Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 28 febbraio 2009

Le ceneri del carbone sono più radioattive dei rifiuti nucleari













Da un articolo preso da Scientific American leggiamo:

...Negli ultimi decenni, tuttavia, una serie di studi hanno chiamato in discussione questi stereotipi. Tra le conclusioni sorprendenti: i rifiuti prodotti da impianti di carbone sono in realtà più radioattivi di quelli generati dai loro omologhi nucleari. In realtà, le ceneri volatili emesse da una centrale elettrica come sottoprodotto della combustione del carbone per produrre l'energia elettrica emette nell'ambiente circostante radiazioni 100 volte maggiori di una centrale nucleare che producono la stessa quantità di energia...


ed ancora

....quando il carbone è bruciato in ceneri volanti, uranio e torio sono concentrati fino a 10 volte i loro livelli originali...


Se così fosse, ecco una ragione in più per evitare sia il carbone che il nucleare per la produzione di energia, tenuto conto che gli incidenti nucleari sono estremamente più pericolosi, più frequenti tanto più invecchiano gli impianti, tanto più si voglia tirare il collo alle centrali nuke per allungare la vita operativa, tanto più i 'piccoli' incidenti non 'rilevabili ad occhio nudo' vengano tenuti coperti da segreto per varie ragioni, poiché non sono ancora stati definiti i luoghi dove inserire i rifiuti nucleari per tempi geologici, per il fatto che l'uranio vada in carenza produttiva.

Fonte : Coal Ash Is More Radioactive than Nuclear Waste

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venerdì 27 febbraio 2009

Auto giapponesi, crolla la produzione

















Toyota -39,1%
,
Giappone la flessione è stata pari al 34,6 per cento,
sugli impianti all’estero di Toyota è risultata invece del 44,2 per cento.

Honda -33,5%,
Particolarmente acuti i crolli della produzione negli Stati Uniti, meno 50,1 per cento

Nissan -54%.
Pesantissimo il calo produttivo in America, meno 70,7 per cento

Mitsubishi a gennaio la produzione ha segnato un crollo del 53,9 per cento,
e si tratta ormai dell’undicesimo mese consecutivo in cui mostra una contrazione su base annua.

Qui

Impianto cinese per produrre energia termica solare

Il mese prossimo La Cina inizierà la costruzione della primo impianto asiatico termosolare da 1,5 MW di potenza posizionato nelle zone suburbane di Pechino. Progettato dall'Accademia Cinese delle Scienze, l'impianto dovrebbe costare 100 milioni di yuan (11,4 milioni di euro) sufficiente per dare elettricità ad almeno 30.000 abitazioni quando sarà operativo nel 2010. L'impianto, che copre una superficie di 13 ettari dovrebbe produrre fino a 2,7 milioni di kWh di elettricità all'anno, eliminando 2300 tonnellate di emissioni di CO2 delle centrali elettriche convenzionali. La sua torre solare è stata progettata per essere a 100 m di altezza ed circondata da 100 eliostatori composti di specchi ricurvi, che seguendo il sole per riorientare i suoi raggi in un ricevitore in cima alla torre, convertirà l'energia solare termica in vapore inviato direttamente alla turbina per produrre energia elettrica. Si ritiene che il costo dell'energia prodotta da impianti che utilizzano pannelli solari fotovoltaici sia di 44 centesimi di euro per kWh, mentre quello del solare termico di potenza potrebbe essere di 27 centesimi di euro come nei paesi tipo la Spagna. Il solare termico di potenza non può essere installato facilmente come avviene per le celle solari PV che possono anche essere installate su tetti delle case, ha detto Wang, capo progettista dell'ìmpianto. "La generazione di energia solare termica del sistema è anche più complesso di impianti di potenza solare fotovoltaica, in quanto richiede una sofisticata tecnologia." La Cina prevede di generare almeno 150 MW di potenza da centrali termiche solari entro il 2015. "Se la sperimentazione impianto solare termico è successo, la Cina potrebbe presto iniziare un esercizio commerciale di centrali termiche solari di almeno 10 MW," ha detto Shi Dinghuan, presidente della Cina Renewable Energy Association (CREA).

Qui
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giovedì 26 febbraio 2009

La proposta ibrida Jeep. Wrangler EV fuoristrada

Jeep Wrangler EV è un veicolo ibrido elettrico con 5 posti a trazione. La vettura è equipaggiata di un generatore elettrico, motore a benzina da 70 kW, e batterie al litio. La percorrenza è di 400 miglia (640 km) di cui 40(64 km) in sola trazione elettrica. La velocità massima raggiunta dalla Jeep EV è di 145 km/h e lo sprint da 0 a 100 avviene in 9 secondi, la trazione 4 WD tradizionale, mentre un dispositivo elettronico ripartisce la trazione in situazioni di scarsa aderenza.

SPECIFICATIONS
Vehicle Type
Body style: Five-passenger SUV
Drivetrain: Electric propulsion, two-wheel drive
Category: Range-extended Electric Vehicle
Power: 200 kW (268 hp)
Battery: Lithium-ion
Range extender: SULEV gasoline engine and electric generator
Continuous electric power: 70 kW (94 hp)
Charging: Onboard charger, dual voltage
110/120-volt outlet (15A) – standard household power outlet
220/240-volt outlet: (30A) – household appliance power outlet
Performance
0-60 mph: Approximately 9 seconds
¼-mile Acceleration: Mid-16 seconds
Top speed: Greater than 90 mph
All-electric range: 40 miles
Total driving range: Up to 400 miles

mercoledì 25 febbraio 2009

Nucleare. La Francia ha trovato i polli da spennare?

