Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 17 settembre 2018

I consumi petroliferi di Agosto 2018 scendono dello 0,1%

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:


MESE DI AGOSTO 2018                                          
  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a oltre 5,0 milioni di tonnellate, con un decremento pari allo 0,1% (-6.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a circa 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento dell’1,0% (+25.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017 (che peraltro aveva gli stessi giorni lavorativi), riconducibile all’ampliamento nel 2018 del campione dei denuncianti.
In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento dell’1,7% (-11.000 tonnellate) con un decremento della benzina venduta sulla rete dell’1,7% rispetto ad agosto 2017;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dell’1,9% (+36.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete dello 0,9% rispetto ad agosto 2017.
Da segnalare la performance positiva dei bitumi che, da un paio di mesi, hanno invertito un trend per lungo tempo negativo.
Si ricorda che nel mese di agosto le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 9,8%. Quelle diesel hanno rappresentato il 55,9% del totale (era il 57,4% ad agosto 2017), mentre quelle di benzina il 29,3% (era il 29,8% ad agosto 2017).
Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle ibride è stato del 4,5%, del Gpl all’8,3%, quello del metano all’1,8% e le elettriche allo 0,3%.

PRIMI OTTO MESI 2018
  • I consumi petroliferi italiani sono stati pari a 39,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,7% (+1.040.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.
  •  I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a circa 20,8 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,9% (+397.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017. Tali dati sono ancora provvisori, anche se sostanzialmente consolidati per il primo quadrimestre dell’anno, in attesa che si completino le verifiche del Ministero dello Sviluppo Economico su quelli ricevuti dai nuovi denuncianti che commercializzano tali prodotti. In particolare:
  • la benzina totale nel periodo considerato ha mostrato una flessione dell’1,1% (-54.000 tonnellate) con un calo della benzina venduta sulla rete dell’1,0%;
  • il gasolio autotrazione totale segna un aumento del 2,9% (+451.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete sale +1,9%.
Da segnalare il trend in continua crescita del carboturbo (jet fuel) che, rispetto allo stesso periodo del 2017, sale del 9,6%.
Si ricorda che nei primi 8 mesi le immatricolazioni di autovetture nuove sono risultate del tutto in linea con il dato 2017, con quelle diesel a coprire il 53,5% del totale (era il 56,5% nei primi otto mesi del 2017) e quelle a benzina il 33,3%.
Le auto ibride hanno coperto il 4,2% delle nuove immatricolazioni, quelle alimentate a GPL il 6,5, quelle a metano il 2,3% e le elettriche lo 0,2%.


I nostri grafici 


Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha una minima diminuzione dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2017 per cui si colloca al penultimo posto tra quelli degli ultimi 13 anni presi in considerazione .


Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza alla progressiva diminuzione anche se in fase di rallentamento.

Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota pur tuttavia una stasi dei consumi dal 2018 nei 12 mesi.

Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 sempre positiva in tutto il 2018 non fosse per il primo e l'ultimo mese.



Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.




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domenica 16 settembre 2018

Disponibili gli scooter elettrici Oxygen Cargoscooter

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Sono disponibili a Firenze vari scooter elettrici Oxygen Cargoscooter con tre o quattro batterie al litio, chilometraggi differenti, vari colori, usati, buone e ottime condizioni, realizzati per il trasporto cose o due posti.

Per informazioni scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica maxmacs3000@yahoo.it


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venerdì 14 settembre 2018

Mobilità elettrica, Firenze con e_mob 2018

Veicoli del Comune di Firenze, taxi e delcar-sharing
Giovedì pomeriggio (ieri,13 Settembre) in Sala d’Arme la presentazione della Carta della mobilità elettrica in vista della conferenza nazionale in programma a Milano

Firenze sempre più protagonista nel campo della mobilità elettrica. Il capoluogo toscano è una delle cinque città italiane promotrici insieme a Milano, Torino, Varese e Bologna della “Carta metropolitana della Mobilità Elettrica”. Si tratta di un documento guida ideato durante e_mob edizione 2017 con lo scopo di coinvolgere ed educare città e comuni verso una mobilità più sostenibile e pulita.

