Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 17 giugno 2015

Anche la crescita dei veicoli commerciali perde vigore

"Anche la crescita dei veicoli commerciali perde vigore nonostante le necessità di rinnovo del parco" è il titolo del comunicato stampa  dell’UNRAE. Continua così. L'efficacia della legge Sabatini rende necessario ed opportuno intervenire sul credito alle imprese e sulla pressione fiscale
Il mese di maggio dei veicoli commerciali continua un trend moderatamente positivo con una crescita del 3,5% e 10.942 immatricolazioni, rispetto alle 10.574 dello stesso periodo 2014. Questo è quanto si rileva dalle stime elaborate dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, che sono state diffuse oggi sul mercato degli autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t. Nei 5 mesi la crescita resta al 7% per effetto delle 52.508 unità vendute rispetto alle 49.066 del periodo gennaio-maggio.
“Anche nel mercato dei veicoli da lavoro, come nelle auto – ha commentato Massimo Nordio, Presidente UNRAE – il trend di crescita sembra rallentare nonostante le imprescindibili esigenze di rinnovo del parco veicoli che durante la fasce acuta della crisi aveva rallentato, generando cali a doppia cifra”. “Questo, nonostante il contributo del canale noleggio che in questi primi mesi del 2015 sta fungendo da sostegno finanziario alle aziende che attraverso la locazione del veicolo invece della proprietà, risolvono il problema della scarsa liquidità”. “E’ anche apprezzabile – ha concluso Nordio - il contributo dato dalla “Legge Sabatini” sui finanziamenti agevolati all’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e beni strumentali: in particolare i veicoli da lavoro in uso strumentale sono la seconda componente in ordine di finanziamenti ottenuti. Questo dimostra come, per avere una vera ripresa del settore sia necessario intervenire sul sostegno del credito alle imprese e sulla riduzione del carico fiscale.”


I nostri grafici

Proseguiamo con i grafici da noi realizzati grazie ai dati forniti dall'UNRAE capaci, più delle parole, fanno capire più delle parole quale sia la situazione con il trascorrere dei mesi con un solo 'colpo d'occhio'.

L'andamento delle immatricolazione degli autocarri mese dopo mese a partire dal gennaio 2009.


Le immatricolazione mensili con l'andamento seguendo l'anno solare.

 
Le percentuali di ogni mese rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.


 
L'ultimo grafico mostra l'andamento delle immatricolazioni degli autocarri nei 12 mesi precedenti rispetto al mese di rilevamento.



Se l'andamento delle l'immatricolazione dei veicoli commerciali può essere considerato un valido indicatore dello stato di salute della nostra economia ciò che appare dai grafici è un sussulto più che un risveglio dei consumi considerando che negli ultimi anni le immatricolazione sono cadute uno strapiombo molto profondo. Altra considerazione è da fare sulla propensione al noleggio piuttosto che all'acquisto e ciò significa, come fa rileva il dott. Nordio una scarsa liquidità delle aziende del settore dei trasporti. La merci si muovono, ma chi lavora sulla movimentazione di esse lo fa con uno sguardo rivolto all'oggi e non al domani. Brutto segnale per la nostra economia.



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martedì 16 giugno 2015

In Svezia inizia il trasporto pubblico con autobus elettrici, il presente non solo il futuro

