Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 20 marzo 2018

Il consumo dei carburanti per autotrazione a Febbraio 2018, benzina gasolio e gpl

L'altro giorno abbiamo visto il consumo di petrolio nel mese di Febbraio 2018 con i relativi grafici da noi realizzati, adesso andiamo a controllare quale è stato il consumo dei carburanti per autotrazione nel secondo mese dell'anno per evidenziare l'evoluzione dei consumi nello scorrere del tempo.
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di febbraio è risultata pari a circa 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un decremento dello 0,4% (-9.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017.
I prodotti autotrazione, a parità di giorni lavorativi, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 2,3% (-12.000 tonnellate) rispetto a febbraio 2017 mentre il gasolio autotrazione un incremento dello 0,2% (+3.000 tonnellate).


Il consumo dei carburanti per autotrazione

Vediamo i grafici da noi realizzati suddivisi per anno solare a partire dal 2007.

Il consumo della benzina a Febbraio è al livello di gran lunga più basso degli ultimi 12 anni presi in considerazione esattamente come è successo a Gennaio. -2,3% in meno nel mese e - 2,6% a livello annuale.



... anche il consumo di gasolio è relegato in basso segnando un misero 0,2% in più rispetto ai consumi dello stesso mese dell'anno passato e 0,3% in meno nei primi due mesi 2018.



Qui sotto vediamo l'andamento del gasolio più la benzina  al penultimo posto superiore di poco solo al 2013.


Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

Per la benzina continua inesorabilmente a scendere nei consumi, ai minimi storici.


Il gasolio continua la tendenza alla discesa verso il basso dalla metà del 2016.


Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio disegna la curva in direzione discendente arrivando ai minimi storici .




GPL

Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione, essendo anch'esso un derivato del petrolio.  Anche il propano copia l'andamento della benzina e del gasolio in direzione di una contrazione dei consumi, con una sensibile diminuzione rispetto allo stesso mese del 2017 con meno 4% mensile e -5,5% dei primi 2 mesi dell'anno. 


E' ancor più evidente la discesa  col grafico seguente che prende in considerazione la sommatoria dei 12 mesi precedenti.



Niente di nuovo sotto il sole, i carburanti evaporano.






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lunedì 19 marzo 2018

Consumi di energia elettrica in Italia a Febbraio +4,2%

In crescita la produzione di eolico e idroelettrico.  Fabbisogno in aumento del 2,9% rispetto al mese di gennaio.  Nel primo bimestre del 2018 la domanda sale dello 0,5% rispetto al corrispondente periodo del 2017 (+0,2% a parità di calendario)

 Nel mese di febbraio 2018, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 26,3 miliardi di kWh, in aumento del 4,2% rispetto ai volumi dello stesso mese del 2017. La performance della domanda ha risentito dell’effetto temperatura: quest’anno, infatti, febbraio - a parità di calendario (20 giorni lavorativi) - ha fatto registrare una temperatura media mensile inferiore di quasi tre gradi centigradi rispetto a febbraio del 2017.

 La domanda del primo bimestre del 2018 è in crescita dello 0,5% rispetto al corrispondente periodo del 2017. A parità di calendario il valore è +0,2%.

 A livello territoriale, la variazione tendenziale di febbraio 2018 è stata ovunque positiva: +3,9% sia al Nord che al Centro e +5% al Sud.

 In termini congiunturali, il valore destagionalizzato della domanda elettrica di febbraio 2018 ha fatto registrare una variazione positiva rispetto al mese precedente (+2,9%). Il profilo del trend si porta su un andamento crescente.

 Nel mese di febbraio 2018 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’83,3% con produzione nazionale e per la quota restante (16,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,1 miliardi di kWh) è diminuita dello 0,8% rispetto a febbraio 2017. Sono in aumento le fonti di produzione idrica (+15,9%) ed eolica (+11,2%); in flessione le fonti geotermica (-1,8%), termica (-3,3%) e fotovoltaica (-11,8%).

