Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 14 dicembre 2016

Produzione industriale a ottobre

A ottobre 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale segna una variazione nulla rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto-ottobre 2016 la produzione è aumentata dell'1,6% rispetto al trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,3% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di ottobre 2015). Nella media dei primi dieci mesi dell'anno la produzione è cresciuta dell'1,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell'energia (+2,1%) dei beni strumentali (+0,5%) e dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece i beni di consumo (-0,9%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano variazioni positive nei comparti dell'energia (+6,4%), dei beni strumentali (+2,0%) e dei beni intermedi (+0,1%). Una variazione nulla segnano invece i beni di consumo (0,0%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a ottobre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+9,5%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,3%) e dell'attività estrattiva (+3,4%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-7,1%), dell'industria del legno, della carta e stampa (-4,2%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,0%).


Comunicato Istat



Mai i grafici parlano da soli, basta guardarli.

I nostri grafici.


Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2010=100).


Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia.






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martedì 13 dicembre 2016

Le rinnovabili e la produzione nazionale di energia elettrica a Ottobre

Il consumo di energia elettrica in Italia a Ottobre lo abbiamo visto con un certo ritardo poichè Terna lo ha pubblicato solo all'inizio di questo mese e noi lo abbiamo controllato nel post del  Dicembre. Oggi siamo in grado di dare un'occhiata alla produzione nazionale di energia elettrica e l'analisi delle rinnovabili nel contesto produttivo.

Prima di tutto rileggiamo parte del comunicato stampa di Terna per i consumi e poi quello che riguarda la produzione nazionale.

 Nel mese di ottobre 2016, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 25,8 miliardi di kWh, con una flessione dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 91,1% con produzione nazionale e per la quota restante (8,9%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,7 miliardi di kWh) è cresciuta del 7,1% rispetto a ottobre 2015.
In aumento le fonti di produzione termica (+19%),
fotovoltaica (+13,4%) ed
eolica (+1,3%),
in calo le fonti di produzione idrica (-35,4%) e geotermica (-1,4%).


  Dal Comunicato stampa Terna del 5 Dicembre 2016



I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici, con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009

per anno solare si vede che è stato un mese di un aumento della produzione, molto più alto rispetto allo stesso mese dell'anno passato, +7,1%.



... e in sequenza mensile.




Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Come si vede siamo in leggera crescita.




Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Siamo ad un +13,4% nei confronti dell'anno precedente.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. +1,3%.



Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico.



Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.



Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.

Il grafico seguente, di forte Terna, mostra il ruolo delle componenti nella produzione di energia . Le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica + biomassa) nel solo mese di Ottobre valgono il 29% (Grafico Terna) ...



... invece nei primi 10 mesi dell'anno in corso e rinnovabili hanno inciso per il 35% della produzione nazionale .

Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.

Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.


Una certa stabilità sia pure in crescita per il solare e il geotermico, una diminuzione per l'eolico.



Un costante e deciso rallentamento produttivo per l'idrico dal novembre 2014 ad oggi.




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lunedì 12 dicembre 2016

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Novembre

Si continuano a vendere bene le auto ibride negli USA anche nel mese di Novembre ma il maggiore incremento rispetto allo stesso mese degli anni precedenti si ha nelle auto elettriche a percorrenza estesa seguito dalle auto elettriche pure a batteria. 

Sia le auto elettriche pure che le auto a percorrenza estesa hanno visto le immatricolazioni più alte in particolar modo le seconde che battono ampiamente il record di tutti i mesi del 2016 oltre che quelli degli anni precedenti

I numeri pubblicati dalla EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici sono precisi e chiariscono meglio l'andamento mese per mese con il trascorrere degli anni solari.

Aggiungiamo che nei primi 11 mesi dell'anno si è rinforzato il rapporto tra le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride rispetto al mercato totale con il 2,83%, in crescita ma lontano dal 3,95 dell'Agosto 2011.  Per un confronto con le immatricolazioni italiane abbiamo visto col nostro post di qualche giorno fa che la percentuale nazionale, italiano, è dell'1,7%.

I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si utilizza una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Ottobre secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Ottobre 2016:

28.498 auto ibride (HEV)


7.858 auto a percorrenza estesa (EREV)




6.266 auto elettriche pure a batteria (BEV)



per un totale, relativamente al mese di Ottobre, di 42.622 auto elettriche tra EREV e BEV




La progressione mensile dal Gennaio 2010 fa sì che si siano raggiunte le 3.160.336 unità immatricolate.



