Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 17 luglio 2014

La fine del Mondo

Un curioso articolo è apparso ieri sul The Telegraph. Curioso ma mica tanto, a pensarci bene.

Trattasi della misteriosa comparsa di un gigantesco buco in Siberia, un enorme cratere in Russia. Si dice che la zona sia ricca di gas anzi è la zona di produzione principale per le forniture di gas russo verso l'Europa. Si comincia a capire qualcosa, il gas. Lo hanno chiamato Yamal che  tradotto suona così: '' fine del mondo''.

A parte le strane teorie della nascita del cratere che vanno dall'atterraggio di UFO ad una grande meteorite schiantatosi sulla Terra, la più plausibile ipotesi viene dal riscaldamento globale causato che ha prodotto un'esplosione sotterranea a causa della fusione del permafrost risultante in una miscela di gas, acqua e sale che sarebbe scaturito all'esterno esplodendo, come appare anche nel bordo esterno del foro con i segni di bruciature.



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mercoledì 16 luglio 2014

Ancora in diminuzione i consumi petroliferi italiani a giugno, meno 4%, e i carburanti per autotrazione, meno 3%

Sempre in calo i consumi petroliferi italiani che nel mese di giugno 2014 sono ammontati a circa 4,8 milioni di tonnellate, con una diminuzione pari al 4% (‐197.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2013.

I prodotti autotrazione, a parità di giorni di consegna, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo pari al 4,7% (‐32.000 tonnellate) rispetto a giugno 2013, mentre il gasolio autotrazione del 2,3% (‐43.000 tonnellate).

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di giugno è così risultata pari a circa 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 1,8 di gasolio autotrazione, con un decremento del 3% (‐75.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2013.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 3,9%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 54,4% del totale (era il 53,9% nel giugno 2013).

Nel primo semestre 2014, i consumi sono stati invece pari a circa 28,4 milioni di tonnellate, con un calo del 4% (‐1.177.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2013.

La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 3,9% (‐153.000 tonnellate), il gasolio dell’1,5% (‐ 166.000 tonnellate).
Nei primi sei mesi del 2014 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia una diminuzione del 2,1% (‐319.000 tonnellate).

Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 3,5%, con quelle diesel a coprire il 56,0% del totale (era il 53,5 nei primi sei mesi del 2013).

Nei primi sei mesi del 2014 il gettito fiscale stimato (accise + IVA) dei carburanti (compreso gpl auto), tenuto conto del calo registrato dai consumi, è stimato in diminuzione di oltre 230 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013.

 Roma, 15 luglio 2014 – Comunicato dell'Unione Petrolifera



Con i dati forniti dal Ministero delle dello Sviluppo Economico abbiamo elaborato e realizzato i nostri consueti grafici a partire  dal Gennaio 2006 che qui sotto pubblichiamo.

Il petrolio

Il grafico con i consumi per anno solare.  Vediamo come i consumi di petrolio siano sempre al livello più basso in tutti i mesi del 2014 . 


Qui è ancora più evidente la caduta progressiva con  il grafico dei consumi con i mesi in sequenza ...


.. ed ancora più evidente se prendiamo in considerazione i 12 mesi precedenti del mese di riferimento. Via giù nell'abisso.



Anche questo mese aggiungiamo un grafico con le percentuali dei consumi di petrolio rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Prevalgono le colonne rosse, costanti e aggressive, che, di mese in mese disegnano una picchiata significativa dei consumi, progressiva, inesorabile.



Passiamo al consumo dei carburanti per autotrazione

 Qui di seguito vediamo i grafici per i carburanti per autotrazione in sequenza mensile dal 2007. Anche qui i consumi scendono progressivamente, inesorabilmente. Lo vediamo con i grafici.

Per anno solare.

La benzina

Il gasolio


In progressione mensile benzina e gasolio


 Benzina e gasolio sommati


Il tracollo  ancora più evidente prendendo inin considerazione i 12 mesi precedenti del mese di riferimento.
Via giù a fondo valle.



I consumi di petrolio e carburanti sono degli indicatori importanti dello stato dello stato di salute della nostra economia così come lo sono i consumi di energia elettrica e gas.
Ecco il resoconto di cosa abbiamo già visto:

 - Consumi di energia elettrica in Italia: -0,9% a giugno, flessione del 3,0% nel primo semestre
- Il consumo di gas a Giugno, - 0,4 % circa, -14,5 nel primo semestre

Oltre a questi mettiamo nel calderone anche la produzione industriale, la disoccupazione che cresce, in particolare quella giovanile, la povertà che tocca 10 milioni di persone.


