Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 15 ottobre 2014

Castagne, il raccolto crolla al minimo storico

Il raccolto di castagne Made in Italy scende quest'anno al minimo storico con una produzione nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa. E’ l'allarme lanciato dalla Coldiretti sul crollo produttivo dell'alimento che Giovanni Pascoli chiamava "l'italico albero del pane" che rischia di sparire dalla realtà nazionale dopo essere stato il simbolo dell'autunno nei libri scolastici di molteplici generazioni di giovani scolari.

Il 2014 sarà ricordato nella storia per il taglio nei raccolti di tutti i prodotti agricoli dell'autunno italiano con l'olio in riduzione del 30% per una produzione attorno a 300mila tonnellate ed un taglio di oltre il 15% rispetto allo scorso anno e la vendemmia che rischia di classificarsi come la piu’ scarsa dal 1950, con una produzione di vino che potrebbe scendere fino a 41 milioni di ettolitri.

Per le castagne la riduzione è dovuta all'andamento climatico sfavorevole con l'eccesso di precipitazioni ma anche alla strage provocata dagli attacchi dell'insetto killer “Cinipide galligeno del castagno” arrivato in Italia dalla Cina e che da alcuni anni sta decimando i raccolti.

 Un duro colpo per un alimento che nel 1911 aveva raggiunto addirittura una produzione record di 829 milioni di chili con il castagno che riveste peraltro un ruolo Importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell'assetto ambientale e idrogeologico.

La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago con l’habitat che risulta fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti. Anche per questo nonostante le difficoltà restano molto popolari le feste e le sagre dedicate a castagne e marroni in tutta la penisola a partire da Cuneo dove fino a domenica 19 ottobre si svolge la Fiera Nazionale del Marrone.

Il taglio dei raccolti italiani ha favorito le importazioni che sono quasi raddoppiate, passando dai 38,7 milioni di euro del 2012 ai 67,8 milioni di euro del 2013 e l’amaro risultato è che gli italiani hanno più del 50 per cento di probabilità di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia. Il rischio infatti è che per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura le castagne importate vengano spacciate come nazionali mettendo a rischio anche le produzioni locali sopravvissute fino ad ora.

Nonostante la grande mobilitazione per la lotta biologica al cinipide attraverso i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis e i segnali positivi in alcune regioni, serviranno infatti anni per ritornare ad un livello produttivo degno della tradizione nazionale. Per queste motivazioni è necessario che le Istituzioni, oltre a continuare le attività di lotta al cinipide, mettano in campo azioni determinanti per il rilancio del settore, tra cui sicuramente più controlli sull'origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, castagne italiane

Se dal punto di vista quantitativo la situazione è preoccupante, il primato italiano sul piano qualitativo è confermato dalla presenza di ben dodici tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo. Quattro si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp e la Farina di Neccio della Garfagnana Dop mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp e il Marrone di Roccadaspide Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop.

Fonte Coldiretti

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martedì 14 ottobre 2014

Energia rinnovabile, la produzione nazionale

Col post dell'altro giorno sui dati forniti da Terna circa il consumo di energia elettrica nel mese di Settembre abbiamo appreso che finalmente si torna al segno positivo anche se con un misero +0,4% rispetto allo stesso mese dell'anno passato anche se, in effetti,  il segno diventa negativo (-0,2%) se epurato dell'effetto di calendario anche se altri segnali non mostrano una risalitina dovuto alla migliore andamento della nostra produzione industriale, anche se ...
Ricordiamo gli altri dati offerti da Terna sulla la produzione nazionale di energia elettrica di Settembre che nel complesso è stata di 22.850  GWh, su un consumo totale di  26.176 GWh, che soddisfa l’86,9% lasciando la quota restante del 13,1% come produzione estera, quindi importata.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è calata del 2,1% rispetto a settembre 2013 ed in particolare, tra  le rinnovabili, sono in crescita le fonti di produzione
idrica (+18,6%) con 4.017 GWh,
fotovoltaica (+5,4%) e 2.218 GWh ,
geotermica (+5,3%) 459 GWh .

In flessione le fonti
eolica (-5,1%)  942 GWh .

In flessione anche la non rinnovabile energia termoelettrica con -7,4%15.214 GWh.


I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione, con un approccio visivo, abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009.
 
La quantità di energia termoelettrica in diminuzione e da rinnovabili costantemente in crescita.


  Le varie componenti rinnovabili


  La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.


  La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.


