Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 9 marzo 2010

Alla ricerca delle auto elettriche

Google Trends è una interessante opzione tra i servizi messi a disposizione da Google che mostra l’andamento delle ricerche effettuate nel tempo di determinate parole chiave.
Serve per verificare se l'argomento che ci incuriosisce sta aumentando in termini di numero di ricerche effettuate o comunque subisce delle variazione.

Effettuiamo la ricerca con "electric car". Questo è il risultato:
Notiamo un picco rilevante a metà del 2008 in concomitanza del costo del petrolio salito in breve tempo dagli 80 dollari al barile a quasi 140 dollari. Da allora ad oggi vediamo dei rapidi sussulti ma possiamo considerare l'interesse piuttosto stabile.
Inoltre è possibile apprendere in quale nazione è più frequente la ricerca:


Notare che l'Italia non compare tra i primi dieci.

Proviamo a inserire "auto elettriche":


Una sorpresa. La città con il più alto numero di ricerche è Salerno seguita da Firenze, Verona, Brescia, Bologna, Ancona, Padova, Milano, Genova e Augusta.
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lunedì 8 marzo 2010

Seat IBE

Non so quanto possa interessante inseguire le concept car esposte nei vari saloni internazionali dedicati alle 'novità' delle auto. Nella occasione attuale, essendo in corso l'80° Salone Internazionale dell'Auto e degli Accessori a Ginevra (4-14 Marzo) , la novità elettrica futuribile è la IBE della spagnola SEAT facente parte del gruppo Volkswagen.

Visitando il sito web della SEAT leggiamo alcune informazione sull'auto immaginata. Saltando il preambolo:

"la SEAT IBE Concept Car è perfetta per le strade della città. Ben scolpita come una 2 +2 posti, è concepita per stili di vita giovanile. Ha abbondanza di spazio per una coppia, pur offrendo anche la capacità per quattro posti. il progetto della linea del tetto garantisce una buona altezza interna, mantenendo lo spazio anche per i bagagli o attrezzature per il tempo libero".

Entriamo nella descrizione dei dati importanti per una vettura elettrica:

"Con una potenza massima di 75 kW (102 CV) e 200 Nm di coppia, il propulsore offre esattamente il tipo di divertimento di guida dinamica suggerita dallo stile esterno. In grado di raggiungere i 100 km / h in soli 9,4 secondi, questa performance impressionante è una funzione non solo dei potenti caratteristiche off-the-line del motore elettrico, ma anche del peso ridotto della IBE Concept Car che è solo di 1.000 kg. Lunga m 3,78 , larga 1,80, alta 1,22."

Tutto qui. Speriamo di sapere di più quando la macchina sarà realizzata. Quando? Non lo dicono.

Qualche foto dal Salone

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domenica 7 marzo 2010

Per Marchionne l'auto elettrica non ha futuro

L’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne (nella foto a fianco) in visita al Salone dell'Auto di Ginevra ha dichiarato quanto segue: ''L'auto elettrica non sarà la soluzione del problema della mobilita' europea cosi' come di quella americana. E' un mercato circoscritto che non potrà mai coprire la gamma del fabbisogno del mercato''.




... ma qualcuno ci crede...



... come ci racconta Quattroruote, Europcar ha ordinato alla Renault ha preordinato 500 vetture elettriche destinate al noleggio a breve e medio termine che saranno consegnate nelle principali città europee a partire dal terzo trimestre 2011. E questa del noleggio sembra essere la strategia diffusa allo studio da parte di diverse Case. Fra queste, per esempio, la Daimler con la sua Smart electric drive. In questo modo, infatti, si riescono ad ammortizzare meglio i maggiori costi iniziali di questi veicoli e si può renderne accessibile l'uso a un pubblico decisamente più ampio.


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sabato 6 marzo 2010

A proposito di smog, la virtuosa Bologna ... no tram

A proposito di smog, Bologna sembra essere la più virtuosa per quanto riguarda il rinnovo del parco dei mezzi pubblici, proprio perché, a mio avviso, ha accantonato la pazza idea del costoso e quindi inutile tram a favore dei filobus, bussini elettrici e (lo dico con rammarico) bus a metano. Un investimento nei 4 anni precedenti di 93 milioni di euro e un ulteriore investimento nel prossimo triennio pari a 82,3 milioni di euro permetterà l'acquisto di nuovi mezzi, di cui 54 filosnodati, 40 bus urbani a metano e 55 extraurbani Euro5.

Quindi 175,3 milioni di euro per un numero imprecisato di linee vanno confrontati ai 226 milioni di euro spesi da Firenze per una sola linea di tram.



Lotta all’inquinamento: gli investimenti e i risultati di Atc a Bologna
Nel dibattito che si è sviluppato in questi giorni nelle città della pianura padana – e quindi anche nella nostra – sull’inquinamento atmosferico, sono state fatte molte ipotesi sulle cause antropiche e geomorfologiche del fenomeno, spesso con dati molto variabili a seconda delle fonti, e da più parti si è avvertita la necessità di soluzioni strutturali, di portata nazionale, a sostegno del trasporto pubblico.