L'accordo conviene solo alla Francia.
La decantate centrali nucleari di terza generazione continuano a destare forti perplessità di progettazione, sicurezza, costi.
Due centrali DUE sono in costruzione: una in Francia (Normandia) , una in Finlandia. La seconda in costruzione in Finlandia ha sforato ampiamente il budget preventivato e i tempi di realizzazione. Iniziata nel 2005 forse sarà pronta nel 2011. Si comprende che nessuna certezza vi è sulla effettiva possibilità di produrre energia, economicamente sostenibile, garanzie di sicurezza, durata almeno trentennale. Nessun vantaggio si ha dal fatto che comunque saremo dipendenti dall'estero per l'approvvigionamento dell'uranio come adesso lo siamo per il petrolio e gas. Inoltre sappiamo dall'agenzia internazionale dell'energia nucleare NEA (Nuclear Energy Agency) che abbiamo uranio per una sessantina di anni se consumato nella quantità attuale, aumentando il numero delle centrali, aumentano i consumi, si abbrevia la vita utile delle centrali le quali resteranno senza 'carburante' ancor prima di raggiungere la maturità produttiva e/o ritorno economico dall'investimento.

Qui riportiamo un articolo dell'Herald Tribune


Construction halted at flagship French nuclear reactor over problems in concrete base
Published: May 28, 2008
PARIS: Construction problems at a new-generation nuclear reactor in France have prompted a partial suspension of work at the site, at the request of France's nuclear safety agency, the agency said Wednesday.

Concrete-pouring at the site of the Flamanville-3 reactor on the Normandy coast was halted May 21, said Thomas Houdre, head of the nuclear safety agency's division in the French region of Caen.

"It's not a problem of safety or quality," Houdre said. "What has been built so far is fine. We're looking out for the future."

It was the second halt in construction since the work on the reactor began last year. Construction was temporarily stopped in March after cracks were found in the concrete base of the reactor, in addition to damage to the steel frame that supports the base, Houdre said.

This time, "anomalies" were again found with the steel frame, he said.

Flamanville-3 is under particular scrutiny because it is to be one of the first European Pressurized Reactors, meant to eventually replace the aging stable of reactors around the world whose designs date from decades ago. It is one of only two EPR reactors in the world under construction.

Houdre said French electricity giant EDF — which is overseeing the project, contracted to Bouygues — has suffered from poor quality control because of organizational problems on site.

Houdre said a certain number of cracks were normal in any such construction, but that due to the sensitive nature of what is being built, extra caution was necessary.

The first EPR, Olkiluoto 3 in Finland, which began construction in 2005 and is slated for completion by 2011, has been plagued with similar problems causing it to go over-budget and over-schedule.
Greenpeace issued a statement praising the safety agency for halting construction and advocating a definitive stop to the project.

The French nuclear safety agency has submitted demands for improvement to EDF that must be addressed before the concrete pouring resumes.

EDF officials said they would submit a plan of action within days. EDF says it cannot yet estimate for how long construction will be halted, but that the project is not yet behind schedule.


Per quanto può valere un sondaggio su un giornale online.
www.corriere.it/appsSondaggi/

Siete favorevoli al ritorno del nucleare in Italia?
No 50.9%
Sì 49.1%

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L' Independent afferma che ci sono più rischi con le nuove centrali nucleari di 3a generazione

Le centrali nucleari di nuova generazione sono piu' pericolosi, in caso di incidente, degli impianti che dovrebbero sostituire. Lo afferma un'inchiesta del quotidiano britannico "The Independent", secondo il quale alcuni documenti di natura industriale proverebbero come, in caso di incidente, la fuoriuscita di radiazioni da queste centrali sarebbe notevolmente piu' consistente e pericolosa che non in passato. Documenti che provengono anche dalla francese Edf. Si tratta di prove, scrive il quotidiano, "ben sepolte tra le carte della stessa industria nucleare" e che "mettono in dubbio le ripetute affermazioni secondo le quali i nuovi Epr (European Pressurised Reactors) sarebbero più sicuri delle vecchie installazioni". semmai sarebbe vero il contrario: "pare che un incidente ad un reattore o al sistema di smaltimento delle scorie, sebbene più difficile da verificarsi, potrebbe avere conseguenze ancor più devastanti in futuro". In particolare, tra gli studi esaminati, " ce n'è uno che suggerisce che le perdite umane stimate potrebbero essere doppie" rispetto al passato.

Qui
e
Qui

New nuclear plants will produce far more radiation


Industry documents reveal modern reactors more dangerous in an accident than the ones they replace

New nuclear reactors planned for Britain will produce many times more radiation than previous reactors that could be rapidly released in an accident, The Independent on Sunday can reveal.


The revelations – based on information buried deep in documents produced by the nuclear industry itself – calls into doubt repeated assertions that the new European Pressurised Reactors (EPRs) will be safer than the old atomic power stations they replace.

Instead they suggest that a reactor or nuclear waste accident, althouguh less likely to happen, could have even more devastating consequences in future; one study suggests that nearly twice as many people could die.

The EPR is the most advanced of the new generation of nuclear reactors. One is already being built in Finland and one in Normandy, France. And last week President Nicolas Sarkozy announced plans to build another in Normandy, while India signed a draft accord to buy between two and six of them. The French company EDF has said that it plans to build four in Britain. Two are expected for each of two existing nuclear power station sites, Hinkley Point in Somerset and Sizewell in Suffolk.

