Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 15 giugno 2016

Le autostrade italiane a Febbraio

I dati registrati nello scorso febbraio sulla mobilità autostradale mostrano, per entrambe le componenti veicolari, risultati sensibilmente superiori rispetto a quanto ottenuto nel corrispondente mese dell’anno precedente, con aumenti di quasi l’11% per il comparto leggero e del 10% per il comparto pesante. Tali incrementi – in apparenza molto notevoli – devono comunque essere letti considerando le particolari circostanze contingenti che hanno permesso il loro raggiungimento: da un lato va infatti ricordato come le grandezze temporali di riferimento non sono omogenee tra loro essendo il corrente anno bisestile (quindi con un giorno in più nel mese in esame), dall’altro lato bisogna tenere conto delle favorevoli condizioni climatiche verificatesi e dell’assenza di nevicate, che a differenza del 2015 ha permesso il mantenimento a pieno regime delle autostrade.
Analogamente a quanto detto nel bollettino dello scorso mese, si fa presente che le società Tangenziale Esterna e Pedemontana Lombarda hanno riportato solo le risultanze relative al 2016, non essendo stato possibile includere anche i dati di confronto in quanto incomparabili.

Passando al settore della sicurezza stradale, si evidenzia un andamento più che buono soprattutto per quanto riguarda l’indicatore relativo alla mortalità, il cui tasso ha evidenziato una diminuzione, rispetto al febbraio dell’esercizio precedente, stimata nel 25%.
Per quanto riguarda i rimanenti tassi, si registra solo un lieve rialzo dell’incidentalità totale che tuttavia non ha comportato ripercussioni negative – come sopra evidenziato – sulla quantità di decessi avvenuti.
Pienamente favorevole, invece, la situazione riscontrata sui dati cumulati dove si evidenzia, in particolare, un robusto calo (-48,4%) degli eventi mortali.

I nostri grafici.

 Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri...



 ... e si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti...



 Per finire col totale della somma leggeri e pesanti.



 Ancora più significativo tra i segnali economici è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti al mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi di parte della ricchezza nazionale. Il traffico a febbraio è salito, come abbiamo letto sopra, sia per un giorno in più dell'anno bisestile ia per l'assenza di nevicate . Così abbiamo imparato che anche i cambiamenti climatici o il clima influenza i trasporti e na favorisce la crescita.



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martedì 14 giugno 2016

Consumi di energia elettrica in Italia: a maggio -1,3%

Nel mese di maggio 2016, la domanda di energia elettrica è stata di 24,6 miliardi di kWh, con una flessione di 1,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. A parità di calendario e di temperatura, la variazione della domanda di maggio 2016 risulta pari a -3,1%. Rispetto al corrispondente mese del 2015, si è infatti registrata una temperatura media mensile inferiore di circa un grado centigrado e mezzo, mentre il calendario del mese ha contato due giorni lavorativi in più rispetto allo scorso anno.

I 24,6 miliardi di kWh richiesti nel mese di maggio 2016 sono distribuiti per il 46,7% al Nord, per il 30% al Centro e per il 23,3% al Sud. A livello territoriale, la domanda di energia elettrica nel mese di maggio 2016 è risultata ovunque in calo: -0,7% al Nord, -1,9% al Centro e -2,3% al Sud.

In termini congiunturali, il dato destagionalizzato della domanda elettrica di maggio 2016 rispetto ad aprile ha fatto registrare una sostanziale stabilità (+0,1%). Il profilo del trend si mantiene decrescente.

Nel mese di maggio 2016 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’87,2% con produzione nazionale e per la quota restante (12,8%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) è in flessione del 3,4% rispetto a maggio 2015. In crescita le fonti di produzione termoelettrica (+0,2%), geotermica (+0,6%) ed eolica (+33,1%), in calo le fonti idrica (-18,3%) e fotovoltaica (-10%).

Nei primi cinque mesi del 2016 la domanda di energia elettrica è in flessione dell’1,6% rispetto ai valori del corrispondente periodo del 2015; a parità di calendario il risultato è -2,3%

 Dal Comunicato stampa Terna del 13 giugno 2016

I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. E' evidente che il consumo è al livello più basso da 11 anni a questa parte.


Per una migliore lettura degli ultimi 5 anni.


Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza con la solita tendenza alla caduta costante e progressiva.


Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 40 mesi con un salto in terreno positivo per la maggior parte dei mesi estivi del 2015 dovuti esclusivamente al caldo eccezionale e al conseguente uso/abuso dei condizionatori, per poi tornare al segno rosso.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo, col profilo a gobba di cammello in ginocchio. Dopo la crescita dei mesi estivi dell'anno passato a causa delle condizioni climatiche avverse ed eccezionali, con i mesi estivi particolarmente bollenti, si nota un ultimo periodo stazionario e un accenno alla ricaduta.


Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.


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lunedì 13 giugno 2016

Il consumo di gas nei settori industriale ed elettrico a Maggio

All'inizio del mese abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo del gas di Maggio che segna un cospicuo aumento, addirittura l'11,3 %  rispetto allo stesso mese del 2015. Adesso controlliamo l'andamento del consumo nel settore industriale e termoelettrico.
I grafici sono quelli che raccolgono gli solari degli ultimi 12 anni e i grafici con la sommatoria dei dodici mesi precedenti.
Anticipiamo che il consumo di gas nel settore dell'industria continua nel suo inesorabile declino mentre è leggermente superiore il consumo di gas nel settore termoelettrico, rispetto allo stesso mese dell'anno passato, segno che si importa di più, sia pur di poco, per la generazione di energia elettrica.
I numeri sono il nostro punto di partenza e i grafici da noi realizzati ci aiuteranno a vedere e capire. Le cifre sono quelle pubblicate dalla Snam per Gennaio e Febbraio (provvisorie) mentre le altre sono quelle definitive ministeriali degli ultimi 11 anni..

I nostri grafici.

Il settore industriale

Si è consumato di più del corrispondente mese del 2015, circa il 4.7%. Settore  che dovrebbe essere trainante per la nostra economia sta lì come appeso...


Il corrispondente grafico che traccia i consumi sommando i precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento conferma una risalita.



Il settore termoelettrico

Il consumo per la generazione elettrica sale quasi  del 20 % rispetto allo stesso mese del 2015, ma guardate dove si trova nel grafico.



E' ancora evidente la risalita del consumo del gas sommando i 12 mesi precedenti, grafico sotto, beneficia soprattutto dei consumi fuori norma per il gran caldo nei mesi estivi per l'uso intenso dei climatizzatori, ma la linea è in impennata.




Vedremo con i grafici della produzione elettrica dalle rinnovabili di Maggio con i dati di Terna, se avremo una effettiva, generalizzata, crescita dei consumi di energia elettrica anche con le rinnovabili.




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sabato 11 giugno 2016

Produzione industriale

Ad aprile 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2016 la produzione è cresciuta dello 0,4% nei confronti del trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,8% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di aprile 2015). Nella media dei primi quattro mesi dell'anno la produzione è aumentata dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni intermedi (+2,2%) e dei beni di consumo (+1,1%); diminuiscono invece l'energia (-1,5%) e i beni strumentali (-0,1%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, ad aprile 2016, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+4,2%), dei beni strumentali (+3,7%) e dei beni di consumo (+0,4%); segna invece una variazione negativa l'energia (-3,7%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad aprile 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,3%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+5,9%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+5,2%).

Diminuzioni si rilevano, invece, nei settori dell'attività estrattiva (-15,7%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,3%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-1,4%).

Comunicato Istat



I nostri grafici.


  Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2010=100). Si sopravvive-

 
Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia. Sono gli indici della produzione industriale corretti per gli effetti di calendario per raggruppamenti principali di industrie (base 2010=100)




 Non c'è che dire.


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venerdì 10 giugno 2016

Occupati e disoccupati (dati provvisori)

Dopo l'aumento registrato a marzo (+0,3%) la stima degli occupati ad aprile sale dello 0,2% (+51 mila persone occupate). L'aumento riguarda sia i dipendenti (+35 mila i permanenti, stabili quelli a termine) sia gli indipendenti (+16 mila). La crescita dell'occupazione coinvolge uomini e donne e riguarda tutte le classi d'età ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,9%, aumenta di 0,2 punti percentuali sul mese precedente.

I movimenti mensili dell'occupazione determinano, nel periodo febbraio-aprile, un aumento complessivo degli occupati (+0,2%, pari a +35 mila) rispetto ai tre mesi precedenti. L'unica componente che mostra un calo congiunturale è quella dei dipendenti a termine (-0,6%, pari a -14 mila).

