Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 15 ottobre 2019

Le vendite delle auto ibride, metano e quelle ad alta emissione CO2


Con i grafici sotto riportati vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese a partire dall'ottobre del 2014  con gli aggiornamenti dell'appena trascorso mese di Settembre. Si nota che il tracollo delle vendite delle auto a metano ha fatto sì che dalle 8.000 unità nel mese di Ottobre 2014 si sia arrivati a meno della metà nel mese di Settembre 2019 mentre le auto ibride si siano più che quintuplicate nello stesso periodo raggiungendo la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni nel mese di Agosto 2016, mese in cui le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario.




Con la battaglia vinta per adesso dalle auto ibride nei confronti delle auto a metano considerate ambedue a minor impatto ambientale per quanto riguarda le emissioni di CO2 (minore impatto non zero come sono invece le auto elettriche) d'altra parte si nota una sconfitta ambientale prodotta da coloro i quali imperterriti scelgono le auto "Malus". Come scriveva l'Unrae " Dall’attesa analisi sulle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, emerge nel periodo marzo-settembre ... prosegue la dinamica positiva per le vetture penalizzate dal Malus (nel complesso il 3,4% del mercato rispetto al 2,4% di un anno fa): +73% per la fascia da 161 a 175 g/km, +9,4% per quella da 176 a 200 g/km, +51,2% da 201 a 250 g/km e +7,2% oltre i 250 g/km."



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lunedì 14 ottobre 2019

Consumi di energia elettrica in Italia in in calo a Settembre, -1,2%



In crescita la produzione di energia eolica (+24%) e idrica (+5,8%); Nei primi 9 mesi del 2019 domanda stazionaria rispetto al corrispondente periodo del 2018.

Nel mese di settembre 2019, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 26,7 miliardi di kWh, in flessione dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2018. Tale risultato è stato ottenuto con un giorno lavorativo in più (21 vs 20) e con una temperatura media leggermente inferiore rispetto a settembre 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti contrapposti di calendario e temperatura non modifica sostanzialmente la variazione (-1,3%).

La domanda dei primi nove mesi del 2019 risulta stazionaria (-0,1%) rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione diventa -0,2%.

A livello territoriale la variazione tendenziale di settembre 2019 è risultata ovunque negativa: -1,6% al Nord, -1% al Centro e -0,5% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a settembre 2019 ha fatto registrare una variazione negativa (-1%) rispetto al mese precedente (agosto 2019). Tale risultato porta il profilo del trend su un andamento stazionario.

Nel mese di settembre 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,7% con produzione nazionale e per la quota restante (10,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,1 miliardi di kWh) è risultata in leggera flessione (-0,1%) rispetto a settembre 2018. In crescita le fonti di produzione eolica (+24%), idrica (+5,8%) e geotermica (+1,1%); in flessione le fonti di produzione termica (-2,4%) e fotovoltaica (-1,3%).

Dal Comunicato stampa Terna


I nostri grafici


Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone in alto tra i livelli di consumo degli ultimi 14 anni. Il consumo è diminuito dell'1,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato mentre è diminuito dello 0,1% nei primi 9 mesi dell'anno.


Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna comunque una tendenza ondeggiante con una forte discesa a partire da metà dello scorso anno.


Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 75 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi e la predominanza negativa nei primi mesi del 2019.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Ultimamente siamo in una fase di curva a campana in fase discendente.


Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.





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sabato 12 ottobre 2019

Il 90% degli italiani è d’accordo sulla svolta green



Manovra: 90% per svolta green, 1 su 2 con Greta. Il 90% degli italiani è d’accordo sul fatto che ognuno di noi possa fare molto per proteggere l’ambiente ma il Paese si divide a metà (51%) sul sostegno della giovane attivista svedese Greta Thunberg e delle sue battaglie per l’ambiente. E’ quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè su “La svolta green degli italiani” nel 2019 presentata al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio dove è stato aperto il primo “Salone dell’Economia Circolare” con le dimostrazioni pratiche delle esperienze piu’ innovative delle imprese legate al Green New Deal della manovra economica del Governo con gli interventi salva clima.


Il 44% degli italiani si impegna nella lotta al cambiamento climatico anche riducendo gli acquisti di prodotti con imballaggi eccessivi contro i quali la finanziaria prevede un bonus per i negozianti che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l’igiene personale Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case – sottolinea la  Coldiretti – è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa con l’agroalimentare che è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio che oltre all’impatto ambientale ha una incidenza notevole sui prezzi.

Spesso gli imballaggi costano infatti più del prodotto sia in quanto componente ma anche per il fatto che – riferisce la Coldiretti – aumentano il peso da trasportare. La sensibilità ambientale è in crescita, ma esiste anche la consapevolezza che non tutti hanno lo stesso livello di preoccupazione per la salute del pianeta. Infatti – spiega la Coldiretti – più di 1 italiano su 3 (36%) ritiene che in genere le persone si comportino male o siano poco attente all’ambiente con un 8% ancora più pessimista che le giudica per niente attente.