Until now the reactors have been widely thought to be less dangerous than those already in operation, largely because they contain more safety features and produce less waste. But the information in the documents shows that they produce very much more of the radioactive isotopes technically known as the "immediate release fraction" of the nuclear waste, because they could get out rapidly after an accident.

Data in one report, produced by EDF, suggests that they would produce four times as much radioactive bromine, rubidium, iodine and caesium as a present-day reactor. Information in another – by Posiva Oy, a nuclear waste company owned by two Finnish reactor builders – indicates that seven times as much iodine 129 is produced. And material in a third, by the Swiss National Co-operative for the Disposal of Radioactive Waste, implies that they will give rise to 11 times as much caesium 135 and 137.

This happens because the reactors are designed to burn their nuclear fuel almost twice as thoroughly as normal ones. Independent nuclear consultant, John Large, says that this "changes the physical characteristics of the fuel" and increases the immediate danger if the radiation should escape. After comparing the consequences of an accident at the new EPR being built at Flamanville, Normandy with one at an existing reactor nearby, he found that, in the worst case, it would increase the number of deaths from 16,000 to over 28,000.

Areva, the French firm that designs the reactor, says that the total radioactivity of the waste is only slightly increased, but Mr Large points out that it is the very much greater part that can easily escape that is of most concern. Areva adds that the reactors are specially designed to stop radioactivity escaping, but Mr Large argues no system can be foolproof. And in an accident during the transport of waste such protection would be irrelevant.

EDF said: "We are confident that new plants can be built and run safely."



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martedì 24 febbraio 2009

Accordo Enel - Edf per lo sviluppo del nucleare in Italia

Il comunicato stampa congiunto enel-edf.

*Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, l’Ad di Enel Fulvio Conti e il Pdg di Edf Pierre Gadonneix hanno siglato due Memorandum of Understanding per studiare la fattibilità di almeno 4 unità di terza generazione avanzata del tipo EPR da costruire nel nostro Paese e per estendere la partecipazione di Enel al programma nucleare in Francia, a partire dal reattore di Penly recentemente autorizzato.
*“Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un’esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale – ha commentato Conti –. Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell’energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati.”
Roma, 24 febbraio 2009 - Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, Fulvio Conti amministratore delegato e direttore generale di Enel e Pierre Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf hanno firmato un primo Memorandum of Understanding (MoU) che pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende.
Quando sarà completato l’iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed EDF si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unità di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR (European Pressurized water Reactor), il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%. L’obiettivo è di rendere la prima unità italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020.
Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR, caratterizzate da:

*partecipazione di maggioranza per Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro di energia;
*leadership di Enel nell’esercizio degli impianti;
*apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel e EDF della maggioranza dei veicoli societari.
L’accordo Enel-EDF entra in vigore il 24 febbraio 2009 e ha una durata di 5 anni dalla data della sua firma, con possibilità di estensione.
In un secondo MoU, Enel ha espresso la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella località di Penly.
“Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un’esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale – ha commentato Conti –. Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell’energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati.”
Enel è oggi presente in Francia nel nucleare, con una partecipazione del 12,5% nell’impianto di terza generazione EPR a Flamanville (1.660 MW); nelle rinnovabili, tramite la controllata Erelis, con 8 MW eolici operativi a fine 2008 e una pipeline di circa 500 MW; nella commercializzazione di elettricità con oltre 1.000 GWh venduti nel 2008.
Ulteriori possibilità di sviluppo di Enel in Francia, riguardano la costruzione di un impianto a carbone pulito da 800 MW, la partecipazione in due unità a ciclo combinato alimentate a gas (CCGT) di Edf da 930 MW e la partecipazione al processo di gara per il rinnovo di concessioni per 25 centrali idroelettriche.

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Nucleare, le scorie radioattive italiane non trovano una destinazione

Sembrava che una società statunitense avesse trovato il modo di seppellire nel deserto dello Utah dello stato americano dell'Utah le tonnellate di rifiuti nucleari provenienti dall'Italia delle dismesse centrali nucleari di Trino, Caorso, Garigliano, Latina, Saluggia, Bosco Marengo, Casaccia e Trisaia. La proposta avanzata dalla Energy Solution dava la possibilità allo stato dell'Utah di incassare la metà dei benefici dell'operazione pari a circa 320 milioni di dollari, la metà dei costi dell'intera operazione, utili per risanare i bilanci statali. Ma un deputato dello Utah, il democratico Jim Matheson, guida un'iniziativa per impedire con una legge del Congresso l'arrivo delle scorie. L'iniziativa di Energy Solution di offrire parte dei ricavi, secondo Matheson, "e' un tentativo cinico di comprare l'opposizione a questa terribile scelta, e rafforza la necessita' di far passare una legge in Congresso"

