Consumi petroliferi di Ottobre 2018



Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI OTTOBRE 2018                                              
I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,3 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 4,5% (+232.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. 

I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,1 milioni di gasolio, con un incremento del 4,8% (+124.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. Nel confronto occorre tenere conto che il mese di ottobre 2018 ha avuto un giorno lavorativo in più rispetto al 2017 e che nel 2018 è stato ampliato il campione della rilevazione.

In particolare:
la benzina totale ha mostrato un incremento del 2,6% (+16.000 tonnellate) con un incremento della benzina venduta sulla rete del 2,3% rispetto a ottobre 2017;
il gasolio autotrazione evidenzia un incremento del 5,4% (+108.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete del 6,1% rispetto a ottobre 2017.
Da segnalare la performance positiva dei bitumi che, da un quadrimestre, hanno invertito un trend per lungo tempo negativo.

Si ricorda che nel mese di ottobre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno subito un calo del 7,3%. Quelle diesel hanno rappresentato il 43,7% del totale (era il 55,1% a ottobre 2017), mentre quelle a benzina il 42% (era il 31,7% a ottobre 2017).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso del Gpl è stato del 7,1%, quello delle ibride del 6,0%, quello del metano dello 0,8% e le elettriche dello 0,4%.

PRIMI DIECI MESI 2018
I consumi petroliferi italiani sono stati pari a 50,6 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,5% (+1.729.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.
I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a circa 26,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,7% (+678.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017. Tali dati sono ancora provvisori essendo consolidati solo i primi sette mesi dell’anno.

In particolare:
la benzina totale nel periodo considerato ha mostrato una flessione dello 0,3% (-19.000 tonnellate) con un calo della benzina venduta sulla rete dello 0,1%;
il gasolio autotrazione totale segna un aumento del 3,6% (+697.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete del +2,7%.
Da segnalare il trend in continua crescita del carboturbo (jet fuel) che, rispetto allo stesso periodo del 2017, cresce del 8,3%.

Si ricorda che nei primi dieci mesi le immatricolazioni di autovetture nuove sono risultate in calo del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2017, con quelle diesel a coprire il 52,2% del totale (era il 56,5% nei primi dieci mesi del 2017) e quelle a benzina il 34,5%.

Le auto ibride hanno coperto il 4,4% delle nuove immatricolazioni, quelle alimentate a GPL il 6,5%, quelle a metano il 2,1% e le elettriche lo 0,3%.

Comunicato stampa Unione Petrolifera


I nostri grafici 


Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha una buona crescita del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2017 per cui si colloca al sestultimo posto tra quelli degli ultimi 13 anni presi in considerazione . Nei primi 10 mesi dell'anno l'incremento del consumo è del 3,5%.



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza alla progressiva diminuzione  in fase di rallentamento negli ultimi mesi.

Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota una transitoria stasi, una fase di decrescita e una successiva risalita dei consumi dal 2018.



Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 quasi sempre positiva in tutto il 2018.


Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.





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giovedì 15 novembre 2018

Nuovo sistema con celle a combustibile per alimentazione ibrida di navi commerciali e passeggeri



Un nuovo progetto di ricerca mira a fornire le risposte necessarie per la tecnologia delle celle a combustibile per per la propulsione principale delle navi commerciali e passeggeri.

La metodologia di test, da sviluppare presso il laboratorio SINTEF Ocean di Trondheim (Norvegia), utilizzerà due celle a combustibile da 30 kW, consiste nel configurare, modellare il funzionamento e il controllo di un sistema di alimentazione marino completo in un impianto di propulsione dell'ordine di megawatt. Il software di ABB, insieme alle funzionalità del simulatore nave SINTEF Ocean, imiterà e riprodurrà diversi profili di carico e combinazioni di diesel/batteria/celle a combustibile, testandoloo in un ambiente di laboratorio ridotto.

Le prove culmineranno nel verificare più aspetti tecnici e combinazioni ottimizzate di celle a combustibile/batteria. SINTEF contribuirà con la fornitura e l'infrastruttura dell'idrogeno, mentre un laboratorio di test offrirà a ABB e SINTEF Ocean l'opportunità di aumentare le competenze interne per l'integrazione, il controllo e la sicurezza della tecnologia delle celle a combustibile nelle applicazioni marine. "SINTEF ha molteplici capacità per quanto riguarda la tecnologia delle celle a combustibile, i sistemi di energia marittima, i sistemi di energia elettrica e l'elettronica di potenza, che dà un vantaggio nello sviluppo di soluzioni innovative.

