Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 10 febbraio 2016

Il consumo di gas nei settori industriale ed elettrico a Gennaio

Dopo avere visto all'inizio del mese i dati (provvisori) del consumo di gas di Gennaio  nel suo complesso, adesso controlliamo se l'incremento registrato del consumo, +4,5%,  sia da attribuire al settore industriale o termoelettrico o a tutti e due o a nessuno dei due.
Andremo a vedere il responso dei grafici raccogliendo gli solari e i grafici con la sommatoria dei dodici mesi precedenti'.
Anticipiamo che il consumo di gas nel settore specifico dell'industria ha un regresso mentre è in aumento il consumo e l'esborso per le importazioni di gas  utile alla generazione di energia elettrica, ricadendo immancabilmente sui conti pubblici. Sempre più gas al posto del petrolio.
I numeri sono il nostro punto di partenza e i grafici da noi realizzati ci aiuteranno a vedere e capire. Le cifre di partenza sono quelle pubblicate dalla Snam per Gennaio mentre le altre sono quelle definitive ministeriali mensili degli ultimi 12 anni.

I nostri grafici.

Il settore industriale

 Si è consumato meno del corrispondente mese del 2015, poco meno dell'1% veleggiando a livelli medio bassi degli ultimi 12 anni, penultimo posto. Il settore industriale che dovrebbe essere trainante per la nostra economia ... rimane nella zona del 'dovrebbe'.

 
   
Il corrispondente grafico che traccia i consumi sommando i precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento conferma la traiettoria in caduta, male.

 
Il settore termoelettrico

 Il consumo sale del 15 % rispetto allo stesso mese del 2015.


 

E' ancora evidente la risalita del consumo del gas grazie al grafico che traccia i consumi come sommatoria dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento.



Vedremo con i grafici della produzione elettrica delle rinnovabili di Dicembre, non ancora pubblicati da Terna, se c'è un incrocio possibile, da capire, tra una riduzione di queste fonti e il termoelettrico appena visto.



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martedì 9 febbraio 2016

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti a Gennaio

Nel sito EDTA sono stati pubblicati i dati statunitensi sulle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride che utilizziamo immediatamente per sviluppare i nostri grafici. Ancora buono è il numero delle auto elettriche/ibride immatricolate negli Stati Uniti, secondo i dati pubblicati dall'Associazione statunitense dei veicoli elettrici ed è in crescita anche il rapporto che queste hanno con le auto tradizionali, superando il 2,42 % , percentuale più alta rispetto a quella italiana in rapida crescita  mese toccando  il 2,1% (nello stesso mese).



I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si usa una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Aprile secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

 Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Gennaio 2016:

 20.967 auto ibride (HEV)
 

  3.137 auto a percorrenza estesa (EREV)

 
3.576 auto elettriche pure a batteria (BEV)

 
per un totale, relativamente al mese di Gennaio, di 27.680 auto elettriche tra EREV e BEV



 La progressione mensile dal Gennaio 2010 fa sì che si siano raggiunte le 2.713.071 unità .



Cresce anche l'introduzione delle auto elettriche/ibride toccando il 2,42% .





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lunedì 8 febbraio 2016

Auto elettriche e ibride in Italia, le immatricolazioni di Gennaio

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride in Italia nel primo mese del 2016 sono in espansione con una crescita delle auto ibride con performance superiori alla auto tradizionali con alimentazione tradizionale.
Come abbiamo visto qualche giorno fa le immatricolazioni delle auto nel loro complesso hanno avuto un sostanzioso incremento a Gennaio  con + 17,4% rispetto allo stessomese del 2015.
 A Gennaio le auto elettriche hanno sì perso circa il 20% rispetto al gennaio dell'anno passato ma le immatricolazioni delle auto ibride sono cresciute di ben il 43%.
  Cresce contestualmente l'indice di penetrazione delle auto elettriche/ibride con il 2,2%, restando fermo quello delle auto elettriche pure con lo 0,1% ma crescendo quello delle ibride del 2,1% del totale immatricolato.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) nel proprio sito web, provenienti dal Ministero dei Trasporti possiamo verificare quale sia la situazione dei primi 10 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.



I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
In Gennaio le auto totalmente elettriche sono passate a 114 da 143 (2015) con una riduzione del 20,3% mensile.
Le auto ibride
Nel mese di Gennaio sono state immatricolate 3.250 auto ibride contro le 2.272 dello stesso mese dell'anno precedente con un incremento del 43 %, rispetto allo stesso mese del 2015.