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lunedì 23 febbraio 2009

Obama mantiene le promesse e stanzia fondi per le auto elettriche

L'America riparte con l'auto elettrica. Buone nuove sul fronte Obama: il neopresidente degli Stati Uniti sta mantenendo fede agli impegni presi durante la campagna elettorale. In primis, quelli relativi alle energie rinnovabili, puntando in modo deciso sulle auto elettriche. Non solo: sta portando avanti alcune iniziative che hanno già conquistato il cuore degli americani (e non solo). Ma andiamo con ordine, partendo dal discusso American Recovery and Reinvestment Act, un fondo, di ben 787 miliardi di dollari, destinato a far uscire gli Stati Uniti dalla crisi. Obama ha firmato il corposo assegno nel Nature & Science Museum di Denver, chiarendo fin da subito che il fondo sarà legato principalmente alla diffusione delle energie alternative. Per esempio, estendendo a tre anni i finanziamenti sull’utilizzo dell’energia eolica, geotermica e dei progetti che sfruttano la biomassa. Saranno poi spesi 4,5 miliardi per ammodernare gli impianti elettrici, 6 miliardi per i prestiti alle industrie che puntano alle energie rinnovabili; 2 miliardi in prestiti per agevolare la produzione di componenti per auto elettriche, e molto altro ancora. Per tenere conto del modo in cui il ricco fondo sarà distribuito, poi, come promesso, Obama ha istituito il sito recovery.org, pronto a fornire aggiornamenti in tempo reale sulle spese effettuate.


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domenica 22 febbraio 2009

Antartide: si spezza blocco ghiaccio più grande della Campania

Un enorme blocco di ghiaccio, con una superficie pari a 14.000 chilometri quadrati si è staccata dalla banchisa antartica di Wilkins - situata a sud-ovest della penisola antartica a circa 1.600 km dalle coste argentine - spezzandosi poi in diversi iceberg più piccoli che vanno ora alla deriva nell'oceano australe. La causa della rottura sarebbe imputabile al riscaldamento globale, hanno sottolineato gli esperti del Csic (Consiglio Superiore per le Investigazioni Scientifiche di Spagna) , che da qualche giorno stanno monitorando costantemente la situazione a bordo dell'imbarcazione Hesperides.

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sabato 21 febbraio 2009

Sentenza della Corte UE sulle informazioni su OGM


Una sentenza della Corte di giustizia europea ha deliberato che le informazioni sulla localizzazione delle coltivazioni di piante geneticamente modificate debbono essere disponibili al pubblico.

Qui di seguito il comunicato stampa.



Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-552/07
Commune de Sausheim / Pierre Azelvandre
IL DIRITTO DI ACCESSO DEL PUBBLICO ALLE INFORMAZIONI SI APPLICA ALLE EMISSIONI DI OGM
Gli Stati membri non possono invocare l’ordine pubblico per opporsi alla divulgazione del sito dell'emissione di organismi geneticamente modificati
Il sig. Pierre Azelvandre intendeva conoscere l'ubicazione delle sperimentazioni sul terreno di organismi geneticamente modificati (OGM), effettuate nel territorio del suo comune. Il 21 aprile 2004 ha chiesto al sindaco di Sausheim (Alta Alsazia) di trasmettergli, per ciascuna emissione di OGM effettuata nel territorio di tale comune, l’avviso al pubblico, la scheda d’impianto che consente di individuare la particella sfruttata a coltivazioni e la lettera prefettizia accompagnatoria di tali documenti. Ha chiesto inoltre le schede informative riguardanti ciascuna nuova emissione da realizzarsi nel 2004.
In assenza di risposta, il sig. Azelvandre ha presentato alla Commission d’accès aux documents administratifs (commissione per l’accesso ai documenti amministrativi) una richiesta di comunicazione di quei documenti. Il 24 giugno 2004 la commissione ha emesso un parere favorevole in merito alla comunicazione dell’avviso al pubblico e della prima pagina della lettera prefettizia accompagnatoria. Per contro, essa si è pronunciata a sfavore della comunicazione della scheda d’impianto particellare e della mappa di ubicazione delle emissioni, argomentando che tale comunicazione avrebbe arrecato pregiudizio alla riservatezza e alla sicurezza degli operatori agricoli interessati.
In seguito a tale parere, dal momento che il sindaco di Sausheim non ha divulgato tutti i documenti del fascicolo, il sig. Azelvandre ha contestato tale diniego dinanzi alla giustizia amministrativa francese.
Il Conseil d'État francese, investito della controversia in ultimo grado, interroga la Corte di giustizia in merito alla definizione di «sito dell'emissione» che non si può considerare riservato ai sensi della direttiva del 12 marzo 2001 sull’emissione deliberata nell’ambiente di OGM 1, nonché in merito all’interpretazione degli obblighi di informare il pubblico in materia, quali risultano dal diritto comunitario. In particolare, si chiede alla Corte se le autorità nazionali possano opporsi alla comunicazione della scheda d’impianto particellare e della mappa di ubicazione delle emissioni, argomentando che tale comunicazione arrecherebbe pregiudizio all'ordine pubblico o ad altri interessi tutelati dalla legge.
Il sito dell’emissione
In forza del principio di precauzione e dei rischi cui vanno incontro l'ambiente e la salute umana, la direttiva ha definito un regime di trasparenza della procedura di autorizzazione delle misure relative alla preparazione e all’attuazione delle emissioni. Essa, in relazione a una prevista emissione deliberata di OGM, ha istituito non soltanto meccanismi di consultazione del pubblico (in generale e, se del caso, di determinati gruppi) ma anche un diritto di accesso del pubblico alle informazioni relative a una siffatta operazione, nonché la predisposizione di registri pubblici nei quali deve figurare l’ubicazione di ciascuna emissione di OGM.
In tal senso, coloro che intendono emettere OGM nell’ambiente sono tenuti, in forza della direttiva, a inoltrare una notifica alle autorità nazionali competenti, che deve includere un fascicolo tecnico contenente le informazioni richieste, vale a dire:
1) l’ubicazione e le dimensioni dei siti di emissione nonché la descrizione dell’ecosistema locale di emissione, inclusi clima, flora e fauna, così come la prossimità di biotopi ufficialmente riconosciuti o di aree protette che potrebbero essere interessati dal fenomeno, per le piante superiori geneticamente modificate;
2) l’ubicazione geografica e le coordinate del sito o dei siti di emissione nonché la descrizione degli ecosistemi, bersaglio o non bersaglio, che possono essere interessati, per quanto riguarda gli altri OGM.
Pertanto, gli elementi relativi all’ubicazione geografica di un’emissione deliberata di OGM che devono figurare nella notifica di quest’ultima rispondono all’esigenza di determinare gli effetti concreti di una tale operazione sull’ambiente. Le indicazioni riguardanti il sito di una siffatta emissione devono essere quindi definite rispetto alle caratteristiche di ogni operazione e del suo eventuale impatto ambientale.
Dal nesso così stabilito tra la procedura di notifica e l’accesso ai dati relativi all’emissione deliberata di OGM risulta che, salva deroga prevista dalla direttiva in questione, il pubblico interessato può chiedere la divulgazione di qualsiasi informazione trasmessa dal notificante nell’ambito della procedura di autorizzazione relativa a una siffatta emissione.
Quindi, il "sito dell’emissione" è determinato da qualsiasi informazione relativa all’ubicazione dell’emissione, fornita dal notificante alle autorità competenti dello Stato membro sul cui territorio deve avvenire l’emissione conformemente alla direttiva.
Il diritto di accesso dei terzi alle informazioni relative all’emissione
La direttiva definisce in termini precisi la riservatezza di cui possono beneficiare i vari dati comunicati nell’ambito delle procedure di notifica e di scambio di informazioni da essa previste. In tal senso, informazioni riservate notificate alla Commissione e all’autorità competente o scambiate in forza della direttiva nonché le informazioni che possono pregiudicare una posizione concorrenziale non possono essere divulgate e i diritti di proprietà intellettuale afferenti a tali dati devono essere tutelati. Inoltre, l’autorità competente decide, previa consultazione del notificante, quali informazioni debbano rimanere riservate alla luce della «giustificazione verificabile» fornita da quest’ultimo. Pertanto, l’informazione relativa al luogo dell’emissione in nessun caso può rimanere riservata. In tale contesto, considerazioni relative alla salvaguardia dell’ordine pubblico e ad altri segreti tutelati dalla legge, enunciate dal giudice del rinvio, non possono costituire motivi tali da limitare l’accesso ai dati elencati nella direttiva, nel novero dei quali figura in particolare quello relativo al sito dell’emissione.
Tale interpretazione è suffragata dall’esigenza, enunciata nella direttiva, secondo cui i dati relativi alla valutazione dei rischi ambientali non sono considerati riservati. Inoltre, uno Stato membro non può invocare una disposizione derogatoria figurante nelle direttive relative alla libertà d’accesso del pubblico all’informazione ambientale per rifiutare l’accesso a informazioni che dovrebbero essere di dominio pubblico 2.
Di conseguenza, non si può opporre alla comunicazione delle informazioni indicate nella direttiva una riserva relativa alla protezione dell’ordine pubblico o di altri interessi tutelati dalla legge. Il timore di difficoltà interne non può giustificare l’omissione da parte di uno Stato membro nell’applicare correttamente il diritto comunitario.