Riteniamo che interventi di questo tipo sarebbero senz’altro auspicabili e benvenuti; nell’attesa però crediamo giusto intervenire in questo dibattito riassumendo gli investimenti fatti e i risultati ottenuti da ATC in questi ultimi anni.


E’ l’occasione per dire come le risorse pubbliche gestite da ATC siano state valorizzate attraverso investimenti a beneficio dell’utenza e della qualità urbana: negli ultimi 4 anni l’Azienda, considerando anche i contributi della Regione Emilia-Romagna, ha investito complessivamente oltre 93 milioni di euro nel rinnovo del proprio parco-mezzi. Oggi più del 78% dei veicoli del servizio urbano e suburbano è costituito da bus ad alta compatibilità ambientale, molti dei quali ad emissioni in atmosfera nulle o estremamente ridotte: attualmente in ambito urbano e suburbano circolano, infatti, 60 mezzi a trazione elettrica (minibus a batteria e filobus), 40 bus ibridi, 176 a metano e 271 diesel di standard Euro3 o dotati di filtri antiparticolato.


Quello di ATC è un impegno che non si esaurisce: nel prossimo triennio sono già previsti investimenti per altri 82,3 milioni di euro nell’acquisto di nuovi mezzi, di cui 54 filosnodati, 40 bus urbani a metano e 55 extraurbani Euro5. L’obiettivo è di coprire interamente la flotta urbana con mezzi a basso impatto ambientale (metano, elettrici, ibridi) e di dotare anche tutte le linee extraurbane di veicoli sempre più moderni ed ecocompatibili.


Oggi, tra i primi dieci capoluoghi italiani in cui si misura la più alta qualità ambientale, figura solo una grande città: Bologna. Questo, è merito anche, in buona parte, dei mezzi pubblici che circolano nelle nostre strade: lo evidenzia l’ultima indagine “Ecosistema Urbano” di Legambiente e Ambiente Italia, pubblicata da Il Sole 24 Ore, da cui risulta che Bologna è la più virtuosa d’Italia per minori emissioni di CO2 dei mezzi pubblici per passeggero trasportato. Non solo: l’effetto combinato della filoviarizzazione, dei sempre più numerosi autobus a metano e l’installazione di filtri antiparticolato ha permesso di abbattere anche i principali inquinanti emessi in atmosfera dai bus, tra i quali il monossido di carbonio e il particolato, che sono praticamente dimezzati negli ultimi quattro anni. Un contributo senz’altro decisivo a fare salire Bologna al primo posto assoluto anche nel rapporto dell’Associazione Euromobility, del dicembre scorso, che ha premiato la nostra città come la più eco-mobile d’Italia.


“Sono risultati di cui andare fieri – ha detto il presidente di ATC, Francesco Sutti – che sono stati consentiti dalla ritrovata capacità dell’azienda di produrre reddito da porre al servizio degli investimenti”. Risultati che sono, infatti, conseguiti nel rispetto dell’equilibrio economico e finanziario, a parità di tariffe del trasporto pubblico (il biglietto urbano del bus è fermo a 1 euro da 7 anni) e grazie ad un attento controllo dei costi: il bilancio di ATC registra, infatti, un utile consecutivamente da 4 anni, durante i quali si è verificato anche un crescente aumento della clientela abbonata: gli abbonati annuali sono passati dai 46.000 del 2005 ai 55.000 del 2009
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Fonte: bologna2000

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venerdì 5 marzo 2010

Prius è ancora l'auto più venduta in Giappone

Vediamo come sono andate le vendite della Prius, auto ibrida della Toyota, nel mese appena trascorso. la prima auto ibrida continua ad essere la prima anche nelle vendite schizzando in alto e distanziando notevolmente la seconda più venduta, un'auto con un classico motore endotermico.

Nel grafico che abbiamo realizzato e che possiamo vedere a fianco (cliccare sopra l'immagine per ingrandire) a partire dal mese di Maggio del 2009 si evidenzia il gap che la distanzia dalla Fit prodotta dalla Honda. 27.008 vetture Prius contro 13.967 unità della Honda.

Da rilevare che l'altra ibrida costruita dalla Honda, la Insight, scende al ventiquattresimo posto con poco più di 3.500 unità.




Leggere anche:

- La Prius è l'auto più venduta in Giappone nel 2009 
- Osservando le vendite Prius in Giappone 
e 
- Prius in MondoElettrico
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giovedì 4 marzo 2010

ASPO-Italia sul riscaldamento globale

ASPO-Italia sul riscaldamento globale L'evidenza del riscaldamento globale è ampia e incontrovertibile e i dati disponibili indicano chiaramente che è in gran parte dovuto all'attività umana.

A cura del comitato scientifico di ASPO Italia (*) -2 Marzo 2010


Abbiamo visto negli ultimi tempi svilupparsi un attacco mediatico contro la ricerca sul cambiamento climatico e contro le persone che se ne occupano. E' un attacco non basato su interpretazioni alternative dei dati, che in se sarebbero legittime, ma su attacchi personali ai ricercatori e alle organizzazioni impegnate nella scienza del clima che sono accusati di aver ordito una cospirazione per lucrare sul concetto di riscaldamento globale causato dall'uomo. Questa accusa non è basata su nessuna evidenza che stia in piedi a un esame condotto con obbiettività.