La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009

Come abbiamo detto l'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto sale al 2,2% in Gennaio.



Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Dicembre e nell'anno 2015.

Sui gradini del podio delle elettriche pure Novembre troviamo :

1° posto -  Citroen C-ZERO con 54 auto,
2° posto -  Nissan Leaf con 24 unità
3° posto - Tesla Model S con 12.

Le auto ibride più vendute sono:

1° posto - la Toyota Yaris con 1.643 unità,
2° posto - la Toyota Auris con 814,
3° posto - la RAV 4 con 465.

Tra qualche giorno vedremo il mercato delle auto elettriche/ibride negli Stati Uniti.


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venerdì 5 febbraio 2016

Scandalosa decisione dell’Europarlamento: le automobili potranno inquinare di più

Ho ripreso il titolo da un articolo di Green Italy, mi sembrava più che appropriato. Da un altro articolo su La Repubblica online invece riporto le primissime righe: "Largo alle polveri sottili, quelle che corrodono i nostri polmoni, quelle che fanno scattare la febbre da smog contro la quale ci limitiamo a prendere l'aspirina dei blocchi del traffico. Misure vere no. O, almeno, no se entrano in conflitto con le industrie che contano. Oggi l’europarlamento ha votato a strettissima maggioranza l'approvazione di una modifica del regolamento che stabilisce il tetto delle emissioni di NOx, gli ossidi di azoto che sono precursori delle polveri sottili. La dose ammessa per legge è stata generosamente raddoppiata. Le auto potranno inquinare, per gli NOx, il 110% in più di quello che era stato stabilito prima del dieselgate."

La decisione dell'abbassamento delle emissioni era stata presa tanto tempo fa per seguire le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che imputa ad esse i danni provocati alla salute umana, maggiore incidenza nell'aumento del cancro, ictus e colpi apoplettici letali, varie disfunzioni e asma. Legge  , procrastinata più volte la sua attuazione, osteggiata, rinviata, rimodulata. Il buon padre di famiglia, che cura gli interessi e la buona salute dei propri figli, avrebbe dovuto tenere conto di queste indicazioni abbassando i limiti, come aveva fatto, e non innalzandoli successivamente anzi continuando a seguire una logica del benessere sanitario senza tenere conto del mero interesse l'industria peggiore. Invece fa l'opposto dimostrando che della salute dei propri figli non gli interessa un bel nulla nulla. Alcuni membri del Parlamento europeo sono o non sono buon padri di famiglia e buone madri comportandosi nel modo in cui si sono comportati in fase di voto sulla suddetta legge? A voi decidere. Ma andiamo a vedere chi sono i nostri connazionali, padri e madri, che hanno votato a favore dell'innalzamento dei limiti ricorrendo ad un altro articolo questa volta pubblicato sul sito di GreeReport:

"... gli eurodeputati italiani hanno contribuito a respingere la richiesta della Commissione ambiente:

Mara Bizzotto; Mario Borghezio; Gianluca Buonanno; Lorenzo Fontana e Matteo Salvini (ENF – Lega Nord);

Raffaele Fitto e Remo Sernagiotto (ECR)

Lorenzo Cesa; Salvatore Cicu; Alberto Cirio; Lara Comi; Elisabetta Gardini; Giovanni La Via; Fulvio Martusciello; Barbara Matera; Alessandra Mussolini; Aldo Patriciello; Salvatore Domenico Pogliese; Massimiliano Salini; Antonio Tajani (PP- Forza Italia, NCD-UDC).


Se poi dobbiamo credere (perchè no?) a quanto si afferma nell'articolo intitolato Auto, l'inquinamento reale è 4 volte più alto dei dati ufficiali   non possiamo davvero essere riconoscenti ai buoni padri e buone madre sopra menzionati. La subalternità all'industria dell'inquinamento è colpevole.

   

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giovedì 4 febbraio 2016

Occupati e disoccupati a Dicembre

Dopo il calo di settembre (-0,2%) e ottobre (-0,2%) e la crescita di novembre (+0,2%), a dicembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,1% (-21 mila persone occupate). Il calo è determinato dagli indipendenti (-54 mila) mentre crescono i dipendenti, in particolare quelli permanenti (+31 mila). Il tasso di occupazione, pari al 56,4%, rimane invariato rispetto al mese precedente.