Si legge in un comunicato stampa della Volvo Bus ciò che viene considerato come l'inizio del trasporto pubblico del futuro che non potrà essere diverso da quello che utilizzi gli autobus elettrici. La città svedese di Gothenburg lancia il trasporto pubblico con un primo itinerario autobus elettrici inaugurato il 15 di giugno. Gli autobus sono silenziosi e senza emissioni e funzionano con l'elettricità prodotta dall'eolico e idroelettrico. La linea è composta di autobus tra i più moderni al mondo su cui,tra le altre cose, i passeggeri possono ricaricare i loro telefoni a bordo.
Gli autobus alimentati completamente da energia rinnovabile fanno ora parte di un sistema di trasporto pubblico con l'autolinea 55 con tre autobus completamente elettrici e sette autobus ibridi elettrici. Gli autobus sul percorso, che va da Chalmers Johanneberg a Chalmers Lindholmen, attraverso il centro di Göteborg, sono dotati a bordo sia di wi-fi che sistemi di ricarica per i telefonini. Le batterie degli autobus vengono ricaricate velocemente al capolinea.
Niklas Gustafsson, Chief Sustainability Officer di Volvo Group afferma che la linea 55 sviluppa e dimostra che esiste un nuovo, attraente sistema di trasporto collettivo che è sostenibile valido per il futuro. Oltre ai bus attuali, ElectriCity, il progetto complesso in cui è inserito questo progetto in particolare, sviluppa e testa nuovi sistemi alla fermata del bus, sistemi di gestione del traffico, i concetti di sicurezza e sistemi di approvvigionamento energetico. La nuova linea di autobus elettrico non solo mette Goteborg sulla mappa per sistemi di trasporto pubblico innovativi, ma anche apre nuove possibilità per la pianificazione urbana, tenuto conto che,  con il percorso dei bus elettrici,  vuole essere una città più sostenibile e aperta con gli spazi pubblici interessanti e una ricca vita urbana. Il progetto dimostra anche l'ambizione e la strategia per attrarre competenze e investimenti che aiutano a ridurre l'impatto ambientale e sviluppare la collaborazione tra gli amministratori locali, l'industria e il mondo accademico.


Il video
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lunedì 15 giugno 2015

La produzione nazionale e le rinnovabili a Maggio 43,1 %, il 35,6 % dei primi 5 dell'anno, il 30.3 % del totale consumato.

Ci siamo lasciati sabato ripromettendoci di alzare un velo conoscitivo sulla produzione nazionale di energia elettrica verificando anche quale peso avesse la parte prodotta con le rinnovabili, dopo però avere ricordato che il consumo è tornato a scendere dopo 3 mesi di crescita.

Prima di tutto, la produzione nazionale

Nel mese di maggio 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,3% con produzione nazionale e per la quota restante (10,7%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,4 miliardi di kWh) è sui valori di maggio dello scorso anno (-0,2%).

Sono in crescita le fonti di produzione:

eolica (+9,3%) con 1.273 GWh
geotermica (+4,4%) con 495 GWh e
fotovoltaica (+4,3%) con 2.801 GWh.

In flessione la fonte idroelettrica (-15,8%) con5.074 GWh.

Per completare l'informazione aggiungiamo che è cresciuta anche la produzione termica  termica (+5,5%) con 12.742 GWh.

La produzione nazionale da rinnovabili ha coperto per il 43,1 % l'intera produzione con 9.643 GWh, il 35,6 % dei primi 5 dell'anno, il 30.3 % del totale consumato.



I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione, con un approccio visivo, abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009.


 
 Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale nei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento.
 
  Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili .


 
 L'andamento mensile delle varie componenti rinnovabili



La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.

 
La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.


Il grafico del rapporto tra l'idroelettrico e le altre rinnovabili accorpate.






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sabato 13 giugno 2015

Torna ad essere negativo il consumo di energia elettrica a Maggio, crescono le fonti eolica, fotovoltaica eg eotermica

Nel mese di maggio 2015 la domanda di energia elettrica in Italia è risultata sostanzialmente in linea (-0,1%) con lo stesso mese dell'anno precedente, a parità di temperatura e calendario.
Quest'anno il mese di maggio 2015 ha, infatti, avuto un giorno lavorativo in meno (20 vs 21) e una temperatura media superiore di circa un grado e mezzo. In termini assoluti la domanda di energia elettrica è stata di 24,9 miliardi di kWh, in calo di 1,3% rispetto al corrispondente mese dello scorso anno.
I 24,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di maggio 2015 sono distribuiti per il 46,3% al Nord, per il 30,1% al Centro e per il 23,6% al Sud.

Nel mese di maggio 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,3% con produzione nazionale e per la quota restante (10,7%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,4 miliardi di kWh) è sui valori di maggio dello scorso anno (-0,2%).

