Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


domenica 9 febbraio 2020

Affittasi






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venerdì 7 febbraio 2020

La Gran Bretagna vieta le vendite di auto diesel e benzina dal 2035


La Gran Bretagna vieterà le vendite delle auto a benzina e diesel dal 2035 cioè cinque anni anticipo del previsto e per la prima volta anche i veicoli ibridi saranno colpiti dal divieto.

Il governo britannico ha spiegati che il provvedimento si rende necessario in funzione di un  approccio più aggressivo  per combattere la crisi climatica e contribuire all'obiettivo del taglio delle emissioni di biossido di carbonio per arrivare entro il 2050 a emissioni zero.

Con le nuove regole impegnative pone  il Regno Unito in  quel gruppo di paesi che contrastano l'uso di auto alimentate a combustibili fossili. La Norvegia vuole che tutte le nuove autovetture e furgoni venduti nel paese debbano essere veicoli a emissioni zero entro il 2025, e l'India ha chiesto che entro il 2030 tutte  le auto nuove vendute siano alimentate a energia elettrica .


L'articolo completo della CNN Affari è qui



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mercoledì 5 febbraio 2020

Balzo dell auto elettriche + 587%, auto ibride +82% a Gennaio 2020




Col comunicato stampa dell'UNRAE del 3 Febbraio 2020 abbiamo visto che a GENNAIO 2020 le immatricolazioni delle autovetture sono calate del 5,9% Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture dieselCrescita dell’82% nel mese per le ibride, con 15.600 unità immatricolate in rappresentanza del 10% del mercato. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di metano a 4.100 unità mentre si contraggono (-21%) quelle di gpl a 9.600 unità.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.
Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure



Le auto ibride


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a GENNAIO 2020.

Novità su tutti i gradini del podio delle elettriche pure:

  1 RENAULT ZOE 411,
      2    PEUGEOT 208                 318,
           3  VOLKSWAGEN UP!      215.

Novità anche sui gradini del podio ( secondo posto) delle ibride:

1 TOYOTA YARIS 1.699,
2 FORD PUMA 1.554,
      3 TOYOTA C-HR  1.287.




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martedì 4 febbraio 2020

Immatricolazioni auto. Parte male il 2020. Cade a gennaio la domanda di autovetture (-5,9%)


Inoltre l’infelice iniziativa del Comune di Roma (e di altri Comuni metropolitani) e la totale mancanza di un piano strategico nazionale disorientano i consumatori con probabili e ulteriori effetti depressivi in arrivo sul mercato.
Inizia male il nuovo anno per il mercato Italiano delle autovetture, appesantito dal crollo della domanda dei privati. Bene il noleggio, con tassi di crescita in doppia cifra sia nel segmento a breve termine sia in quello a lungo termine. In contrazione anche le società.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Gennaio diminuisce del 5,9% la domanda di autovetture, con 155.528 unità immatricolate rispetto alle 165.271 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato diminuì di più del 7%.

“In un quadro economico e geopolitico globale di grande incertezza, con ripercussioni negative sul nostro paese, come evidenziato dalla brutta partenza del mercato auto – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo”.

“Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell’aria, che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato – continua il Presidente – con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.

“Alla luce di quanto accaduto – continua Crisci – è sempre più evidente l’esigenza di un’azione di coordinamento e armonizzazione nazionale delle misure sulla mobilità e sulla circolazione delle auto. Vieppiù urgenti appaiono inoltre misure di sostegno alla domanda con l’obiettivo di svecchiare l’attuale parco circolante, con effetti positivi in termini di maggiore sicurezza e minore impatto ambientale”.

“UNRAE auspica quindi – conclude Crisci – che il prossimo tavolo automotive convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, costruendo su quanto fatto sinora, giunga velocemente all’adozione di misure allo scopo sopra citato e, contestualmente, affronti e definisca un piano nazionale strategico ed efficace atto a favorire lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e rifornimento per le nuove tecnologie”.

Dall’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, a Gennaio archiviano una crescita in tripla cifra gli acquisti di autovetture nelle fasce che godono dell’Ecobonus: con un incremento del 533% (oltre il 700% i privati) nella fascia sino a 20 g/km di CO2 e del 363% nella fascia 21-70 g/km, che complessivamente hanno rappresentato il 2% delle vendite.