La stima dei disoccupati a dicembre aumenta dello 0,6% (+18 mila). La crescita riguarda gli uomini e le persone tra 25 e 49 anni. Dopo il calo registrato nei mesi precedenti (-1,0 punti percentuali tra giugno e novembre), il tasso di disoccupazione sale nell'ultimo mese di 0,1 punti percentuali, attestandosi all'11,4%.

Dopo la crescita di settembre (+0,4%) e ottobre (+0,2%) e il calo di novembre (-0,1%), a dicembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce ancora dello 0,1% (-19 mila), sintesi di un calo degli uomini e di una crescita delle donne. Il tasso di inattività rimane invariato al 36,2%.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo ottobre-dicembre 2015 diminuiscono i disoccupati (-2,4%, pari a -70 mila), sono in lieve calo anche le persone occupate (-0,1%, pari a -26 mila), mentre crescono gli inattivi (+0,2%, pari a +32 mila).

Su base annua la disoccupazione registra un forte calo (-8,1%, pari a -254 mila persone in cerca di lavoro), cala lievemente anche l'inattività (-0,1%, pari a -15 mila persone inattive), mentre cresce l'occupazione (+0,5%, pari a +109 mila persone occupate).

Nella nota metodologica sono riportati gli intervalli di confidenza dei principali indicatori non destagionalizzati.




I nostri grafici.

In percentuale.



Tasso di occupazione.

 
Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni
 
Combinato tasso di occupazione, tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni (indice a destra)


In valori assoluti.

Forze lavoro


 
Occupati

 
In cerca di lavoro



Sono diminuiti il numero delle forze lavoro, degli occupati e degli in cerca di lavoro. Seguono a ruota le percentuali.




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mercoledì 3 febbraio 2016

Il consumo di gas in Italia a Gennaio +4,5%

eccoci nei primi giorni del mese di Febbraio a controllare puntualmente nel sito della Snam  i dati relativi al consumo di gas in Italia alla fine del mese precedente. Sono dati provvisori, comunque molto vicini ai dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico che arriveranno dopo un mesetto circa, pir sempre piuttosto attendibili come ci dimostra l'esperienza dei mesi e degli anni passati. Potranno discostarsi di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo.

Dunque anche per il mese di Gennaio abbiamo il segno positivo, vale a dire che abbiamo consumato di più rispetto allo stesso mese del 2015, il 4,5%  in più.

Quantitativamente in Gennaio abbiamo bruciato 9108,2 milioni di m3 Standard contro gli 8.719 milioni di metri cubi (dato ufficiale) dello stesso mese del 2015 con un incremento del 4,5 % .

I nostri grafici

I grafici da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam (provvisori) del mese appena trascorso servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali .

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal gennaio 2006 ad oggi. Risulta evidente che il consumo di gas di Novembre è allineato al consumo del 2013 ...

 
  .... come vediamo meglio qui , con il grafico solo degli ultimi 6 anni.
 
Il grafico successivo evidenzia la predominanza del segno negativo  dei mesi del 2012 fino al 2014 e il segno positivo nel 2015 della percentuale che riguarda il consumo rapportato allo stesso mese dell'anno precedente.

 
Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 ed una risalita costante a partire dalla fine del 2014.



 


Vediamo adesso la produzione nazionale di gas.

Continua a diminuire la produzione nazionale a Gennaio  passando a 530,27 milioni di metri cubi (dato provvisorio) da 585,24 milioni di metri cubi, con una notevole contrazione di quasi il 10 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato.

      
Il grafico della quantità di gas prodotto nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il costante e continuo svuotamento dei campi estrattivi.



In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi.



