Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 18 febbraio 2019

Continua la crisi delle auto a metano e il parziale successo delle auto ibride a Gennaio 2019



La crisi delle auto a metano sembra seguire quella delle auto diesel con percentuali ancora superiori in negativo. Nel grafico  vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese  a partire dall'ottobre del 2014. Si nota che la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni è avvenuta nel mese di Agosto 2016 e da allora le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario. Sono 8.250 le nuove immatricolazioni delle auto ibride a Gennaio 2019 contro le 1.734 unità delle auto a metano.



Il grafico sottostante è il risultato della sommatoria dei dodici mesi precedenti alla rilevazione delle immatricolazioni delle auto ibride e a metano. Si evidenzia il gap che via via cresce.










MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

sabato 16 febbraio 2019

Export ortofrutta al minimo del decennio a -12%, -7% in Germania



Le esportazioni di ortofrutta Made in Italy sono crollate del 12% nel 2018 su valori minimi dell’ultimo decennio sotto i 4 miliardi di chili. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in vista del Fruit Logistica di Berlino la principale fiera internazionale di settore in Europa alla quale partecipa il 6 e 7 febbraio il Presidente Ettore Prandini. Un motivo di forte preoccupazione degli operatori diretti in Germania dove si consuma circa 1/3 dell’ortofrutta Made in Italy esportata e si registra – sottolinea la Coldiretti – un preoccupante calo del 7% delle spedizioni dovuto sia a problemi contingenti che strutturali.  

Tra la frutta più esportata nel mondo il dato peggiore è quello delle mele che crollano in quantità del 41% nel 2018 rispetto all’anno precedente ma va male anche ai kiwi che perde il 16% mentre l’uva limita i danni a un -3%. Pessimo il risultato delle pesche – continua Coldiretti – che incassano un decremento del 30% netto. Tra gli agrumi, profondo rosso pure per le clementine, con le quantità esportate in diminuzione del 33%, mentre i limoni tengono con un -3%.

In difficoltà – prosegue la Coldiretti – anche gli ortaggi, dove il maggiore crollo si registra per le patate, con le vendite diminuite del 35% in quantità nel 2018. Male anche le cipolle che perdono il 17% all’estero. Calo del 3% pure per i ravanelli

Una situazione profondamente diversa di quella che si verifica a livello nazionale dove il 2018 ha fatto segnare il record dei consumi di frutta e verdura degli ultimi venti anni, con quasi 9 miliardi di chili nel carrello, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Mai così tanta frutta e verdura sono state consumate in Italia dall’inizio del secolo per effetto soprattutto di una decisa svolta salutistica che ha contagiato i giovani che – sottolinea la Coldiretti – fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie

Un cambiamento che l’Italia purtroppo non è riuscita ad agganciare all’estero dove – continua la Coldiretti – sconta un ritardo organizzativo, infrastrutturale e diplomatico. Un freno alla crescita e alla possibilità di penetrare nelle nuove economie emergenti, soprattutto dell’oriente, che lascia l’Italia cosi fortemente dipendente, per alcune produzioni in modo esclusivo, dalla vecchia e stagnante Europa. Alle problematiche legate alla logistica, alle barriere fitosanitarie e alla burocrazia si aggiungono le scelte di politica generale che hanno spesso usato il settore agricolo come merce di scambio come nel caso dell’embargo della Russia deciso come ritorsione alle sanzioni Europee.

A pesare su un patrimonio ortofrutticolo nazionale di 1 milione di ettari che vale oltre il 25% della produzione lorda vendibile agricola italiana – continua la Coldiretti – è anche la concorrenza sleale sui mercati dell’Unione Europea dei prodotti provenienti da paesi extracomunitari che sono spesso il risultato dello sfruttamento del lavoro, anche minorile, o, dell’utilizzo improprio di prodotti chimici, in alcuni casi sono vietati da decenni in Europa, che mettono in pericolo per l’ambiente e la salute.

Lo dimostra il recente pronunciamento della Corte dei Conti Europea sulle sostanze chimiche negli alimenti si sottolinea il mancato rispetto nei cibi di provenienza extraUe degli stessi standard di sicurezza Ue sui residui di pesticidi e si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare per mantenere lo stesso livello di garanzia sia per gli alimenti prodotti nella Ue che per quelli importati”.

Infatti il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% per quelli provenienti da paesi extracomunitari rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’ Efsa. In altre parole i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy. Sotto accusa sono spesso le importazioni incontrollate dall’estero favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi. Accordi – continua la Coldiretti – fortemente contestati perché nei paesi di origine è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. 

