Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 20 novembre 2019

Fatturato e ordinativi dell’industria a Settembre 2019, cresce dello 0,2% il primo e dell' 1,0% i secondi


A settembre  si stima che il fatturato dell’industria aumenti in termini congiunturali dello 0,2%. Nel terzo trimestre l’indice complessivo è invece diminuito dello 0,7% rispetto al secondo trimestre.

Anche gli ordinativi registrano a settembre un incremento congiunturale (+1,0%), mentre il terzo trimestre del 2019 è in diminuzione dell’1,7% rispetto al trimestre precedente.

La dinamica congiunturale del fatturato è sintesi di una modesta crescita del mercato interno (+0,4%) e di una lieve diminuzione di quello estero (-0,3%). Per gli ordinativi l’incremento congiunturale riflette un aumento delle commesse provenienti da entrambi i mercati, meno ampio per il mercato interno (+0,7%) e più marcato per quello estero (+1,5%).

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a settembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dell’1,2% per i beni di consumo e dello 0,7% per i beni intermedi, una trascurabile flessione (-0,1%) per l’energia e una più marcata riduzione dell’1,7% per i beni strumentali.

Comunicato Istat



nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.




Fatturato cresce dello  0,2% 



Ordinativi crescono dell'1,0% 





MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

martedì 19 novembre 2019

In sei mesi è ridotto il traffico e l'inquinamento nel centro di Londra


Da quando  è entrata in funzione la "Ultra Low Emission Zone" sono entrate 13.500 macchine in meno  nella capitale inglese ogni giorno riducendo traffico e inquinamento.
Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che ha imposto la Ulez, o Ultra Low Emission Zone, nel centro di Londra e in sei mesi dall’8 aprile, infatti, solo i mezzi che rispettano alcuni standard ecologici possono entrare nel cuore di Londra gratis, mentre gli altri devono sborsare minimo 12,50 sterline (14,5 Euro) se vogliono avere l’accesso, che diventano anche 100 sterline (116 Euro) per i camion. Una tassa pesante che ha costretto tanti a cambiare abitudini.

Nell’arco di sei mesi sono passate per Londra 13.500 macchine in meno ogni giorno. Un taglio non indifferente. Cui va aggiunto il fatto che il 77 % dei veicoli che si muovono nella zona della Ulez ormai sono ecologici.

Quanto ai livelli di inquinamento, ci sono stati progressi significativi. Il tasso biossido di azoto è sceso del 36% nella zona interessata. Da quando è partito il nuovo regime, questo paramento è sempre stato sotto il livello di guardia, come quello degli ossidi di azoto, che è arrivato ad abbassarsi del 31% rispetto a prima, il che significa 200 tonnellate in meno di emissioni. Un risultato in sei mesi che è più positivo delle aspettative, dal momento che le proiezioni erano di una riduzione del 45% nell’arco del primo anno.

In generale il traffico nel centro di Londra si è ridotto in una percentuale che è oscillata tra il 3 e il 9% negli ultimi sei mesi, raffrontata con lo stesso periodo del 2018. Ciò significa che per non pagare la tassa la gente ha scelto sistemi di mobilità alternativa, affidandosi ai mezzi pubblici oppure preferendo camminare o andare in bicicletta. Anche il biossido di carbonio si è ridotto del 4% in sei mesi e la prospettiva è di arrivare a un 13% in meno nell’arco di un anno.

Secondo il sindaco Sadiq Khan, questi dati dimostrano che la Ulez limita l’inquinamento dovuto alle auto e consente di avere un’aria più pulita. Secondo lui politiche di questo tipo vanno sviluppate e estese anche ad altre aree, se davvero si vogliono proteggere i polmoni dei londinesi e soprattutto quelli delle nuove generazioni.

Una valutazione cui ha fatto eco anche Alex Williams, che ha seguito il progetto per conto di Transport for London. “L’introduzione della Ulez quest’anno è stato un momento significativo per la salute della gente di Londra – ha detto – e i dati semestrali lo dimostrano. Quattro su cinque veicoli che entrano nella zona centrale della città adesso sono ecologici e comportano un inquinamento minimo e le emissioni si sono ridotte di un terzo”.