I membri di ASPO-Italia vedono con grande preoccupazione questi sviluppi. Riteniamo che l'evidenza sperimentale per il riscaldamento globale in atto sia ampia e incontrovertibile. Inoltre, riteniamo che dati e modelli accumulati in decenni di studio indichino chiaramente che il riscaldamento è causato in gran parte dall'attività umana e, in particolare, dall'uso dei combustibili fossili.


I nostri dati e i nostri modelli indicano anche che il progressivo esaurimento dei combustibili fossili sta portando a un uso sempre maggiore di combustibili che emettono quantità maggiori di gas climalteranti a parità di energia prodotta. Ricorrere in modo esteso a questi combustibili, come il carbone e i liquidi estratti dalle sabbie bituminose, potrebbe peggiorare enormemente il problema climatico.


Invitiamo gli organi scientifici impegnati nella ricerca sul clima a continuare il buon lavoro svolto finora. Invitiamo anche il pubblico e i decisori politici a non farsi disorientare dalla campagna mediatica in corso contro la scienza del clima.





(*) ASPO Italia è la sezione italiana dell' associazione internazionale ASPO (Association for the Study of Peak Oil), un gruppo di ricercatori che studiano i combustibili fossili e la loro sostituzione con energie rinnovabili.

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mercoledì 3 marzo 2010

Nucleare. Greenpeace, la grande truffa del riciclaggio

Attivisti di Greenpeace antinucleari hanno bloccato nella mattinata di Martedì 16 Febbraio un convoglio di uranio diretti agli impianti Russia Eurodif (Areva). Tre attivisti si sono incatenati ai cancelli dello stabilimento di arricchimento sul sito nucleare di Tricastin Pierrelatte (Drôme), quattro si sono stati incatenati a un blocco di cemento che bloccava la strada.

Greenpeace chiede una moratoria sulle esportazioni di uranio alla Russia. Secondo Greenpeace queste sono esportazioni di rifiuti nucleari che non tornerà più. Areva invece assicura che si tratta di uranio che deve essere arricchito e poi utilizzati come combustibile nucleare.

Per corroborare le sue accuse su "La grande truffa del riciclaggio" dei rifiuti nucleari, Greenpeace cita un recente rapporto dell'alto comissariato per la trasparenza e l'informazione sulla sicurezza nucleare il quale afferma che dal 2006 delle circa 32.200 tonnellate di uranio esportato Russia (di cui 23.540 tonnellate di uranio impoverito), solo 3.090 sono state rispediti in Francia, tra cui 310 per la produzione di combustibile nucleare per Romans-sur-Isère (Drôme).


Fonte: Le Monde
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martedì 2 marzo 2010

Auto elettriche

Qualche informazione al volo da Auto News nell'edizione tedesca sulle auto elettriche che prossimamente solcheranno le nostre strade.

Cominciamo con la Mitsubishi i-MiEV che in Giappone sembra che verrà venduta per l'equivalente di 34.000 euro. Non sappiamo a che prezzo verrà venduta in Europa in tempi successivi. Probabilmente prevarrà la strategia della Renault nella collaborazione della casa francese con i nipponici della Nissan di dare in leasing la batteria della Leaf .


La Peugeot invece è nell'intenzione di noleggiare la propria vettura elettrica iOn a circa 500 euro al mese dalla fine del 2010. Il prezzo comprende oltre al veicolo e la batteria litio-ioni anche tutti i costi di manutenzione. Dipende poi dall'utilizzatore fare fronte solo ai costi di esercizio, vale a dire l'energia elettrica per la ricarica delle batterie, che la Peugeot manifesta essere di circa 1,50 € per 100 chilometri.

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lunedì 1 marzo 2010

Incentivi alle due ruote e alle auto elettriche

Il Consiglio dei Ministri di Lunedì 1 marzo probabilmente prenderà in considerazione i veicoli elettrici nella messa a punto dell'apposito decreto legge sugli incentivi e varie misure fiscali.

I tecnici sono al lavoro per la messa a punto del testo che punterebbe a varare principalmente un decreto legge fiscale con un unico articolo con lo stanziamento di risorse la cui definizione sarebbe demandata a un successivo provvedimento del Ministero dello Sviluppo .

Tra le altre cose sembra che possano essere previsti incentivi alle due ruote e un bonus per le auto elettriche.

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domenica 28 febbraio 2010

Nucleare. GDF Suez vuole costruire reattore di nuovo tipo TDD

DF Suez (*) sta valutando la costruzione di una nuova centrale nucleare nella Valle del Rodano nei prossimi anni , secondo quanto è stato scritto dal quotidiano finanziario Les Echos. La proposta di un nuovo reattore, non sarebbe l'EPR, ma l'ATMEA PWR (pressurized water reactor) di Generatione III+, progettato da Areva con il gruppo giapponese Mitsubishi, con una potenza di 1.000 megawatt. Il gruppo francese ritiene essenziale avere un riferimento sul territorio nazionale per essere in grado di esportare questo tipo di impianto e di dare la credibilità richiesta.