Sono in crescita le fonti di produzione:
eolica (+9,3%),
termica (+5,5%),
geotermica (+4,4%) e fotovoltaica (+4,3%).
In flessione la fonte idroelettrica (-15,8%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di maggio 2015 rispetto al mese precedente è stata pari a -1,1%. Il profilo del trend è stazionario.
Nei primi cinque mesi del 2015, la domanda di energia elettrica ha fatto registrare una flessione dello 0,2%, a parità di giorni lavorativi.

 Roma, 12 giugno 2015 –  comunicato stampa Terna



I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anni solari. Il consumo è al livello più basso degli ultimi 10 anni.

 
 Per una migliore lettura degli ultimi 5 anni presentiamo il seguente grafico.

 
 Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza decennale mostrano la tendenza alla caduta.

 
Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 27 mesi, con tre barre blu, positive di crescita dei consumi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, macon un ritorno al rosso nell'ultimo mese.


 
E, per ultimo, prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento, che rimarca, se ci fosse qualche dubbio, che dopo il tracollo progressivo, rettilineo con pendenza costante dei consumi di energia elettrica dal 2012, si ha una leggera frenata. Per rivedere consumi così bassi dovremmo tornare indietro di venti anni.


E' del tutto evidente che l'Italia non ha affatto riallacciato le cinture perché non sta affatto decollando, anzi. Le chiacchiere si smentiscono facilmente e chi pronuncia quelle frasi non sa quel che dice. Sbaglio?

Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.




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venerdì 12 giugno 2015

In Italia consumati circa 6/7 metri quadri di suolo ogni secondo, notte compresa

Secondo il rapporto ISPRA 2015 sul consumo del suolo si conferma e purtroppo si consolida l'azione distruttiva negli ultimi anni, quelli che vanno dal 2008 al 2011.
Nell'ambito delle stime del consumo di suolo a livello nazionale con il quadro conoscitivo sul consumo di suolo nel nostro Paese disponibile grazie ai dati aggiornati della cura di ISPRA con la collaborazione delle Agenzie per la Protezione dell'Ambiente delle Regioni e delle Province autonome e grazie anche all'integrazione che viene dai nuovi punti di monitoraggio di livello comunale e alle nuove immagini aeree disponibili con maggiore risoluzione è stato possibile ridurre gli errori di omissione e di commissione durante il processo di fotointerpretazione.
Il consumo di suolo in Italia continua a crescere in modo significativo, pur segnando un rallentamento negli ultimi anni: tra il 2008 e il 2013 il fenomeno ha riguardato mediamente 55 ettari al giorno, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 metri quadrati di territorio che, nell'ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo.
Un consumo di suolo che continua a coprire, quindi, ininterrottamente, notte e giorno, aree naturali e agricole con asfalto e cemento, edifici e capannoni, servizi e strade, a causa di nuove infrastrutture, di insediamenti commerciali, produttivi e di servizio e dell'espansione di aree urbane, spesso a bassa densità.
I dati mostrano come a livello nazionale il suolo consumato sia passato dal 2,7% degli anni ’50 al 7,0% stimato per il 2014, con un incremento di 4,3 punti percentuali. In termini assoluti, si stima che il consumo di suolo abbia intaccato ormai circa 21.000 chilometri quadrati del nostro territorio.
Il suolo
Il suolo è una risorsa di fatto non rinnovabile, visti i tempi estremamente lunghi necessari per la formazione di nuovo suolo, ma fondamentale non solo per la produzione alimentare e per le attività umane, ma anche come riserva di biodiversità, supporto per la chiusura dei cicli degli elementi nutritivi e per l'equilibrio della biosfera. È un sottile mezzo poroso e biologicamente attivo, risultato di complessi e continui fenomeni di interazione tra le attività umane e i processi chimici e fisici che avvengono nella zona di contatto tra atmosfera, idrosfera, litosfera e biosfera.
Come correttamente indicato dalla Strategia tematica per la protezione del suolo, adottata dalla Commissione Europea nel 2006, per suolo si deve intendere lo strato superiore della crosta terrestre, costituito da particelle minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi, che rappresenta l'interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera.
Il deterioramento del suolo ha ripercussioni dirette sulla qualità delle acque e dell’aria, sulla biodiversità e sui cambiamenti climatici, ma può anche incidere sulla salute dei cittadini e mettere in pericolo la sicurezza dei prodotti destinati all'alimentazione umana e animale.