Un passo importante anche nella guerra ormai in corso per combattere il cambiamento del clima che ha come primario beneficio quello di ridurre le emissioni pericolose che portano a migliaia di morti premature ogni anno a Londra e all’aumento del rischio di contrarre malattie come asma, Alzheimer o cancro.

Articolo di londraitalia.com
Foto @City of London

I cittadini possono controllare online se il loro mezzo può circolare o meno liberamente nell’area interessata. I veicoli ammessi sono:
– i motocicli che rispettano gli standard Euro 3;
– le auto e i furgoni a benzina che rispettano gli standard Euro 4 (veicoli con meno di 14 anni);
– le auto e i furgoni che rispettano gli standard Euro 6 (auto con meno di 5 anni e furgoni con meno di 4 anni);
– I camion, autobus e pullman che rispettano lo standard Euro 6.

L’esenzione dei Diesel Euro 6 è uno degli elementi che rende questa misura all’avanguardia rispetto ad altre.
Le restrizioni introdotte dalla ULEZ prevedono delle eccezioni, come nel caso dei residenti o dei disabili. Se non si rientra nelle categorie previste per l’esenzione e non si paga la tariffa sono previste delle multe piuttosto salate: 185 euro (160 sterline) per le auto e dai 1150 euro in su per camion e pullman.


MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

lunedì 18 novembre 2019

Uno sguardo dal cavalcavia, le Autostrade ad Agosto 2019


Le analisi di preconsuntivo sui flussi veicolari rilevati nel trascorso mese di agosto si distinguono per un miglioramento relativo alla componente leggera – che registra un incremento vicino al due e mezzo percento – ed un lieve rallentamento del settore dei veicoli pesanti, il quale si attesta su un livello non di molto inferiore al punto di pareggio pur mantenendo, comunque, un buon riscontro se si guarda al relativo cumulato da inizio anno il quale supera del due percento le risultanze dei primi due quadrimestri dell’esercizio precedente.
Tutto ciò ha condotto ad un livello di traffico mensile superiore di quasi due punti percentuale a quello registrato nell’analogo periodo del 2018 e ad un dato complessivo annuale pari ad oltre 57 miliardi di veicoli-km percorsi sulla rete autostradale a pedaggio, con uno scarto positivo pari a 0,5 punti.
Guardando ora al settore della incidentalità stradale, assistiamo a dati positivi nella totalità dei campi con un decremento dell’11,1 percento per quanto riguarda il tasso relativo agli incidenti avvenuti e di quasi il 30 percento per quello concernente il numero di eventi mortali.
Con riferimento all’indicatore della mortalità, infine, è opportuno tenere presente come il dato risenta delle conseguenze legate al tragico crollo che ha interessato il viadotto Polcevera nell’agosto 2018 in cui persero la vita 43 persone; l’eccezionalità di tale accadimento ha ovviamente influito in misura rilevante anche sulle risultanze del paragone con il corrente mese, non consentendo di effettuare raffronto statisticamente attendibile. Comunque, volendo tentare una seppur semplicistica stima si può notare che, anche sterilizzando il dato dagli effetti conseguenti il suddetto evento, il numero di decessi registrati sarebbe in ogni caso stato inferiore di 7 unità rispetto a quanto ottenuto nell’analogo periodo dell’anno passato.

Dal comunicato Aiscat


I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. Ad Agosto 2019 abbiamo una crescita dello 2,5% mensile e 0,1% a livello annuale nei 9 mesi, su percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .


Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che scesi del 1,2% a livello mensile e cresciuti del 2,0% a livello annuale.



Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti cresce del 1,8% mensile e dello 0,5% a livello annuale.



Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

I veicoli leggeri

L'inizio è dal Gennaio 2013 ad oggi. Vediamo un'andamento piuttosto stabile da un paio di anni. 


I mezzi pesanti

L'inizio è dal Gennaio 2013 ad oggi. Continua la salita costante. 