  Per ultimo il grafico del rapporto tra l'idroelettrico e gli altri apporti da rinnovabili accorpate



Diciamo un'ultima cosa, forse la più importante, con le rinnovabili abbiamo coperto per il 33,4% la produzione nazionale di Settembre e per il 40,1% la produzione dei primi 3 trimestri dell'anno in corso, che rappresenta il 35,1% di tutti i consumi nazionali.




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lunedì 13 ottobre 2014

Produzione industriale ad Agosto

Ad agosto 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,3% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2014 l'indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,7% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di agosto 2013). Nella media dei primi otto mesi dell'anno la produzione è scesa dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Ad agosto l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni di consumo (+2,3%), dei beni strumentali (+1,6%) e dei beni intermedi (+0,2%); segna invece una variazione negativa il comparto dell'energia (-0,3%).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, ad agosto 2014, aumenti tendenziali nei raggruppamenti dei beni di consumo (+2,3%) e dei beni strumentali (+1,7%); diminuiscono invece i comparti dell'energia (-2,6%) e dei beni intermedi (-2,2%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad agosto 2014, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+14,9%), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+9,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+9,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-13,6%), dell'attività estrattiva (-6,0%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,7%).




Settembre secondo Confindustria
Intanto, Secondo il Centro Studi degli industriali pubblica nel sito della Confindustria la propria rilevazione di settembre della produzione industriale una variazione di -0,2% in settembre su agosto.
Le indicazioni qualitative non lasciano intravedere un cambio di rotta nei mesi autunnali. In settembre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere (ISTAT) è calato per il quarto mese consecutivo (-0,3 punti da agosto, -4,5 da maggio) con un peggioramento dei giudizi sui livelli degli ordini (saldo a -27 da -25, giù da luglio) e con una valutazione più negativa sia della componente estera sia di quella interna. Sono peggiorate anche le attese sugli ordini, mentre è stato rilevato un marginale miglioramento di quelle sulla produzione.



Su e giù. più giù che su.


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sabato 11 ottobre 2014

Consumi di energia elettrica in Italia: +0,4% a settembre.

Per la prima volta dopo 24 mesi con segno meno, la domanda di energia elettrica fa registrare una variazione positiva. Nel mese di settembre 2014, infatti, l'energia elettrica richiesta in Italia è stata pari a 26,2 miliardi di kWh, con un incremento dello 0,4% rispetto a settembre dello scorso anno.

Depurata dall'effetto calendario, la variazione della domanda elettrica di settembre diventa tuttavia -0,2%: rispetto a settembre del 2013, quest'anno - a parità di temperatura media mensile - si è avuto un giorno lavorativo in più (22 vs 21). I 26,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di settembre 2014 sono distribuiti per il 45,9% al Nord, per il 30,2% al Centro e per il 23,9% al Sud.

A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica nel mese di settembre è risultata positiva al Nord (+0,4%) e al Sud (+0,8%), e negativa al Centro (-0,3%). Nel mese di settembre 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,9% con produzione nazionale e per la quota restante (13,1%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è calata del 2,1% rispetto a settembre 2013.
Sono in crescita le fonti di produzione
idrica (+18,6%),
fotovoltaica (+5,4%) e
geotermica (+5,3%).

In flessione le fonti
termica (-7,4%) ed
eolica (-5,1%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di settembre 2014 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,2%%.

Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario. Nei primi nove mesi del 2014, la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,0% rispetto ai valori del corrispondente periodo del 2013; a parità di calendario il valore è pari a - 2,9%.

Comunicato stampa  - 10 ottobre 2014


I nostri grafici

Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anni solari. Da notare che 'finalmente' il consumo del mese precedente ha un piccolo sobbalzo posizionandosi ad un livello più alto rispetto allo stesso mese dell'anno pecedente a differenza di quanto è capitato in tutti gli altri mesi del 2014, ma il sobbalzo è piccolo e di gran lunga inferiore rispetto ai precedenti 7 anni.


Per una migliore lettura degli ultimi 4 anni presentiamo il seguente grafico



 Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza mostrano ancora la tendenza alla caduta vertiginosa.



Qui si evidenzia l'unica percentuale di crescita di Settembre in una foresta di barre rosse, sempre negative, degli ultimi 21 mesi.


E, per ultimo, prendiamo visione del grafico relativo all'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione dei dati del mese di riferimento che rimarca, se ce ne fosse stato necessità o dubbi, il tracollo dei consumi dei consumi di energia elettrica che il dato positivo di Settembre non riesce a spostare.