 La potenza massima richiesta a febbraio 2018 è stata di 54.697 MW, registrata il giorno mercoledì 28 alle ore 11 e risulta superiore del 6,5% al valore registrato alla punta di febbraio 2017. Il dato è correlato prevalentemente all’ondata di freddo intenso registrata negli ultimi giorni del mese.

Dal Comunicato stampa Terna



I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone tra i livelli medi degli ultimi 13 anni.





Per una migliore lettura degli ultimi 8 anni vediamo il grafico sottostante che permette di localizzare il consumo al terzo posto.



Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna una tendenza alla risalita.



Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 62 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Un salto in terreno positivo per la maggior parte dei mesi estivi del 2015 dovuto esclusivamente al caldo eccezionale e al conseguente uso/abuso dei condizionatori, cosa che ritenere identica a quella dell'anno in corso. Novembre e Dicembre ha registrato un aumento dei consumi dovuto alla temperatura più fredda rispetto all'anno passato, come fa notare il comunicato Terna, giustificazione valida anche per i primi 2 mesi del 2018.



Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono, come abbiamo detto sopra, dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la richiesta francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta per i nostri bisogni e anche esportata. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Adesso siamo in fase di picco, se così lo possiamo chiamare, vedremo se, come e quanto scenderà prossimamente.



Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.







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domenica 18 marzo 2018

Il filocarro in Commissione Europea

Questo è il discorso che in Commissione Europea ha fatto Dario Tamburrano riguardo la tecnologia del filocaro. Argomentato più volte trattato anche in questo Blog e recentemente condiviso nei progetti dell' AD di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini (leggere qui).


"Signor Commissario,
Oggi vorrei osare e andare un pizzico out of the box, un po’ avanti e po’ indietro nel tempo.

Quasi 80 anni fa in Europa operava già una soluzione di trasporto merci senza emissioni, alimentata ad energia rinnovabile.

Gli italiani nel 1938 avevano difficoltà di approvvigionamento di combustibili e svilupparono pertanto una filovia che trasportava materiali grazie a dei filocarri elettrici modificati (trolley trucks) di derivazione Fiat. La Filovia dello Stelvio raggiunse gli ottanta chilometri di estensione. Era alimentata ad energia idroelettrica.

Venne dismessa nel 1956.

Oggi il governo svedese, Siemens e Volvo Scania stanno sperimentando da anni tale soluzione. I risultati sono ottimi, i progressi tecnologici hanno migliorato l’affidabilità del sistema rendendo possibile il trasporto merci elettrico a lunga distanza altrimenti difficile con il solo accumulo elettrochimico.

I costi di realizzazione al km sono relativamente contenuti e recuperabili con l’esercizio grazie all’efficienza della trazione elettrica.
è possibile una logistica flessibile senza soluzioni di continuità verso i centri urbani raggiungibili muovendosi fuori dalle linee elettrificate: per brevi percorsi con l’energia accumulata in batterie durante i tragitti autostradali, con generatori elettrici di bordo o con classici motori endotermici alimentati a combustibili alternativi.

È un’innovazione che non stravolge gli equilibri occupazionali di guidatori e compagnie di trasporto.

Il Parlamento europeo già si espresse nel giugno 2016 a favore dei trolley trucks nella relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili.

Servono ora visione e coordinazione a livello UE, fondi per avviare le infrastrutture sperimentali e il rinnovo graduale del parco truck, per le necessarie economie di scala ed evitare colli di bottiglia ai confini.

Una soluzione che non esclude le altre lodevoli iniziative programmate e già in campo, tutte possono coesistere per un nuovo modello di mobilità integrata, senza emissioni né dipendenze geopolitiche.

Queste sono le grandi opere che vorremmo lasciare alle generazioni che arriveranno"





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sabato 17 marzo 2018

Gli Stati Uniti non sono affatto autosufficienti sul petrolio

Continua a girare tra la gente la convinzione che gli Stati Uniti non soltanto siano autosufficienti per quanto riguarda l'energia ma che abbiano addirittura un surplus produttivo.

Niente di più falso!