L'inizio è dal Gennaio 2013 ad oggi. L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza verso un leggero aumento .



Qui sotto un riassunto degli ultimi 8 anni comprendendo i primi 4 mesi del 2019.





Se ha un senso confrontare le percorrenze autostradali con i consumi dei carburanti andiamo a verificare quale sia stato il consumo di benzina e gasolio nello stesso periodo dell'anno prendendo e i grafici del consumi sommando gli ultimi 12 mesi.


Per la benzina tutto sommato sembra mantenere una certa stabilità dalla fine del 2017.



Il gasolio mostra una riduzione dei consumi evidente dal Dicembre dell'anno passato.



Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio, che insieme disegnavano da un anno una linea di salita tendono alla graduale discesa dal dicembre dell'anno passato.




MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

sabato 16 novembre 2019

La vendemmia chiude con addio a 1 bottiglia su 5 per il maltempo


Con l’arrivo del maltempo si conclude la vendemmia 2019 che per effetto del clima anomalo registra un taglio della produzione del 20% rispetto allo scorso anno, che significa addio ad una bottiglia di vino Made in Italy su cinque, anche se l’Italia mantiene comunque il primato mondiale tra i produttori. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti presentato per la Giornata del Ringraziamento festeggiata a partire dal week end di San Martino dell’11 novembre e promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sulla nuova annata.

La vendemmia 2019 è iniziata quest’anno il 7 agosto, tra le più anticipate dell’ultimo decennio, e dopo poco più tre mesi di raccolta lungo la Penisola ora – sottolinea la Coldiretti – restano da completare pochissime vigne di varietà tardive come l’Aglianico nelle aree interne di Basilicata e Campania o il Nebbiolo in altitudine del Piemonte e della Valtellina.

Si è dunque praticamente conclusa una annata di buona/ottima qualità con una stima di circa 44,3 milioni di ettolitri di produzione Made in Italy destinata – precisa la Coldiretti – per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola.

Se l’Italia – sottolinea la Coldiretti – si conferma al primo posto nel mondo, la Francia insidia da vicino con un quantitativo di poco inferiore di 42,2 milioni di ettolitri, mentre in Spagna si ferma a 37 milioni di ettolitri. La vendemmia è stata difficile in tutta Europa dove si stima una produzione in 155 milioni di ettolitri, inferiore del 18% rispetto allo scorso anno, a causa principalmente, degli eventi climatici estremi, secondo la Commissione Europea.

Con la fine delle operazioni vendemmiali l’Italia festeggia anche il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy che nei primi sette mesi del 2019 fanno registrare un aumento in valore del 4% rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale circa 6,2 miliardi di euro, la prima voce dell’export agroalimentare nazionale, secondo una analisi della Coldiretti su dati Istat. Lo spumante è stato il prodotto che ha fatto registrare la migliore performance di crescita all’estero con le esportazioni che, con un aumento del 11% rispetto all’anno precedente.

Positivi anche i segnali nei consumi degli italiani che aumentano gli acquisti del 3,7% nei primi nove mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.

“Il vino italiano con un fatturato di oltre 11 miliardi di euro è cresciuto scommettendo sulla sua identità, con una decisa svolta verso la qualità che rappresentano un modello di riferimento per la crescita dell’intero agroalimentare nazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “distintività e legame con il territorio sono i fattori competitivi vincenti per l’intero Made in Italy”.

Il vigneto Italia – sottolinea la Coldiretti – con i suoi 658mila ettari coltivati offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio. L’esercito del vino – conclude Coldiretti – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi).