L'amministratore delegato della società , Gérard Mestrallet, ha inviato recentemente una lettera al ministro dell'Ecologia e dell'Energia francese, Jean-Louis Borloo, stimolando lo stato a lanciare questo progetto in Valle Rodano la cui messa in funzione è prevista poco dopo il 2020 e indicando altri due siti oltre Tricastin adatti ad ospitare un reattore ciascuno di, la Drome e Marcoule nel Gard. Tale decisione sarebbe anche una vetrina tecnologica per GDF Suez all'estero nel settore nucleare.

La Francia si dota di nuove tipologie di reattori non ancora in funzione da nessuna parte abbandonando la tecnologia EPR, mentre la francese Areva stipula accordi per la realizzazione di impianti nucleari in Italia con reattori del tipo EPR di cui sappiamo uno in Finlandia (Olkiluoto) in costruzione, in perenne ritardo dai costi gonfiati di giorno in giorno e uno in Francia (Flamanville, in Normandia) a cui è stato chiesto da parte della Nuclear Safety Authority di modificare la struttura, anch'esso in fase di costruzione, per ragioni di insufficiente sicurezza.


Fonti: Le Monde, Romandie News

(*) GDF Suez
GDF Suez S.A. è una azienda energetica francese che opera nel settore della produzione e distribuzione di energia elettrica, nel settore del gas naturale e dell'energia rinnovabile. È il quarto gruppo mondiale (terzo per capitalizzazione con 86,7 miliardi di euro) nel gas e nell'elettricità tra le utilities quotate in Borsa e la seconda utility del mondo.
Azionisti [modifica]
Repubblica Francese - 35,7%
GBL - 5,3%
Dipendenti - 2,8%
Caisse des Dépôts et Consignations - 1,7%
Areva - 1,2%
CNP - 1,1%
Crédit Agricole - 0,7%
Sofina - 0,7%
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Leggere anche:

Nucleare. Le ragioni del grande appeal: un pozzo senza fondo

incidente anche a centrale nuke in costruzione in Finlandia

Anche il nucleare finlandese fallisce

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sabato 27 febbraio 2010

Citroën C-Zero

Il Responsabile Digital Communications della Citroën Italia mi ha inviato una gradita mail per informarmi che è in funzione il loro nuovo sito web ufficiale (anche in italiano) dedicato all'auto elettrica: ORIZZONTE ZERO CO2 .

" Nel sito non si parlerà solo di C-Zero, ma di tutto quel che riguarda la salvaguardia dell'ambiente e la eco-mobility. La sezione "News Zero CO₂" conterrà articoli sempre aggiornati legati alle tematiche ambientali. In "My life in C-ZERO" troverete spiegazioni ed esempi sull'uso quotidiano di un'auto elettrica, mentre la sezione "Adotta l’Eco-Mobility" proporrà consigli utili per diminuire le vostre emissioni di CO₂. Infine avrete la possibilità di accedere a "Car Sharing", una community dove trovare amici che percorrono tragitti simili ai vostri e invitarli a "condividere" con voi l'auto per produrre tutti insieme meno emissioni nocive."

Andando a curiosare nelle pagine e sottopagine apprendiamo qualche informazione interessante riguardo la nuova vettura elettrica. Autonomia da 130 a 160 km. La ricarica avviene in sei ore da una normale presa elettrica 220V oppure in 30 minuti per l'80% da una colonnina di ricarica veloce stradale della potenza di 50kW a 400V. Essendo elettrica non produce alcun gas di scarico né CO2. E' una 4 posti con un bagagliaio di 166 litri. Il motore elettrico è da 47 kW con una coppia immediatamente disponibile. Le batterie al litio accettano le ricariche parziali che non incidono sulla loro durata, è possibile ricaricarle in qualsiasi momento e quante volte si vuole senza danneggiare il veicolo e le batterie.

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venerdì 26 febbraio 2010

Aurora

Secondo quanto riportato dal quotidiano online Chosun Ilbo la costruttrice coreana (Corea del Sud) di veicoli elettrici ADMotors metterà in produzione una vettura all-electric compatta a partire dal prossimo Aprile. All'inizio la capacità produttiva sara di 500 auto al mese per passare poi a 2.000 se il mercato lo richiedesse.

Aurora, questo il suo nome, sarà venduta già da Maggio ai clienti del loro mercato interno ad un prezzo che si aggira tra i 15 milioni di Won (9.700 euro) e i 20 milioni (12.800 euro) a seconda dei modelli e optional.