Dopo il calo di marzo (-1,7%) la stima dei disoccupati ad aprile sale dell'1,7% (+50 mila), tornando al livello di febbraio. L'aumento è attribuibile alle donne (+4,2%), mentre si registra un lieve calo per gli uomini (-0,4%). Il tasso di disoccupazione è pari all'11,7%, in aumento di 0,1 punti percentuali su marzo.

Ad aprile si osserva una consistente crescita della partecipazione al mercato del lavoro determinata dall'aumento contemporaneo di occupati e disoccupati e un corrispondente forte calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -113 mila). La diminuzione riguarda uomini e donne e si distribuisce tra tutte le classi d'età. Il tasso di inattività scende al 35,4% (-0,3 punti percentuali).

Nel trimestre febbraio-aprile l'aumento degli occupati (+0,2%, pari a +35 mila) è associato ad un calo dei disoccupati (-0,2%, pari a -5 mila) e degli inattivi (-0,6%, pari a -78 mila).

Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,0%, pari a +215 mila). La crescita è interamente attribuibile ai dipendenti permanenti (+1,9%, pari a +279 mila occupati a tempo indeterminato), mentre sono in calo sia i dipendenti a termine sia gli indipendenti. Nello stesso periodo calano i disoccupati (-3,0%, pari a -93 mila) e, soprattutto, gli inattivi (-2,1%, pari a -292 mila).


I nostri grafici.

In percentuali.

Tasso di occupazione.
 
  Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni

 
 

  I nostri grafici. In valori assoluti.

  Forze lavoro


Occupati
 
 
Disoccupati





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martedì 7 giugno 2016

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a Maggio in Italia

Le immatricolazioni delle auto ibride in Italia nel mese di Maggio del 2016 continuano a crescere sensibilmente al contrario delle elettriche pure che rimangono in una posizione in linea con gli anni precedenti.

Come abbiamo visto ieri le immatricolazioni delle auto nel loro complesso hanno avuto un importante incremento a Maggio, superiore al 27% così come le ibride con addirittura il 59,3%. Le auto elettriche invece hanno perso il 2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel computo dei primi 5 mesi dell'anno le auto elettriche hanno perso circa il 25% nei confronto del 2015 mentre le ibride hanno acquistato un significativo  +52,4%.

 L'indice di penetrazione delle auto elettriche/ibride è del 2% nei primi cinque mesi dell'anno in corso.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei primi 4 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
A Maggio le auto totalmente elettriche sono 92 con una riduzione del 1,2 % mensile.


 
Le auto ibride
Nel mese di Maggio sono state immatricolate 3.559 auto ibride con un incremento del 59,3% rispetto allo stesso mese del 2015.

 

La novità recente nei dati forniti dal ministero è lo scorporo delle auto ibride, a trazione elettrica / benzina sono 3.488 e 71 in elettrica / diesel.


 La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009




Come abbiamo detto l'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto resta del 2% nei primi cinque mesi dell'anno.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Maggio e nei primi cinque mesi del 2016.

 Sui gradini del podio delle elettriche pure a Maggio troviamo :

 1° posto - Nissan Leaf con 33 unità,
2° posto - Citroen C-ZERO con 20,
 3° posto - Volkswagen Up con 16 auto.

 Nei primi 5 mesi del 2016

 1° posto - Nissan Leaf con 269 unità,
 2° posto - Citroen C-ZERO con 112 auto,
 3° posto - Tesla Model S con 82.



Le auto ibride più vendute sono:

 1° posto - la Toyota Yaris con 1.808 unità,
 2° posto - la Toyota Auris con 918,
 3° posto - la Toyota RAV4 con 241.

 Nei primi 5 mesi del 2016

 1° posto - la Toyota Yaris con 7.664 unità,
 2° posto - la Toyota Auris con 4.538,
 3° posto - la RAV 4 con 1.676.


Tra qualche giorno vedremo il mercato delle auto elettriche/ibride negli Stati Uniti.



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lunedì 6 giugno 2016

Le immatricolazioni delle auto in Italia a maggio a +27,3%

Voglia di mobilità: maggio a +27,3%. Promozioni e super-ammortamento spingono il mercato: in 5 mesi +20,5%.
A maggio il mercato dell'auto, anche grazie a due giorni lavorativi in più, torna a segnare una crescita superiore al 20%.