- La produzione industriale è tornata a calare a maggio: -1,2%
- Occupati e disoccupati a maggio
- La povertà relativa tocca 10 milioni di persone, oltre 6 milioni la povertà assoluta

Verso l'annichilimento.


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martedì 15 luglio 2014

Le lotte razziali, i cambiamenti climatici, le risorse limitate di 13 mila anni fa

Trovo interessante l'articolo pubblicato ieri, 14 luglio dall'Indipendent, la prova della prima guerra razziale, 13.000 anni fa. Interessante non tanto, o non solo, per la datazione così lontano nel tempo, quanto piuttosto per le probabili o supposte motivazioni che hanno provocato questi conflitti estremi: i cambiamenti climatici, la lotta per le risorse.
Grazie al lavoro degli studiosi  della Liverpool John Moores University, della University of Alaska e della New Orleans 'Tulane University sono stati inquadrate le cause della morte degli individui studiando numerosi scheletri  sepolti sulla riva orientale del Nilo, nel Sudan settentrionale, quelli che possono essere considerati i resti degli antenati  dei moderni africani neri, una popolazione di provenienza sub-sahariana. Ora, scienziati francesi che lavorano in collaborazione con il British Museum hanno esaminato decine di scheletri, una sessantina,  la maggioranza dei quali sembra essere stati uccisi da arcieri con frecce con la punta di selce, uomini, donne e bambini uccisi da arcieri nemici, e poi sepolti dalla loro stessa gente. Non facile è determinare l'identità dei loro assassini ma è ipotizzabile che fossero persone di un gruppo razziale ed etnica totalmente diverso, forse anche di lingua diversa anche se entrambi le etnie facenti parte della nostra specie, Homo Sapiens.  Certamente la zona settentrionale del Sudan è stata un punto di contiguità e poi frizione tra due gruppi diversi intorno ad un periodo lontano 13 mila anni da noi.

Quale può essere stato l'attrito cosi potente da generare una crisi così violenta?
La forte concorrenza per accedere alle risorse nel corso di una grave crisi climatica in cui molte sorgenti d'acqua si erano prosciugate, soprattutto nel periodo estivo.
La crisi climatica - conosciuta come il periodo Younger Dryas - era stata preceduta da condizioni ambientali molto lussureggiante nel territorio, più umido e più caldo, che avevano consentito alle popolazioni di espandersi. Ma quando le condizioni climatiche peggiorarono durante la Younger Dryas, si videro prosciugare bacini e pozze d'acqua, la vegetazione seccare e gli animali furono costretti a spostarsi per evitare la morte verso l'unica fonte di approvvigionamento di acqua ancora disponibile per tutto l'anno, il Nilo.
Gli esseri umani di tutti i gruppi etnici della zona sono stati obbligati a seguire l'esempio migrando verso le sponde, in particolare la sponda orientale, del grande fiume.

In competizione per risorse limitate, quei lontani gruppi umani di 13 mila anni fa si sarebbero inevitabilmente scontrati e l'indagine archeologica in corso sta dimostrando l'apparente scala locale di questo conflitto umano delle nostre origini.



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lunedì 14 luglio 2014

La povertà relativa tocca 10 milioni di persone, oltre 6 milioni la povertà assoluta

Il comunicato stampa ISTAT di oggi dovrebbe fare riflettere i nostri politici ricordando loro che non è eticamente accettabile aspettare i piani a lungo termine degli economisti. L'emergenza della povertà richiede interventi immediati non può attendere che eventuali (eventuali?) future pianificazioni (quali?) portino alla crescita (crescita?), allo sviluppo (sviluppo?) della nostra economia (economia?) per i prossimi anni. 10 milioni di persone o 6 milioni non possono aspettare, tantomeno  428.587 bambini con meno di 5 anni di età che hanno avuto bisogno di aiuto per poter semplicemente bere il latte o mangiare.

Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila).

Tra il 2012 e il 2013, l'incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012.

L'incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell'aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all'anno precedente.

La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 6,6 all'8,3%), quattro (dall'8,3 all'11,8%) e cinque o più componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore. Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012).

L'incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all'11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all'11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012).

Nel Mezzogiorno, all'aumento dell'incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell'intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%.