Alcune caratteristiche della vettura.
Dimensioni: 3220, 1560, 1550 mm
Peso: 560 kg
Posti: 2
Gradiente salite: 23%
Velocità max: 60 kmh
Percorrenza a ricarica: 120 km
Motore: AC 8 kW
Batterie: litio 100Ah, 140 Ah
Tensione batterie: 72V
Caricabatterie a bordo: 220V

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giovedì 25 febbraio 2010

Opel Ampera

Avevamo già parlato dell'Ampera in una occasione precedente, ma, su sollecitazione di Silvano Robur, cogliamo l'occasione per vedere a che punto è la situazione in considerazione del fatto che si avvicina rapidamente la data della sua uscita su strada promessa per l'estate del 2011.

Nel frattempo hanno realizzato un accattivante sito web in italiano.

Opel chisrisce che l'Apera non è un veicolo ibrido tradizionale dove convivono sia il motore endotermico sia il motore elettrico e dove ognuno ha la sua funzione di potenza di trazione sulle ruote. Il concetto nuovo è quello della trazione esclusiva del motore elettrico ed quello del veicolo E-REV (extende range electic vehicles) nel quale la ricarica delle batterie dalla presa elettrica permette una percorrenza di 60 km.


Oltre questa soglia entra in funzione un generatore di bordo (gruppo elettrogeno) a carburante tradizionale (benzina) che alimenta il motore elettrico permettendo un'autonomia 'estesa' di 500 km.

L'unità di trazione Voltec è in grado di fornire una coppia di 370 Nm. Le batterie al litio hanno una capacità di 16 kWh e si ricaricano ad una comune presa elettrica da 230V.


Leggere anche:

Auto elettriche, Opel Ampera, finalmente un'ibrida seriale plug-in Range Extended

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mercoledì 24 febbraio 2010

Olanda, Almere Sun Island

Per la prima volta, alcune abitazioni dei Paesi Bassi saranno riscaldare collettivamente con generatori ad energia solare.

L'Isola Solare è in linea con la pianificazione urbana della zona residenziale che diventerà un'icona nel panorama di Almere in Olanda. Il modo in cui l'isola funziona è semplice: l'acqua nei collettori solari viene riscaldata dai raggi del sole. L'acqua riscaldata sarà poi pompata direttamente nella rete di teleriscaldamento che fornirà oltre al riscaldamento anche l'acqua calda per la nuova zona residenziale Noorderplassen-West. Con una superficie di collettore di circa 7.000 m2 l'isola del sole sarà il quarto più grande campo di collettori solari nel mondo.

E' nelle intenzioni di Nuon (*) far si che il progetto di produzione di energia sia innovativo e sostenibile. L'isola solare fornirà 9,750 Gigajoules (2.700.000 kWh) di energia sostenibile all'anno che rappresenta il 10% del consumo annuale degli impianti di riscaldamento del distretto ed equivale all'energia utilizzata da prendere un milione di docce. Il rimanente fabbisogno di calore sarà fornito sempre da Nuon, utilizzando calore residuo dalla vicina centrale elettrica di Almere.

I collettori solari e teleriscaldamento insieme permetteranno di ridurre le emissioni di CO2 del 50%. Si calcola che tale forma di teleriscaldamento per ogni casa equivale alla riduzione annua di CO2 di 12.000 chilometri in meno di un'auto.

Il contratto per la costruzione del campo di collettori solari Almere Sun Island è stato firmato da Nuon e il comune di Almere nel febbraio 2008 firmato, la costruzione è iniziata nel settembre 2009, il completamento è previsto per l'estate del 2010.

Fonte: sitoweb Noun


(*) Nuon è una società energetica con 6.000 dipendenti serve circa tre milioni di consumatori, imprese e organizzazioni nei Paesi Bassi, Belgio e Germania
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martedì 23 febbraio 2010

Tram? Ma quanto mi costi?

Il lato estetico certamente costituisce un valore (forse) assoluto o soggettivo ma quando è disgiunto dall'intelligenza o dalla razionalità viene assai deprezzato od annullato. Guardando questa immagine di Viale Iacopo da Diacceto, dove passa il tram fiorentino, non si può che ammirare la bellezza e la pulizia che emana il paesaggio urbano:


ma se guardiamo quest'altra foto di Via della Scala, parallela all'altra, distante 60 metri, vediamo che le cose sono completamente diverse:


Ciò che si è fatto per rendere bella una via è scaturito poi in un intasamento di mezzi pubblici in un'altra via (e non solo quella).

Pensiamo un po' se i nostri figli dovessero vivere in via della Scala dove l'inquinamento raggiunge vertici che nessuno per adesso si è preso la briga di misurare ed il rumore supera verosimilmente di gran lunga le soglie fissate dalla Comunità Europea. Prenderemmo come riferimento il lato estetico o quello della loro salute?

La scelta dell'amministrazione fiorentina a me pare essere inappropriata, nel senso che, investendo la stessa cifra per la realizzazione della tranvia, sarebbe stata in grado di sgombrare dall'inquinamento e dal rumore non solo via Diacceto, ma anche via della Scala e tante altre vie del centro e della periferia semplicemente adottando la scelta alternativa del tram su gomma (più propriamente chiamato filobus o trolley bus) rispetto al tram su rotaie.

Laddove si spendono 'X' euro di infrastrutture per il tram con la stessa cifra si realizzano almeno 10 linee (le cifre direbbero 14, ma teniamoci stretti) di tratte con il filobus.