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venerdì 20 febbraio 2009

L'ibrido è di moda, ma....


Anche oggi riportiamo (in parte) un articolo uscito su La Stampa online. Il 15 febbraio Piero Bianco scrive :

Non basta per guarire l’ambiente, ma è una medicina che aiuta. Soprattutto, come ammette il direttore generale di Honda Italia Alessandro Skerl «è l’occasione per comprare qualcosa con cui distinguersi e che ci fa sentire la coscienza a posto, un prodotto che oggi è comunque la miglior risposta all’inquinamento nei centri urbani». L’ibrido è di gran moda. I costruttori si sfidano nel progettare e proporre modelli a propulsione mista: motore a benzina (o Diesel) abbinato all’elettrico. Si abbassa la media delle emissioni nocive, si consuma meno, si ottengono gli incentivi e si viaggia pure in presenza di blocchi ecologici. Anche se l’auto "tutta elettrica" è ben altra cosa perché le batterie, nelle ibride, assolvono un ruolo decisamente marginale...... perché in città l’ibrido oggi ha un senso, in autostrada invece è solo tecnologia in più da portarsi a spasso.


Tutto l'articolo è qui
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giovedì 19 febbraio 2009

Il nuovo veicolo lunare elettrico con batterie al litio

Abbiamo letto sul Corriere online che in questi giorni sono in corso i test sul prototipo del Lunar Electric Rover (LER) un veicolo elettrico con 12 ruote tutto dipinto di bianco e con grandi finestre su un lato. E' stata colta l'occasione di presentazione al neopresidente Obama per fare un lancio mediatico del futuro spaziale che attende l’America per riportare gli astronauti americani sulle sabbie lunari con nuovi vettori necessari. Il prototipo del Lunar Electric Rover può ospitare due astronauti per 14 giorni consentendo loro anche di dormire al suo interno, oltre ad avere naturalmente tutti gli impianti e le risorse per mantenerli in vita. Secondo gli ingegneri non ha bisogno di alcuna manutenzione e può affrontare pendenze fino a quaranta gradi. Il prototipo impiega batterie a ioni di litio da 125 Wh/kg, ma il modello lunare dovrà avere 200 Wh/kg e garantire un’autonomia per percorrere almeno 500 miglia (800 km) prima di essere ricaricate. Interessante è la sistemazione delle tute integrate nella struttura all’esterno ma con accesso diretto dall’abitacolo per cui gli astronauti si infileranno al loro interno e poi si staccheranno per la passeggiata.