Il 44% degli intervistati tende poi ad avere una visione né troppo pessimista e neppure totalmente ottimista, ma prevale il pragmatismo con la considerazione che l’italiano medio agisca a volte bene e a volte con maggiore trascuratezza nei confronti dell’ambiente. Se poi si guarda alle scelte che ognuno è disposto a fare per tutelare l’ambiente – evidenzia la Coldiretti – esiste una schiacciante maggioranza del 72% che sarebbe disposta a ridurre gli spostamenti in auto, scooter e motocicletta mentre più di 6 su 10 (64%) potrebbero rinunciare all’aria condizionata, mentre sul fronte della gestione dei territori per il 52% ritiene urgente potenziare la raccolta differenziata che sarebbe la scelta preferita da 8 italiani su 10 (80%) rispetto alla presenza di un termovalorizzatore. Per migliorare la situazione ambientale il 59% degli italiani ritiene che siano necessari interventi radicali e urgentissimi sullo stile di vita. Tra le produzioni energetiche sulle quali dovrebbe puntare il nostro Paese 7 italiani su 10 (71%) si schierano per quella solare, 1/3 (32%) punterebbe sull’idroelettrico e un altro 10% sulle biomasse.

Mentre il 61% si dice molto o abbastanza favorevole a sovvenzionare le rinnovabili: dal fotovoltaico al biogas. Gli incentivi del biometano – sottolinea la Coldiretti – dovrebbero prevedere bonus o meccanismi in grado di premiare l’origine agro-zootecnica della materia prima e tenere in debito conto le differenze, in termini di costi di gestione, rispetto all’impiego dei rifiuti. Anche l’applicazione delle tecnologie in grado di facilitare il trasporto del biocarburante dal luogo di produzione al luogo di distribuzione (liquefazione), da parte delle imprese agro-zootecniche che operano distanti dalla rete o dagli impianti di distribuzione, dovrebbe essere opportunamente oggetto di sostegno.

“Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti – spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – i mini impianti per il biometano possono arrivare a coprire fino al 12% del consumo di gas in Italia. È necessario passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento – conclude Prandini – verso un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con una evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia italiana ed europea, orientandola verso una direzione più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente”.

Comunicato Coldiretti 




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venerdì 11 ottobre 2019

L'auto elettrica con fuel cell non fa male



Curiosa pubblicità della Hyundai per il suo modello NEXO, la vettura elettrica alimentata non da batterie ma da fuel cell, il dispositivo che combina l'idrogeno di bordo con l'ossigeno per produrre energia elettrica rilasciando all'esterno solo vapore acqueo.



Testimonial  è la nuotatrice spagnola Mireia Belmonte che mostra di allenarsi dentro una bolla di plastica  collegata al tubo di scarico dell'auto, respirando direttamente le emissioni del veicolo dimostrando così l'estrema efficienza di una tecnologia pulita ed ecologica che emette solo vapore acqueo al 99,9%. 


Il Video

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giovedì 10 ottobre 2019

Nobel per la chimica per l'invenzione delle batterie agli ioni di litio


Quest'anno il Nobel per la chimica a John Goodenough, Stanley Whittingham e Akira Yoshino per l'invenzione delle batterie agli ioni di litio. La motivazione della giuria di Stoccolma: la Reale Accademia Svedese per le Scienze è questa: "Hanno reso possibile un mondo ricaricabile. Con il loro lavoro, i vincitori hanno creato le condizione per una società senza fili e libera dai combustibili fossili, portando un grande beneficio per la società". 
Fra i tanti utilizzi delle batterie al litio, nei cellulari, vari dispositivi elettronici, storage per l'energia prodotta dalle rinnovabili, il campo in cui hanno avuto più successo e  hanno fatto fare passi da gigante è quello dei veicoli elettrici soprattutto per la loro leggerezza, il poco ingombro, i tempi di ricarica brevi, l'affidabilità. 



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mercoledì 9 ottobre 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico a Settembre 2019


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Settembre 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese di Settembre 2019 pubblicati dalla Snam, rilevando che i consumo è aumentato del 2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 4,714.74 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam).

I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è cresciuto del 2,2% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale mostra una riduzione del consumo rispetto allo stesse mese dell'anno passato del 5,5%, con una quantità di 1.099,1  milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento in basso rispetto agli ultimi 15 anni.


Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una relativa stabilità nell'ultimo anno.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale rispetto allo stesso mese del 2018 con un + 5,2 circa, assestandosi ancora nella zona media degli ultimi 15 anni. Si sono consumati a questo scopo circa 2.296,7 milioni di metri cubi (dati provvisori). 


Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la crescita costante dei consumi  nei mesi del 2019, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.



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martedì 8 ottobre 2019

Liquid Metal Battery, la nuova batteria affidabile, di lunga durata, economica per le rinnovabili



Di pochi giorni fa, 23 Settembre per l'esattezza,  è la notizia della firma di un accordo tra NEC Energy Solutions (NEC) e Ambri per lo sviluppo congiunto (JDA) secondo cui NEC progetterà e svilupperà un sistema di accumulo di energia basato sulla batteria con tecnologia a metallo liquido di Ambri. NEC utilizzerà il proprio sistema operativo di accumulo energetico AEROS® e i controlli necessari per ottimizzare le prestazioni del sistema di accumulo di energia basati su celle Ambri per i clienti che potrebbero includere servizi pubblici, produttori indipendenti di energia (IPP) e progetti sviluppatori. 

Il programma di sviluppo congiunto è in corso e comprende la consegna delle celle Ambri a NEC nel quarto trimestre del 2019. Il JDA chiede la produzione di sistemi commerciali da parte della NEC al conclusione del programma di sviluppo e NEC si è impegnata ad un acquisto minimo di 200 MWh di celle Ambri per questi sistemi. I sistemi saranno destinati ad applicazioni nelle quali si richiede il funzionamento di 4 ore o più e in cui è prevista la scarica completa giornaliera. Questi sistemi sono particolarmente adatti a scambiare grandi quantità di energia rinnovabile tra la produzione e il sistema di rete elettrica tagliando i picchi delle richieste.

NEC Energy Solutions progetta, Westborough, Massachusetts, USA, produce e integra soluzioni di accumulo di energia intelligenti per la rete elettrica. La sua energia distribuita scalabile sistemi di accumulo offrono maggiore stabilità e flessibilità della rete a vantaggio di entrambi sia per i fornitori che gli utenti di energia elettrica. 
Ambri Inc., Marlborough, Massachusetts, USA, sta sviluppando e commercializzando una nuova tecnologia di batterie che consentirà l'uso diffuso di fonti energetiche rinnovabili, riduzione dei costi dell'elettricità e abilitazione dei sistemi di alimentazione per operare in modo più affidabile ed efficiente. Il progetto della batteria a metallo liquido è iniziato presso il MIT nel laboratorio di Professor Donald Sadoway. 

Come scrivevamo sopra i ricercatori del MIT hanno migliorato il sistema delle batterie a metallo liquido che potrebbe consentire alle fonti rinnovabili di competere con centrali convenzionali. Le celle a lunga durata di Ambri, che si basano su una chimica brevettata con calcio e antimonio, possono fornire una profondità di scarica del 100% con le stesse prestazioni per più di 20 anni con una degradazione trascurabile al costo significativamente inferiore rispetto ad altre tecnologie di stoccaggio delle attuali batterie. Sistemi costruiti con le celle di Ambri possono operare in sicurezza in tutte le condizioni ambientali, senza la necessità di aria condizionata o di attrezzature atte alla soppressione del fuoco aumentando l'efficienza del sistema riducendo i costi e la manutenzione.

Poiché il costo delle energie rinnovabili declina velocemente, una parte sempre maggiore di energia elettrica sarà generata da risorse intermittenti. Tuttavia, l'eolico e il solare non possono produrre energia elettrica nelle giornate senza vento e del sole, limitando il loro livello di efficacia. I sistemi di accumulo dell'energia fungono da 'tampone', consentendo la sostituzione su larga scala dei tradizionali generatori a combustibili fossili.


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lunedì 7 ottobre 2019

Uno sguardo dal cavalcavia, le Autostrade ad Aprile 2019



L'aggiornamento delle percorrenze autostradale va a rilento quest'anno e con notevoli ritardi, con solo i primi quattro mesi. Questo è il comunicato stampa.
     I dati di preconsuntivo riguardanti i volumi di traffico registrati nello scorso aprile hanno mostrato – in linea con il trend dei due mesi precedenti – un aumento dei flussi complessivi, stimato nel due percento se confrontati con quelli ottenuti nel corrispondente periodo dell’anno passato. Tale risultato è stato determinato dalla combinazione di un’ottima performance del comparto pesante, attestatosi su un incremento di oltre il cinque per cento, unita ad un settore leggero che sebbene non sia riuscito ad emulare la sua controparte ha comunque superato dell’uno percento il punto di pareggio.
Complessivamente, il numero di veicoli-km percorsi sulla rete autostradale a pedaggio in questo primo quadrimestre ha sfiorato i 25 miliardi e quattrocento milioni, con un bilancio positivo di due punti percentuale.
Passando ora alla disamina degli elementi attinenti la sicurezza stradale, il periodo si è caratterizzato per una diminuzione rilevante nel numero di incidenti occorsi nonché nel numero di persone rimaste riportanti lesioni non mortali a seguito di tali eventi (-14,8% entrambi). L’aumento subito dal tasso di mortalità deve invece essere ridimensionato alla luce della piccolezza dei valori assoluti di cui trattasi: riprova di ciò si ottiene osservando il numero di decessi verificatisi nei due archi temporali in esame (aprile 2018 e aprile corrente), differente per tre sole unità.
Quanto ai dati cumulati da inizio anno, il loro andamento rimane in linea con quello registrato nei mesi precedenti, con un prosieguo neldecremento per quanto concerne gli indicatori di incidentalità e feriti.