Al costo di un tram si acquistano da 2 a 3 filobus.

A parità di portata e a parità di corsie dedicate, quindi utilizzando lo stesso numero di autisti, salviamo mezza città e non solo gli abitanti di un'unica via.

Il costo di manutenzione delle infrastrutture nell'arco dei 20 anni (sedi stradali ecc.) sono sovrapponibili, la manutenzione dei mezzi elettrici (tram e filobus) sovrapponibili nei costi, il consumo di energia elettrica per la trazione è minore per i filobus.

Leggere anche:

Il tram e il filobus

Inaugurazione del tram di Firenze


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lunedì 22 febbraio 2010

Amsterdam, 3 milioni di euro per colonnine e veicoli elettrici

La città olandese di Amsterdam ha un piano per mettere su strada 10.000 veicoli elettrici entro il 2015 mettendo a disposizione 3 milioni di euro di contributi per incoraggiare le imprese a sostituire i mezzi con motore endotermico con veicoli elettrici.

Le imprese della città potranno ottenere uno sconto fino al 50% sul prezzo d'acquisto del veicolo elettrico fino ad un massimale di 15.000 euro per un'auto, 25.000 euro per un furgone o 45.000 euro per camion e taxi. Finanziamenti fino a 250.000 euro sono disponibili anche per le imprese che vogliono investire in una flotta elettrica fino a 20 veicoli.

I veicoli elettrici avranno a disposizione l'uso di punti di ricarica che vengono installati in molti parcheggi distribuiti nel territorio cittadino da una azienda americana.

L'amministrazione prevede di installare circa 200 punti di ricarica in posizioni strategiche sul bordo della strada e nei parcheggi entro i prossimi due anni. La Società Energy Nuon fornirà energia elettrica da fonte rinnovabile per alimentare le stazioni di ricarica.

(Immagine tratta dal Sito Istituzionale di Amterdam)

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domenica 21 febbraio 2010

Firenze. Tratte potenziate con nuovi bussini elettrici.

Ataf sta potenziando la linea D con due dei nuovi bussini elettrici di ultima generazione che grazie alle batterie al litio garantiscono maggiore velocità e un'autonomia di oltre 130 chilometri, con zero emissioni.

In questi giorni l'azienda sta effettuando i test di autonomia sulla linea D con i nuovi mezzi che però già trasportano i passeggeri: nelle prossime settimane entreranno in servizio a pieno regime.

"Abbiamo scelto di far salire subito a bordo i passeggeri, anche durante la fase dei test sulla durata delle batterie, per dare una risposta immediata alla richiesta di potenziamento del servizio con i bussini nel centro storico”, ha detto il presidente di Ataf.

Ataf ha comprato 5 nuovi mezzi elettrici, che si uniranno ai 26 attuali: arrivati in azienda nel mese di dicembre, sono entrati in servizio appena concluse le formalità per l'immatricolazione.

Gli altri tre nuovi bussini elettrici entreranno presto in circolazione sulla linea B.

Fonte: tratto dal comunicato stampa ATAF.


Leggere anche:

Firenze con 5 nuovi bussini elettrici

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sabato 20 febbraio 2010

Supplica agli onorevoli per il retrofit elettrico - 2

Ricorderete il nostro post di domenica 31 gennaio 2010 intitolato "Supplica agli onorevoli per il retrofit elettrico", una lettera da inviare a Roma per risvegliare gli onorevoli che avevano fatto la proposta per permettere di trasformare le auto tradizionali in auto elettriche senza chiedere il permesso alle case automobilistiche costruttrici . Nei giorni successivi alla pubblicazione del post  ho ricevo sull'argomento il seguente interessantissimo messaggio di posta elettronica. Ve lo trasmetto avendo ricevuto l'assenso da parte dello scrivente, il Sig. Massimo Dall'Aglio (che ringrazio).

Salve, ringraziandola per la risposta alla mia mail precedente vorrei commentare il suo articolo sul retrofit elettrico, nella speranza di poterle dare, attraverso la mia piccola esperienza, una visione delle cose un po’ diversa per capire come certi meccanismi siano molto più elaborati di come sia dato a noi percepire.

Mi riferisco soprattutto ai destinatari di questa mail, l’On. Minasso e l’On. Lulli, che da qualche tempo sono diventati loro malgrado “paladini” di un mondo, quello del tuning e del retrofit, in forte espansione ma purtroppo bloccato da rigide e precise volontà dell’industria dell’automotive in Italia (e solo in Italia).

Quasi un anno fa ero presente alla conferenza indetta dalla Federazione Italiana Tuning a Rimini (di cui invio il volantino dell’evento) durante l’ultimo “My special Car” nella quale proprio i due onorevoli erano tenuti in veste di oratori ad esplicare quali novità sarebbero da lì a poco entrate a far parte del codice della strada, successivamente all’approvazione del decreto recante appunto il nome “Minasso-Lulli”.


