Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 15 dicembre 2018

Onu, risoluzione colpisce 85% Made in Italy “Doc”




La risoluzione dell’Onu con bollini allarmistici o tasse per dissuadere il consumo di certi alimenti rischia di affossare quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che l’Unione Europea e le stesse istituzioni internazionali dovrebbero invece tutelare. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento della risoluzione preparata dai sette Paesi della “Foreign Policy and Global Health (Fpgh) che “esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri” che dovrebbe essere messa ai voti dall’Onu il prossimo 13 dicembre.

Il nuovo attacco punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo – denuncia la Coldiretti – il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo. Vengono infatti promossi con il semaforo verde cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e bocciati invece con quello rosso e nero – spiega la Coldiretti – elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche i principali formaggi e salumi italiani.

Un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010.

“Un corretto regime alimentare si fonda infatti sull’equilibrio nutrizionale tra i diversi cibi consumati e non va ricercato sullo specifico prodotto. Non esistono cibi sani o insalubri, ma solo diete più o meno sane” afferma Prandini nel sottolineare che si tratta di “un pericolo rilevante per il Made in Italy agroalimentare che nel 2018 ha messo a segno un nuovo record delle esportazioni con un +3% nei primi sei mesi dopo il valore di 41,03 miliardi del 2017”.


Comunicato Coldiretti.







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venerdì 14 dicembre 2018

Produzione industriale sale a Ottobre 2018




A ottobre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,1% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto–ottobre 2018 il livello della produzione cresce dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale solo nel comparto dei beni di consumo (+1,3%); variazioni negative registrano, invece, l’energia (-3,0%) e, in modo più lieve, i beni intermedi (-0,3%) e i beni strumentali (-0,1%). 

Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre 2018 l’indice è aumentato in termini tendenziali dell’1,0% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di ottobre 2017). Nella media dei primi dieci mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,7% rispetto all’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a ottobre 2018 una crescita tendenziale per i beni strumentali (+2,4%) e i beni di consumo (+2,0%); diminuzioni si osservano invece per l’energia (-1,5%) e, in misura più contenuta, per i beni intermedi (-0,3%). 

I settori di attività economica con i più elevati tassi di crescita tendenziale sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+5,9%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+3,8%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+3,7%). Le maggiori flessioni si rilevano invece nell’industria del legno, della carta e stampa (-5,4%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,8%) e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-3,6%).

Comunicato stampa Istat


I nostri grafici.

Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.






Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.

...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.





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giovedì 13 dicembre 2018

Un'enorme diga per lo storage di energia rinnovabile, fotovoltaica e eolica



Sicuramente uno dei problemi cruciali tra i più importanti da risolvere in previsione dello sviluppo delle energie rinnovabili è quello relativo all'accumulo dell'energia prodotta in surplus essendo essa del tutto variabile e non costante. Solare ed eolico hanno una produzione discontinua quindi lo sviluppo di queste energie rinnovabili va di pari passo con la creazioni di efficienti misure atte a tesaurizzare l'energia prodotta occasionalmente in eccesso per essere resa alla rete al momento del bisogno. La tecnologia della diga a doppio bacino può essere una delle soluzioni.

A tale fine esiste un progetto con uno stanziamento di ben 3 miliardi di dollari per trasformare la diga di Hoover in una enorme batteria. Questo è quello che si legge sul quotidiano online The New York Times .