Tra le altre fasce, quella delle vetture che emettono tra i 71 e i 160 g/km di CO2, l’unica esente dal Bonus/Malus e pari a oltre il 95% delle vendite, cala del 4,6%. Tra i veicoli penalizzati dal Malus, aumentano in doppia cifra gli acquisti di auto che emettono oltre i 200 g/km, mentre crollano le vendite di auto con emissioni di CO2 tra i 161 e i 200 g/km.

Dopo un trimestre finale di 2019 positivo per la forte spinta di noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni, torna in negativo la performance del dato mobile (come era d’altra parte stato all’inizio dello scorso anno).

Analizzando la domanda di autovetture per utilizzatori, si evidenzia il crollo della domanda da parte dei privati, che a Gennaio registra una diminuzione delle immatricolazioni del 14% a 92.000 unità e una perdita di quota di mercato di 5,5 punti percentuali al 58,8%, rispetto a un anno fa. D’altro canto, balzano gli acquisti del noleggio, con un aumento del 18% a 40.000 unità e una quota del 25,5%, 5,2 punti in più di Gennaio 2019. Con tassi di crescita in doppia cifra salgono sia il breve termine (+28%) sia il lungo termine (+18%). All’interno delle immatricolazioni a società, giù del 4,3% a 24.000 unità e una quota del 15,6% (+0,2 punti), si contraggono sia le autoimmatricolazioni (-3,6%) sia le vendite ad altre società (-5,8%).

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture diesel con 52.000 unità e una quota del 33,5% (-7,7 p.p.). In calo anche il benzina (-3,0%) a 73.000 unità e una quota del 46,5% (+1,4 p.p.), che rappresenta la motorizzazione con la quota di mercato più alta. Crescita dell’82% nel mese per le ibride, con 15.600 unità immatricolate in rappresentanza del 10% del mercato. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di metano a 4.100 unità mentre si contraggono (-21%) quelle di gpl a 9.600 unità.

Tutti i segmenti archiviano una performance negativa, a eccezione della nicchia F – Alto di gamma (+48%). Perde meno del mercato B – Utilitarie (-2,6%). Crolla (-16%) E – Superiori mentre hanno cali tra il 7% e il 10% C – Medie, D – Medie Superiori e A - Piccole.

Dal dettaglio per carrozzeria a Gennaio, quasi tutte le carrozzerie risultano in diminuzione eccetto crossover (+2,7%) e i poco rappresentati monovolume piccolo (+39%) e coupè (+0,2%). Tra i segmenti maggiori sottoperformano il mercato berline (-9,7%) e fuoristrada (-13%).

 Analizzando le aree geografiche, sono in evidenza la tenuta dell’area Nord Orientale (+0,9%) e il crollo delle Isole (-19%). Con tassi tra l’8% e il 10% si contraggono le altre aree.


Sul fronte delle emissioni di CO2, è in calo a Gennaio il dato medio di mercato (-6,4%) con 113,0 g/km contro i 120,7 g/km dello stesso mese dello scorso anno.

Comunicato UNRAE 


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 12 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Gennaio le immatricolazioni, sono diminuite rispetto allo stesso mese del 2018 del 5,9%
Cambiano le preferenze degli acquirenti continuano ad abbandonare le auto diesel,  23.4% in meno.



L'andamento mensile negli ultimi 12 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si è viaggiato mediamente sotto lo zero per tornare in territorio positivo negli ultimi 2 mesi.



Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.



Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 con una recente prisalita.




Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano



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lunedì 3 febbraio 2020

Il consumo di gas in Italia a Gennaio 2020 cala del 8,8%, scende la produzione nazionale, -25%



Nel primo mese del 2020 si registra un minor consumo di gas in Italia-8,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato,  confermando il calo per il terzo mese consecutivo secondo  i dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web.

Utilizzando questi dati della Snam dell'ultimo mese, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi con quelli dei mesi e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Comunque i dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 15 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Gennaio 2020, come si è detto, scende del 8,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e l'bruciato 9.663,5 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 10.598 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2019. 


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi del 2018 per poi mostrare segni positivi per 7 mesi consecutivi col ritorno al negativo negli ultimi 3 mesi del 2019.

Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017,  per poi risalire e stabilizzarsi  recentemente.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Più che continuare la tendenza alla diminuzione della produzione nazionale a Dicembre 2019 possiamo definirlo crollo continuo, con l'ennesimo segno negativo, - 25% circa rispetto allo stesso mese del 2019 con 338,6 milioni di metri cubi (dato provvisorio).


La linea tendenziale va verso il basso, come è ulteriormente evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, inesorabilmente a cala.


Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta superiore da parte del settore  dell'industria o  quello delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo con un Post dedicato.




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martedì 28 gennaio 2020

L'attivazione dello pneumococco è legata all'esposizione a particelle di scarico diesel


cliccare per ingrandire
Nuovi, studi, sempre più approfonditi, confermano quanto i motori diesel siano dannosi per il pianeta e deleteri per la salute  umana e non solo umana. Basta diesel o vogliamo continuare a farci del male? 

Lo studio, pubblicato nel Journal of Allergy e Immunologia Clinica, mostra che l'esposizione a particelle di scarico diesel  può aumentare la suscettibilità di un individuo  a contrarre una malattia pneumococcica.

Il batterio Streptococcus pneumoniae è la più comune causa di polmonite e la meningite e la principale causa di decessi per malattie infettive per individui sotto i 5 anni e i gruppi di anziani in tutto il mondo. Nella maggior parte delle persone sane, questo batterio vive innocuo nella parte posteriore del naso e della gola senza causare alcun sintomo. Tuttavia, se si disinnesca lo pneumococco dai siti normalmente sterili del corpo, come i polmoni e sangue, si attiva il potenziale di causare malattie mortali.

Per saperne di più circa le condizioni che consentono a questo batterio normalmente innocuo per progredire in tali gravi malattie invasive i ricercatori dell'Università di Liverpool, Università Queen Mary di Londra e il Trinity College di Dublino, hanno condotto uno studio che esamina il ruolo del Deps nello sviluppo della malattia da pneumococco .

Inquinamento dell'aria

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che l'inquinamento atmosferico è responsabile di 7 milioni di morti l'anno, con il 7% di questi attribuibile a una polmonite. Si stima che circa il 37% della popolazione mondiale vive in zone in cui i livelli di inquinamento nell'aria superino i limiti OMS linee guida. [NDME-Se ne facciano una ragione gli abitanti della Pianura Padana in Italia]

Il componente principale di inquinamento dell'aria nel mondo è il  particolato di scarico di motori diesel, che comprende fuliggine diesel e aerosol come particelle di cenere, particelle metalliche dell'abrasione, solfati, silicati.

I risultati

I ricercatori hanno scoperto che, dopo l'esposizione delle vie aeree i macrofagi, che sono cellule immunitarie chiave per controllare le infezioni batteriche e rimuovere i residui dal corpo, diventano congestionate riducendo la loro capacità di uccidere pneumococco. Questo permette ai batteri di sopravvivere più facilmente nelle vie aeree, invadendo i polmoni e causando notevoli infiammazioni, che finiscono per traslocare i batteri nel sangue, causando una grave malattia.

Fattore chiave per lo sviluppo della malattia grave

Dr Rebecca Shears , che è il primo autore, ha aggiunto: “I nostri studio mostra che l'esposizione a un importante inquinante delle particelle nell'aria sia qui nel Regno Unito che all'estero, può essere uno dei fattori chiave coinvolti nel passaggio da una innocua colonizzazione da pneumococco dei tessuti nasali a grave malattia, come la polmonite “.

“I nostri dati forniscono ulteriore comprensione per sostenere le osservazioni precedenti di un aumento dei ricoveri ospedalieri per polmonite in paesi come la Cina, dove i livelli di inquinamento nell'aria sono più alti.”

“La capacità ridotta di risposta immunitaria dei macrofagi per chi è esposto con le vie aeree macrofagi per controllare l'insorgere dell' infezione è da ritenersi la base  fondamentale per l'aumento del numero di casi di malattia pneumococcica. Questo studio aggiunge un ulteriore impulso per ridurre i livelli di inquinamento a livello globale.”

Il documento completo, intitolato 'esposizione a particelle di scarico diesel aumenta la suscettibilità alla malattia pneumococcica invasiva', può essere trovato qui.

Detto questo noi siamo dell'idea che sarebbe opportuno sospendere la laurea in ingegneria, chimica o altra disciplina scientifica per coloro che sostengono la causa nefasta del diesel, l'obbligo di frequentare i corsi di Medicina e Chirurgia (6 anni) e l'affidamento ai sevizi sociali gratuiti nei reparti direttamente preposti alla cura dei malati da inquinamento diesel.

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martedì 21 gennaio 2020

Toyota Motor Europe incrementa le vendite grazie alle auto ibride


Il marchio Toyota supera per la prima volta 1 milione di vendite dal 2008 soprattutto grazie alle auto ibride che rappresentano il 52% delle vendite totali e il 63% nell'Europa occidentale.