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venerdì 10 ottobre 2014

43 miliardi di veicoli-chilometro totali sulla rete autostrade, ma ...

Leggiamo il testo di accompagnamento del documento in formato PDF dei dati sull'utilizzo della rete autostradale pubblicato dall'Aiscat nel proprio sito poi facciamo le nostre considerazioni accompagnandole con i grafici da noi realizzati grazie agli stessi dati.

I primi sette mesi di quest'anno si chiudono con risultanze di traffico che dal punto di vista complessivo evidenziano un andamento della  mobilità in aumento  rispetto ai risultati ottenuti nell'esercizio precedente: i veicoli-chilometro totali percorsi sulla rete hanno abbondantemente superato i 43 miliardi, con un incremento di 0,7 punti percentuale che può essere sicuramente considerato favorevole, specie se confrontato con il calo dell'oltre due e mezzo percento registrato invece a luglio 2013.
Quanto ai dati mensili, essi si sono attestati su valori sostanzialmente stazionari per la componente veicolare pesante, laddove quella leggera ha invece mostrato un lieve calo il quale non è però andato ad incidere eccessivamente sul totale del periodo.

Passando agli indicatori sulla sicurezza stradale, si segnala un risultato favorevole della maggior parte dei tassi relativi, in particolare di quelli concernenti i danni agli occupanti dei veicoli che si attestano su un -5,4% per i feriti e -57,7% per i decessi. Riguardo quest'ultimo dato, in particolare, va comunque precisato come l'elevata differenza riscontrata derivi in parte dal grave incidente  avvenuto nel luglio dell'anno passato sull'autostrada A 16 Napoli-Canosa, i cui esiti hanno ovviamente influito sul confronto attuale.


Come sappiamo il traffico autostradale è uno degli indicatori che riguardano lo stato di salute della nostra economia ed ancor più rilevanti sono le percorrenze dei mezzi pesanti cioè quei vettori che trasportano merci prodotte che devono essere consegnate a destinazione. Nel mese di Luglio si vede vede una certa stabilità di percorrenze, in linea con quelle dei due anni precedenti, ovvero nessuna ripresa in vista. Per quanto riguarda le percorrenze delle auto invece la sorpresa ha un segno meno davanti al 2 per cento a conferma del declino che prosegue come tendenza dei due anni precedenti. Nel complesso, sommando il traffico pesante e delle vetture, la riduzione è dell'1,6%. in declino rispetto allo stesso mese dell'anno precedente che a sua volta aveva visto una riduzione del 2,0% rispetto al 2012.





A margine di quanto detto sopra, se i mezzi pesanti trasferiscono merci prodotte da una parte all'altra, vediamo quale è la produzione dei veicoli pesanti in Italia con i dati forniti dall'ANFIA, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. La produzione dei veicoli pesanti in Italia nel primo quadrimestre ha visto una riduzione (pazzesca) del 31,1% mentre il 2° quadrimestre la riduzione è stata addirittura del 43,7%. La produzione in Italia va verso lo zero anche in questo settore strategico oltre che necessario da tutti i punti vista.

La deindustrializzazione nazionale prosegue allegramente senza che nessuno tenti di fermarla. Così non abbiamo futuro, lo sappiamo vero?




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giovedì 9 ottobre 2014

Trasporti pubblici a privati e completo disnteresse per le emissioni zero

Qualche giorno fa sono state aperte le buste delle aziende che hanno partecipato alla gara di assegnazione del servizio  TPL, trasporti pubblici locali, dell'intera regione Toscana. i nomi degli 8 partecipanti 'privati' sono segreti ma il il vincitore sarà uno solo che si intascherà la bellezza di 2.300 milioni di euro all'anno per  far viaggiare 3.000 mezzi, tra bus urbani e pullman extraurbani, con un contratto di servizio di 90 milioni di chilometri che potrebbero nel tempo crescere o diminuire del 20%.

Il vincitore percepirà una parte degli introiti che proverranno dalla vendita dei biglietti  ed avrà il compito di rinnovare i bus, almeno sulla carta, perché, poi in effetti, sarà sempre la collettività, noi, che pagherà per l'acquisto dei nuovi bus, sull'onda di quanto già visto e stabilito dalla Regione Toscana (Toscana, assegnati i fondi per 300 nuovi bus, niente per i bus elettrici). La cosa stupefacente non sta nel fatto che si finanzi un privato quanto piuttosto che nel rinnovo del parco non si tenga minimamente conto di un finanziamento anche per i bus ad impatto locale zero come lo sono i bus elettrici o almeno a basso impatto locale come sono i bus ibridi.