La diga di Hoover ha contribuito a trasformare l'Occidente americano, sfruttando la forza del fiume Colorado - insieme a milioni di metri cubi di cemento e decine di milioni di chili di acciaio - per fornire energia elettrica a milioni di case e imprese. Fu una delle grandi imprese ingegneristiche del XX secolo. Ora è al centro di una sfida del 21 ° secolo: trasformare la diga in una vasta riserva di elettricità in eccesso, prodotta dagli impianti fotovoltaici  e dalle turbine eoliche che rappresentano le fonti di energia del futuro. Il Dipartimento di Los Angeles Water and Power, lo storico operatore della diga da quando fu costruita negli anni '30, vuole dotarla di un sistema di tubazioni ed una stazione di pompaggio alimentata da energia solare ed eolica del valore di 3 miliardi di dollari insieme. La stazione di pompaggio, a valle, aiuterebbe a regolare il flusso d'acqua attraverso i generatori della diga, rimandando l'acqua in alto per aiutare a gestire l'elettricità nei momenti di massima domanda. Il risultato netto sarebbe una sorta di accumulo di energia, che svolge quasi la stessa funzione delle gigantesche batterie agli ioni di litio sviluppate per accumulare e rilasciare energia secondo necessità. Il processo inizia quando la diga converte l'acqua in energia. 

Il progetto della diga di Hoover può aiutare a rispondere a una domanda incombente per l'industria energetica: come arrivare a un risparmio energetico conveniente ed efficiente, che è visto come la chiave per trasformare il settore e contribuire a ridurre le emissioni di carbonio. Poiché il sole non splende sempre e i venti possono essere incoerenti, le compagnie elettriche cercano modi per accumulare l'elettricità generata da tali fonti rinnovabili pronta per l'uso quando la loro produzione diminuisce. Tutto questo al fine di evitare di accendere impianti a combustibili fossili per far fronte a periodi di forte domanda, e quando gli impianti solari ed eolici producono più elettricità di quanto i consumatori necessitino, i servizi pubblici californiani hanno dovuto trovare il modo di sbarazzarsi di essa - incluso darla via ad altri stati - o di sovraccaricare la rete elettrica e causare blackout.

L'obiettivo temporale per il completamento è il 2028, e alcuni dicono che lo sforzo potrebbe ispirare innovazioni simili da applicare ad altre dighe. Il potenziamento dello stoccaggio di energia potrebbe anche influenzare piani per miliardi di dollari in altri progetti di impianti eolici proposti dai miliardari Warren E. Buffett e Philip F. Anschutz. Ma la proposta dovrà fare i conti con ostacoli politici, comprese le preoccupazioni ambientali e gli interessi di coloro che usano il fiume per bere, divertirsi e altri servizi. 

Fonte The New York Times 






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mercoledì 12 dicembre 2018

Produzione nazionale +0,8% e le rinnovabili nel mese di Ottobre 2018, idrica +25,1%, eolica +17,4%



Qualche giorno fa abbiamo visto i dati relativi al consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Ottobre 2018 grazie al comunicato stampa emesso da  Terna secondo cui si certifica, sia pure provvisoriamente, che vi è stata una crescita del 2,1% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 26.866 GWh contro i 30.026 GWh dell'anno passato.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare attenzione verso le energie rinnovabili.
Nel decimo mese dell'anno, secondo quanto rilevato da Terna,  la domanda di energia elettrica è stata  soddisfatta per l’85,3% con produzione nazionale e per la quota restante (14,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. 

In dettaglio, la produzione nazionale netta di 23,1 miliardi di kWh è aumentata dello 0,8% rispetto a ottobre del 2017. In forte crescita le fonti di produzione idrica (+25,1%) ed eolica (+17,4%); in flessione le fonti di produzione termica (-2,5%) e fotovoltaica (-10,1%); stabile quella geotermica.



I nostri grafici

Per comprendere facilmente con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito alcuni grafici con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009


Nel mese di Ottobre si registra una crescita della produzione nazionale dello 0,8% rispetto a Ottobre 2017. La quota di produzione delle centrali termiche è scesa del 2,5% mentre, tra le rinnovabili, si ha un forte aumento dell'idrico con +25,1% e l'eolico con un +17,4% una riduzione di tutte le alte.


Per anno solare vediamo che a Ottobre 2018 la produzione nazionale risulta essere collocata ad un  livello medio degli ultimi 10 anni presi in considerazione nei nostri grafici  con 23,1 miliardi di kWh , ovvero +0,8%  rispetto allo stesso mese dell'anno precedente .