Tale decreto (attraverso la modifica degli art. 78 e 80 del Codice dalla Strada) non prevedeva inizialmente il nullaosta obbligatorio da parte del costruttore per qualsiasi modifica strutturale e/o funzionale al veicolo, purchè la stessa modifica fosse certificata da un centro prova o da un ente privato autorizzato dal Ministero dei Trasporti con proprio successivo decreto (anche il TUV era tra i possibili centri autorizzati, motivo per cui il responsabile di Dekra Italia era anch’egli intervenuto alla conferenza).


Questo, nel concreto, avrebbe potuto dare un impulso fortissimo ad un mercato parallelo, quello dei ricambi originali e delle trasformazioni aftermarket, da cui migliaia di officine e carrozzerie in Italia avrebbero attinto nuove opportunità di lavoro.


In questo contesto mi lasci inserire anche il retrofit elettrico, poiché la Minasso-Lulli nella sua prima stesura non si riferiva nello specifico a componenti particolari ma subordinava la fattibilità della trasformazione “solamente” all’ottenimento di una certificazione di omologazione europea.


Alcune righe più sopra ho utilizzato volutamente la forma verbale “sarebbe” poiché molte cose da allora sono cambiate e sicuramente non nel senso che avremmo voluto.


In veste di ex membro del Consorzio Ecogas (attraverso l’azienda di mio padre, la e-GAS srl che costruisce impiantistica a gpl metano ma della quale non faccio ormai più parte) ho avuto l’occasione per circa un triennio di sedermi al tavolo delle riunioni dei costruttori di sistemi a gpl e metano aftermarket presenziate dal Dott. Sandro Tramontano, Direttore del Consorzio suddetto.


In almeno una manciata di queste riunioni si parlò del decreto e del suo iter e mi addolorò non poco venire a conoscenza del fatto che alcuni membri di Anfia stavano esercitando pressioni contro l’approvazione della prima stesura del decreto.


In seguito, solo grazie all’intervento di mediazione del vice presidente di Confindustria nonché consigliere Pirelli e presidente di Brembo Bombassei ed al “peso” politico del Consorzio Ecogas (300.000 operazioni annue presso il DTT grazie ai collaudi dei sistemi installati) si mediò per modificare attraverso l’emanazione di appositi decreti, solo l’art. 78 individuando però tra le modifiche concesse senza nullaosta solo (indovina un po’) la sostituzione di pneumatici/cerchi, sistema frenante ed impianti a Gpl o metano.

Come vede è difficile, ad oggi, spingere nella direzione dell’elettrico in Italia poiché colei che lo dovrebbe fare e cioè la CEI-CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali a Batteria, Ibridi e a Celle Combustibile) ha già dimostrato finora di aver ottenuto ben poco (tra i soci figurano anche Citroen, Toyota, Honda, Piaggio) a livello di impegno politico a sostegno dell’elettrico.


La mia opinione è che si sia ancora una volta drogato un mercato, quello dell’auto così come la conosciamo, con incentivi e finanziamenti senza guardare ai progetti in cui questi fondi andavano impegnati ed ai reali benefici non solamente industriali (nel brevissimo termine) ma anche ambientali (gli incentivi a mio avviso andavano destinati ai privati sulla base delle emissioni prodotte dal veicolo oggetto dell’acquisto e NON indistintamente solo perché viene installato un impianto gpl o metano sia pur del costruttore).

Pensi che con la prima stesura della Minasso-Lulli avremmo potuto convertire qualsiasi veicolo in elettrico (purchè corredato da una relazione tecnica, un progetto e delle prove strumentali presso un centro accreditato) e successivamente aggiornarne la carta di circolazione in un CENTRO REVISIONI autorizzato con caratteristiche descritte dal decreto legge (un sistema “alla tedesca”).


Con questo non voglio scoraggiare assolutamente il suo tentativo e quello di migliaia di appassionati stanchi del peso che un’economia basata sul petrolio si porta dietro ma vorrei semplicemente suggerirle di trovare (anche insieme se vorrà) il consenso politico attraverso un fronte comune.


Se il Consorzio Ecogas in Italia ha il peso che ha lo si deve al fatto che esso sia un interlocutore UNICO che rappresenta gli interessi di decine di migliaia di addetti e come tale venga ascoltato in sede di emanazione di decreti (vedi quello sugli incentivi) o direttive che a poco a poco spostano anche gli interessi stessi delle case automobilistiche, sempre alla ricerca di nuovi business (vedi l’ingente campagna pro-GPL che da anni ci sta martellando e le offerte dell’impianto GPL “regalato”).

Sperando di aver contribuito a fornirle una visione precisa e di aver contribuito a fornirle nuovi spunti resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento.


Massimo Dall'Aglio

Leggere anche:
Supplica agli onorevoli per il retrofit elettrico

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venerdì 19 febbraio 2010

Irlanda, colonnine e veicoli elettrici

ESB (Electricity Supply Board), fornitore di energia elettrica della Repubblica d'Irlanda, ritiene possibile introdurre in Irlanda 230.000 vetture elettriche entro il 2030 e installare parallelamente colonnine di ricarica.