Cinque gli obiettivi della carta, incentrati su altrettante linee di intervento per la diffusione della mobilità elettrica in ambito urbano. Ovvero offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale; accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico; ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali; dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici; stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità.

“Firenze da tempo ha investito nella mobilità elettrica  - sottolinea l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti -. Non a caso l’anno scorso abbiamo festeggiato i 20 anni dall’avvio dei primi interventi in questo campo. Adesso possiamo contare su una rete diffusa di centraline di ricarica per i mezzi a batteria tra cui alcune fast-recharge dedicate alla flotta dei taxi elettrici composta da 70 veicoli. E contiamo di sviluppare ancora la mobilità elettrica per quanto riguarda il trasporto merci soprattutto in centro. Abbiamo aderito a e_mob sia per portare il nostro contributo vista l’esperienza già maturata sia per metterci in rete con altre città in modo da poter mettere a punto iniziative comuni a livello nazionale.”. 

Dopo la firma della carta, è stato organizzato insieme ad altri soggetti pubblici e privati un evento dedicato al presente e futuro della mobilità elettrica. Si tratta di e_mob2018 che vedrà il suo clou a fine settembre a Milano,  con la  “2° Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica”

L’iniziativa, in programma il 27, 28 e 29 settembre, è promossa, oltre che da Regione Lombardia, anche dal Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano, A2A, ENEL spa, HERA spa, COBAT, ITAS, EDISON Mutua e Class onlus, in collaborazione con i comuni promotori della Carta e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’ANCI. Si tratta di un momento importante per la mobilità elettrica in Italia perché rappresenta l’occasione di confronto tra tutti gli stakeholder del settore elettrica, sia istituzionali che imprenditoriali, e rappresenta l’unico laboratorio italiano in cui l’opzione “elettrico” è individuata come “la” modalità per arrivare ad una mobilità davvero sostenibile. 

Il “cuore” di e_mob 2018 è la ricaduta concreta sul territorio della “Carta metropolitana della mobilità elettrica” che dopo la firma dei cinque comuni promotori è stata inviata ai comuni con più di 20.000 abitanti e già sottoscritta da oltre 100 comuni. La Carta rappresenta quindi lo strumento di indirizzo strategico che i sottoscrittori intendono perseguire per attuare le politiche sulla mobilità sostenibile

La filosofia e il principio non sono solo quelli di raccogliere in modo semplice le adesioni, ma puntano all’attivazione “dal basso” del primo network proattivo e propositivo, di scambio e condivisione di idee e di buone pratiche. Per questa ragione quattro gruppi di lavoro, coordinati dai membri del comitato scientifico di e_mob e dalle città promotrici, hanno lavorato alla stesura della Carta della mobilità elettrica e nell’evento di settembre porteranno i primi risultati operativi come le linee guida attuative dei punti previsti della stessa Carta.

In preparazione dell’evento di Milano, il Comune di Firenze, ha organizzato un seminario di presentazione della Carta metropolitana della mobilità elettrica e della Conferenza Nazionale. L’appuntamento è giovedì 13 settembre dalle 14.30 alle 18 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Dopo i saluti del sindaco Dario Nardella, prenderanno la parola Camillo Piazza presidente di C.L.A.S.S Onlus (Comitato per L’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile) che illustrerà i contenuti della Carta della mobilità elettrica, l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti che presenterà gli interventi e i progetti di Firenze in questo settore. Seguiranno le relazioni di Egidio Raimondi consigliere dell’Ordine degli Architetti di Firenze, di Simone Gheri direttore di Anci Toscana e il dibattito con i vari soggetti coinvolti nella tematica della mobilità elettrica. 
Comunicato Comune di Firenze


Per info: www.emob2018.it

Il documento in formato PDF


Carta Metropolitana sulla Elettromobilità


Carta Metropolitana sulla Elettromobilità I progressi recenti prospettano già a breve veicoli elettrici sempre più performanti, che delineano nuovi scenari di mobilità in grado di migliorare la qualità dell’aria, abbattendo le emissioni inquinanti, le emissioni climalteranti, favorendo l’efficienza energetica, l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e riducendo le importazioni di combustibili fossili. La diffusione della mobilità elettrica richiede tuttavia la rimozione di alcune barriere e l’adozione di misure temporanee che incoraggino tale transizione. 
La presente Carta di intenti ne propone una lista non esaustiva, che alla luce delle esperienze condotte anche in paesi esteri si sono rivelate estremamente efficaci. 

1) Offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale. Contribuire ad eliminare inefficienze o viaggi non necessari attraverso una pianificazione urbana integrata, una miglior gestione della domanda di trasporti e un efficace sistema di comunicazione. Orientare gli utenti verso modalità di viaggio più efficienti e più sostenibili, o combinazioni di esse, capaci anche di aggregare le domande di mobilità di più persone. Favorire la graduale adozione di veicoli elettrici a emissioni nulle e veicoli ibridi plug-in ad elevata autonomia in elettrico e la realizzazione di una ragionevole rete di ricarica che ne assicuri flessibile operatività e riduca l’ansia da autonomia affiancando valide motivazioni individuali che attribuiscano al mezzo elettrico un valore aggiunto. Si è dimostrata di grande efficacia la regolamentazione locale della mobilità attraverso politiche di road pricing progressivo favorendo le motorizzazioni a minori emissioni, come agevolazioni delle soste e degli accessi alle ZTL, che divengono la legittimazione di un quadro di prerogative a compensazione di un comportamento virtuoso. Percezione che verrebbe fortemente rafforzata se tali soluzioni fossero adottate in misura quanto più possibile uniforme sul territorio nazionale o comunque su aree vaste a partire dalle Aree Metropolitane, così da attribuire alla elettromobilità una connotazione fortemente positiva non soltanto per il Paese ma anche per l’utilizzatore finale. Contestualmente a tali azioni di sostegno, occorre adottare misure limitative od ostative per i veicoli a più elevato impatto ambientale, valutando ove possibile, e per aree di particolare rispetto, dei termini temporali dopo i quali sarà consentito l’accesso ai soli mezzi a zero emissioni.  

2) Accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico, in linea con le indicazioni fornite dal PNIRE – Piano Nazionale di Infrastrutturazione per la Ricarica dei veicoli Elettrici, e commisurata alla prevedibile diffusione della mobilità elettrica, la quale sarà a sua volta la risultanza delle misure locali suggerite dalla presente Carta, oltre che di ulteriori supporti a livello governativo o regionale quali incentivazioni economiche o fiscali. 2 A vantaggio del consumatore, rendere tutte le infrastrutture, anche se gestite da operatori diversi, facilmente accessibili, favorire la realizzazione di punti di ricarica rapida e, in presenza di più service providers, privilegiare gli operatori in grado di offrire la massima facilità di accesso e pagamento immediato anche per le ricariche occasionali, anche tramite accordi commerciali di roaming nazionale e internazionale tra gli operatori e promuovere l’adozione di sistemi di clearing dei pagamenti relativi al servizio a valore aggiunto di ricarica. 

3) Ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali, tenuto conto che all’avvio del mercato i primi acquirenti dei veicoli elettrici sono prevalentemente quanti hanno tale possibilità.