Le dinamiche della povertà relativa confermano alcuni dei peggioramenti osservati per la povertà assoluta: peggiora la condizione delle famiglie con quattro (dal 18,1 al 21,7%) e cinque o più componenti (dal 30,2 al 34,6%), in particolare quella delle coppie con due figli (dal 17,4 al 20,4%), soprattutto se minori (dal 20,1 al 23,1%).

Ai suddetti peggioramenti, in termini di povertà relativa si contrappone il miglioramento della condizione dei single non anziani nel Nord (l'incidenza passa dal 2,6 all'1,1%, in particolare se con meno di 35 anni), seppur a seguito del ritorno nella famiglia di origine o della mancata formazione di una nuova famiglia da parte dei giovani in condizioni economiche meno buone. Nel Mezzogiorno, invece, migliora la condizione delle coppie con un solo figlio (dal 31,3 al 26,9%), con a capo un dirigente o un impiegato (dal 16,4 al 13,6%), che tuttavia rimangono su livelli di incidenza superiori a quelli osservati nel 2011.



Secondo la Coldiretti, la crisi ha aumentano del 150% il numero dei poveri assoluti in Italia rispetto al 2007 quando erano 2,4 milioni.
L'aspetto più drammatico della povertà in Italia è il fatto che 428.587 bambini con meno di 5 anni di età nel 2013 hanno avuto bisogno di aiuto per poter semplicemente bere il latte o mangiare, con un aumento record del 13 per cento rispetto all'anno precedente.
Gli italiani nei primi anni della crisi - precisa la Coldiretti - hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, dall'abbigliamento alle calzature, ma poi hanno iniziato a tagliare anche sul cibo. Più di otto italiani su dieci (81 per cento) - conclude la Coldiretti - non buttano il cibo scaduto con una percentuale che e aumentata del 18 per cento dall'inizio del 2014.


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sabato 12 luglio 2014

Il costo dei carburanti alla pompa in Italia

Il prezzo del petrolio e dei carburanti in Italia secondo l'Unione Petrolifera

Il petrolio nell'ultimo mese


Il prezzo dei carburanti alla pompa al 30 Giugno 2014

La benzina


Il Gasolio


Vediamo quanto costa il carburante negli Stati Uniti? La media nei vari stati a Maggio in dollari per gallone secondo la U.S. EIA (Energy Information Administration).


Cerchiamo di capire. Mettiamo i dollari in euro, i galloni in litri.Valore del dollaro uguale a 0,735 euro, un gallone equivale a 3,7854118  litri .

Il prezzo della benzina tasse incluse risulta essere 0,654 euro al litro (noi la paghiamo 1,759 euro)

Il prezzo del gasolio  tasse incluse  risulta essere 0,765 euro al litro (noi la paghiamo 1,643 euro)

Vediamo quanto costa la materia prima in USA, petrolio più costi di raffinazione, tasse escluse.

Il prezzo della benzina risulta essere 0,510 euro al litro (da noi risulta essere   0,583 euro)

 Il prezzo del gasolio risulta essere 0,551 euro al litro ( da noi risulta essere 1,581 euro)



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venerdì 11 luglio 2014

La produzione industriale è tornata a calare a maggio: -1,2%

A maggio è tornata a calare la produzione industriale: -1,2% su base mensile, il peggior risultato da novembre 2012.

Ieri è stato pubblicato il comunicato stampa nel sito ufficiale dell'ISTAT che riguarda la produzione industriale.

A maggio 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell'1,2% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione è diminuita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2014, l'indice è diminuito in termini tendenziali dell'1,8% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di maggio 2013). Nella media dei primi cinque mesi dell'anno la produzione è aumentata dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A maggio l'indice destagionalizzato presenta una sola variazione congiunturale positiva nel comparto dell'energia (+0,8%); variazioni negative segnano invece i beni strumentali (-1,7%), i beni intermedi e i beni di consumo (entrambi -1,5%).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2014, un solo aumento tendenziale nel raggruppamento dei beni intermedi (+0,5%); diminuiscono invece i beni strumentali  (-3,9%), l'energia (-2,0%) e i beni di consumo (-1,7%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a maggio 2014, i comparti che registrano una crescita tendenziale sono quelli dell'attività estrattiva (+3,7%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+2,9%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+0,2%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-6,5%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi


Ecco qua di di seguito il nostro grafico realizzato con i dati ISTAT.