La tecnologia delle celle a combustibile sta maturando rapidamente e si prevede che queste prove forniranno la piattaforma per le celle a combustibile, in modo che possano assumere una posizione nel settore marittimo che sia competitiva con i combustibili fossili secondo quanto affermato da Jostein Bogen, product manager per l'energia stoccaggio e celle a combustibile presso ABB Marine&Ports. Trovare le incognite e far fronte a loro in un ambiente controllato, piuttosto che rischiare di sorprendere a bordo della nave, sarà centrale in queste prove.

Un altro obiettivo chiave sarà stabilire come migliorare il controllo delle celle a combustibile in combinazione con l'accumulo di energia e come ottimizzare l'efficienza, l'affidabilità e la durata delle pile a celle a combustibile.


Secondo una dichiarazione di Kristoffer Dønnestad, ingegnere R&D, ABB Marine&Ports, Trondheim, ricercheranno le soluzioni decisive e pratiche per sviluppare la tecnologia delle celle a combustibile per la propulsione principale. La ricerca si concentrerà non solo sul flusso di carburante e sulla gestione del carburante, ma su come potrebbe essere una infrastruttura di bunkeraggio di idrogeno.

Usando l'idrogeno come combustibile, le celle a combustibile a membrana a scambio protonico (PEM) separano elettroni e protoni, con i protoni che passano attraverso e gli elettroni usati come uscita elettrica. L'idrogeno viene convertito direttamente in elettricità e riscaldato senza combustione. Le celle a combustibile PEM funzionano a temperature più basse, sono più leggere e più compatte delle loro controparti di ossidi solidi.

ABB è una punta di diamante nell'e-mobility marittima sostenibile che copre la potenza, la protezione, il controllo e l'installazione anche nei veicoli elettrici. Ha anche avuto un coinvolgimento ravvicinato in progetti di traghetti che utilizzano la batteria a corto raggio o per centrali elettriche ibride per ottimizzare l'efficienza della nave. La batteria sarà sicuramente la chiave per raggiungere l'obiettivo norvegese di zero emissioni di navi nei fiordi dal 2026, secondo Bogen.

Bogen ritiene che il trasporto marittimo non dovrà aspettare fino al 2050 per la generazione di elettricità, calore e acqua pulita senza combustione:"Con l'uso di fonti rinnovabili per produrre idrogeno per celle a combustibile e energia immagazzinata con le batterie, l'intera catena può essere pulita."

Fonte comunicato della Sintef






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mercoledì 14 novembre 2018

Il consumo di gas nei settori industriale ed elettrico a Ottobre 2018


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Ottobre in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e nel settore industriale, nei due settori che meglio di altri ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Ottobre 2018 pubblicati dalla Snam, constatando una diminuzione di circa il 4,9% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 4.978,46 milioni di m3.

Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è salito di quasi il 6% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale non ha risentito dell'incremento dei consumi, perde infatti il 5,3% circa rispetto al corrispondente mese del 2017, con una quantità consumata di 1.193 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento mediano rispetto agli ultimi 14 anni.





Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una contrazione negli ultimi 5 mesi.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica scende  rispetto allo stesso mese 2017 del 2,3circa, assestandosi nella zona medio bassa degli ultimi 14 anni. Si sono consumati circa 2.060 milioni di metri cubi (dati provvisori).




Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la discesa dei consumi fino alla risalita dei Settembre, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.









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martedì 13 novembre 2018

BlackFly aereo elettrico innovativo a decollo e atterraggio verticale


VTOL è l'acronimo inglese di Vertical Take-Off and Landing, letteralmente in italiano decollo ed atterraggio verticali (wikipedia).
BlackFly è il primo velivolo VTOL della Opener Inc., USA,  completamente elettrico ultraleggero omologato in USA. Opener Inc., pioniere dei veicoli aeronautici, è un Personal Aerial Vehicle (PAV) monoposto progettato e costruito per un nuovo mondo di trasporto sulle tre dimensioni dello spazio. BlackFly è semplice da manovrare e non richiede alcuna licenza formale (negli Stati Uniti) o abilità speciali per operare in sicurezza. Sebbene BlackFly abbia capacità anfibie complete, è progettato principalmente per operare facilmente in piccole aree erbose e distanze di viaggio fino a 40 chilometri (25 miglia) a una velocità di 100 km/h  (62 m/h pe le restrizioni USA).