In leggera salita è l'introduzione delle auto elettriche/ibride col 2,83% (2,82% nel mese precedente) su 15.783.685 auto immatricolate nei primi 11 mesi del 2016.




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domenica 11 dicembre 2016

Sette compagnie petrolifere lanciano fondo per rinnovabili

Sette importanti compagnie petrolifere, tra cui Eni, uniranno le forze per lanciare un fondo d'investimento destinato a sviluppare tecnologie per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e promuovere le energie rinnovabili, hanno riferito alcuni fonti.
Gli amministratori delegati di sette compagnie del petrolio e del gas - BP, Eni, Repsol, Saudi Aramco, Shell, Statoil e Total - annunceranno i dettagli sul fondo e altre iniziative per ridurre i gas a effetto serra a Londra, venerdì prossimo.
Il settore è sottoposto a pressioni crescenti per assumere un ruolo attivo nella lotta al riscaldamento globale e l'evento di venerdì coinciderà con la formale entrata in vigore dell'accordo internazionale stipulato a fine 2015 a Parigi.
Le sette aziende fanno parte della Oil and Gas Climate Initiative (OGCI), istituita con l'appoggio delle Nazioni Unite nel 2014 e di cui fanno parte in tutto 11 compagnie, che rappresentano il 20% della produzione mondiale di petrolio e gas.
Secondo le attese, i sette Ceo dovrebbero presentare il piano per dare vita a un veicolo di investimenti per lo sviluppo di tecnologie di riduzione delle emissioni e aumentare l'efficienza di motori e carburanti, dicono le fonti. Il fondo si occuperà anche delle modalità per ridurre i costi della tecnologia Ccs (Cattura e stoccaggio della Co2), che prevede la cattura delle emissioni di anidride carbonica prodotta dal consumo dei carburanti fossili e la sua reimmissione in cavità sotterranee.


Fonte: Gestori Carburanti



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mercoledì 7 dicembre 2016

Cresce il consumo di gas in Italia a Novembre + 13,9% (perchè? colpa del nucleare) mentre continua il crollo della produzione

Crescono i consumi di gas a Novembre del 13,9 % secondo i dati Snam. Una crescita importante rispetto allo stesso mese dell'anno passato, e c'è una ragione importante e sconosciuta. La riveleremo alla fine.

Intanto vediamo con i grafici che il consumo si pone al livello più alto degli ultimi 5 anni e a metà strada rispetto agli ultimi 11 anni.
Controlliamo il vero andamento dei consumi con i consueti nostri grafici mettendo in fila i dati pubblicati dalla Snam nel proprio sito web, dati sia pur provvisori ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane, discostando di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 11 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione.

Dunque, nel mese di Novembre il consumo cresce del 13,9%, tanto, rispetto allo stesso mese del 2015.

Quantitativamente a Novembre abbiamo bruciato per 7.432,06 milioni di m3 Standard  (dato provvisorio Snam) contro i 6.489,33 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2015.



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Novembre è lì nel mezzo degli ultimi 11 anni.


Lo stesso grafico con gli ultimi 6 anni per evidenziare l'andamento.


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la faticosa lenta risalita, ondeggiante.



Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua a diminuire la produzione nazionale anche a Novembre che risulta essere di 496,24 milioni di metri cubi (dato provvisorio) rispetto ai 532,14 milioni di metri cubi (dati definitivi) dello stesso mese dell'anno passato, con una contrazione di poco meno del 7% .




Il grafico della quantità di gas prodotto la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il precipitare della quantità estratta.