NASA's New Lunar Electric Rover (LER)
Next Generation Rover For Lunar Exploration Driving New Tech Here On Earth

per un approfondimento nel sito web della NASA cliccare qui

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mercoledì 18 febbraio 2009

L'efficienza delle auto elettriche


Dopo tante notizie infauste sull'idrogeno e sui presunti carburanti puliti, gli incentivi statali e le proposte di legge per buttare via un altro po' di soldi per ricerche che non portano a nulla (tipico esempio di incompetenza italica) rifacciamoci gli occhi con un articolo uscito su The Oil Drum

The energy efficiency of cars


a firma di Euan Mearns con bei grafici e conteggi che ancora una volta dimostrano il notevole vantaggi che si avrebbe utilizzando i veicoli elettrici ed abbandonando trazioni obsolete e false soluzioni avveniristiche. Con un certo orgoglio notiamo quanto la nostra piccola grande realizzazione di conversione del cinquino sia apprezzata all'estero tanto da prendere la sua immagine come esempio di veicolo elettrico sostenibile.

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martedì 17 febbraio 2009

Sotto il segno di Costantino


Il titolo su repubblica.it mi fa sussultare.

Al vaglio una proposta di legge per lo stanziamento di un Fondo di 20 milioni di euro a favore dello sviluppo di automobili a zero emissioni



Mi dico : vuoi vedere che qualcuno ha imparato a camminare sulle acque?

Continuo a leggere:

Un Fondo di 20 milioni di euro da utilizzare - per i prossimi cinque anni - in favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione di sistemi di mobilità


Si,sissi, vai, vai... leggo


con impiego di idrogeno e combustibili ultra puliti di nuova generazione di origine biologica.


Idrogeno? combustibili ultra puliti? origine biologica? ma che, che,che eeeeeh?
Il bla bla bla continua . Lo riporto nella sua totalità per favorire il senso dell'orrore.

E' l'oggetto di una proposta di legge a firma di Costantino Boffa, parlamentare del Pd, divisa in 7 semplicissimi articoli tutti volti a concretizzare al di là delle parole l'ambizioso progetto europeo di una mobilità ecologica su gomma.
Destinatari del fondo (secondo l'articolo 3) saranno le Regioni, le Province, i Comuni, le Università e gli Enti pubblici e privati di ricerca e di produzione di Idrogeno e di combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica, mentre l'articolo 6 prevede, senza oneri per la finanza pubblica, l'istituzione di un Comitato di gestione formato da quattro rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'Ambiente.
Dal canto suo il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dovrà prevedere, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, anche le linee guida che definiscono i destinatari, le tipologie e le caratteristiche degli interventi finanziabili oltre alle modalità di funzionamento del Fondo. Ai 20 milioni si farà fronte mediante una corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale iscritto nel programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2009.
Ecco il testo della relazione del Presidente della Commissione Trasporti

Notizia del 27/01/2009

Mobilità sostenibile. L'on. Boffa presenta una proposta di legge.

Il 26 gennaio, l’on. Costantino Boffa, componente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha presentato una proposta di legge denominata “Misure di sostegno per lo sviluppo di sistemi di mobilità ad alta sostenibilità con impiego di idrogeno e carburanti ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica”. La proposta di legge Boffa è finalizzata alla promozione di sistemi di mobilità ad alta sostenibilità, attraverso l’istituzione, presso il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un Fondo a favore della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, per sostenere lo studio, la sperimentazione, la prototipazione, la omologazione e la promozione di veicoli passeggeri e commerciali leggeri alimentati da idrogeno, prodotto con ausilio di fonti di energia rinnovabile, e da combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica. “Con l’istituzione del suddetto Fondo – ha illustrato l’on. Boffa nel corso della conferenza stampa – si intende promuovere interventi di filiera per lo studio e la realizzazione di sistemi per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno prodotto con ausilio di energia solare o altra fonte di energia rinnovabile; di sistemi per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica; di prototipi di veicoli alimentati ad idrogeno o con combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica; delle procedure di omologazione per i suddetti veicoli; di reti di monitoraggio intelligente finalizzate al controllo dell’efficienza e della sicurezza dei veicoli del tipo considerato e di posteggi esclusivi muniti di stazioni di controllo e di ricarica”. Destinatari del Fondo sono, nelle intenzioni del legislatore, le Regioni, le Province, i Comuni, le Università e gli Enti pubblici e privati di ricerca. “Occorre affrontare con urgenza le sfide poste dai cambiamenti climatici dovuti alle emissioni antropiche di gas a effetto serra, derivanti principalmente dall'uso di combustibili di origine fossile – ha proseguito l’on. Boffa – attraverso una nuova, vasta ed ambiziosa politica energetica. In questo quadro, il settore della mobilità su gomma si contraddistingue per la sua potenziale capacità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e l'inquinamento, soprattutto nell’ambito delle aree urbane. In questi ultimi trent’anni, infatti, la mobilità delle persone su autovettura privata è aumentata, nel nostro Paese, del 214%. Allo stato attuale il nostro Paese risulta essere quello, fra i 15 dell'Unione europea, in cui si “consuma” più mobilità di persone, con una media di oltre 16.200 km pro capite/anno di cui solamente il 3,5% ciclo pedonali. A fronte di tali dati si registra un forte incremento nell’uso dell’auto. E’ in un tale contesto che la presente proposta di legge intende fornire un contributo finalizzato a produrre un profondo cambiamento nel settore della mobilità su gomma, promuovendo una mobilità “pulita” e sostenibile, con impiego di idrogeno e combustibili gassosi di nuovissima generazione di origine biologica, a ridottissimo impatto ambientale, e, al contempo, creando condizioni favorevoli per lo sviluppo di veicoli e sistemi di mobilità sostenibile ad alto valore tecnologico. Questa proposta vuole altresì fornire una spinta positiva e forte, rivolta non solo ai grandi gruppi industriali, ma anche a quei sistemi locali, sia istituzionali che del mondo produttivo e della ricerca che hanno prodotto esempi innovativi e significativi nell’ambito della mobilità sostenibile, non solo in termini di prototipi, ma anche in termini di produzione de localizzata, quindi distribuita, di combustibili ultrapuliti prodotti con ausilio di energia derivante da fonti rinnovabili o con l’impiego di reflui e sostanze di origine biologica, così come definito da nuove tecnologie internazionali, come nel caso dei carburanti ultrapuliti (esempio “caso Magnegas”), di recente pubblicato da riviste specializzate del settore. La proposta nasce altresì sulla base delle esperienze compiute in questi anni dal sistema istituzionale locale che con la collaborazione della Provincia, dell’Università, di enti di ricerca e di aziende private, ha dato vita alla sperimentazione ed alla realizzazione di iniziative, progetti, prototipi di autoveicoli ad idrogeno con celle a combustibili ad emissioni zero di grande vitalità e interesse. Il tutto non ha trovato finora un quadro normativo di riferimento nazionale in grado di consentire lo sviluppo di queste esperienze. Con questa proposta di legge si vuole dunque superare questo problema e porre il tema al centro non solo di esperienze locali, ma anche di una nuova e diversa politica dei trasporti ispirata alla mobilità sostenibile”.