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martedì 2 febbraio 2016

Immatricolazioni auto a Gennaio a +17,4%

Leggiamo il comunicato stampa dell'UNRAE per poi dare un'occhiata ai grafici da noi realizzati.
Parte bene il 2016 (+17,4%) sotto la spinta delle fortissime promozioni commerciali.
Il bisogno ineludibile di accelerare il rinnovo del parco non può essere demandato alle Case e ai Concessionari.
Inizia bene il 2016 con un brillante +17,4% in gennaio rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
“Il risultato positivo - ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – è stato possibile grazie al prosieguo di poderose azioni commerciali messe in campo dalle Case con le loro reti che, da una parte hanno consentito di iniziare il mese di gennaio con un corposo portafoglio contratti, tornato ai livelli del 2010 (circa 190.000 unità) e dall’altra, hanno incontrato il bisogno non più rimandabile di sostituzione delle auto vecchie, anche sotto la pressione emotiva dei blocchi della circolazione derivanti dai piani per il contenimento dello smog”. “Il tema smog – ha proseguito Nordio – in questi giorni sta tornando attuale in alcune grandi città ed il Governo non può ignorare che all'attuale velocità di sostituzione ci impiegheremo molti anni a smaltire le auto vecchie. La soluzione è a portata di mano, basta guardare alla Spagna al suo 8° piano di sostegno al rinnovo del parco, mentre in Italia il programma di detraibilità di parte dei costi d’acquisto della vettura, sperimentato con evidente successo per le ristrutturazioni edilizie, giace ancora inascoltato”.
Il settore, intanto, nell’anno appena concluso continua ad incrementare il proprio contributo in termini di IVA per le casse dello Stato di oltre 5,6 miliardi di euro (+18%) rispetto all’anno precedente.
Dai dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti emerge che le vetture immatricolate nel 1° mese del 2016 sono state 155.157, in crescita del 17,4% sulle 132.111 dello stesso periodo dello scorso anno, che a sua volta era tornato a crescere dell’11,5% dopo i forti cali dei periodi precedenti.
Il noleggio ha giocato la propria parte: le circa 4.250 vetture immatricolate in più rispetto al gennaio 2015, che pure era cresciuto del 54,2% rispetto al 2014, segnano un incremento del 15,3%, consentendo alla quota di mercato di raggiungere il 20,5%, sui livelli dello scorso anno. La performance delle società segna, invece, un rallentamento (-3,9% in volume), con una riduzione di quota di qualche decimo di punto, ma se escludiamo le auto di cortesia, le vetture da dimostrazione e di servizio che Case e Concessionarie immatricolano a se stesse, le vendite ad aziende archiviano un incremento a doppia cifra. Sulla dinamica di noleggio e società, ha giocato in parte il ruolo di acceleratore degli acquisti la recente introduzione del super-ammortamento.
La raccolta contratti segna in gennaio lo stesso incremento in volume delle immatricolazioni: +18% e oltre 152.000 unità rispetto a gennaio 2015.
Analizzando la struttura del mercato, emerge come le forti azioni commerciali abbiano spinto in aumento del 23,7% le vendite a privati, con una quota che – crescendo di oltre 3 punti – si porta al 66% del totale. Alla crescita sopracitata del noleggio ha contribuito in modo decisivo il breve termine, che segna un incremento del 29,4%, determinato dagli acquisti anticipati da parte delle società di noleggio per il rinnovo della flotta. Anche il lungo termine registra un positività del 6,2%, grazie alle esigenze di rinnovo dei contratti, allungati nei periodi più difficili.
Ottime prestazioni da parte delle vetture diesel e benzina, rispettivamente in crescita del 20,2% e 32% in volume, e delle ibride, che incrementano i propri volumi del 43%, raggiungendo una quota che supera il 2% del totale. Pesanti flessioni, superiori al 27%, segnano – invece - le vetture Gpl e metano, che scendono al 5,6% e al 3% di quota di mercato. Oltre al minor appeal suscitato verso i clienti, tali alimentazioni scontano anche il confronto con lo stesso mese 2015 di sostanziosi incrementi.
Sul fronte dei segmenti, ottima performance a doppia cifra soprattutto per city car e vetture del segmento C, grazie anche al contributo del noleggio. Di poco al di sotto del 10%, la crescita in volume delle berline e delle vetture del segmento E.
A completamento del quadro del mercato, anche i trasferimenti di proprietà di autovetture hanno iniziato l’anno con una buona crescita. Le 374.184 vetture trasferite, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario, in attesa della rivendita al cliente finale) hanno, infatti, segnato un incremento del 6,3%, rispetto alle 351.869 unità del gennaio 2015.



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, il Gennaio 2016 si pone a metà strada tra il peggiore e il migliore anno dal 2009 ad oggi.

 
L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza numerica.

Le percentuali riferite all'anno precedente a aprtire dal 2011. Una sfilza di segni positivi che seguono una sfilza di segni negativi.