... vediamo la  sequenza mensile.




Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come 
sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Nel 2018 siamo in presenza di una stasi.


Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.


La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Vediamo una riduzione del 10,1% rispetto al 2017, sia pure al secondo livello con  1.608 GWh.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Sale toccando il massimo mai raggiunto in passato con +25,1% e  1.482 GWh.


Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico.



Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.



Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.


Il grafico seguente mostra il ruolo di tutte le componenti nella produzione nazionale di energia, le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica)  34,77%  e la termica 65,23%.

Nota: nella nostra torta e in tutti i grafici del post abbiamo escluso le biomasse facenti parte della quota termica anche se considerate da terna come fonti rinnovabili.





Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.


Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.



Negli ultimissimi  mesi si rileva una risalita della produzione idroelettrica.






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martedì 11 dicembre 2018

Il treno ad alta velocità sotto il fondo del mare




Non era sufficiente realizzare una linea ferroviaria ad alta velocità di superficie, i cinesi la vogliono costruire sotto il fondo del mare, secondo qunto scrive il portale web ufficiale del Governo della Provincia di Zhejiang.

Pechino ha appena dato il via libera a un progetto per la costruzione del primo treno proiettile (sullo stile del giapponese Shinkansen, che tradotto appunto vuol dire 'treno proiettile' per la sua alta velocità)  sottomarino in Cina.
La linea collegherà Ningbo, una città portuale a sud di Shanghai, a Zhoushan, un arcipelago al largo della costa orientale. Il tunnel sottomarino proposto farà parte del tragitto della ferrovia Yong-Zhou di 77 chilometri (Yong è il soprannome di Ningbo) per aumentare il turismo e creare una zona di pendolarismo di due ore all'interno della provincia di Zhejiang.
Il progetto di questo nuovo itinerario era stato  presentato al governo nel 2005 con uno studio di fattibilità della linea ferroviario Yong-Zhou che poi è stato approvato da Pechino nel novembre scorso.
All'interno del percorso ferroviario di 77 km, saranno costruiti circa 70,92 km di binari, compresa una sezione sottomarina di 16,2 km.


La nuova linea ferroviaria accorcia notevolmente il viaggio tra Zhoushan e Hangzhou e una volta completata collegherà la stazione est di Ningbo e la stazione di Zhoushan (Baiquan) con treni ad alta velocità che raggiungono una velocità massima di 250 chilometri all'ora, in 80 minuti, confrontati con le circa 4,5 ore in autobus o in 2,5 ore di viaggio con un veicolo personale.

Sono state progettate sette stazioni per l'intero percorso, tra cui quattro nuove stazioni e tre riqualificate. Oltre al tunnel sottomarino, sarà costruito un ponte stradale per collegare parti dell'arcipelago.

Con un prezzo di 25,2 miliardi di RMB (equivalenti a 3,6 miliardi di dollari), il progetto dovrebbe iniziare l'anno prossimo e dovrebbe concludersi nel 2025 .
Zhoushan, a circa tre ore di auto a sud di Shanghai, è ancora relativamente poco conosciuto dai turisti internazionali. Ma in termini di business, è una delle più importanti nuove aree a livello statale (o zone speciali di sviluppo economico designate dal governo di Pechino) in Cina.





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lunedì 10 dicembre 2018

Perché la Cina è l'unica in gara per produrre autobus, taxi e camion elettrici?



Un progetto nazionale per sostituire milioni di taxi, autobus e mezzi di trasporto persone alimentati a benzina con nuovi modelli elettrici sta alimentando le ambizioni della Cina nel diventare leader internazionale della transizione globale verso trasporti con veicoli a batterie.

Si possono già trovare i segni di questa transizione sulle strade americane e cinesi sotto forma di autobus elettrici e furgoni costruiti da produttori cinesi. 