 Marcus Leng, CEO, ha dichiarato che OPENER sta ri-energizzando l'arte del volo con un veicolo volante sicuro ed economico che può liberare i suoi operatori dalle restrizioni quotidiane del trasporto via terra. Lo offriranno prezzi competitivi in ​​uno sforzo per democratizzare il trasporto personale tridimensionale. La sicurezza è stata il principale obiettivo nello sviluppo di questa nuova tecnologia. OPENER introdurrà questa innovazione in modo controllato e responsabile. Anche se non richiesto dalle normative FAA, agli operatori BlackFly sarà richiesto di completare con successo l'esame scritto FAA Private Pilot e di completare la familiarizzazione con il veicolo e la formazione degli operatori.

Il team di OPENER ha trascorso gli ultimi nove anni in modalità Stealth, progettando, sviluppando e testando nuove tecnologie innovative che si sono evolute nei veicoli BlackFly a emissioni zero. Il design fault-tolerant e la ridondanza modulare tripla risiedono nel cuore di questi veicoli. Otto sistemi di propulsione, distribuiti su due ali, garantiscono una sicurezza a insuccessi multipli. Anni di test continui, combinati con oltre 1.400 voli e oltre 12.000 miglia di volo, costituiscono il fondamento del programma di sviluppo di OPENER.

La visione a lungo termine di OPENER consiste nell'integrare questi veicoli ad alta efficienza in una rete di pendolarismo rurale / urbana. Queste reti sarebbero alimentate da fonti di energia rinnovabile che richiedono solo una frazione dell'energia di trasporto utilizzata al momento.



BLACKFLY - CARATTERISTICHE AGGIUNTIVE
Prodotto negli Stati Uniti
Capacità di ricarica ottimale (meno di 30 minuti)
Basso rumore
Geofence-capable
Pulsante Ritorno a casa automatico (funzione di allenamento localizzato)
Opzione paracadute balistiche disponibile

General characteristics

Crew: one
Length: 13 ft 5 in (4.09 m)
Wingspan: 13 ft 7 in (4.14 m)
Height: 5 ft (1.5 m)
Empty weight: 313 lb (142 kg)
Gross weight: 563 lb (255 kg)
Fuel capacity: 12KWh
Powerplant: 8 × 112lbs thrust/engine electric motors, 42.0 hp (31.3 kW) each
Propellers: 2-bladed, 3 ft (0.91 m) diameter
Performance

Cruise speed: 80 mph (129 km/h; 70 kn)
Range: 40 mi (35 nmi; 64 km) plus reserves
Rate of climb: 1,000 ft/min (5.1 m/s)
Rate of sink: 1,000 ft/min (5.1 m/s)



OPENER nasce Il 5 ottobre 2011 vicino alla cittadina di Warkworth, nell'Ontario, in Canada. Quel giorno vide il primo volo con equipaggio un velivolo VTOL completamente elettrico ad ala fissa. Questo evento ha portato alla formazione di una compagnia con l'unico scopo di perseguire lo sviluppo di questa nuova tecnologia unica. Nel settembre del 2014, la Società si è riorganizzata come OPENER e ha trasferito la maggior parte delle sue operazioni nella Silicon Valley in California per perseguire una linea temporale di sviluppo senza impedimenti e accelerata.


Interesting Engineering

Un video












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lunedì 12 novembre 2018

Chi dice che il diesel inquina meno dell’auto elettrica?


Ultimamente capita sempre più spesso di leggere vari articoli il cui succo si racchiude in un concetto semplice: Il diesel inquina meno dell’elettrico. Questi articoli sono cominciati a comparire in modo sempre più martellante da quando il mercato delle auto diesel si è inesorabilmente avviato verso un crollo sempre più accentuato.

I controlli più stringenti delle autorità ha imposto recentemente l'adozioni di sistemi di controllo delle emissioni degli inquinanti misurati durante l'utilizzo dei veicoli su strada e non solo in laboratorio come avveniva precedentemente.
Infatti il 1° settembre 2018 sono entrate in vigore le nuove norme europee di immatricolazione dei veicoli in funzione di emissioni testate anche con prove reali (nuove metodologie di omologazione WLTP e RDE).