Le vetture vendute nel mese, infatti, secondo quanto comunicato oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rappresentano una crescita del 27,3%, grazie alle 187.631 unità, rispetto alle 147.405 del maggio dello scorso anno, con oltre 40.000 auto vendute in più. Per incontrare un risultato simile bisogna tornare indietro di 7 anni, al maggio 2009 quando se ne registrano 189.871. Anche nei primi 5 mesi il mercato supera la soglia del 20% di aumento: le 875.778 automobili immatricolate segnano un incremento del 20,5% a confronto con le 726.720 del gennaio-maggio 2015.
“Il mercato italiano sta andando a gonfie vele - ha commentato Massimo Nordio Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – spinto, nelle vendite alle famiglie, dalle fortissime azioni commerciali offerte dalle Case con le proprie Reti che però agiscono su poco meno del 60% delle immatricolazioni totali del mercato.
Dimostra di funzionare bene il super-ammortamento nelle vendite a società, segno che, in particolare piccole e medie aziende hanno apprezzato il parziale alleggerimento della pressione fiscale. Da qui – ha concluso Nordio - la necessità di fare al più presto chiarezza sul futuro di questo provvedimento, programmarne tempestivamente il rinnovo – come già fatto in Francia – per evitare a fine anno una improduttiva anticipazione della domanda e il successivo crollo nel 2017, inserendo anche la proroga dell'aumento del 40% del limite di deducibilità (ora a circa 25.000 euro) che scadrà anch'esso nella stessa data.
L'auspicio dell’UNRAE è che, in tema di auto aziendali, possa essere preso in considerazione anche l'innalzamento dell'attuale quota di deducibilità (20%), per avvicinarla ai regimi fiscali applicati nei maggiori Paesi europei”.
L'analisi dei risultati del mercato di maggio indica, come anticipato, un forte incremento di tutti i canali di vendita: gli acquisti dei privati segnano un +21%, scendendo al 58,2% del totale a causa dell'effetto mix, dovuto alle crescite esponenziali di noleggio (+39,7% in volume) e società (+35,3%). La quota di mercato delle immatricolazioni a noleggio sale in maggio di oltre 2 punti percentuali, portandosi al 26,2%. Tale risultato è stato determinato dalle immatricolazioni a breve termine, cresciute del 56%, a fronte di un ottimo andamento anche delle vendite del lungo termine (+28,3%). Nel cumulato dei primi 5 mesi l’incremento delle immatricolazioni a noleggio sale al 13,8%.
Anche le vendite a società incrementano in maggio la loro quota di mercato, raggiungendo il 15,6% del totale, beneficiando – come detto – del super-ammortamento. Nel cumulato gennaio-maggio la crescita delle immatricolazioni raggiunge il 17%, con una quota al 14,6% del totale.
Ottima performance nel mese anche per le motorizzazioni diesel (+31,2%), che raggiungono il 57,2% del totale mercato e per quelle a benzina (+35,7%), che recuperano 2 punti di quota portandosi al 33,3%. Prosegue il calo a doppia cifra delle vetture a Gpl e metano e la crescita esponenziale delle vetture ibride che in maggio incrementano i propri volumi del 59,3%.
L'andamento di crescita a doppia cifra interessa in maggio tutti i segmenti e tutte le carrozzerie che compongono il mercato italiano, ancor più forte e superiore al 30% nel caso di fuoristrada, crossover, station wagon e cabrio e spider.
Anche la distribuzione per macroarea evidenzia forti incrementi per tutte le aree del Paese, più marcati per l'area nord orientale e quella insulare.
Per concludere l'analisi del mercato, i trasferimenti di proprietà in maggio con 431.500 unità al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) segnano una crescita del 18,9% rispetto alle 363.067 dello stesso periodo 2015. Nei primi 5 mesi dell’anno l'incremento è pari all’8,3% con 2.076.735 trasferimenti rispetto a 1.917.761 del gennaio-maggio 2015.

I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, Marzo 2016 si pone sotto solo rispetto al 2009.

 L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno segue una sfilza di segni positivi.

Con l'ultimo grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo è dell'Ottobre 2013, siamo in fase di risalita.



Il mercato automobilistico francese a maggio 2016 segna un + 22,3% rispetto allo stesso mese 2015 e un + 10,5%  nei primi 5 mesi dell'anno.

Il mercato automobilistico tedesco è cresciuto del 11,5% a maggio per 337,733 veicoli, tra cui 286,931 autovetture (+ 11,9%). mentre nei primi 5 mesi, le vendite di veicoli in Germania sono pari a 1,636,760 unità (+ 6,7%), di cui 1,394,276 sono autovetture (+ 6,8%).