Per scoprire la verità non si deve ingaggiare una squadra di investigatori, basta semplicemente andare a controllare i comunicati stampa che l'API (l' associazione nazionale americana che rappresenta tutti i segmenti del settore del petrolio e del gas naturale)  dirama mensilmente senza oltretutto avere la necessità di interpretare le cifre, essendo disvelate in modo palese. Vediamo l'ultimo comunicato relativo al mese di Febbraio 2018 qui sotto riassunto.

1 - la quantità di petrolio distribuita negli Stati Uniti ammonta a 20.251.000 b/d (barili al giorno)
2 - la quantità di petrolio importato equivale a 10.162.000 barili/g
Ambedue le cifre relative al consumo e all'importazione sono aumentate nei confronti dello stesso mese dell'anno passato.
3 - le importazioni costituiscono il 50,2 % del petrolio consumato all'interno e il 46,3 % viene prodotto dai paesi del Golfo Persico
4 - il prezzo medio si aggira intono ai 63 dollari al barile (63,48 USD/b  esattamente)

Non c'è nulla da discutere.

Da aggiungere che il numero  dei pozzi estrattivi hanno raggiunto il minimo assoluto di tutti i tempi, 969, contro il massimo raggiunto nel 1981 con 4.521 pozzi.

Da questi stesso comunicato rileviamo che la quantità di benzina utilizzata nello stesso mese di febbraio costituisce una cifra molto più alta, quasi doppia, rispetto al consumo di gasolio per i motori diesel, cioè  9.067.000 b/d e 4.105.000 b/d, ambedue in aumento rispetto al Febbraio 2017. A gonfie vele.

(l'immagine è ad imitazione dei calendari di pin-up e cartelloni pubblicitari di Gil Elvgren, illustratore)


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venerdì 16 marzo 2018

Volkswagen elettriche e diesel, una notizia buona e una cattiva

Nel proprio sito aziendale il Gruppo Volkswagen dichiara che intende espandere la produzione di veicoli elettrici su scala mondiale. Il comunicato ha la data del 13 Marzo di quest'anno. Cosa dice è qui sotto riportato.
"Il Gruppo Volkswagen sta portando avanti la transizione verso l’era della mobilità elettrica. Entro la fine del 2022, 16 fabbriche in tutto il mondo saranno dedicate alla produzione di veicoli elettrici. L’ha annunciato a Berlino Matthias Müller, CEO del Gruppo Volkswagen, in occasione della Conferenza Stampa Annuale sul bilancio. Attualmente il Gruppo produce veicoli elettrici in tre stabilimenti, e in due anni altre 9 strutture saranno allestite per questo scopo. Per assicurare un’adeguata capacità delle batterie, in vista della forte espansione dell’e-mobility, sono già state strette delle partnership con produttori di batterie per Europa e Cina. I contratti già assegnati ammontano a un volume totale di circa 20 miliardi di Euro. La decisione sul fornitore per il Nord America sarà presa a breve. 
“Negli ultimi mesi, abbiamo fatto tutto il possibile per implementare la ‘Roadmap E’ con la rapidità e la determinazione necessarie” ha spiegato Müller a Berlino. Quando è stata presentata la ‘Roadmap E’, lo scorso autunno, il Gruppo aveva annunciato piani per produrre fino a tre milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2025 e commercializzare 80 nuovi modelli a batteria. Agli otto modelli elettrici e ibridi plug-in già disponibili, nel corso dell’anno se ne aggiungeranno altri nove, tre dei quali puramente elettrici......."

Se questa è la buona notizia come contraltare ne abbiamo un'altra che del tutto opposta, quindi  cattiva, sempre per il Gruppo Volkswagen, che viene dall'Australia ed ha ancora una volta al centro la questione della truffa legata alla questione del diesel-gate. Col titolo "Una nuova ricerca mostra che le VW utilizzano più carburante dopo la correzione del ritiro" è uscito l'11 scorso questo comunicato nel sito istituzionale AAA.

L'analisi delle emissioni commissionata dall'Australian Automobile Association (AAA) ha rilevato che un veicolo diesel VW preso in considerazione utilizza fino al 14% in più di gasolio dopo il richiamo ed emette ancora sostanze nocive superiori del 400% rispetto ai livelli osservati nei test di laboratorio.