La risorsa suolo deve essere, quindi, protetta e utilizzata nel modo idoneo, in relazione alle sue intrinseche proprietà, affinché possa continuare a svolgere la propria insostituibile ed efficiente funzione sul pianeta  e perché elemento fondamentale dell'ambiente, dell'ecosistema e del
paesaggio, tutelati dalla nostra Costituzione1 (Leone et al., 2013).

Tratto dal rapporto ISPRA "Il consumo di suolo in Italia - Edizione 2015"

In alto la carta nazionale del consumo di suolo ad altissima risoluzione. Fonte: ISPRA. (cliccare sull'immagine per ingrandire)




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giovedì 11 giugno 2015

Produzione industriale ad aprile

In aprile 2015 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,3% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2015 la produzione è aumentata dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, in aprile 2015 l'indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2014). Nella media dei primi quattro mesi dell'anno la produzione è diminuita dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni intermedi e dei beni strumentali (entrambi +0,1%); diminuiscono invece l'energia (-1,3%) e i beni di consumo (-1,2%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, in aprile 2015, un solo aumento nel comparto dei beni strumentali (+3,0%); segnano invece diminuzioni i beni intermedi (-1,7%), i beni di consumo (-1,2%) e, in misura più lieve, l'energia (-0,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, in aprile 2015 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+17,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,8%) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+9,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,2%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-5,1%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-2,8%).


I nostri grafici

Aiutandoci con i grafici da noi realizzati con i dati ISTAT riusciamo a capire meglio quale è lo stato attuale della produzione nazionale..


Indici generali della produzione industriale: destagionalizzati, corretti per gli effetti di calendario (base 2010=100)

 Questo grafico riguarda invece il solo andamento della produzione industriale dell'energia, fortemente in ribasso... e non è un buon segno.


Le cinture le abbiamo tenute sempre allacciate pronti a presenti al decollo, però ...


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mercoledì 10 giugno 2015

Bollorè Bluecar si appoggia alll'unità produttiva di Renault

Abbiamo seguito l'evoluzione della Bluecar sin dagli esordi, dalla realizzazione di Pininfarina alla  joint venture tra Pininfarina e Bolloré ecc. ecc. Dall'Italia la produzione è passata in Francia ed è recentissimo l'ultimo accordo per trasferire l'assemblaggio dell'auto elettrica nello stabilimento del Gruppo Renault di Dieppe che fa seguito all'accordo tra Renault e Bolloré che hanno deciso di  intensificare la cooperazione a seguito dell'accordo di partnership di 9 set 2014 .L'impianto di Dieppe, che risale al 1969, è specializzato in piccole serie. Attualmente produce la Clio RS 200 EDC e veicoli da competizione. Una catena di montaggio dedicato è stato istituito all'interno dello stabilimento per gestire il lavoro dell'assemblaggio della Bluecar, e finirà per assumere una trentina di persone, fornendo (si legge nel comunicato stampa) a Bolloré un accesso ad un sistema di produzione moderno su misura per le sue esigenze.
La Lunghezza della vettura a 2 posti e due porte è 3,65 m; Larghezza 1,70 m; Altezza 1,61 m; Volume di 350 dm3. Attualmente sono su strada più di 4.500 Bluecars in Francia dalla fine del 2011.
La potenza del motore è di 35 kW (50 kW di picco, le batterie sono ai polimeri di litio con una capacità di 30 kWh ed una percorrenza indicativa di 250 km in città e 150 km in un percorso extraurbano, velocità 120 km/h.