Sulla scia del D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257, in particolare l’art.15, che ha introdotto obblighi per consentire la ricarica dei veicoli elettrici negli immobili di futura costruzione siano essi residenziali o meno, promuovere l’estensione della fruibilità di tali servizi anche agli edifici esistenti. I dati catastali, infatti, indicano che nelle città italiane il numero di unità immobiliari atte al ricovero di autovetture (categoria catastale C6, quali box e posti auto condominiali), è pari al 50-70% del parco auto, ma la possibilità di ricaricare in tali sedi appare limitata a una esigua minoranza, per vincoli impiantistici e per la necessità di adeguare il Certificato Prevenzione Incendi. Infatti, l’installazione delle infrastrutture di ricarica viene considerato un aggravio alle preesistenti condizioni di sicurezza che necessita di una valutazione del progetto da parte dei vigili del fuoco ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011. Si ritiene, tuttavia, che le caratteristiche tecniche delle infrastrutture di ricarica e delle batterie attualmente utilizzate nei veicoli elettrici - peraltro attestate dal certificato di conformità rilasciato dalle aziende costruttrici - non dovrebbero ricadere tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011. Sono quindi opportune azioni di incoraggiamento e supporto da parte delle amministrazioni comunali, anche attraverso agevolazioni nella fiscalità locale e/o prevedere lo scomputo d’oneri di urbanizzazione per l’istallazione di sistemi di ricarica. A livello nazionale, è auspicabile che gli interventi impiantistici e di rilascio della idonea certificazione per la ricarica dei veicoli elettrici possano beneficiare da un lato di contributi in termini di credito di imposta, analogamente a quelli indirizzati al risparmio energetico e dall’altro di facilitazioni dal punto di vista amministravo al fine di non aggravare inutilmente le modalità di installazione delle infrastrutture di ricarica. 

4) Dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici così da ridurre le emissioni inquinanti oltre che la congestione del traffico, sia per le autovetture che per i veicoli leggeri (quadricicli e motocicli, biciclette a pedalata assistita). La diffusione dello sharing elettrico costituisce inoltre per la cittadinanza un efficace strumento di familiarizzazione con questa motorizzazione innovativa. Oltre alle formule con prelievo e riconsegna in stazioni che provvedono alla ricarica, sono già efficacemente sperimentati anche in Italia sia sistemi station based, sia free floating, e sistemi con livello di condivisione ancora più accentuato, integrati con la mobilità ferroviaria e aperti ad una pluralità di soggetti ( pendolari, enti pubblici e aziende) in fasce orarie tra loro complementari come quelli sperimentati in Regione Lombardia. Un’ulteriore formula ancora poco diffusa in Italia è il car sharing condominiale, con prelievo e riconsegna presso un punto di ricarica allocato nel condominio. Oltre che alla riduzione delle autovetture di proprietà della cittadinanza, il suo sviluppo darebbe un considerevole impulso alla creazione di un mercato di avviamento per i veicoli elettrici. 

5) Stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità
Una elevata intensità di utilizzo dei mezzi si traduce nello stesso tempo in una elevata efficacia ambientale e in un più rapido raggiungimento del break-even economico per l’operatore, perché il maggior costo dei veicoli viene compensato dal basso costo di un esercizio intenso. Appaiono particolarmente promettenti: 
  • La logistica dell’ultimo miglio, in quanto si ritiene che l’elevata ambizione di raggiungere, entro il 2025, l’obiettivo di consegne all’utente finale a zero emissioni è realizzabile e che, inoltre, gli sviluppi sui veicoli a combustione interna non sono sufficienti a ridurre a zero le emissioni locali ed i livelli di rumore contrariamente a quanto accade per i motori elettrici. Si ritiene quindi che i soggetti firmatari della presente Carta, ognuno per il proprio ambito di competenza, rivestano un ruolo fondamentale per la diffusione dei veicoli elettrici: 

       a) Comuni, quello di stipulare un accordo uniforme sui privilegi/esenzioni per gli autocarri a zero emissioni; 
     b) Autorità Regionali, Nazionali ed Europee, quello di fornire sostegno finanziario per acquistare ed utilizzare furgoni e/o camion elettrici finché il mercato non avrà raggiunto il desiderato livello di maturità; 
         c) Produttori, quello di sviluppare e produrre furgoni e/o autocarri elettrici che siano in grado di soddisfare i requisiti per la logistica urbana e metropolitana. 

  •  Le flotte di auto aziendali, anche per i veicoli dati in concessione d’uso ai dipendenti. 


  •  L’introduzione di bus e minibus elettrici nel TPL, già fatta con successo in diverse città europee, nonché l’introduzione di taxi elettrici. 