Col comunicato stampa di qualche giorno fa la Toyota Motor Europe fa sapere che le vendite del 2019 ammontano a 1.089.422 unità dove Lexus ha registrato un incremento del + 5,2% rispetto al 2018. La quota di mercato totale del gruppo è salita al 5,3%, in un mercato europeo stabile anno dopo anno. Con oltre 550.000 veicoli elettrici ibridi venduti, che rappresentano il 52% del mix totale, Toyota e Lexus offrono un totale di 20 modelli ibridi, la più ampia gamma di veicoli elettrici full hybrid nel settore.

Un totale di sette nuovi modelli lanciati nel 2019 in entrambi i marchi hanno fornito un ulteriore slancio per la crescita di anno in anno. Con le vendite di 1.002.216 veicoli, Toyota ha venduto per la prima volta oltre un milione di veicoli dal 2008, con una crescita del 4,5% rispetto al 2018. Nel segmento C centrale, Toyota ha lanciato tutte le nuove versioni di Corolla Hatchback e Touring Sports, disponibili sia in 1.8L - 122 hp e 2.0L - propulsori ibridi da 180 CV e ibrido esteso alla nuova Corolla Berlina per la prima volta. Il lancio del nuovo RAV4 è stato ben accolto dai clienti con una domanda che attualmente supera l'offerta. Altri nuovi lanci includevano l'introduzione di una versione ibrida di Camry nell'Europa occidentale e il ritorno di GR Supra.

Le vendite totali di Lexus sono aumentate del 14,5% nel 2019 raggiungendo un record di 87.206 veicoli, registrando una crescita per il sesto anno consecutivo raddoppiando le vendite dal 2013. La crescita continua nel 2019 è stata favorita dal lancio della nuova Lexus UX, un crossover compatto premium, il nuovo Berlina Lexus ES e una Lexus RX aggiornata. Il mix Lexus nell'Europa occidentale è ora quasi esclusivamente ibrido con un mix del 96% e il 67% in tutta Europa.


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lunedì 20 gennaio 2020

I consumi petroliferi di Dicembre 2019 calano dello 0,5% benzina a +0,8% gasolio -3,5%



ANDAMENTO CONSUMI PETROLIFERI DI DICEMBRE E DELL’ANNO 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI DICEMBRE 2019                                            

I consumi petroliferi italiani sono ammontati a poco più di 5 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,5% (-23.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018.
I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,0 milioni di gasolio, con un decremento dello 0,2% (-5.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018.
In particolare:
- la benzina totale ha mostrato una crescita dell’1% (+6.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018, mentre la benzina venduta sulla rete un calo dello 0,8%;
- il gasolio autotrazione evidenzia un decremento dello 0,6% (-11.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018, mentre il gasolio venduto sulla rete scende del 3,5%.
Tra i prodotti con un segno positivo sono da segnalare i lubrificanti (+6,2%) il carboturbo (+5%) e il bitume (+4%).

Nel mese di dicembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un incremento del 12,5%. In particolare, quelle a benzina sono arrivate al 49% (era il 41,8% a dicembre 2018), mentre quelle diesel hanno rappresentato il 34,3% del totale (era il 46% a dicembre 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,7%, delle ibride del 6,9%, a metano del 2,5% e delle elettriche dello 0,6%.

GENNAIO – DICEMBRE 2019

I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 60,4 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,9% (-552.000 tonnellate) rispetto al 2018.
I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 31,1 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1% (-308.000 tonnellate) rispetto al 2018.
In particolare, rispetto al 2018:
- la benzina totale ha mostrato un lievissimo incremento dello 0,1%;
- la benzina venduta sulla rete ha mostrato un incremento dello 0,2%;
- il gasolio autotrazione ha evidenziato una diminuzione dell’1,3%
- mentre il gasolio venduto sulla rete un decremento dello 0,8%.
Nell’intero anno 2019 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una crescita dello 0,3%. Quelle diesel hanno rappresentato il 39,8% del totale (era il 51,2% nel 2018), mentre quelle a benzina il 44,5% (era il 35,5% a dicembre 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 7,1%, delle ibride del 6%, a metano del 2% e delle elettriche dello 0,6%.