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martedì 9 giugno 2015

Super bonus di 10 mila euro per un auto elettrica in Francia

L'articolo pubblicato online meno di una settimana sul quotidiano francese Les Echos dal titolo "Le « superbonus » ne dope pas la voiture électrique" mette in dubbio il fatto che i forti incentivi messi a disposizione dal governo francese siano in grado di dare una spinta efficace alla vendita di auto elettriche, ma c'è un motivo.
Il "super-bonus" dopo due mesi la sua introduzione non era ancora prodotto un effetto significativo sulle vendite di auto elettriche sia pure riconoscendo un  inizio anno molto buono. Alla fine di maggio, le vendite sono cresciute del 75% con 5.695 unità. Tale incremento è da imputare anche ad un dato sfavorevole di inizio del 2014 che penalizzò il mercato delle auto elettriche con l'esclusione dal bonus ambientale per gli acquisti in  leasing.
Nel mese di maggio si sono vendute circa 1.100 auto elettriche, un livello equivalente a febbraio e marzo. Dal 1° aprile, i proprietari di un vecchio diesel pre-200 possono beneficiare di un "super bonus" di 10.000 euro per l'acquisto di un veicolo a "zero emissioni". In altri casi, il bonus ambientale è pari a € 6.300. Annunciato al Salone di Parigi nel mese di ottobre, questa misura era  destinata ad accelerare il ricambio di vecchi diesel, quelli che emettono grandi quantità di particelle sottili e ossidi di azoto. Al momento del lancio, il dispositivo ha generato un certo scetticismo in quanto l'auto elettrica rimane piuttosto costosa confrontandola ad un modello termico ma soprattutto i proprietari di un vecchio diesel non sempre hanno i mezzi economici per permettersi una macchina nuova, ancor meno se è elettrico. I produttori, Renault, d'altro canto affermano che  le vendite, in particolare, attualmente avvengono sotto il regime del superbonus con una percentuale che va dal 75% al ​​80%. Infatti, la Zoe è il modello che tira il mercato francese aumento dall'inizio dell'anno. Renault ha effettivamente beneficiato dell'introduzione del premio di riconversione.
L'altra tesi sostenuta dai fautori della macchina elettrica è relativa alla percezione dell'effetto del superbonus si farà sentire da giugno in poi considerando  il divario che esiste tra la data dell'ordine e quella della consegna della vettura e la sua registrazione. In ogni caso, il premio di conversione non sarà un modo risolutivo per sbarazzarsi di vecchi diesel. Le poche migliaia di vendite di auto elettriche sono trascurabili rispetto alla vecchia flotta di diesel pari a circa 2 milioni e più circolanti attualmente in Francia.




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lunedì 8 giugno 2015

Ricercatori hanno sintetizzano nanoparticelle magnetiche in grado di offrire un'alternativa ai magneti con terre rare

Quali siano i molteplici problemi che colpiscono il mondo delle terre rare in termini di inquinamento e loro reperimento, in pratica in mano ad una sola nazione, ne abbiamo già parlato precedentemente ed anche quali siano i tentativi di risolvere i due aspetti ma soprattutto il secondo: l'approvvigionamento e le alternative. In questo contesto di 'crisi' un team di scienziati della Virginia Commonwealth University ha sintetizzato un materiale altamente magnetico che potrebbe ridurre la dipendenza globale delle terre rare prodotte dalla Cina.
Come leggiamo in un articolo del  sito Nanotechnology Now la scoperta apre la via per migliorare sistematicamente il nuovo materiale a sovraperformare l'attuale magneti permanenti. Il nuovo materiale è composto da nanoparticelle contenenti atomi di ferro, cobalto e carbonio con una dimensione di circa 5 nanometri.  Quando viene raccolto in polvere, il materiale presenta proprietà magnetiche che rivaleggiano con quelli di magneti permanenti che in genere contengono elementi delle terre rare. La necessità di generare potenti magneti senza elementi delle terre rare è un problema strategico nazionale circa il 70 al 80 % degli attuali materiali alle terre rare che sono prodotte in Cina. Le scoperte del team appariranno nell'articolo "Experimental evidence for the formation of CoFe2C phase with colossal magnetocrystalline-anisotropy "in un prossimo numero di Applied Physics Letters. I magneti permanenti, in particolare quelli contenenti metalli delle terre rare, sono una componente importante utilizzata dall'elettronica, comunicazioni e nel settore automobilistico, nonché in radar e altre applicazioni. Inoltre, l'emergere di mercati tecnologici verdi - come quelli dii veicoli ibridi ed elettrici, sistemi di alimentazione di turbine eoliche direct drive e sistemi di accumulo di energia - hanno creato un aumento della domanda per i magneti permanenti. Tuttavia, la Cina che, è il principale fornitore al mondo di terre rare, ha cercato di imporre restrizioni sulle loro esportazioni, creando un problema internazionale.