Il nuovo programma del governo irlandese ha come obiettivo di mettere su strada 6.000 veicoli elettrici entro tre anni grazie ad una collaborazione con un costruttore straniero e già entro la fine del 2010 realizzare un buon numero di colonnine.

La stessa capitale, Dublino, avrà al massimo ogni 300 metri una colonnina vale a dire 30.000 impianti entro il 2020 il 10% dell'obiettivo finale. Le autostrade avranno una struttura di ricarica veloce ogni 60 km.

Fonte: Irland Online news

Leggere ancora:

Irlanda: le ragioni per spingere l'introduzione delle auto elettriche

Auto elettriche. Irlanda, accordo con Renaut- Nissan


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giovedì 18 febbraio 2010

Il tram e il filobus

Vorrei iniziare (continuare) in questo blog una riflessione sul tram ritenuto da alcuni a torto, secondo la mia visione, la tecnologia più adatta tra le varie disponibili a risolvere i problemi del traffico nelle città. Lo spunto mi viene dato dall'inaugurazione della prima linea tranviaria fiorentina, la T1, inaugurata domenica scorsa e dalla constatazione che alcune considerazioni che avevo fatto disordinatamente nel passato vengono avvalorate da una realtà che ho potuto verificare in questi primi giorni di funzionamento passeggiando fuori le carrozze e viaggiando dentro di esse. Altre informazioni vengono prese cercando documenti in Internet, poche perchè in effetto non si trova molto che riguardi un confronto diretto tra tra filobus e tram. Continuerò a sfornare periodicamente e disordinatamente dei post sull'argomento chiedendo anche il Vostro contributo di opinioni per tentare di sviscerare ogni singolo punto a favore e a sfavore del tram e del filobus per poi alla fine tracciare uno schema su cui determinare una scelta consapevole e non frutto di propaganda acritica.

Quali sono i punti di confronto.

1. Rumore - vantaggioso il filobus
2. Emissioni locali - equivalenti (zero)
3. Flessibilità - filobus estremante alta, Tram oltremodo rigido
4. Costi di manutenzione - vantaggioso il filobus
5. Costi d'investimento nella rete - di gran lunga vantaggioso il filobus
6. Costi d'investimento nella flotta - inferiori nel filobus
7. Capacità - migliore nel tram solo per alcune (rare) tratte
8. Consumi energetici - inferiori nel filobus
9. Performance di frenata - migliore nel filobus
10. Sicurezza nel traffico e passeggeri - equivalenti
11. Sicurezza degli utenti esterni sulla strada - migliore nel filobus

2 equivalenti
1 vantaggio tram con distinguo
8 vantaggi filobus

Ricordo che stiamo parlando di veicoli elettrici tram e filobus e trasporti pubblici.

Il tram di Firenze finalmente è entrato in pieno (quasi) servizio.
Domenica scorsa l'inaugurazione .
Ecco in mio breve video a perenne memoria.

La questione della silenziosità. Cosa si scrive nella brochure

Rotaie silenziose

Per smorzare il rumore e le vibrazioni generate dal contatto tra ruota e rotaia, a seconda dei casi viene utilizzata una delle seguenti tecniche, entrambe di provata efficacia:

• rivestimento continuo delle rotaie: le rotaie -montate con i consueti attacchi elastici -vengono completamente rivestite sulla base e sui lati con idonei profili di gomma;

• ERS (Embedded Rail System): le rotaie - prive di attacchi - sono avvolte in una massa di resina elastica, che le isola dalla piattaforma in calcestruzzo. Questa a sua volta, nei tratti dove lo smorzamento deve essere più elevato, è dotata di un "materassino elastico", che assorbe le vibrazioni e non le trasmette al terreno.

Sirio, il tram di ultima generazione

II tram Sirio, costruito dalla AnsaldoBreda, appartiene a una famiglia i cui membri sono già in esercizio a Milano, Napoli, Sassari, Atene e Gòteborg.
Il Sirio di Firenze è dotato di ampie superfici vetrate, sei porte per lato ad azionamento automatico, pianale totalmente ribassato per facilitare l'accessibilità, impianto di climatizzazione, sistema di video sorveglianza a circuito chiuso e sistemi di comunicazione con il Posto Centrale di Controllo.

Per eliminare lo stridio, le ruote di uno stesso asse sono rese indipendenti da un particolare meccanismo che consente di eliminare la frizione tra ruota e rotaia in curva.


Come vedete un gran lavoro per rendere silenzioso il tram, infrastrutture , tecnologie di costruzione.
Questo è il risultato.



La questione della non elasticità del tram rispetto al filobus.
Potrebbe essere sufficiente vedere questo video (che non ho girato io), ma forse è opportuno aggiungere che nel caso del filobus non avremmo avuto un blocco del servizio (non vi sono scarrellamenti perché non vi sono rotaie. Semplicemente, se il flilobus fosse stato costretto ad una improvvisa deviazione per qualsiasi ragione in un minuto sarebbe rientrato nella propria corsia di marcia senza disagio per i passeggeri e senza interruzione del servizio.



Leggere anche:

Inaugurazione del tram di Firenze

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