 NOTA DI COMMENTO

Consumi petroliferi: un’analisi preliminare del 2019

L’economia italiana ha rilevato a fine anno segnali positivi, quali la ripartenza dell’occupazione in autunno, l’aumento della fiducia di consumatori e imprese e un lieve recupero della produzione industriale a novembre, ma con una espansione dei consumi debole in quanto la spesa che è stata frenata da un risparmio elevato. Tuttavia il contesto macroeconomico del 2019, secondo le stime più condivise, ha segnato una crescita di appena lo 0,2%, dato il persistere di una sostanziale stagnazione.

Le immatricolazioni di auto nuove (circa 1.916.000) hanno segnato un incremento solo dello 0,3%, restando più basse di circa il 3% rispetto al 2017 (anno di picco del decennio) e di oltre il 23% rispetto al 2007, quando le immatricolazioni sfiorarono i 2 milioni e mezzo: è stato quindi limitato il ricambio del parco che sarebbe uno degli strumenti principali di miglioramento della qualità dell’aria nelle città nel medio periodo.

In questo quadro, il consumo dei prodotti petroliferi secondo i dati preliminari è stato pari a circa 60,4 milioni di tonnellate, in flessione dello 0,9% rispetto al 2018: complessivamente sono state consumate 552 mila tonnellate in meno di prodotti petroliferi, principalmente per effetto del minore fabbisogno della carica petrolchimica (-12,4%).

I bitumi, nello stesso periodo, sostenuti dalla ripresa della manutenzione stradale, hanno confermato il trend di crescita (+183 mila tonnellate, +12,8%): i volumi, pari a oltre 1,6 milioni di tonnellate, sono comunque inferiori del 46% rispetto al picco del 2004, restando quindi ancora limitati anche rispetto al bisogno manutentivo delle strade.

Sono risultati in aumento il carboturbo, che ha mostrato un progresso del 4,3% (+202 mila tonnellate), i lubrificanti del 2,8% (+11 mila tonnellate) ed il Gpl dell’1,5% (+50 mila tonnellate).

Per quanto riguarda i due principali carburanti autotrazione (benzina e gasolio) si è assistito ad andamenti contrastanti: da un lato la benzina, che ha mostrato lievi segnali di recupero (+0,1%, in totale e +0,2% sulla rete), dall’altro il gasolio che perde volumi.

Il gasolio motori ha infatti subito una contrazione di 312 mila tonnellate (-1,3%), con valori annui negativi sia sulla rete (-0,8%) che sul canale extrarete (-2,1%), al netto dei ritorni.

Mentre la sostanziale stabilità della benzina risulta quale saldo dell’aumento delle immatricolazioni, da un lato, e dell’efficienza dei motori, dall’altro, sulla contrazione del gasolio hanno inciso non solo l’efficienza ma anche la debolezza della produzione industriale -per il gasolio pesante- e la perdita della leadership di mercato delle auto diesel, conquistata nel 2004, a favore della benzina. Nei 12 mesi le immatricolazioni auto diesel si sono attestate attorno ad una quota del 40%, contro oltre il 51% del 2018, a causa della penalizzazione, con blocchi del traffico, di questo tipo di alimentazione, disorientando gli automobilisti nelle loro scelte nonostante le nuove motorizzazioni euro 6 abbiano raggiunto emissioni prossime allo zero.

La debole dinamica del commercio mondiale, che è stato particolarmente penalizzato dalla guerra dei dazi fra Usa e Cina (+1,1% nel 2019, rispetto al 3,6% del 2018), e il conseguente rallentamento dell’economia mondiale, hanno determinato per l’industria petrolifera nazionale una frenata delle esportazioni (-6,0%) e il rallentamento dell’1,7% delle lavorazioni delle raffinerie. Tali risultati, rappresentano comunque un recupero rispetto agli andamenti decisamente più negativi del primo semestre.


Comunicato dell'Unione Petrolifera



I nostri grafici 

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimi giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha segnato  un decremento dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2018 collocandosi ai livelli più del consumo degli ultimi 14 anni presi in considerazione. Nell'intero 2019  si ha un decremento è dello 0,9%.



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza ad una risalita dal 2017 dopo una caduta evidente dal 2005 fino alla fine del 2016. Da metà anno si torna a scendere.



Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota un andamento a onda con alti e bassi poco profondi terminanti con una tendenza alla decrescita negli ultimi mesi e una risalita negli ultimi 2 anni tenendo conto dei 12 mesi precedenti.



Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 quasi sempre positiva in tutto il 2018, prevale invece l'incertezza nel 2019.





Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.





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