Fonte: Coldiretti


MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

venerdì 15 novembre 2019

Volkswagen investe 800 milioni per un impianto di auto elettriche in USA


Se Tesla è entrata velocemente nel mercato cinese delle auto elettriche costruendo in solo dieci una Gigafactory che già sforna le Model3 e pone le basi per un investimento in Europa per un'altra Gigafactory incentrata nella produzione di batterie in Germania, dopo avere abbandonato l'idea di costruirla in Gran Bretagna a causa della Brexit, gli europei non stanno a guardare. La controffensiva europea per sfrondare nel mercato delle auto elettriche negli Stati Uniti non si è lasciata attendere. Si parla di Volkswagen e del suo piano di espansione negli  Stati Uniti per la produzione di veicoli elettrici con un impianto a Chattanooga da 800 milioni di dollari di investimento in grado di creare 1.000 nuovi posti di lavoro. L'impianto di Chattanooga si estende per quasi 52 mila metri quadri. Volkswagen ha annunciato inoltre la realizzazione di un nuovo impianto di assemblaggio di pacchi batteria.

Il sito di  Chattanooga, la cui produzione vedrà l'inizio nel 2022, sarà base di montaggio nordamericana di Volkswagen per i veicoli elettrici sullo schema Modular Electric Drive Matrix (MEB). Volkswagen ha cominciato  la produzione della ID.3, auto elettrica  a lunga percorrenza, all'inizio di questo mese a Zwickau, Germania, per poi estendere la produzione in siti di tutto il mondo, tra cui quello di Anting e Foshan, in Cina, nel 2020. Entro il 2022, i veicoli MEB verranno prodotti in otto stabilimenti in tre continenti. Il sito Chattanooga sarà l'hub del Nord-America di VW per la produzione di veicoli elettrici.


Informazioni e foto  tratte dal comunicato Volkswagen 


MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

giovedì 14 novembre 2019

Produzione industriale a Settembre 2019




A settembre 2019 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,4% rispetto ad agosto. Nella media del terzo trimestre la produzione mostra una flessione congiunturale dello 0,5%.

L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali per i beni di consumo (+0,7%) e i beni strumentali (+0,6%); variazioni negative registrano, invece, l’energia (-1,1%) e i beni intermedi (-1,0%).

Corretto per gli effetti di calendario, a settembre 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 2,1% (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 20 di settembre 2018). Nella media dei primi nove mesi dell’anno l’indice ha registrato una flessione tendenziale dell’1,0%.

Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a settembre 2019 si registra una moderata crescita esclusivamente per il comparto dei beni di consumo (+1,2%); al contrario, una marcata diminuzione contraddistingue i beni intermedi (-5,2%), mentre diminuiscono in misura più contenuta i beni strumentali (-2,0%) e lievemente l’energia (-0,1%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,6%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+7,8%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,4%). Le flessioni più ampie si registrano nell’attività estrattiva (-11,2%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-8,1%) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-7,1%).



Comunicato stampa Istat           

I nostri grafici.

Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016. La produzione scende dello 0,4% e dello 0,1% nei primi 9 mesi del 2019.


Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia che scende dello 0,1%.



Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.

...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.





MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

mercoledì 13 novembre 2019

La Formula 1 annuncia un piano a zero emissioni entro il 2030


Come recita il comunicato presente nel proprio sito la Formula ha annunciato lunedì scorso, 11 Novembre, un piano di sostenibilità ambizioso per avere una netta impronta di carbonio zero entro il 2030. L'iniziativa riguarderà Formula 1 e l'attività in pista e il resto delle operazioni sportive. 

I progetti di riduzione del carbonio inizieranno immediatamente per diventare uno sport più sostenibile. La Formula 1 è stata in prima linea di innovazione tecnologica tutta la sua storia con i progressi che hanno beneficiato direttamente il più ampio automobilistico settore. Innovazioni aerodinamiche, gli sviluppi di sicurezza, sistemi di recupero di energia, strumenti di navigazione e materiali compositi da F1 sono stati adottati dalla vettura stradale e di altre industrie.

Essere in prima linea di innovazione automobilistica di Formula 1 dà una piattaforma globale per accelerare il progresso e lo sviluppo di tecnologie che riducono le emissioni e eliminino le emissioni di carbonio dal corrente motore a combustione interna (ICE). Il propulsore ibrido avrà un ruolo chiave nel futuro del settore automobilistico. L'unità di potenza ibrido F1, che offre più potenza con meno carburante rispetto a qualsiasi altra macchina, in combinazione con combustibili sostenibili e avanzati sistemi di recupero dell'energia, presenta una straordinaria opportunità per offrire un propulsore ibrido di carbonio net-zero. Con oltre 1 miliardo dei 1,1 miliardi di veicoli nel mondo alimentato da ICE, ha il potenziale per ridurre le emissioni di carbonio a livello globale.