  •  L’introduzione di incentivi e graduali divieti nell’utilizzo di motori nautici endotermici


  • Prevedere lo sviluppo di un sistema di bike-sharing con bicicletta a pedalata assistita capace di integrare differenti sistemi di mobilità su ferro e su gomma. L’integrazione di mezzi deve essere funzionale sia alla mobilità urbana degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sia allo sviluppo turistico e del tempo libero. Le ciclostazioni elettriche dovrebbero essere presenti in prossimità dei parcheggi intermodali, delle stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus, nonché prossime ai siti di interesse turistico. 


  •  L’adozione di misure regolatorie della circolazione che stimolino la graduale introduzione di veicoli elettrici leggeri (ciclomotori, motocicli), a graduale sostituzioni delle versioni endotermiche che presentano spesso livelli di inquinamento non distanti da quelli di un’autovettura. 


  •  Un esempio di buone pratiche non può infine prescindere dalla graduale introduzione di veicoli e mezzi elettrici nelle stesse flotte comunali , nelle società interne, controllate e partecipate dalla pubblica amministrazione e i gestori (concessionari) di servizi di pubblica utilità, come indicato nell’art.18 comma 10 del D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257. Inoltre, nelle gare di assegnazione dei servizi esternalizzati di comuni e loro partecipate, privilegiare i soggetti che propongono l’uso di veicoli elettrici a emissioni nulle e veicoli ibridi plug-in ad elevata autonomia in elettrico, anche in riferimento al Decreto Legislativo 3 marzo 2011 n. 24 relativo alla valutazione economica delle emissioni. E’ inoltre necessario completare la riforma del codice della strada prevista dal D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257 che introduce il divieto di sosta nello spazio riservato alla fermata ed alla sosta dei veicoli elettrici in ricarica modificando il Regolamento attuativo prevedendo una segnaletica orizzontale e verticale che identifichi univocamente lo spazio riservato ai veicoli elettrici. In questo modo l’uso dello stallo viene normato e controllato efficacemente dagli organi preposti. 

I promotori e i futuri sottoscrittori della presente Carta, per guidare la transizione dalla mobilità tradizionale a quella ad emissioni basse o nulle, si impegnano ad attuare progressivamente le indicazioni e le azioni inserite, tenendo anche in considerazioni delle peculiarità dei singoli territori, di partecipare ad un percorso di condivisione dei metodi e dei linguaggi comuni per favorire la mobilità sostenibile e a coinvolgere lo Stato e le Regioni per la formulazione di un piano organico di azioni di supporto anche nell’ottica dello sviluppo di una filiera italiana attraverso:

  •  Partecipazione congiunta a programmi comunitari; 
  •  Interventi normativi di carattere nazionale e regionale (ad esempio adeguamento del codice della strada, fiscalità nazionale e regionale); 
  •  Informazione e formazione per i cittadini e gli studenti.





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giovedì 13 settembre 2018

Produzione industriale in Italia a Luglio 2018 -1,8%


A luglio 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,8% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative segnano i beni strumentali (-2,2%), i beni di consumo (-1,7%) e i beni intermedi (-1,2%); in misura più contenuta diminuisce l’energia (-0,8%).

Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali dell’1,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di luglio 2017). Nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a luglio 2018 una lieve crescita tendenziale solamente per il raggruppamento dei beni strumentali (+0,7%); variazioni negative si registrano, invece, per i beni intermedi (-2,2%), i beni di consumo (-1,9%) e l’energia (-1,4%).

I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+1,3%).
Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%).

Comunicato stampa Istat




I nostri grafici.

Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.




Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.



..e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.




A breve si attendono le anticipazioni dell'andamento di Settembre da parte di Confindustria.




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mercoledì 12 settembre 2018

Produzione nazionale e le rinnovabili nel mese di Luglio 2018



Ieri  abbiamo visto i dati relativi al consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Luglio 2018 grazie al comunicato stampa emesso da  Terna secondo cui si certifica, sia pure provvisoriamente, una crescita dell'1,3%, 30.417 GWh ,  dei consumi di energia elettrica rispetto allo stesso mese dell'anno passato, contro i 30.026 GWh dell'anno passato.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare riferimento alle energie rinnovabili.
Nel settimo mese dell'anno, secondo quanto rilevato da Terna,  la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,7% con produzione nazionale e per la quota restante (14,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. 