'La Cina è l'unica in gara; i produttori sono tutti cinesi ', ha affermato Sandra Retzer, responsabile per la mobilità sostenibile con sede a Pechino presso l'Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale, che sta lavorando con il governo cinese per sviluppare il trasporto verde, riferendosi al mercato dei veicoli elettrici commerciali. 'Attualmente le città tedesche stanno offrendo gare di appalto per l'acquisto di autobus elettrici, e non c'è nessuna proposta di prodotti tedeschi.

I veicoli elettrici sono al centro della strategia industriale nazionale cinese Beijing’s Made in China 2025, che richiede ai produttori di raggiungere il dominio in patria e il successo all'estero per quanto riguarda le tecnologie strategiche per il futuro. Alcuni produttori di auto cinesi hanno enfatizzato lo sviluppo di EV commerciali perché sperano che il vantaggio già conquistato nel segmento possa finalmente tradursi in un successo nel più ampio mercato passeggeri a livello globale, e non avendo quasi nessuna concorrenza straniera in patria per gli EV commerciali ciò li ha aiutati a consolidare uno slancio iniziale

La Cina sta inoltre procedendo nell'adozione di auto elettriche, ne sono state vendute 746.000  nel paese nel periodo gennaio-ottobre, rispetto ai 114.000 veicoli commerciali. Ma, mentre l'adozione di EV delle auto elettriche dipende in gran parte dalla domanda dei consumatori, devono essere le autorità locali cinesi e le aziende di trasporto statali quelle che possono incrementare l'assorbimento nel settore commerciale di trasporto pubblico. 

Ad esempio, nel centro tecnologico della Cina meridionale di Shenzhen tutti gli autobus e i taxi saranno elettrici entro la fine di quest'anno, con sussidi generosi che sono in grado di dare una mano decisiva alla transizione elettrica. Un produttore di autobus elettrici riceve fino a 22.800 euro (25.900 di dollari)  in incentivi per ogni veicolo venduto. La Cina ha speso oltre  42,2 miliardi di Euro (48 miliardi di dollari) per sovvenzionare i veicoli elettrici dal 2009 al 2017, secondo il Center for Strategic and International Studies (Centro per gli studi strategici e internazionali), composto da un gruppo di esperti statunitensi, anche se i sussidi dovrebbero finire nel 2020.

A novembre, la città nord-orientale di Dalian è diventata l'ultima in ordine temporale a tentare di allontanarsi dalla benzina: entro il 2020 solo gli autobus elettrici e gli e-taxi circoleranno nei quartieri centrali, con le restrizioni che si diffonderanno nelle altre aree suburbane in seguito. In tal modo, questa città ha seguito altre città già attuando un piano voluto dal governo centrale per le principali città della Cina per trasformare in elettriche le proprie flotte pubbliche entro il 2020.

 Per soddisfare la domanda creata dal governo, i produttori cinesi hanno prodotto 358.000 e-bus dal 2014 al 2017, secondo la società di consulenza di ricerca Shanghai Automotive Foresight, equivalente a metà della flotta di autobus urbani del paese - e il 99% di tutti gli autobus elettrici dispiegati a livello globale. I grandi contratti di trasporto urbano stanno fornendo un vantaggio per i produttori locali che, a differenza del mercato delle autovetture, non devono affrontare quasi nessuna concorrenza straniera

A luglio, ad esempio, Guangzhou ha ordinato 4.810 autobus elettrici per un valore di 698,5 milioni di Euro ( $ 795 milioni). 

Le aziende che gestiscono le flotte di veicoli stanno effettuando acquisti simili. 

A maggio, la China Post Group Corp., di proprietà statale, ha dichiarato che smetterà di procurarsi veicoli a benzina per la sua vasta rete di consegna urbana e comprerà solo veicoli elettrici dal 2020. 

La prospettiva di enormi contratti ha incoraggiato alcuni produttori locali di automobili a diversificare, tra Zhejiang Geely Holding Group Co., che nel 2016 ha lanciato la sussidiaria commerciale EV Yuan Cheng. Ha venduto 6.000 camion e autobus elettrici nell'ultimo anno, ha detto un portavoce della società. 