Condotto in collaborazione con la Fédération Internationale de l'Automobile (FIA), il test del mondo reale è stato commissionato per quantificare i cambiamenti delle prestazioni associati agli aggiornamenti del software in corso di attuazione sui veicoli interessati.

La correzione attuata con il ritiro dei veicoli è stata implementata da VW dopo il 2015, quando è stato rivelato che oltre 11 milioni di veicoli diesel VW erano stati venduti con un "dispositivo di disfunzione" installato, che rilevava quando il motore di un veicolo veniva testato e successivamente cambiava le prestazioni per migliorare i risultati delle emissioni.

Alla fine del 2016, l'AAA ha incaricato la società di ricerca ABMARC di eseguire due test su un veicolo VW interessato, uno prima del ritiro e l'altro immediatamente dopo.

Il risultato del test indica che un VW Golf modello Euro 5 del 2010 ha utilizzato una media del 7% in più di carburante - o 0,5 litri / 100 km - dopo aver completato il richiamo.

Ciò andava dall'utilizzare il 2% in più di carburante durante la guida nelle aree urbane, il 7% in più di carburante nelle strade rurali e il 14% durante la guida sulle autostrade.

I test hanno mostrato una riduzione delle emissioni di ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato avvenute dopo il fix di richiamo. Tuttavia, le emissioni di NOx erano ancora 4,11 volte il limite di laboratorio dopo il richiamo quando testate in condizioni di guida reali.

Lo scopo dello studio era di determinare l'impatto della correzione del ritiro confrontando le emissioni di inquinanti del mondo reale del veicolo di prova con i rispettivi limiti di laboratorio e il consumo di carburante con cifre "ufficiali" prima e dopo la correzione del ritiro.

I risultati mostrano che VW potrebbe aver trovato una soluzione per ridurre il livello delle emissioni nocive ma, di conseguenza, la quantità di carburante utilizzata è aumentata.

Il test ha anche indicato che sia la potenza che la coppia erano leggermente aumentate dopo la correzione del richiamo. Il test supporta ulteriormente l'appello dell'AAA per un programma di test delle emissioni del mondo reale in Australia.

L'AAA ha fortemente caldeggiato l'introduzione di un programma di test sulle emissioni del mondo reale seguendo il proprio programma di ricerca, che ha testato 30 auto australiane, su strade australiane, utilizzando combustibili australiani. 


Beh, che dire? Speriamo che si velocizzi la transizione dal diesel all'elettrico.





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giovedì 15 marzo 2018

I consumi petroliferi salgono del 2,6% a Febbraio 2018

Stando a dati ancora provvisori, nel mese di febbraio 2018 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,4 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 2,6% (+113.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. Incremento da attribuire principalmente all’aumento dei consumi per usi riscaldamento, del carboturbo e della carica petrolchimica netta.
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di febbraio è risultata pari a circa 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un decremento dello 0,4% (-9.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017.
I prodotti autotrazione, a parità di giorni lavorativi, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 2,3% (-12.000 tonnellate) rispetto a febbraio 2017 mentre il gasolio autotrazione un incremento dello 0,2% (+3.000 tonnellate).
Nel mese di febbraio le vendite sulla rete di benzina e gasolio, penalizzate dal forte maltempo, hanno segnato rispettivamente un decremento del 6,1% e del 2,1%.
Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite dell’1,4%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 56,1% del totale (era il 55,8% nel febbraio 2017), mentre quelle di benzina il 32,1%.
Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato, sale il peso delle ibride al 3,6% e quello del metano al 2,4%; stabile il peso delle elettriche allo 0,1%, mentre scende quello del gpl al 5,7%.
Nel primo bimestre 2018 i consumi complessivi sono stati invece pari a circa 9 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,9% (+77.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.
La benzina nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,6% (-28.000 tonnellate) e il gasolio dello 0,2% (-6.000 tonnellate).
Nei primi due mesi del 2018 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 4,6 milioni di tonnellate, evidenzia un calo dello 0,7% (-34.000 tonnellate).
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita dell’1% con quelle diesel a coprire il 55,5% del totale (era il 55,3% nel bimestre del 2017).
Le auto ibride hanno coperto il 3,8% delle nuove immatricolazioni, le elettriche si confermano allo 0,1%, quelle alimentate a GPL e a metano rispettivamente al 6% e all’2,1%.
Nella valutazione dei suddetti dati si precisa che per il 2018, a partire dalla rilevazione mensile di gennaio, il Ministero dello Sviluppo Economico ha integrato la propria metodologia di rilevazione per tener conto della evoluzione del mercato, quale emerge da varie fonti amministrative, caratterizzato da un continuo ricambio dei nuovi operatori, ancora non ricompresi nel campione statistico.