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mercoledì 8 ottobre 2014

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti a Settembre

La quantità di auto elettriche e ibride immatricolate in Italia a Settembre le abbiamo viste in un post precedente ed abbiamo constatato che la loro introduzione nel mercato nazionale costituisce l' 1,6% del totale immatricolato nei primi 9 mesi dell'anno in corso.
Adesso diamo uno sguardo a ciò che è accaduto negli Stati Uniti nello stesso mese, Settembre. L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato statunitense va molto meglio essendo il 3,597%, rispetto a quanto avviene in Italia . Lo vediamo attraverso i numeri e i grafici da noi realizzati con i dati forniti dall'Associazione dei veicoli elettrici nel loro sito Internet. Ricordiamo che negli USA si ha una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che hanno unico o di supporto parziale o alternativo al termico. I dati ufficiali relativi al mese di Settembre secondo quelle categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

  Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Settembre 2014:
  - 31.385 auto ibride (HEV),
  - 3.357 auto e percorrenza estesa (EREV) e
  - 5.983 auto elettriche pure a batteria (BEV),
  per un totale di 40.725 unità.

 Il  totale immatricolato nei primi 9 mesi dell'anno è di 444.548 unità su 12.371.160 ovvero il che corrisponde, come dicevamo sopra, al 3,58%. Possiamo contabilizzazione quale è il numero delle auto elettriche da quando esiste negli USA l'analisi mensile, Gennaio 2010, e corrisponde a  2.088.836 unità.


I nostri grafici

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche a loro volta suddivise per anno solare a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

 Le auto ibride 

 
  le elettriche a percorrenza estesa


 
le elettriche pure  

  

nell'insieme
  

  e la progressione dal gennaio 2010






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sabato 4 ottobre 2014

Cresce l'interesse per le auto ibride negli Stati Uniti

Secondo un'indagine effettuata dall' Università del Michigan (Michael Sivak e Brandon Schoettle dell' U-M Transportation Research Institute) i proprietari di auto ibride sono massimamente soddisfatti delle loro auto tanto è vero che sono disposti a ricomprare un'auto ibrida. Anche chi non possiede ancora un'auto ibrida ben vede la possibilità di acquistarne una al  momento di sostituire l'attuale, almeno un terzo propenderebbe per questa soluzione.
Tra i possessori di auto ibride solo un 3% ha intenzione di acquistare un veicolo completamente elettrico.
Le auto ibride rappresentavano poco meno del 4% di tutte le vendite di autoveicoli leggeri degli Stati Uniti, percentualmente in crescita rispetto gli i anni recedenti .

L'impatto ambientale è stata la ragione più importante citata dai proprietari che li ha fatti scegliere un ibrido, 33%, seguita da costi a lungo termine, 28 % e meno consumo di energia, 25%. Le signore automobiliste  tendono ad essere più preoccupate dei signori per l'impatto ambientale.
Tra i proprietari non ibridi, il 31 % ha intenzione di acquistare un ibrido per il loro prossimo veicolo, anche se un terzo dei conducenti non stanno prendendo in considerazione l'acquisto di auto ibride e solo la metà ritiene di poterlo fare soprattutto se i costi iniziali scenderanno ulteriormente.


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venerdì 3 ottobre 2014

Auto elettriche e ibride in Italia, le immatricolazioni di Settembre


Dopo avere controllato le immatricolazioni delle auto con i dati pubblicati dal Ministero dei Trasporti e il parere dell'UNRAE( l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) riguardo al mercato automotive nazionale adesso diamo un'occhiata alla situazione delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a Settembre.

Nel mese di Settembre  sono state immatricolate 1.853 auto ibride contro le 1.600 dello stesso mese dell'anno precedente, portando il totale nei primi nove mesi dell'anno in corso a 15.515 con una percentuale positiva del 48,7 % rispetto allo stesso periodo del 2013.
 Le auto totalmente elettriche sono passate a 72 da 70 con un incremento mensile del 2,9 %, ancora col segno positivo nei primi 9 mesi, 28,9%, del 2014. Il totale delle immatricolate è 771 unità.

L'introduzione delle auto elettriche/ibride nel mercato complessivo delle auto incide nei primi 9 mesi è dell' 1,6 % .