In alto un'immagine al microscopio elettronico col nuovo materiale sintetizzato, CoFe2C rods,  che contiene un insieme di nanoparticelle.




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domenica 7 giugno 2015

Un ibrido bimodale da 35 quintali a Firenze


Eccolo qua, beccato al rosso del semaforo sul Ponte alle Grazie prima di immettersi nella zona pedonalizzata del centro storico fiorentino. Solo i residenti e i veicoli elettrici possono accedere nella zona senza pagare pedaggio, gratuitamente e questo è il caso del furgone da 35 quintali un veicolo che è ben difficile che passi inosservato.  Il rombo è quello classico di un mezzo con motore diesel nel transitare sul ponte ma, subito dopo, con l'inserimento del motore elettrico e il disinserimento della trazione endotermica, diventa a tutti gli effetti un veicolo elettrico al 100%, ad emissioni zero e rumorosità data solo dal rotolamento degli pneumatici sull'assolato, bollente per il sole a picco del primo pomeriggio, catrame della pavimentazione stradale. La caratteristica essenziale è quella della percorrenza illimitata nei tratti extraurbani grazie al motore termico e l'assoluta compatibilità tra le necessità dei trasporti urbani di una grande catena di supermercati e la salvaguardia della salute dei cittadini. E' un mezzo bimodale.



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sabato 6 giugno 2015

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti a Maggio

L'Associazione dei veicoli elettrici statunitense ha rivelato i dati delle immatricolazioni statunitensi pubblicandoli nel proprio sito web. Questi dati ci servono per sviluppare i nostri grafici.

Ricordiamo che negli USA si usa una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Aprile secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

I nostri grafici

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche a loro volta suddivise per anno solare a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Maggio 2015:

 40.257  auto ibride (HEV)  


4.416 auto a percorrenza estesa (EREV)

 
 7.057 auto elettriche pure a batteria (BEV)

 
per un totale, relativamente al mese di Aprile, di 51.730 elettriche tra EREV e BEV


 
La progressione mensile dal gennaio 2010



L'introduzione delle auto elettriche / ibride nei primo 5 mesi dell'anno corrisponde al 3,0 % .

Ci rivediamo a Giugno per l'analisi di Maggio.



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venerdì 5 giugno 2015

Occupati e disoccupati ad aprile

Dati provvisori.  Dopo il calo degli ultimi due mesi, ad aprile 2015 gli occupati aumentano dello 0,7% (+159 mila) rispetto al mese precedente, tornando ai livelli registrati a fine 2012. Il tasso di occupazione, pari al 56,1%, cresce nell'ultimo mese di 0,4 punti percentuali. Rispetto ad aprile 2014, l'occupazione è in aumento dell'1,2% (+261 mila) e il tasso di occupazione di 0,7 punti.

I disoccupati diminuiscono su base mensile dell'1,2% (-40 mila). Dopo l'incremento degli ultimi due mesi, ad aprile il tasso di disoccupazione cala di 0,2 punti percentuali, arrivando al 12,4%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è diminuito dello 0,5% (-17 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra nell'ultimo mese un calo dello 0,7% (-104 mila). Il tasso di inattività diminuisce di 0,3 punti percentuali, attestandosi al 35,8%, lo stesso valore di settembre 2014, il livello più basso dal 2004. Su base annua gli inattivi diminuiscono del 2,3% (-328 mila) e il tasso di inattività di 0,7 punti.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo febbraio-aprile 2015 cresce il tasso di occupazione (+0,1 punti percentuali), mentre diminuiscono sia il tasso di disoccupazione (-0,1 punti) sia il tasso di inattività (-0,1 punti).

Dal comunicato stampa Istat


I nostri grafici.

In percentuale.

Tasso di occupazione.


 
Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni


 
Combinato tasso di occupazione, tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni (indice a destra)



I nostri grafici con valori assoluti.

Forze lavoro

 
Occupati

 
In c erca di lavoro






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