In dettaglio, la produzione nazionale netta (26,2 miliardi di kWh) è diminuita dell’1,3% rispetto a luglio 2017. 


In aumento la fonte di produzione idrica (+13,9%); in flessione tutte le altre (fotovoltaica -2,2%; eolica -2,5%; termica -4,8%; geotermica -5,1%).



I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici, con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009


Nel mese di Luglio si registra una riduzione della produzione nazionale dell'1,3% rispetto a Luglio 2017. La quota di produzione delle centrali termiche è scesa del 4,8% mentre, tra le rinnovabili, si ha un nuovo exploit dell'idrico per il quarto mese consecutivo con un +13,9%, era  72%, il 70% e 49%  nei tre mesi precedenti e una riduzione di tutte le alte.


Per anno solare vediamo che a Luglio 2018 la produzione nazionale risulta essere collocato ad un  livello medio degli ultimi 10 anni presi in considerazione nei nostri grafici  con 26.199 GWh , ovvero -1,3%  rispetto allo stesso mese dell'anno precedente .



... e in sequenza mensile.




Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Siamo in presenza di una stasi.




Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.


La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Siamo in una riduzione del 2,2% rispetto al 2017, al terzo posto con  2.967 GWh.





La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Sale toccando quasi il massimo mai raggiunto ma negativo rispetto all'anno passato con -2,5% e  1.225 GWh.





Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico, idroelettrica da record con +13,9%




Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.




Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.






Il grafico seguente mostra il ruolo di tutte le componenti nella produzione nazionale di energia, le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica)  36,8%  e la termica 63,2%.






Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.


Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.





Negli ultimissimi  mesi si rileva una risalita della produzione idroelettrica.












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martedì 11 settembre 2018

Consumi di energia elettrica in Italia: a Luglio +1,3%




Ancora in crescita la produzione idrica (+13,9%). Nei primi sette mesi del 2018 la domanda sale dello 0,4% rispetto al corrispondente periodo del 2017

Nel mese di luglio 2018, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 30,4 miliardi di kWh, in aumento dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2017. Quest’anno luglio ha avuto un giorno lavorativo in più (22 vs 21) e una temperatura media mensile sostanzialmente in linea a quella del luglio 2017. Depurando il dato dall’effetto calendario e temperatura, la variazione della domanda risulta pari allo 0,4%.

La domanda dei primi sette mesi del 2018, pari a 188,6 miliardi di kWh, è in crescita dello 0,4% rispetto al corrispondente periodo del 2017. Rettificando il dato dall’effetto calendario e temperatura la variazione risulta nulla.

A livello territoriale, la variazione tendenziale di luglio 2018 è stata positiva al Nord (+2,7%) e al Centro (+0,2%) e negativa al Sud (-0,9%).

Il valore destagionalizzato dell’energia elettrica richiesta a luglio 2018 ha fatto registrare una debole crescita congiunturale rispetto al mese precedente, pari allo 0,6%. Il profilo del trend si mantiene su un andamento stazionario.

Nel mese di luglio 2018 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,7% con produzione nazionale e per la quota restante (14,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (26,2 miliardi di kWh) è diminuita dell’1,3% rispetto a luglio 2017. In aumento la fonte di produzione idrica (+13,9%); in flessione tutte le altre (fotovoltaica -2,2%; eolica -2,5%; termica -4,8%; geotermica -5,1%).


Dal Comunicato stampa Terna




I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone tra i livelli alti degli ultimi 13 anni.



Per una migliore lettura degli ultimi 8 anni vediamo il grafico sottostante che permette di localizzare il consumo al secondo posto solo dopo il 2015.


Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna una leggera tendenza alla risalita.


Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 66 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 per continuare anche nell'anno in corso con punte negative. 



Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Adesso siamo in fase di crescita tendendo alla stabilizzazione. Da tenere sotto controllo per capire se si va verso un picco e una successiva depressione o fino a quando i consumi continueranno ancora a crescere.




Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.






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