Gli ordini esteri stanno dando ai produttori di EV cinesi un punto d'appoggio fondamentale nei mercati internazionali, grazie agli aiuti onerosi del governo di Pechino per sostenere i produttori di EV. Il famoso taxi nero di Londra è ora costruito da un'altra filiale di Geely, la London EV Co., mentre i nuovi autobus rossi a due piani famosi nella città inglese sono i modelli elettrici forniti dai costruttori cinesi.

Il costruttore cinese BYD ha venduto autobus elettrici e taxi in circa 50 paesi. Ha uno stabilimento di e-bus a Lancaster, in California, che ha venduto 750 autobus a clienti statunitensi. I lavoratori locali assemblano un autobus elettrici proveniente da una base di produzione BYD a Yinchuan, in Cina. 

Le società statunitensi stanno inoltre acquistando veicoli elettrici cinesi.

Nel mese di novembre FedEx Corp. ha dichiarato che aggiungerebbe 1.000 camion di consegna elettrici costruiti dal produttore con sede a Hangzhou FDG Electric Vehicles Ltd.  alla sua flotta in California. 

Il primo vantaggio dei produttori cinesi potrebbe non durare, comunque. I marchi stranieri di veicoli commerciali, come Volkswagen Group ' Scania AB e Volvo AB, dominano le vendite ad alto valore di camion e furgoni alimentati a gas in Cina, e la maggior parte sta sviluppando modelli elettrici in vendita in Cina. 

Nissan Motor Co. produce già camion elettrici con il suo partner locale Dongfeng Motor Corp., mentre una nuova joint venture tra Groupe Renault  e il produttore di auto locale Brilliance China Automotive Holdings Ltd. mira a lanciare tre modelli EV commerciali leggeri entro il 2020. 

Piccoli, lenti e super economici: i veicoli elettrici a bassa velocità della Cina, o LSEV, stanno portando il brivido della guida elettrica verso le masse e ostacolano gli sforzi del governo per sviluppare un settore EV di alto livello. Nel frattempo, sia i produttori di auto locali che quelli stranieri si stanno allineando per sviluppare i taxi elettrici di prossima generazione per il massiccio settore di ride-sharing in Cina. All'inizio di quest'anno, Didi Chuxing, il principale operatore di ride-sharing, ha annunciato di aver ingaggiato 31 partner, tra cui Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance, Toyota Motor Corp. e Volkswagen per produrre veicoli elettrici appositamente progettati per la sua piattaforma . 

Gli stranieri che sono in ballo nel tentativo di recuperare hanno una reputazione dalla loro parte, ha affermato Qian Xu, responsabile della pratica automobilistica di AlixPartners in Cina. I produttori cinesi di veicoli elettrici commerciali sono stati afflitti nel passato dalle lamentele dei clienti in merito all'affidabilità, ha affermato Xu, dando ai produttori automobilistici stranieri la possibilità di rivedere il primato della Cina.


Fonte independentrecorder.com e Wall Street Journal




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venerdì 7 dicembre 2018

Ogni cinque settimane, 9.500 autobus elettrici nuovi di zecca vanno in strada in Cina, l'equivalente dell'intera flotta di autobus londinesi


Oramai è chiaro ed evidente: la Cina è la nazione pioniera nell'adozione di autobus elettrici su vasta scala. Ogni cinque settimane, 9.500 autobus elettrici nuovi di zecca prendono la strada in Cina, e ciò equivale all'intera flotta di autobus londinesi, secondo un nuovo rapporto  New Energy Finance di Bloomberg.