Allora, controllando i dati Snam possiamo affermare con una certa sicurezza che il consumo molto alto delle centrali di turbogas ha inciso sul consumo totale, quasi il 30% in più rispetto allo stesso mese dell'anno passato. A Ottobre il consumo delle turbogas è stato del 33% e del 27% a Settembre improvvisamente più alti rispetto ai mesi precedenti quando addirittura si erano registrati dati negativi. Come mai questa eccezionale richiesta di energia elettrica? Probabilmente non abbiamo avuto necessità interne superiori alla media ma la causa è da rintracciare al di fuori dell'Italia, ovvero abbiamo prodotto energia per la Francia che ultimamente ha chiuso (temporaneamente) alcune centrali nucleari. Lo veniamo a sapere da alcuni articoli pubblicati alla fine del mese scorso. Questo articolo è de La Repubblica del 23 Novembre:

Centrali nucleari, l'Authority francese ai media: "Siamo molto preoccupati"
Pierre-Franck Chevet, presidente dell'Asn, in una intervista a le Figaro: "Scenario peggiorato dal 2015, al momento 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati per controlli". Trovati 400 dossier volontariamente nascosti, su anomalie e documenti falsificati

Poi un altro articolo del Sole 24 Ore del 22 Novembre che paventa un rincaro del costo dell'energia nella nostra bolletta per la regola della domanda e dell'offerta indotta dalle centrali nucleari chiuse in Francia:

Rischio di rincari sulle bollette per i guai del nucleare francese
Una concentrazione di causa ed effetto. Il primo evento è che molte centrali nucleari francesi sono state spente per guai i tecnici davvero seri. Così - secondo evento - in Francia la corrente elettrica scarseggia. Quindi la Francia deve importare energia elettrica dai paesi vicini. Così l'aumento della domanda fa salire le quotazioni del chilowattora ...

E il Fatto Quotidiano del 16 Novembre

Bollette, arriva il conto della serrata delle centrali nucleari francesi: volano domanda e prezzi. Anche in Italia
La Francia ha iniziato ad avere un deficit crescente di produzione fino a non riuscire più a far fronte ai propri bisogni. E, ovviamente, non è neanche in grado di esportare l’elettricità come ha sempre fatto.
Come se non bastassero le tante distorsioni tutte italiane che pesano sulle nostre bollette, ora ci si mettono anche quelle dei Paesi oltreconfine. E’ infatti in arrivo l’ennesima stangata per i consumatori ma questa volta, paradosso dei paradossi, la causa è da ricercarsi in Francia. “E’ atteso un effetto” sui costi dell’elettricità in Italia per il fermo di un terzo delle centrali nucleari francesi, ha detto all’Ansa il presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni, che ha poi aggiunto: “i mercati sono collegati” quindi “ci stupiremmo del contrario”.


In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi. 





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martedì 6 dicembre 2016

Consumi di energia elettrica in Italia: a ottobre -1,7%

Nel mese di ottobre 2016, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 25,8 miliardi di kWh, con una flessione dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La domanda dei primi dieci mesi del 2016 è in flessione del 2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2015. A parità di calendario il risultato è -2,7%.
A livello territoriale, la variazione tendenziale di ottobre 2016 è stata ovunque negativa: -2,1% al Nord, -1,4% al Centro e -1,1% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato della domanda elettrica di ottobre 2016 ha fatto registrare una variazione negativa rispetto al mese precedente (-0,8%). Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario.

Nel mese di ottobre 2016 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 91,1% con produzione nazionale e per la quota restante (8,9%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,7 miliardi di kWh) è cresciuta del 7,1% rispetto a ottobre 2015. In aumento le fonti di produzione termica (+19%), fotovoltaica (+13,4%) ed eolica (+1,3%), in calo le fonti di produzione idrica (-35,4%) e geotermica (-1,4%).


l Comunicato stampa Terna del 5 Dicembre 2016


I nostri grafici


Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. E' evidente che il consumo è a un livello più basso degli ultimi 11 anni.


Per una migliore lettura degli ultimi 5 anni.



Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza con la solita tendenza alla caduta costante e progressiva.



Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 44 mesi con un salto in terreno positivo per la maggior parte dei mesi estivi del 2015 dovuti esclusivamente al caldo eccezionale e al conseguente uso/abuso dei condizionatori, per poi tornare al segno rosso. Persiste il calo del 2016 anche nel mese appena trascorso confermando la straordinarietà del luglio 2015 quando, a causa del notevole caldo stagionale, si tennero lungamente accesi i climatizzatori in tutta Italia.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo, con il solito profilo a gobba di cammello in ginocchio intento a bere, ora con la lingua fuori. Dopo la crescita dei mesi estivi dell'anno passato a causa delle condizioni climatiche contingenti ed eccezionali, con i mesi estivi particolarmente bollenti del 2015, si nota un ultimo periodo stazionario e la rinnovata tendenza alla ricaduta, ovvero è venuto meno il contributo eccezionale dei consumi del luglio 2015.


Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.




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lunedì 5 dicembre 2016

Crescono sia le immatricolazione delle auto elettriche che ibride a Novembre

Anche in Novembre vediamo una notevole crescita delle immatricolazioni delle auto ibride che ancora superano le immatricolazioni delle auto a metano per il terzo mese consecutivo.
Seguono la crescita anche le auto elettriche rispetto allo stesso mese dell'anno passato.

La somma delle immatricolazione delle auto ibride ed elettriche tocca il 1,7 % del totale.

La crescita delle ibride a livello mensile segna quasi il 36,3% rispetto a Novembre 2015 e il 47,7% nel periodo Gennaio-Novembre. Le auto elettriche al cento per cento hanno registrato un incremento del 16,1% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, rimane negativo il dato percentuale dei primi 11 mesi con l' 11,8%.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei primi 11 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
A Novembre le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche sono 108 contro le 93 del 2015 con un incremento del 16,1% .



Le auto ibride
Nel mese di Novembre sono state immatricolate 3.459 auto ibride contro le 2.538 rispetto allo stesso mese del 2015 con un incremento del 36,3%.



Novità introdotta quest'anno, non presente nel 2015, nei dati forniti dal Ministero è la suddivisione delle auto ibride con i carburanti per il motore termico, a trazione elettrica + benzina sono 3.437 e 22 a trazione elettrica + diesel.

La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.




L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto è del  1,7% nei primi 11 mesi dell'anno.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Novembre

Sui gradini del podio delle elettriche pure a Novembre troviamo :

Immatricolazioni auto novembre 2016: le 5 ibride più vendute in Italia

1 Toyota Yaris  1.228
 2 Toyota Auris   888
  3 Toyota RAV4  504

Immatricolazioni auto novembre 2016: le 5 elettriche più vendute in Italia

 1 Nissan Leaf   33
  2 Renault Zoe   28
   3 BMW i3    10





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sabato 3 dicembre 2016

Occupati (calano) e disoccupati a Ottobre

Nel mese di ottobre la stima degli occupati cala lievemente rispetto a settembre (-0,1%, pari a -30 mila unità). La flessione è attribuibile alle donne a fronte di una sostanziale stabilità per gli uomini e riguarda tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Diminuiscono, in questo mese, i dipendenti a tempo indeterminato, mentre crescono quelli a termine e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è pari al 57,2%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre.

Nel complesso del periodo agosto-ottobre si registra un calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,2%, pari a -34 mila), che interessa gli uomini, le classi di età fino a 49 anni e i lavoratori indipendenti, mentre segnali di crescita si rilevano per donne, over 50 e lavoratori dipendenti.

La stima dei disoccupati a ottobre diminuisce (-1,2%, pari a -37 mila), dopo l'aumento del 2,2% registrato nel mese precedente. La diminuzione è attribuibile alle donne (mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini) e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta pari all'11,6%, in calo di 0,1 punti percentuali su base mensile.

La minore partecipazione al mercato del lavoro a ottobre, in termini sia di occupati sia di persone in cerca di lavoro, si associa all'aumento della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +82 mila). Tale crescita compensa in parte il forte calo registrato a settembre (-0,8%). L'aumento interessa entrambe le componenti di genere e le classi di età fino a 49 anni. Il tasso di inattività sale al 35,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali.

Nell'arco del periodo agosto-ottobre al calo degli occupati si accompagna l'aumento dei disoccupati (+0,7% pari a +19 mila) e la sostanziale stabilità degli inattivi.

Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+0,8% su ottobre 2015, pari a +174 mila). La crescita tendenziale è attribuibile ai lavoratori dipendenti (+194 mila, di cui +178 mila permanenti) e si manifesta sia per la componente maschile sia per quella femminile, concentrandosi principalmente tra gli over 50 (+376 mila). Nello stesso periodo calano gli inattivi (-2,2%, pari a -308 mila) e aumentano i disoccupati (+1,3%, pari a +38 mila).

Comunicato stampa Istat



I nostri grafici

 In percentuale.

 Tasso di occupazione.

  Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni


 In un unico grafico



In valori assoluti.

Forze lavoro 




Occupati



In cerca di lavoro






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