“E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute.” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini che incontrerà i produttori italiani presenti alla manifestazione a Berlino nel sottolineare pero’ la necessità di “superare l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero puntando a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo sul modello della Sopexa e ad investire sulle Ambasciate, introducendo nella valutazione principi legati al numero dei contratti commerciali. A livello nazionale – conclude Prandini – serve un task-force che permetta di rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni ma anche trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo”.

Fonte Coldiretti 



MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

venerdì 15 febbraio 2019

L'acqua, l'idrogeno, il BH4, le auto elettriche da 1.000 chilometri di autonomia con una nuova tecnologia



Cliccare sull'immagine per ingrandire
Riporto qui un estratto dell'articolo online di timesofisrael.com che annuncia la realizzazione di un sistema per utilizzare l'acqua e l'idrogeno in essa contenuto, più un catalizzatore come sorgente per alimentare motori per la trazione di qualsiasi tipo di veicolo elettrico. 

L'azienda, una a startup australiano-israeliana, Electriq  Global afferma di aver trovato un modo per utilizzare l'acqua per alimentare i veicoli elettrici, nasce da una precedente esperienza nota come Terragenic che aveva presentato la sua tecnologia nell'ambito del "Smart Mobility Summit" EcoMotion nel 2018.

La società dichiara che il suo combustibile riciclabile a base di acqua è altamente efficiente, sicuro e pulito e che può essere utilizzato per alimentare veicoli elettrici a emissioni zero. La tecnologia, che l'azienda definisce "rivoluzionaria", estrae l'idrogeno dal carburante, che viene quindi utilizzato per creare elettricità per alimentare il veicolo. Il sistema di Electriq  Global contiene tre elementi chiave: l'acqua, una sostanza chimica chiamata BH4 o Tetraidrobiopterina e uno strato di metallo - un "catalizzatore" sviluppato dall'azienda - che innesca la produzione di idrogeno dalla miscela che è un nuovo tipo di carburante basato sull'acqua,  sicuro, non infiammabile, facile da usare e da trasportare.

I competitori di energia verde oggi usano batterie agli ioni di litio per alimentare veicoli - Tesla fa questo - o tecnologie a idrogeno compresso per veicoli più grandi come autobus, camion, treni e barche.

L'idrogeno compresso è costoso da immagazzinare e trasportare mentre il combustibile di Electriq  Global è composto per il 60 percento di acqua, è sicuro da immagazzinare e trasportare, ed è in grado di produrre idrogeno a richiesta che viene trasformato in elettricità il che rende l'idrogeno accessibile in modo sicuro e rappresenta una notevole riduzione dei costi.

Con la tecnologia Electriq Global si riesce a raggiungere il doppio della percorrenza delle auto elettriche a metà prezzo, secondo quanto dichiara l'azienda.

La batteria di un Tesla Model-S 2018 ha un'autonomia di 500 chilometri (311 miglia), così come un'auto a base di idrogeno compresso come la Toyota Mirai 2018 e un'auto a benzina senza piombo media. Electriq afferma che i suoi veicoli avranno un'autonomia di 1.000 chilometri, secondo i dati forniti sul suo sito Web, e possono essere riforniti in cinque minuti.

Il suo costo di un pieno del suo serbatoio sarà di 25 dollari  rispetto agli 80 dollari per il serbatoio di idrogeno della Mirai e 50 dollari  per un'automobile media con carburante senza piombo di oggi, si legge nel sito. La densità di energia del carburante è fino a 15 volte quella delle batterie elettriche attualmente in uso in veicoli come Tesla, afferma la società in una nota.

Una volta che l'idrogeno è stato creato e utilizzato, il liquido rimanente può essere riciclato in un impianto in cui viene reintegrato con acqua e la sostanza chimica, per essere riutilizzato.








La società è stata fondata nel 2014 da Alex Silberman, chief technology officer della compagnia, che è un elettro-chimico con 30 anni di esperienza nello stoccaggio di energia, batterie e celle a combustibile.

L'azienda ha dimostrato che il suo carburante può funzionare in un ciclo continuo. Ora sta collaborando con un produttore globale di autobus e camion a idrogeno per sviluppare veicoli che funzioneranno con il suo combustibile.
L'azienda sta preparando anche un impianto di riciclaggio per il combustibile in Israele con il supporto del Ministero dei trasporti, ha affermato. Essi hanno  ricevuto finanziamenti dal fondo USA-Israele Binational Industrial Research and Development (BIRD) per il suo sviluppo, come progetto di energia pulita . La società è registrata in Australia e ha una filiale israeliana.



MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

giovedì 14 febbraio 2019

Uno sguardo dal cavalcavia, le Autostrade a Novembre 2018




I dati di preconsuntivo registrati nello scorso mese di novembre hanno mostrato – se confrontati con quelli ottenuti nel corrispondente periodo dell’anno precedente – un aumento del volume di traffico certamente modesto ma comunque positivo, che va ad incrementare i già buoni livelli complessivamente conseguiti nel 2017. Nello specifico, si stima una performance per la componente veicolare leggera pari a circa un puntopercentuale, e circa mezzo punto percentuale per quella pesante.
Quanto al dato cumulato, nell’arco temporale di riferimento l’incremento combinato ha raggiunto lo 0,8%, mentre, per quanto concerne le risultanze da inizio anno, il numero di veicoli-km percorsi sulla rete autostradale a pedaggio negli undici mesi si è attestato quasi a 77 miliardi e settecentomilioni, con un bilancio positivo dello 0,4 percento.

Passando al settore della sicurezza stradale, assistiamo ad un generale andamento favorevole con diminuzione dei relativi indici in tutti i principali campi di riferimento: in particolare spiccano i tassi relativi alla mortalità ed al numero di incidenti con conseguenze mortali – diminuiti rispettivamente del 18,5 e 15,4 percento – mentre dal punto di vista del numero di incidenti totali si sono registrati 25 eventi in meno rispetto al novembre 2017, con un decremento del 6 percento.

Con riferimento invece ai dati cumulati da inizio anno, bisogna sottolineare come a partire dal corrente mese siano stati presi in considerazione (a seguito di analogo inserimento da parte dell’ISTAT nelle sue pubblicazioni) anche i decessi causati dal parziale crollo del viadotto Polcevera sulla autostrada A10, avvenuto il 14 agosto scorso, nonostante essi non siano connessi al concetto di incidentalità in senso stretto. Ovviamente ciò ha inciso nel ricalcolo dei valori complessivi relativi alla mortalità, ed i sensibili incrementi sono quindi condizionati dall’aver statisticamente riclassificato – e ricompreso a posteriori – le gravi conseguenze dell’evento dello scorso agosto.

Dal comunicato Aiscat


I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. A Novembre abbiamo una crescia dello 0,9 % mensile e ancora un lieve  -0,3% a livello annuale, 11 mesi, su percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .




Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che cresce dello  0,6%continua ad essere positivo, del 2,6%, a livello annuale.





Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti cresce dello 0,8% mensile e continua ad essere positivo dello 0,4% a livello annuale.






Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero  è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

veicoli leggeri

Vediamo una progressione verso la diminuzione .



mezzi pesanti

Continua la salita quasi in modo lineare. 



L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza è verso una stasi.






Facciamo adesso un passo indietro per controllare quanto carburante si è consumato nello stesso mese di Novembre del 2018 e negli anni precedenti. 

Il consumo dei carburanti per autotrazione


Il consumo della benzina a Novembre stavolta, per il secondo mese consecutivo,  non segue la fase di discesa dei consumi   vista nei mesi precedenti sullo stesso mese dell'anno passato ma, come risulta dal grafico, è si superiore solo all'anno precedente, quindi al penultimo posto  tra gli ultimi 12 anni presi in considerazione, con una percentuale positiva del 2,5%, ma resta ancora negativo considerando i primi 11 mesi0,3%.




... il consumo di gasolio è superiore al consumo dello stesso mese del 2017 del +4,9% e dello 4,0% negli 11 mesi del 2018.


Qui sotto vediamo l'andamento del gasolio più la benzina, +4,4% in più nel mese trascorso e del 3,1% nei 10 mesi.


Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

Per la benzina sembra invertire la discesa nei consumi e accenna a risalire, considerando la guerra Ue contro le auto a gasolio per problemi di inquinamento e quindi limitare l'uso dei mezzi diesel in città .




Il gasolio comunque sale, per ora spinto gran numero di mezzi ancora circolanti.




Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio disegna la curva verso la risalita.





GPL

Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione, essendo anch'esso un derivato del petrolio.  Il propano sale fino a toccare quasi il record del 2016 con un + 2,2%, ma resta pesante la perdita nell'anno 2018 con -3,4%.


E' evidente la fase di regresso da più di un anno del consumo da trazione nel grafico seguente che prende in considerazione la sommatoria dei 12 mesi precedenti.








MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

mercoledì 13 febbraio 2019

Acquisizioni sulla tecnologia della ricarica wireless dei veicoli elettrici



WiTricity acquisisce Qualcomm Halo. WiTricity, pioniere del settore nel trasferimento di energia wireless, ha annunciato l'acquisizione da Qualcomm Incorporated e Qualcomm Technologies, Inc. di alcune piattaforme tecnologiche e asset IP, che porterà oltre 1.500 brevetti e domande di brevetto relative alla ricarica wireless che WiTricity possiederà o controllerà. Attraverso la transazione, Qualcomm Incorporated diventerà un azionista di WiTricity di minoranza. 
Questo è l'inizio del comunicato stampa dell'azienda di  Watertown, del Massachusetts, che applica da anni la tecnologia Witricity sviluppata nei laboratori del MIT di Boston e pubblicata su riviste specializzate nel 2007.  Essa consente di trasmettere energia senza fili tra le apparecchiature elettriche od elettroniche, basandosi su un principio dimostrato già da Nikola Tesla nel 1893. Questa tecnologia consente alle case automobilistiche di offrire una ricarica semplice con efficienze che vanno dal 90 al 93% per i veicoli  elettrici parcheggiati su pedane di ricarica wireless situate a casa, in garage e parcheggi pubblici, senza la necessità dover utilizzare di cavi di aggancio con la rete elettrica. Inoltre le flotte di eventuali veicoli elettrici autonomi richiederanno la ricarica wireless automatica poiché non ci saranno driver umani presenti per collegare i cavi di ricarica.  Qualcomm Technologies ha sede a San Diego, in California.


L'accoppiamento risonante si verifica quando le frequenze naturali dei due sistemi - una sorgente e un ricevitore - sono all'incirca uguali. Le sorgenti di energia WiTricity e i dispositivi ricevitori sono risonanti magnetici appositamente progettati che trasferiscono efficientemente potenza su grandi distanze mediante un campo magnetico.
Il comunicato continua. Qualcomm Incorporated e WiTricity hanno collaborato con organizzazioni di standard globali, che attualmente sfruttano i progetti di riferimento di ciascuna azienda. Questa acquisizione semplificherà la ratifica dello standard da utilizzare in futuro e contribuirà a garantire l'interoperabilità tra le case automobilistiche. I conducenti di EV saranno in grado di utilizzare qualsiasi pad compatibile con gli standard per caricare i loro veicoli. Essendo tutte le principali case automobilistiche e nazioni incentrate sui cambiamenti climatici da combattere, come la Cina in corsa per eliminare gradualmente i veicoli a combustione interna, fa sì che il mercato globale dei veicoli elettrici si trovi ad un punto critico per crescere. Si stima che oltre 20 milioni di veicoli elettrici saranno in circolazione entro il 2030, con oltre  50 miliardi di dollari di investiti in infrastrutture di ricarica. Entro il 2040, saranno 200 milioni i veicoli elettrici in circolazione solo in Cina; e globalmente, 559 milioni cioè un terzo di tutte le auto. Tutti questi veicoli potrebbero essere caricati semplicemente e in modalità wireless con la tecnologia unica di WiTricity.




MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

martedì 12 febbraio 2019

Produzione industriale a Dicembre 2018


A dicembre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un lieve aumento congiunturale solo nel comparto dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l’energia (-1,5%) mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla. 

Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8% rispetto all’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a dicembre 2018 un’accentuata diminuzione tendenziale per i beni di consumo (-7,2%) e per i beni intermedi (-6,4%); diminuzioni più contenute si osservano per l’energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%).

Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono quelle dell’industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).

Comunicato stampa Istat

I nostri grafici.

Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.


Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.






Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.


...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.









MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

lunedì 11 febbraio 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico a Gennaio 2019




All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas del primo mese del 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che meglio di altri ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Gennaio 2019 pubblicati dalla Snam, constatando una crescita rilevante di circa il 19,5% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 10.541,072 milioni di m3 .

Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è salito del 19,5% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale non ha risentito dell'incremento dei consumi, restando pressoché invariato rispetto al corrispondente mese del 2018, con una quantità consumata di 1.283,16 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento mediano rispetto agli ultimi 15 anni.



Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una contrazione negli ultimi 6 mesi.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale considerevolmente rispetto allo stesso mese 2018 del 21,3circa, assestandosi nella zona medio alta degli ultimi 15 anni. Si sono consumati circa 2580,4 milioni di metri cubi (dati provvisori).



Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la discesa dei consumi fino alla risalita dei Settembre, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.














MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

domenica 10 febbraio 2019

L' arrivo della neve ha salvato le campagne dalla siccità



Maltempo, arrivo neve salva campagne da siccità. L’arrivo di pioggia e neve salva le campagne da una preoccupante siccità fuori stagione con l’assenza di precipitazioni significative che in molte aree del nord mancano dall’inizio dell’inverno. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’ondata di maltempo che interessa la Penisola nei cosiddetti giorni della merla. Le precipitazioni – sottolinea la Coldiretti – sono importanti per ripristinare le scorte di acqua sulle montagne, negli invasi, nei laghi, nei fiumi e nei terreni asciutti, per lo sviluppo primaverile delle coltivazioni.

L’importanza della caduta dei fiocchi in questa stagione per l’agricoltura è evidenziata dal vecchio adagio contadino “sotto la neve il pane” perché – precisa la Coldiretti – il manto che si accumula sul terreno protegge le piante dal freddo e permette un migliore sviluppo del grano. A preoccupare è invece il brusco abbassamento delle temperature con il gelo che – continua la Coldiretti – mette a rischio i raccolti di verdure e ortaggi dopo le gravi perdite subite dall’inizio dell’anno che hanno ridotto le disponibilità sui mercati.

Nelle campagne – sottolinea la Coldiretti – le temperature sotto lo zero danneggiano le coltivazioni invernali come carciofi, finocchi, sedano, prezzemolo, cavoli, verze, cicorie e broccoli, ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra. Nei campi – continua la Coldiretti – è corsa contro il tempo per raccogliere le produzioni prima dell’arrivo del gelo dopo un 2018 che ha provocato danni all’agricoltura italiana stimati in circa 1,5 miliardi.

L’ondata di freddo in questo inizio d’anno – conclude la Coldiretti – sta riducendo l’offerta nazionale di ortaggi ma le difficoltà riguardano anche il resto dell’Europa e del bacino del Mediterraneo con conseguenti tensioni sui prezzi nel carrello della spesa.

Fonte Coldiretti



MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.

sabato 9 febbraio 2019

Occupati (più) e disoccupati (meno) a Dicembre 2018


A dicembre 2018 la stima degli occupati risulta in lieve crescita rispetto a novembre (+0,1%, pari a +23 mila unità); anche il tasso di occupazione sale al 58,8% (+0,1 punti percentuali).

L’andamento degli occupati è sintesi di un aumento dei dipendenti a termine (+47 mila) e degli autonomi (+11 mila), mentre risultano in diminuzione i permanenti (-35 mila). Nel confronto per genere cresce l’occupazione femminile e cala quella maschile.

A dicembre si conferma il calo già registrato a novembre della stima delle persone in cerca di occupazione (-1,6%, pari a -44 mila unità). La diminuzione si concentra prevalentemente tra gli uomini e le persone maggiori di 35 anni. Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,3% (-0,2 punti percentuali), quello giovanile sale leggermente al 31,9% (+0,1 punti).

La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a dicembre è in lieve calo (-0,1%, pari a -16 mila unità). La diminuzione si concentra tra le donne ed è distribuita tra tutte le classi di età ad esclusione dei 25-34enni che registrano un aumento di 28 mila. Il tasso di inattività resta stabile al 34,3%.

Nel quarto trimestre 2018 l’occupazione registra una lieve crescita rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +12 mila unità). L’aumento riguarda gli uomini e le classi d’età estreme. Nel trimestre crescono i dipendenti sia a termine sia permanenti, mentre calano gli indipendenti.

Nel quarto trimestre alla crescita degli occupati si associa quella delle persone in cerca di occupazione (+2,4%, pari a +63 mila) mentre calano gli inattivi (-0,8%, -100 mila).

Su base annua, l’occupazione cresce dello 0,9%, pari a +202 mila unità. L’espansione interessa entrambe le componenti di genere, i lavoratori a termine (+257 mila) e gli indipendenti (+34 mila), mentre continua il calo dei dipendenti permanenti (-88 mila). Nell’arco di un anno aumentano gli occupati tra i 15-24enni (+36 mila) e gli ultracinquantenni (+300 mila), mentre si registra una flessione tra i 25-49enni (-135 mila). Al netto della componente demografica si stima un segno positivo per la variazione occupazionale di tutte le classi di età.

Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-4,8%, pari a -137 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,5%, -197 mila).

Dal Comunicato Istat



I nostri grafici, realizzati grazie ai dati forniti dall'Istat parlano da soli.



In percentuale.

Tasso di occupazione.




Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni





In un unico grafico




In valori assoluti.

Forze lavoro 




Occupati




In cerca di lavoro








MondoElettrico è anche su   

www.aae.it/index.html


.