Oltre ai piani per eliminare l'impronta di carbonio della vettura di F1 e le attività in pista, le iniziative includeranno interventi per garantire una ultra-efficiente logistica e viaggi e  uffici, strutture e fabbriche alimentati al 100% con le rinnovabili .

Entro il 2025 tutti i eventi saranno sostenibili. Ciò significa l'uso di materiali sostenibili, eliminazione di  plastica monouso e tutti i rifiuti riutilizzabili, riciclati o compostati.

Estratto dal comunicato corp.formula1.com/




MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

martedì 12 novembre 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico a Ottobre 2019



All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Ottobre 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese di Ottobre 2019 pubblicati dalla Snam, rilevando che i consumo è aumentato del 3,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 5.181,8  milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam).

I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 



I nostri grafici

Se il consumo è cresciuto del 3,2% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale mostra una riduzione del consumo rispetto allo stesso mese dell'anno passato dell' 8,2%, con una quantità di 1.138,8  milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra come il suo posizionamento sia in basso rispetto agli ultimi 15 anni.



Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una stabilità all'inizio dell'anno e una inversione negli ultimissimi mesi.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale rispetto allo stesso mese del 2018 con un + 10,3 circa, assestandosi ancora nella zona media degli ultimi 15 anni. Si sono consumati a questo scopo circa 2.290,3 milioni di metri cubi (dati provvisori). 


Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la crescita costante dei consumi  nei mesi del 2019, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.







MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.

lunedì 11 novembre 2019

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Settembre 2019


Sono stati pubblicati nel sito dell' EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici, i numeri relativi alle vendite delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti  di Settembre 2019.  Al fine di fornire tempestivi e affidabili dati di vendita, EDTA ha implementato una nuova metodologia per la classificazione dei veicoli venduti plug-in (ricarica a rete delle batterie) nel suo rapporto mensile. Si classificano i ibridi plug-in, dove resta un motore termico oltre a quello elettrico, e i veicoli elettrici puri a batteria. Questi numeri forniti da EDTA sono controllati regolarmente e aggiornati per formare i nostri grafici.


I nostri grafici


Vediamo che nel mese di  Settembre  2019 le auto elettriche pure a batteria (BEV) immatricolate sono state  27.207 il  che non rappresenta il record del mese confrontando le vendite degli  ultimi 11 anni, ma comunque ben in alto, seconde solo all'anno passato. Nei primi 9 mesi del 2019 sono state immatricolate 241.413  auto elettriche pure.


Le immatricolazioni delle auto Ibride Plug-in  (PHEV) sono state inferiori a quelle del 2018 e 2017 collocandosi al terzo posto mese sui 12 anni precedenti, con 5.921 unità. Complessivamente nei primi 9 mesi si sono vendute 62.263  ibride plug-in.


Il totale delle auto Plug-in, elettriche pure e ibride con batteria ricaricabile a rete, sono risultate essere superiori rispetto all'anno passato con 33.248 unità, nonostante il forte decremento delle ibride bilanciato dal ben superiore incremento delle elettriche, per un totale nei primi 9 mesi del 2019 pari a  236.067  vetture plug-in.


Con il seguente grafico vediamo la progressione mese per mese delle immatricolazione dal 2010 ad oggi. 

La progressione mensile.
Aggiungiamo un nuovo grafico, quello delle auto alimentate da fuel-cell ovvero quel dispositivo elettrochimico che produce energia elettrica combinando l'idrogeno immagazzinato a bordo con l'ossigeno atmosferico, energia che alimenta un motore elettrico. E' piuttosto evidente dai numeri e dal grafico che le auto a idrogeno piacciono solo ai costruttori. Nota: non stati forniti i dati dell'ultimo semestre dell'anno passato. 




MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   


.