Ciò ha portato a una crollo delle vendite delle auto diesel del 27% in Italia ad Ottobre e un corrispondente incremento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride che ha fatto seguito all'altro crollo del diesel del mese di Settembre con - 38,3%. La fine del diesel è vicina, dunque, e conseguentemente crescono i colpi di coda sotto forma di articoli fuorvianti. Articoli contestabili, naturalmente. In particolar modo è contestabile l' affermazione secondo cui il ciclo di vita delle auto elettriche, considerando la loro parte tecnologica essenziale, le batterie, risulta essere ben superiore per quanto riguarda le emissioni di gas climalteranti, il CO2.

Cosa afferma invece l'ICCT? 

L'International Council on Clean Transportation (ICCT) è un'organizzazione indipendente no-profit che fornisce l'analisi tecnica e scientifica agli enti regolatori ambientali e legislativi che recentemente, Febbraio 2018, ha pubblicato un'analisi il cui titolo è Effects of battery manufacturing on electric vehicle life-cycle greenhouse gas emissions secondo la quale la realtà è tutt'altra. 







Nel report l'ICCT ha preso in  considerazione le emissioni del ciclo di vita dei veicoli elettrici e quelle dei veicoli ibridi plug-in mettendole a confronto con un veicolo con motore ICE (a combustione interna). La Figura 2 (sopra) mostra come un'auto elettrica pura ha emissioni di gran lunga inferiori rispetto alle migliori condizioni di efficienza di un motore convenzionale. Il confronto è schematizzato nella figura anche per l'ibrida plug-in in termini di emissioni di gas serra del ciclo di vita in Europa in alcune nazioni in funzione della produzione di energia elettrica. Come con il veicolo elettrico a batteria, un veicolo ibrido plug-in ha il potenziale di emissioni di gas a effetto serra inferiori al ciclo di vita rispetto a qualsiasi combustione interna autovettura in Europa. Questi risparmi sulle emissioni dipendono dall'ibrido plug-in auto che utilizza l'elettricità per i viaggi brevi, che richiede di essere ricaricata regolarmente; in questa analisi, viene ipotizzato che la maggior parte della guida giornaliera sia alimentata dall'elettricità. Alcune ricerche indicano che i veicoli ibridi plug-in non vengono sempre caricati regolarmente in alcuni mercati. Nella maggior parte delle nazioni, un veicolo elettrico a batteria ha minori emissioni del ciclo di vita di un ibrido plug-in simile; l'eccezione è la Germania, dove ha la rete elettrica una maggiore intensità di carbone. 


Sembra tutto ben chiaro. C'è da aggiungere che le emissioni di CO2 diminuiranno sempre più con l'introduzione di energia prodotta da fonti rinnovabili a fronte di un ampliamento del gap a sfavore delle auto diesel il cui miglioramento sarà sempre solo marginale, ammesso che ci possa essere.



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venerdì 9 novembre 2018

Carburanti, i numeri della crisi


Migliaia di aziende chiuse, il precariato che dilaga e l'impennata di abusivismo ed illegalità. E' questo il bilancio tracciato da un Rapporto Faib Confesercenti sul settore dei distributori di carburante, che hanno subito le ripercussioni della crisi petrolifera degli ultimi anni.

A lanciare l'allarme è Martino Landi, presidente dell'associazione che rappresenta i gestori di carburanti. "Negli ultimi sette anni – spiega – hanno chiuso circa 4mila pompe colorate.

E altri 10 mila sono già senza contratto o precari, a causa della sistematica violazione delle leggi sull'affidamento degli impianti da parte di chi eredita le reti dei grandi marchi. Una situazione che ha dato vita ad una contrattazione tanto di fantasia quanto illegale, fino al caporalato petrolifero, come dimostra la sentenza contro Petrolifera Adriatica. Bisogna intervenire per riportare ordine nel settore: è a rischio il lavoro di oltre 10mila operatori".

Il rapporto evidenzia che tra il 2010 e 2017 i punti vendita colorati – cioè convenzionati con un marchio – sono passati da 21 mila a 16.667, con una riduzione del 21%; sono diminuiti in modo più drastico gli operatori indipendenti che espongono marchi delle compagnie petrolifere (-31% in dieci anni) ma anche gli impianti delle compagnie petrolifere stesse (-17% sempre in dieci anni).