I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

 Le auto ibride


Le auto elettriche pure


Vediamo la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute.

Sul gradino più alto del podio all-electric di Settembre troviamo :

1o posto - la Smart Fortwo con 20 unità ,
2o posto - la Leaf della Nissan con 13 unità,
3o posto - la Volkswagen Up! con 11 unità,

Nei primi 9 mesi l'auto elettrica più venduta è la Leaf della Nissan con 198 unità, seguita dalla Smart Fortwo con 197 e dalla Zoe della Renault con 99.

Le prime due auto ibride più vendute sono ambedue della Toyota::

1o posto - la Yaris con 871 unità,
2o posto - la Auris con 658,
3o posto - la CT Lexus con 71.

Nei primi 9 mesi l'auto ibrida più venduta è la Toyota Yaris con 7.201 unità seguita dalla Auris con 3.076 e dalla Lexus CT con 554.

L'ultimo grafico è dedicato alle immatricolazioni a partire dal gennaio del 2009 ad oggi.





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giovedì 2 ottobre 2014

Consumi di gas in Italia a Settembre -3,0%, -12,0% nei primi 9 mesi

Sono usciti i dati provvisori nel sito della Snam. Secondo questi dati, non ancora definitivi (quelli ufficiali arriveranno tra almeno un mese diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico) a Settembre avremmo consumato (mandato in fumo, particolato, vari residui volatili e CO2), 4.107 milioni di metri cubi di gas contro i 4.235 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2013 con una diminuzione di circa il 3%.

Arrivati qui dobbiamo ripetere la solita annotazione cioè che "è dal Marzo del 2013 che la diminuzione è costante e continua mese dopo mese ad eccezion fatta per il Novembre 2013".
Sempre con il beneficio d'inventario, ovvero in attesa dei dati definitivi ministeriali, possiamo dire che il consumo di gas dei primi 9 mesi è in vistosa contrazione, circa il 12 % in meno (decimale in più o n meno) rispetto allo stesso periodo del 2013.

La produzione nazionale di gas a Settembre passa da 607,6 milioni di metri cubi dello scorso anno a 569,4 milioni di metri cubi, ciò significa il 6,3 % in meno rispetto all'anno passato .

Come dicevo sopra, per i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico dovremo aspettare ancora un po' tenendo conto che ancora non sono stati resi pubblici i dati relativi al mese di Agosto del 2014.


I nostri grafici.


Qui sotto il grafico da noi realizzato con i dati forniti dalla Snam. E' evidente la progressiva riduzione del consumo, il livello più basso degli ultimi dieci anni, mai stato a livelli così bassi, in Settembre, da quando registriamo i dati dal gennaio 2006. 


 Per una migliore comprensione riportiamo il grafico solo degli ultimi 4 anni. 


Percentualmente rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il rosso è predominante.


Il grafico sottostante misura la quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti alla data di rilevazione. Il mese scorso sembrava che avesse toccato il fondo valle dopo un rapido scivolamento franoso ma invece scende ancora.


Questo che segue è il grafico relativo alla produzione nazionale di gas ci dice una cosa ben chiara, produzione sempre più in picchiata. Ne sono stati prodotti 569,4  milioni di metri cubi a Settembre. 




Poiché la Snam pubblica anche i dati separati dei settori di utilizzo quali quello industriale e termoelettrico, continuiamo la nostra disamina grafica con l'andamento degli ultimi 10 anni per:.

il settore industriale, riscontrando il livello minimo per Settembre come gli anni recenti...


e il settore termoelettrico. Qui è chiarissimo il distacco dagli anni precedenti. Buon segno se il minor consumo fosse da imputare al ricorso delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica dando per scontato che il petrolio non incida in questo ambito come abbiamo visto nei mesi precedenti parlando dei consumi  petroliferi in netta scesa.


Qui sopra abbiamo visto una evidentissima crisi del consumo nel settore termoelettrico mentre il settore industriale sembra reggere abbastanza bene ma , se andiamo a vedere i grafici della somma dei 12 mesi precedenti al mese di rilevazione, vediamo che il settore industriale non sta affatto bene, anzi è lontanissimo dal suggerire una ripresa dei consumi ovvero di quel segnale che suggerisca una ripresa produttiva.


... ed il settore termoelettrico è preagonico.


Che i gufi non siano persone ma i dati reali, oggettivi, clinici e scevri da ogni ideologia?


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