Qualche relaziona ci sarà col consumo di energia elettrica e i consumi del gas?

il grafico del consumo di energia elettrica


 il grafico del consumo del gas


e nello specifico settore industriale




Consumi di energia elettrica in Italia: -0,9% a giugno, flessione del 3,0% nel primo semestre

http://mondoelettrico.blogspot.it/2014/07/il-consumo-di-gas-giugno-04-circa.htmlIl consumo di gas a Giugno, - 0,4 % circa, -14,5 nel primo semestre

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giovedì 10 luglio 2014

La produzione nazionale di energia elettrica da rinnovabili supera il 44,3 % a Giugno

Dopo avere visto il consumo di energia elettrica con i dati pubblicati da Terna relativamente al consumo di Giugno, oggi concentriamo la nostra attenzione  sulla la produzione nazionale, sulla percentuale tra produzione di energia da rinnovabili e termica e sulla ripartizione secondo le fonti.

Ricordiamo che la produzione nazionale a Giugno è stata di 23,1 miliardi di kWh su un consumo totale di 25,9 miliardi di kWh, pari all’88,3%, su cui le rinnovabili hanno contribuito per 10.202  GWh che rappresentano il 44,3 % di tutta l'energia prodotta, lasciando il 57,7 % alla produzione termoelettrica.

In particolare sono in crescita le fonti di produzione:
 - termica (+1,1%), 12.853 GWh,
 - geotermica (+6,7%), 459   GWh ,e
 - fotovoltaica (+2,0%), 2.819 GWh .

In calo, invece, la fonte:
 - idrica (-3,4%), 6.027  GWh , ed
 - eolica (-9,7%), 897  GWh



Per aiutarci nella comprensione, con un approccio visivo, abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009.


 Il rapporto tra energia termoelettrica e da rinnovabili.


 La produzione fotovoltaica negli ultimi anni per anno solare.


La produzione eolica negli ultimi anni per anno solare.


 La produzione rinnovabile ripartita per fonti, dal 2009


Per ultimo il rapporto tra l'idroelettrico e gli altri apporti da rinnovabili accorpati.


 


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mercoledì 9 luglio 2014

Texas e North Dakota insieme producono quasi il 50% del petrolio degli Stati Uniti

Un articolo su AEIdeas , il blog della American Enterprise Institute,   del 6 Luglio c.a.. enfatizza il 'rimarchevole' risultato che Texas e North Dakota insieme adesso producono quasi il 50% del petrolio degli Stati Uniti. Messi insieme si piazzerebbero al 5° posto tra i migliori produttori  a livello mondiale.




Il grafico sopra aiuta a comprendere quanto significativamente la produzione di petrolio degli Stati Uniti sia stata influenzata dalle tecnologie di perforazione rivoluzionarie di fratturazione idraulica congiunta con la perforazione orizzontale, che hanno sbloccato una miniera d'oro di petrolio di scisto negli Stati del Texas e North Dakota. Un decennio fa, la produzione di greggio convenzionale combinato del Texas e North Dakota aveva solo 1,165 milioni di barili al giorno (bpd), e rappresentava meno del 21% del totale della produzione di petrolio greggio degli Stati Uniti. Nel 2008, già nei primissimi giorni della rivoluzione dell'estrazione dell'olio di scisto negli Stati Uniti che ha permesso lo sfruttamento da profonde formazioni di scisti rocciose in Texas e North Dakota ha iniziato a far aumentare la produzione di petrolio in questi due Stati, ma la loro produzione combinata di 1,28 milioni di barili al giorno rappresentava meno di un quarto della produzione di greggio totale degli Stati Uniti.

Nel 2011, la produzione di petrolio greggio combinato nei due stati è aumentata a quasi 1,9 milioni di barili al giorno, permettendo a Texas e North Dakota insieme di produrre un terzo di tutto il petrolio greggio degli Stati Uniti. E poi nell'arco di soli ultimi anni, con il miglioramento delle nuove tecnologie ed il loro perfezionamento, hanno permesso di iniziato accedere ad oceani di olio di scisto del Lone Star State e del Peace Garden State, ha permesso il raddoppio della produzione di petrolio combinati in quegli stati  da una media di 1,9 milioni di barili al giorno nel 2011 a più di 4 milioni di barili al giorno nel mese di aprile di quest'anno, il mese più recente disponibile. In ciascuno degli ultimi mesi nel corso degli ultimi due anni, i due Stati hanno prodotto più del 40% di tutto il petrolio greggio degli Stati Uniti, e in otto degli ultimi nove mesi, la loro quota congiunta ha superato il 47% di tutto il petrolio degli Stati Uniti. La quota di tutto il petrolio degli Stati Uniti pompato dal Texas e North Dakota ha superato il 48% in entrambi i mesi di febbraio e marzo di quest'anno, e il boom del petrolio di scisto in corso in entrambi gli stati probabilmente spingerà la loro quota congiunta di tutto il petrolio degli Stati Uniti oltre il 50% entro la fine dell'anno per qualche mese .