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lunedì 16 febbraio 2009

Ecoincentivi, dal Gpl all'assurdo dell'idrogeno


Riporto qui di seguito un estratto dell'articolo uscito su La Stampa online del 14 febbraio 2009.

Ecoincentivi, dal Gpl all'assurdo dell'idrogeno

Spesso ci si irrita o ci si indigna o si resta perplessi nel leggere i provvedimenti che i nostri politici, avvicendandosi ai posti di comando, assumono nel corso del tempo. L’ultimo caso si riferisce al piano di ecoincentivi varato dal Governo a sostegno dell’auto. Qui siamo nella campo della perplessità e non ci riferiamo alla maggiore o minore incisività delle misure assunte (l’importante è che, comunque, si sia finalmente partiti), ma a due aspetti a dir poco singolari. L’inserimento delle vetture a idrogeno nel «pacchetto ecologico» e la disparità di trattamento riservata ai modelli a Gpl (Gas di Petrolio Liquefatto) e a Metano. ......Peccato che la rete di distribuzione del Metano sia assai meno capillare di quella Gpl: ad esempio, in Sardegna non esiste alcun distributore. Così, chi comprerà un’auto a Metano per usufruire dei 5.000 euro finirà per viaggiare soltanto a benzina. L’altra perplessità riguarda l’inserimento nel pacchetto delle vetture a idrogeno e la mancanza di quelle ibride. Cosa vuol dire? Che le ibride sono considerate a tutti gli effetti elettriche? Quanto all’idrogeno, c’è da sorridere. Non esistono in listino modelli di tale tipo ed è certo che in Italia non ne verranno posti in commercio entro il 31 dicembre, quando il piano scadrà. Per ora, esistono concept e flotte sperimentali con veicoli dati in uso con la formula del leasing (il costo è altissimo) a una clientela selezionata. E’ il caso della Bmw Serie 7 o della Honda Fcx Clarity (per Usa e Giappone).
Un inserimento, quindi, un po’ balzano. Ci ricorda un proclama del presidente della Regione Lombardia. Formigoni nel 2005 annunciò che in tempi rapidissimi nel territorio lombardo avrebbero potuto circolare solo veicoli a idrogeno.
L’ignoranza dei politici sul piano tecnico raggiunge l’assurdità.


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domenica 15 febbraio 2009

A qualcuno piace caldo. Errori e leggende sul clima che cambia

Nel settore dell’informazione sui cambiamenti climatici si assiste da qualche tempo a una pericolosa biforcazione. Da un lato, la quasi totalità degli scienziati è concorde nell’indicare nelle attività umane il principale responsabile dell’aumento di CO2 nell’atmosfera con la conseguente crescita delle temperature globali, a cui diventa sempre più urgente fare fronte con politiche e strategie mirate; dall’altro, sui media trovano spazio argomentazioni che di scientifico spesso hanno poco e che negano qualunque valore all’imponente mole di evidenze che si va via via accumulando. Non passa infatti giorno senza che qualcuno affermi che il riscaldamento globale non esiste, o che se anche ci fosse non sarebbe poi così male, oppure che è causato dal Sole, dai vulcani e persino dai moscerini... e il risultato è un’inerzia troppo spesso sospetta.