Comunicato Stampa dell'Unione Petrolifera



 I nostri grafici 

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio


Il grafico con i consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso  naviga ai livelli più bassi degli ultimi 13 anni presi in considerazione anche se il consumo è cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.


Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006.

Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 e una breve stabilizzazione nei mesi del 2016 la tendenza alla diminuzione risulta essere lenta ma costante se non inverte la curva, cosa che parrebbe ma solo nell'ultimo mese.

Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 si è vista una caduta dei consumi confermando la tendenza di una curva stazionaria.





Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.












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mercoledì 14 marzo 2018

Gli autobus elettrici triplicheranno in 7 anni, quasi la metà saranno elettrici entro il 2025

Secondo un rapporto prodotto da Bloomberg New Energy Finance il numero dei autobus elettrici in servizio da qui al 2025 triplicheranno dagli attuali 386.000 dell'anno scorso a circa 1,2 milioni, pari a circa il 47% della flotta di autobus del trasporto pubblico locale in tutto il mondo nel 2025.

Questa è una buona notizia dal punto di vista ambientale ma lo è ancor di più a livello commerciale per la Cina poiché sarà essa a produrre gli autobus alimentati dalle batterie con una percentuale travolgente, il 99%.

Nessuna obiezione sul fatto che a lungo termine l'utilizzo dei bus elettrici sia più vantaggioso rispetto ai bus alimentati dai carburanti tradizionali sapendo che sì sono più costosi all'acquisto ma il maggior costo viene compensato dal costo minore dell'elettricità e dal costo della manutenzione  notevolmente inferiore. Il prezzo iniziale superiore verrà sempre più ad affievolirsi in prospettiva futura  con il prezzo delle batterie in costante caduta.





Gli autobus pubblici sono una parte fondamentale dell'infrastruttura di trasporto urbano, e il fatto che percorrono rotte di routine li rende ideali per l'elettrificazione. Sempre più città in tutto il mondo hanno in serbo o hanno già approvato leggi per rendere elettrico il trasporto pubblico al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico locale come Parigi e Amsterdam con l'obiettivi di passare a zero emissioni locali dei bus nei prossimi anni. Recentissimamente anche in California i sindaci delle città di Los Angeles e San Jose hanno esortato i legislatori statali a introdurre incentivi per facilitare l'introduzione degli autobus elettrici con l'intento di stimolare uno spostamento verso elettrico abbandonando i bus alimentati dal gasolio o gas naturale.





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martedì 13 marzo 2018

Le auto elettriche a Febbraio 2018 in Gran Bretagna

Andiamo a curiosare per  vedere come vanno le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride in Gran Bretagna col contributo della SMMT (Society of Motor Manufacturers and Traders ) che nel proprio sito web pubblica mensilmente i numeri relativi alle nuove registrazioni. Gli ultimi dati sono quelli del mese di Febbraio.

Le auto elettriche Plug-in immatricolate a Febbraio 2018 sono state 1.525 unità tra cui le elettriche pure sono state 335

Sono state immatricolate 2.002 auto ibride di cui 1.985 a benzina, le altre a gasolio, 17. 

In totale nel mese di Febbraio sono state vendute  3.527 auto tra Plug-in e ibride che portano a 12.547 il numero delle auto vendute nei primi 2 mesi del 2018.


I nostri grafici realizzati a partire dal settembre 2010.