Si allarga, invece, la zona grigia delle pompe bianche: dal 2010 l'aumento è del 138%, e da 1.780 unità arrivano a oltre 4 mila. Il 41% dei punti vendita sono stazioni di servizio e anche se in valore assoluto si sono ridotte, il loro peso non è cambiato. A cornice di questo quadro cresce anche l'allarme illegalità su tutta la rete, che ormai investe tutti i passaggi nodali della filiera. Dall'arrivo sulla rete di distribuzione di prodotti di provenienza opaca all'immissione di prodotti carburanti di qualità scadente.

Fonte Gestoricarburanti.it




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giovedì 8 novembre 2018

Il traffico autostradale a Luglio 2018 e il consumo di carburanti



La mobilità sulla rete autostradale a pedaggio rilevata nel trascorso mese di luglio, in raffronto con quella dello stesso periodo del 2017, si è distinta per un miglioramento relativo alla componente veicolare pesante – che ha registrato un incremento pari al 4,1 percento – laddove per quanto riguarda invece il settore dei veicoli leggeri quest’ultimo ha subito un calo generalizzato a gran parte della rete. 

La combinazione di tali fattori ha portato ad una situazione di sostanziale pareggio nel risultato complessivo del periodo, mentre il relativo dato cumulato annuale si è mantenuto comunque positivo rispetto all’esercizio precedente. 

Globalmente, più di quarantotto miliardi e mezzo di veicoli-km sono stati percorsi sulla rete da inizio anno, con uno scarto in positivo valutabile nello 0,7% se confrontato con quanto ottenuto nel 2017.

Passando ora alla disamina degli elementi attinenti la sicurezza stradale, il periodo si è caratterizzato per una diminuzione nel numero di persone rimaste ferite in incidenti (- 4,6%).
L’inusuale aumento subito dal tasso di mortalità senza cause apparenti, risultante da una serie di incidenti con esiti mortali avvenuti in varie zone della rete, deve invece essere purtroppo considerato come possibile quando si analizzano sul lungo periodo fenomeni quali l’incidentalità autostradale. In ogni caso, si ricorda che gli elevati valori percentuali dei tassi in questione sono conseguenza soprattutto della relativa piccolezza dei valori assoluti in esame inferiore alla decina di unità.


Dal comunicato Aiscat


I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. A Luglio abbiamo una diminuzione dell' 1,1% mensile e un meno 0,1% a livello annuale sui percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .




Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che cresce del  4,1%continua ad essere positivo, del 3,3%, a livello annuale.



Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti che resta stabile mensilmente ma continua ad essere positivo dello 0,7% a livello annuale.



Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero  è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

veicoli leggeri

Vediamo una diminuzione progressiva.



mezzi pesanti

Continua la salita quasi in modo lineare. 




L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza è verso una stabilità orizzontale.




Facciamo adesso un passo indietro per controllare quanto carburante si è consumato nello stesso mese di Luglio del 2018 e negli anni precedenti. 

Il consumo dei carburanti per autotrazione

Vediamo i grafici da noi realizzati suddivisi per anno solare a partire dal 2007.

Il consumo della benzina a Luglio, differentemente da quanto succedeva nei mesi precedenti (9 mesi consecutivi)  rileva un aumento dei consumi sullo stesso mese dell'anno passato  ma, come vediamo dal grafico, risulta trovarsi in fondo al grafico risultando al penultimo posto tra gli ultimi 12 anni presi in considerazione,  così come è successo negli ultimi 9 mesi, con una percentuale dell'1,5%, ed ancora negativo considerando i primi 7 mesi, -1,0%.



... il consumo di gasolio è superiore al consumo dello stesso mese del 2017 del +4,4% e dello 3,1% nei 7 mesi del 2018.



Qui sotto vediamo l'andamento del gasolio più la benzina, +3,7% in più nel mese trascorso.



Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

Per la benzina continua inesorabilmente a scendere nei consumi, ancora ai minimi .


Il gasolio risale.


Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio disegna la curva in risalita.


GPL

Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione, essendo anch'esso un derivato del petrolio.  Il propano sale di poco, dello 0,7%, non sufficientemente per passare il positivo il consumo dell'anno che rimane fortemente deficitario con -4,2%.



E' evidente la fase di discesa del consumo da trazione nel grafico seguente che prende in considerazione la sommatoria dei 12 mesi precedenti.







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