Per riportare il dibattito entro i limiti della discussione scientificamente corretta, Caserini prende in esame le posizioni dei “negazionisti” e ne evidenzia, con ironia e senza mai indulgere in tecnicismi, le incoerenze, le manipolazioni e, in parecchi casi, i condizionamenti esercitati da lobby e gruppi di pressione: una lettura indispensabile per fare chiarezza in un campo che tocca molto da vicino la vita di ciascuno di noi.

Stefano Caserini, docente di Fenomeni di Inquinamento al Politecnico di Milano, svolge da anni attività di ricerca nel settore dell’inquinamento dell’aria e dei cambiamenti climatici. È consulente di enti pubblici e privati per la redazione degli inventari delle emissioni in atmosfera e per l’impostazione delle politiche di riduzione. Ha collaborato alla revisione del Quarto Rapporto IPCC, Terzo Gruppo di Lavoro, ed è autore di circa 60 pubblicazioni scientifiche nel settore dell’inquinamento dell’aria e della gestione dei rifiuti.

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sabato 14 febbraio 2009

Nucleare. L'Anonimo commenta

Un Anonimo ha lasciato un commento sul nostro post "Nucleare; Siemens divorzia da Areva mentre la Tot..." di Domenica 25 Gennaio 2009:

il nucleare non ha ALCUN limite temporale nel futuro. l'uranio è uno degli elementi più diffusi sulla crosta terrestre, tanto da formarne circa il 6%.
il costo di estrazione di uranio fissile incide sul costo/kw con le tecnologie attuali per il 3%, mentre in futuro si potrà arrivare all'1.5%.
eventualmente, pagandolo un 9-10% si potrebbe addirittura estrarlo dal mare!

infine:
vogliamo scriverlo a caratteri cubitali che l'unica fonte di elettrogenerazione che non produca CO2 è il nucleare?




Se così fosse non si comprende come mai i privati e l'Areva per prima non si buttino a pesce sul così proficuo affare. Si sa, i privati amano il profitto, le banche concedono crediti a iosa. Se fosse così. Ma... non è così. In Gran Bretagna il Governo ha aperto ai privati la possibilità di realizzare una ventina di centrali in sostituzione (in sostituzione, ripeto, non nuove) di quelle in via di obsolescenza destinate a essere chiuse per improduttività. Orbene, tutti fermi. perché? Perché il Governo obbliga chi costruisce a prendersi in carico anche il decomissioning e lo smaltimento dei rifiuti nucleari. Normale, no? giusto no? Allora si scopre che il costo dell'energia nucleare non è più a buon mercato e i profitti scricchiolano. Costa molto di più di quello che appare, quindi non conviene.
L'uranio è abbondante? Ok. Ma quanto costa estrarlo? Adesso poco, perché si sfrutta quello che è concentrato in alcune miniere, dopo saranno costretti a sfruttare quelle 'vene' dove la concentrazione è minore. Cosa significa? Che per estrarre un'oncia di ossido d'uranio dovremo impiegare molta più energia, di conseguenza costerà di più estrarlo. E' come piantare un chilo di riso per veder crescere un chilo e mezzo di riso, poi un chilo, poi mezzo chilo. Non conviene, punto e basta. Già non conviene adesso con la storia del decommissioning e trattamento delle scorie, immaginiamo dopo.
La leggenda dell'uranio del mare è una verità ... mascherata. Il problema sta nel fatto che l'uranio è 'sciolto' nel mare . Non è concentrato, quindi vale quanto detto sopra, energia per estrarlo.

La produzione di energia non produce Co2 ma... quanta ne produce l'estrazione dalle miniere dell'uranio, il trasporto, la purificazione, il trattamento, la realizzazione degli impianti, il decommissioning, lo stoccaggio delle scorie ecc.? Se non si analizza questa LCA non ha senso un discorso di CO2 uguale a zero, perché è una grossa dimenticanza.

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venerdì 13 febbraio 2009

Flessione dell'8,5 dei consumi elettrici a gennaio

Terna comunica che i consumi elettrici a gennaio segnano il maggior calo registrato dal 1975, - 8, 5% rispetto allo stesso mese del 2008. Si tratta quindi della maggiore flessione da 34 anni a questa parte quando nell'agosto del 1975 la diminuzione della domanda fu del 7,6%. Su base mensile il calo e' dello 0,4%. Il dato risente probabilmente anche degli effetti causati dalle scelte di alcune aziende che hanno deciso di riprendere l'attività lavorativa il 12 gennaio.

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giovedì 12 febbraio 2009

Insight. Auto ibrida furbetta

Abbiamo letto su quattroruote online un breve articolo che descrive cosa c'è dietro la scelta della Honda di produrre l'ibrida Insight. Purtroppo comprendiamo che anche i giapponesi non riescono ad uscire da certi schemi mentali che vengono dalla datata produzione di veicoli con motore a scoppio. La giustificazione al fatto che la Insight a differenza di altre macchine ibride non possa percorrere alcuni chilometri in modalità solo elettrica Yasunari Seki, ingegnere capo dell'intero progetto, risponde che problemi di spazio non avevano la possibilità di mettere batterie più grandi e motori elettrici più potenti. A noi viene il sospetto che l'operazione sia ancora una volta di pura (perdonate la parola sconveniente in questo contesto) e semplice 'di facciata' o forse anche 'furbetta' per poter ricevere agevolazioni di qualsiasi genere e fregiarsi del termine 'Ibrido'. Speriamo che prima o poi l'Honda si indirizzi senza indugio verso l'auto tuttalettrica se vuole restare in un contesto mondiale tra le case automobilistiche che sopravviveranno nel prossimo futuro.

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