Qui il grafico delle auto Plug-in che si ricaricano ad una presa elettrica 


Questo è il grafico delle elettriche pure che hanno esclusivamente energia immagazzinata nelle batterie


Segue il grafico delle ibride elettriche con motore termico a benzina o diesel


L'ultimo grafico mostra la progressione del mercato delle auto Plug-in e ibride a partire dall'Agosto 2011 come sommatoria dei 12 mesi precedenti al mese di rilevamento




Ricordiamo con il Post  pubblicato qualche giorno fa quali sono state le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride in Italia per un confronto e che qui sotto riassumiamo brevissimamente rimandando alla lettura del Post originario per un approfondimento.
Le auto elettriche pure a Febbraio sono state immatricolate 246 .
Nel mese di Febbraio sono state immatricolate 6.494 auto ibride






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lunedì 12 marzo 2018

E-dumper un imponente camion elettrico

Oramai l'elettrificazione dei mezzi di trasporto sta diffondendosi anche nelle nicchie di mercato meno conosciute dimostrando che i veicoli elettrici non soltanto sono più efficienti ma rendono chiaro ed evidente evidente il fatto del sostanziale risparmio in termini economici. Anche se un altro fatto essenziale, che a nessuno interessa, dell'abbattimento quasi totale delle emissioni inquinanti in ambito locale, risulta essere un forte argomento correlato.

L'esempio viene dato dagli enormi dumper, gli autoveicoli con cassone ribaltabile per il trasporto su brevi distanze di materiali incoerenti. quei mezzi dalle dimensioni di un piccolo appartamento, elettrificati grazie ad una partnership tra due aziende svizzere che ha permesso la trasformazione appunto di un dumper Komatsu da gasolio ad elettrico con un gigantesco pacco batterie, 700 kWh.

Questa conversione da sola ha un impatto notevole in termini di risparmio di carburante e riduzione delle emissioni. Un tipico autocarro con cassone ribaltabile consuma tra 50.000 e 100.000 litri di gasolio all'anno, a seconda della sua applicazione, e può emettere tra circa 131 e 262 tonnellate di CO2.

Nonostante la quantità di energia richiesta per spostare questa bestia da 110 tonnellate, si scopre che il lavoro quotidiano può essere compiuto da un mezzo con un powertrain elettrico.

Una due aziende svizzere che si dedica ai sistemi di stoccaggio di energia ha utilizzato celle al litio e  l'altra è l'importatore della marca giapponese ed insieme hanno smontato l'ambaradan termico diesel  di un dumper Komatsu 605-7 per  sostituirlo  con un motore elettrico sincrono capace di 590 kW di potenza continua e  9.500 Nm di coppia.

Il consistente pacco batterie agli ioni di litio da 700 kWh di capacità energetica utilizza 1.440 celle NMC (litio nichel-manganese-cobalto) prismatiche per un peso totale di 4,5 tonnellate,  solo alcuni autobus elettrici cinesi attualmente in circolazione si avvicinano a questa capacità con un pacco batterie da 547 kWh.

Ciò che rende interessanti i dumper elettrificati, spesso usati per trasportare minerali su e giù per le miniere, è che, a differenza dei  camion diesel che bruciano carburante anche mentre scendono lungo le strade di una miniera,   i veicoli elettrici riescono ad accumulare energia in discesa grazie alla frenata rigenerativa. I laboratori federali svizzeri per la scienza e la tecnologia dei materiali (EMPA) prevedono che il camion sarà in grado di recuperare 40 kWh durante la discesa e qualcosa come 800 kWh di energia attraverso la frenata rigenerativa dovendo fare il percorso 20 volte al giorno.

Il prototipo dovrebbe già essere a svolgere il suo lavoro in miniera già dalla fine del 2017 in una cava gestita da Ciments Vigier SA sulle pendici del Chasseral in Svizzera.

Il costo della trasformazione sfiora il milione di euro di dollari a veicolo ma se il progetto avrà successo all'atto pratico, si pensa di convertire altri 8 dumper che l'importatore svizzero gestisce in giro per l'Europa.

Informazioni tratte dal sito di Empa.






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