Dal comunicato Aiscat




I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. Ad Aprile 2019 abbiamo una crescita dello 1 % mensile e 1,6% a livello annuale, 4 mesi, su percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .


Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che cresce del +5,2 livello mensile e del 3,3%, a livello annuale.


Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti cresce del 2% mensile confermato dal 2% a livello annuale.


Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero  è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

veicoli leggeri

Vediamo un'andamento piuttosto stabile da un anno a questa parte.



mezzi pesanti

Continua la salita costante


L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza verso l'aumento delle percorrenze.


Qui sotto un riassunto degli ultimi 8 anni comprendendo i primi 4 mesi  del 2019.


Se ha un senso confrontare le percorrenze autostradali con i consumi dei carburanti andiamo a verificare quale sia stato il consumo di benzina e gasolio nello stesso periodo dell'anno prendendo e i grafici del consumi sommando gli ultimi 12 mesi.


Il consumo della benzina a Aprile, torna a salire piazzandosi al terzultimo posto tra gli ultimi 13 anni presi in considerazione. La variazione mensile è positiva per il mese, 2,7% ma risulta ancora stabile nel quadrimestre, +0,0%.
Il consumo di gasolio è sostanzialmente in buona risalita con 4,5% rispetto al consumo dello stesso mese del 2018 e in crescita nel quadrimestre, +1,0%.
Il consumo di gasolio e benzina, 4,1 % mensile e +0,8% nel quadrimestre.

I grafici (come spiegato sopra).
Per la benzina sembra invertire la discesa nei consumi e accenna a risalire, sia pur di poco e lentamente.


Il gasolio ha un rallentamento nella risalita dei consumi.


Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio disegna da un anno una linea di risalita e una stasi negli ultimi tempi.




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sabato 5 ottobre 2019

Dalla cimice asiatica danni per 600 milioni, è calamità


“Servono risorse finanziarie straordinarie per far fronte ad una vera e propria calamità ma anche una politica europea che vigili sull’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici ed applichi le stesse cautele e le quarantene che  devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati” è quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che sono stimati in 600 milioni di euro i danni causati dalla cimice asiatica al comparto agricolo in Italia secondo quanto riferito dall’Ispra in audizione in Commissione agricoltura alla Camera dei deputati.

La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Si tratta di insetti polifagi che dove si sono diffusi hanno decimato i raccolti, distruggendo meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale.

A livello nazionale si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace ha concluso il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che è necessario colmare questo arco di tempo con sostegni adeguati per consentire alle aziende agricole di sopravvivere all’assedio del pericoloso insetto.

Fonte Coldiretti 


Immagine italianfruit.net


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venerdì 4 ottobre 2019

Il consumo di gas in Italia a Settembre 2019 sale del 2,2%, scende la produzione nazionale, -15,3%



Nel nono mese dell'anno si registra un incremento del consumo del gas in Italia, il +2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, per il quarto mese consecutivo, come possiamo vedere dal nostro grafico realizzato con i dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web.
Con questi dati della Snam possiamo inoltre affermare che il consumo di gas nei primi nove mesi dell'anno risulta maggiore di quello dell'anno passato col 5,1%.
Utilizzando questi dati della Snam dell'ultimo mese, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi con quelli dei mesi e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Comunque i dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 14 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Settembre 2019, come si è detto, sale del 2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e bruciato 4,714.74 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 4,613 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2018. Il consumo dei ) mesi del 2019 è di circa 34.0559 con un 4,8% in più dell'anno passato.


Lo stesso grafico con gli ultimi 9 anni per evidenziare l'andamento e individuarne la posizione  aal secondo posto.



Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi del 2018 per poi mostrare segni positivi negli ultimi 5 mesi del 2019.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017, scende progressivamente da metà anno 2018 per poi risalire recentemente.



Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale a Settembre 2019 con un segno negativo, l'ennesimo,  - 15,3% circa rispetto allo stesso mese del 2018 con 351.9  milioni di metri cubi (dato provvisorio).




La linea tendenziale va verso il basso, come è evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, ritorna inesorabilmente a calare.


Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta superiore da parte del settore  dell'industria o  quello delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo con un Post dedicato.



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