Nel mondo circolano circa 3 milioni di bus la maggior parte è a motorizzazione diesel e gas naturale compresso. Ebbene la flotta globale di autobus elettrici ammonta a circa 385.000 veicoli e il 99% di questi è in Cina

La Cina diventa elettrica 


Immagine da Bloomberg New Energy Finance 


La Cina ha la più grande popolazione urbana del mondo e l'inquinamento atmosferico mette in grave pericolo per la salute di tutti i cittadini cinesi. È anche una questione politica di alto profilo, afferma il rapporto, quindi le autorità devono applicare il massimo impegno per fare tutto quanto è in loro potere per ripulire l'aria della città. A un livello economico più ampio, la Cina vuole anche ridurre la sua dipendenza dal petrolio. I rigorosi obiettivi di qualità dell'aria stanno guidando perciò la domanda di autobus elettrici. Il governo sta sovvenzionando gli operatori del settore per l'acquisto e lo spiegamento di nuove flotte di flotte di trasporto pubblico rispettose dell'ambiente. Fino alla fine del 2016, vi erano sussidi nazionali e regionali combinati insieme per portare il costo iniziale di un bus elettrico al di sotto di quello di un autobus diesel omologo. 

E-infrastrutture 

Molte città in Cina sono nuove, il che significa che le infrastrutture necessarie agli autobus elettrici possono essere inserite facilmente nel piano generale delle infrastrutture di trasporto sin dall'inizio. Nelle città meno recenti, i funzionari devono capire come rendere compatibile la tecnologia necessaria. Alcune grandi città, come Shanghai e Shenzhen, hanno smesso di acquistare autobus tradizionali a carburante e acquistano solo bus elettrici. La Cina ha ambizioni di essere un importante esportatore di autobus elettrici. Costruisce già più di ogni altro paese e cercherà di aprire nuovi mercati in quanto le città di tutto il mondo introducono politiche orientate alla riduzione delle emissioni dei veicoli e al miglioramento della qualità dell'aria. 

L'immagine globale

Immagine da  Bloomberg New Energy Finance 


L'Europa e gli Stati Uniti hanno una lunga strada da percorrere per raggiungere la Cina. Solo l'1,6% di tutti gli autobus urbani in Europa sono elettrici. Negli Stati Uniti, è solo circa lo 0,5%. Tuttavia, il mercato globale degli autobus elettrici sta cambiando. Il trasporto è responsabile di circa il 23% delle emissioni di biossido di carbonio legate all'energia a livello globale. I veicoli elettrici - che hanno zero emissioni - sono ampiamente considerati la soluzione. Inoltre, il calo dei prezzi delle batterie sta rendendo gli autobus elettrici più attraenti dal punto di vista economico. A ottobre 2017, 13 città, tra cui Parigi, Vancouver, Città del Messico e Città del Capo, hanno sottoscritto un documento "C40 Fossil-Fuel-Free Streets Declaration", impegnandosi a comprare solo autobus a emissioni zero dal 2025. Uno dei principali ostacoli per le città che scelgono di utilizzare gli autobus elettrici è che questi sono molto più costosi all'acquisto iniziale con un costo più alto rispetto ai tradizionali autobus a gas naturale o diesel. Rappresentano un grosso investimento iniziale per i budget delle città.



Immagine Bloomberg New Energy Finance 

Tuttavia, l'analisi di Bloomberg conclude che gli e-bus hanno costi operativi molto inferiori e sono già più economici, in base al costo totale di proprietà, rispetto agli autobus convenzionali oggi. Attualmente, le batterie rappresentano circa un quarto del prezzo del bus, ma il rapporto dice che il costo delle batterie si ridurrà a circa l'8% del totale nei prossimi anni. 

Gli e-bus sono completamente puliti? 

Non vi è dubbio che gli e-bus aiuteranno le città a respirare meglio, e l'espansione dell'industria dei veicoli elettrici sta producendo nuove sfide. Ricaricare elettricamente milioni di veicoli aumenterà la domanda di energia in modo che il processo end-to-end di gestione degli autobus elettrici richiederà più energia da fonti pulite e rinnovabili. 


Fonte  New Energy Finance di Bloomberg 



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