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venerdì 3 giugno 2016

Il consumo di gas in Italia a Maggio +11,3%

E' appena iniziato Giugno ma siamo già in grado di  prendere nota su quali siano stati i consumi del mese appena trascorso, Maggio,  grazie ai dati pubblicati dall Snam, nel proprio sito web, sia pur  dati provvisori, ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane. Dati che potranno discostarsi di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo.

 Dunque per il mese di Maggio si registra un consumo nettamente superiore rispetto allo stesse mese del 2015 , +11,3%

Quantitativamente a Maggio ne abbiamo bruciato 4113,636 milioni di m3 Standard contro i 3.695  milioni di metri cubi (dato ufficiale) dello stesso mese del 2015, circa  418  milioni di m3  in più.



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali .

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Risulta evidente che il consumo di gas di Maggio ha ottenuto una piccola impennata ma resta ancora ai livelli bassi dei consumi degli ultimi 11 anni.


Qui vediamo meglio qui l'andamento degli ultimi 6 anni.



Il grafico successivo delle percentuali evidenzia la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo nel 2015 della percentuale, che riguarda il consumo rapportato allo stesso mese dell'anno precedente, con un'alternanza di tendenza degli ultimissimi mesi.


Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la nuova inversione verso il basso e la pressochè stabilizzazione nel finale.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas.


Continua a diminuire la produzione nazionale di Maggio passando da 566,4 milioni di metri cubi (dato provvisorio) a 412,042 milioni di metri cubi, con una nuova contrazione intorno al 27 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Valori assoluti più bassi, da record negativo.


Il grafico della quantità di gas prodotto nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il costante e continuo svuotamento dei campi estrattivi.




 
In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi.




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martedì 31 maggio 2016

Pronti al fermo tir

Upa e Cna: 'Accise, dumping e controlli al Brennero il 25% delle nostre aziende è stata costretta a chiudere' . 'Se non ci verranno corrisposti i 400 milioni di euro promessi, siamo pronti ad un fermo molto simile a quello del 2007'.

Sono gli autotrasportatori di Upa e Cna a minacciare il blocco dei tir se, dopo l'incontro nazionale di Roma previsto per il prossimo 30 maggio, il governo non darà garanzie per la distribuzione reale dei 400 milioni di euro già stanziati lo scorso novembre su accise, deduzioni forfettarie, sconti autostradali e fondi per lo sviluppo.

'Dal 2008 ad oggi circa il 25% delle nostre aziende hanno chiuso i battenti' spiegano i presidenti degli autotrasportatori di Upa e Cna . 'Il settore è rallentato da una burocrazia illimitata, mentre cresce addirittura del 30% la presenza di camion dell'est Europa che fanno cabotaggio qui da noi, soprattutto nel Nordest, grazie a un dumping sul costo dei carburanti e del lavoro che rischia di schiacciarci'. Ma sono anche altri i fattori di incertezza di un settore pronto alla più eclatante delle proteste.

'A novembre il governo ha deciso di togliere tutte le deduzioni sulle accise per i veicoli Euro O, Euro 1 e Euro 2 colpendo di fatto le imprese con un taglio che va dai 4.000 ai 9.000 mila euro annui' spiega Piercarlo Pedroletti, presidente della Fita-Cna di Padova. 'Molti dei nostri si trovano a dover pagare il gasolio a prezzo pieno e non potranno cambiare mezzo perché quello vecchio avrà perso ogni valore. Anche gli altri però ora come ora non hanno alcuna idea di quando verranno loro restituite le accise e l'incertezza contribuisce ad innervosire le aziende'. Ma è anche il rischio di rallentamenti al passaggio delle merci sul Brennero ad aumentare il disagio della categoria.

'Per il Brennero passa la gran parte di quei 12,7 miliardi di euro di merci che il Veneto esporta m Nord Europa' spiega Michele Varotto, presidente degli autotrasportatori di Upa. 'Parliamo di 29 milioni di tonnellate di prodotti che rallenteranno la loro corsa aumentando le difficoltà delle nostre aziende. Al governo chiederemo risposte concrete, in caso contrario siamo pronti ad un blocco come non se ne vedevano in Italia da quasi 10 anni'.

Anche la giornata dell'autotrasportatore di Carmignano di Brenta prevista per il 5 giugno, storicamente un'occasione di festa, rischia così di trasformarsi m una giornata di protesta dalle conseguenze imprevedibili.

Fonte: Gestoricarburanti






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