Con il grafico che segue vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dopo il picco del lontano 2010, si è visto un lungo crollo, una stabilizzazione a metà del 2013 e una crescita fino ad oggi. Siamo tornati ai livelli dell'inizio 2012.










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lunedì 1 febbraio 2016

Clima, i giorni Merla con caldo record, natura sconvolta, fino a 6 gradi in più sui valori stagionali


Temperature superiori fino a 6 gradi i valori stagionali. Le temperature record con valori massimi fino a 17/18° al Sud, a 15/16° al Centro e a 10/12° al Nord nei giorni della merla, che secondo tradizione sono i piu’ freddi dell’anno, sconvolgono la natura con mandorli, susini e peschi fioriti in grande anticipo, ed una storica siccità invernale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare gli effetti dell’anticiclone sulla Penisola nel weekend proprio negli ultimi tre giorni di gennaio cosiddetti della merla con temperature minime sopra lo zero praticamente dovunque e quelle massime superiori fino a 6 gradi i valori stagionali. Secondo la leggenda coincidono infatti - riferisce la Coldiretti - con i giorni in cui si registrano le temperature invernali piu’ basse, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine. I cambiamenti del clima, con il ritorno dello smog nelle città, smentiscono anche i proverbi dopo un anno che si è classificato in Italia come l’anno più caldo della storia con una temperatura superiore di 1,42 gradi la media di riferimento, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr.

Il risultato è che ci sono primule, viole e margherite mentre le mimose sono già fiorite da tempo in netto anticipo rispetto alla festa della donne e nelle campagne - continua la Coldiretti - si teme una serie compromissione dei raccolti per il possibile prossimo ed improvviso abbassamento della temperatura. Ma - precisa la Coldiretti - a preoccupare per i raccolti sono anche le forti infestazioni degli insetti patogeni che proliferano per effetto del caldo fuori stagione. Il 2015 - sottolinea la Coldiretti - ha sorpassato il 2014 nella classifica degli anni piu’ caldi dove ci sono a seguire il 2003, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura. Anche a livello globale il 2015 è stato l’anno piu’ caldo con una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani superiore addirittura di 0,90 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre, che rileva le temperature dal 1880.

Fonte: Coldiretti




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venerdì 29 gennaio 2016

Le rinnovabili e la produzione nazionale di energia elettrica a Dicembre, nel 2015 coprono il 39,8%

L'altro giorno abbiamo visto i consumi di energia elettrica in Italia a Dicembre, oggi portiamo a termine l'argomento trattando la produzione nazionale di energia elettrica, l'analisi delle rinnovabili nel contesto produttivo.

Prima di tutto, la produzione nazionale leggendo il comunicato stampa di  Terna.

Nel mese di dicembre 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 83,3% con produzione nazionale e per la quota restante (16,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) è in diminuzione di 1,4% rispetto ai volumi di dicembre 2014.

Sono in crescita le fonti di produzione:
fotovoltaica (+16,9%),
termoelettrica (+16,4%) e
geotermica (+3,4%).

In calo le fonti:
idrica (-51,1%) ed
eolica (-54,4%).


Nel 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 85,3% con produzione nazionale e per la quota restante (14,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (270,7 miliardi di kWh) è in crescita dello 0,6% rispetto al 2014.
In aumento le fonti di produzione:
fotovoltaica (+13,0%),
termoelettrica (+8,3%) e
geotermica (+4,5%).

In calo, invece, le fonti di produzione :
idrica (-24,9%, dopo il record storico del 2014) ed
eolica (-3,3%),
prevalentemente a causa delle differenti condizioni atmosferiche registrate nel 2015.

Nel complesso, la produzione delle fonti rinnovabili - idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico, biomasse - ha raggiunto i 107,8 miliardi di kWh, pari al 39,8% della produzione nazionale netta.



I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009

per anno solare ...
 
 
... e in sequenza mensile.


Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento.

 
La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.

La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare con l'importante crollo dell'ultimo mese dell'anno.


Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separate dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.


Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili


 I grafici seguenti, di forte Terna, mostrano uno le componenti che giocano un ruolo nella produzione di energia nel mese di Dicembre e l'altro mette in risalto la componente rinnovabile (idroelettrica + eolico/solare) in tutto il 2015 che vale il 28,5% (Grafico Terna) sul consumo totale.






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