Si ritiene che la produzione di petrolio in Texas e North Dakota abbia superato la produzione totale di petrolio del Canada in ogni mese dal luglio dello scorso anno. Inoltre, nel febbraio di quest'anno (più recente mese delle statistiche), la produzione di petrolio combinata è di di 3,865 milioni di barili al giorno per il Nord Dakota e Texas che porterebbe i due stati al quinto posto trai più grandi produttori di petrolio del mondo, proprio dietro alla Cina che occupa il quarto posto con  a 4,2 milioni di barili al giorno e davanti al Canada )sesto posto) con 3,5 milioni di barili al giorno.

L'aumento fenomenale nella produzione di olio di scisto in Texas e North Dakota, in particolare l'aumento di eye-popping da meno di 2 milioni di barili al giorno nel 2011 (per i due stati combinati) con più di 4 milioni di barili al giorno nel mese di aprile di quest'anno, deve essere uno dei più notevoli esempi di successo energia nella storia degli Stati Uniti e forse in tutta la storia del mondo. L'incremento di oltre 2 milioni di barili al giorno di petrolio degli Stati Uniti da soli due stati nel corso degli ultimi anni è da considerare equivalente a quasi tutta la produzione di greggio del Venezuela (2,3 milioni bpd) di fornitura di petrolio agli Stati Uniti.




L'articolista pare essere molto entusiasta del risultato ma sembra dimenticare che la durata di pozzi con la tecnologia della fratturazione idraulica potrebbe avere una vita piuttosto effimera dopo avere sconvolto falde acquifere e stabilità geologica degli Staes (Il criminale risveglio dei terremoti in Oklahoma (e non solo)) Auguri US!





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martedì 8 luglio 2014

Consumi di energia elettrica in Italia: -0,9% a giugno, flessione del 3,0% nel primo semestre

Nel mese di giugno 2014 la domanda di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 25,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione dello 0,8% rispetto a giugno dello scorso anno.

La variazione della domanda di energia elettrica di giugno si è ridotta del 1,3% se depurata dall'effetto della temperatura. Rispetto al corrispondente mese del 2013, a parità di giorni lavorativi (20) si è infatti avuta una temperatura media mensile superiore di circa un grado centigrado.

I 25,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di giugno 2014 sono distribuiti per il 47,1% al Nord, per il 29,1% al Centro e per il 23,8% al Sud.

A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica nel mese di giugno è risultata ovunque negativa: -0,5% al Nord, -1,3% al Centro e -1,0% al Sud.

Nel mese di giugno 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 88,3% con produzione nazionale e per la quota restante (11,7%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,1 miliardi di kWh) è calata di uno 0,4% rispetto a giugno 2013.

Sono in crescita le fonti di produzione:
- termica (+1,1%),
- geotermica (+6,7%) e
- fotovoltaica (+2,0%).

In calo, invece, la fonte:
- idrica (-3,4%) ed
- eolica (-9,7%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di giugno 2014 rispetto al mese precedente è stata pari a +0,5%. Il profilo del trend si mantiene su un andamento negativo.

Nei primi sei mesi del 2014, la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,0% rispetto ai valori del corrispondente periodo del 2013; a parità di calendario il valore è pari a -2,8%.

Roma, 4 luglio 2014 – Comunicato stampa di Terna


Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna.

Dal Gennaio 2006 ad oggi, per anni solari. Da notare che il consumo di quest'anno è pressoché fissato al punto più basso degli ultimi 9 anni.



Il grafico seguente è per osservare meglio l'andamento degli ultimi 4 anni, consumi al livello più basso.



Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza mostrano ancor di più la tendenza alla caduta vertiginosa.



Le percentuali (sempre negative) degli ultimi 16 mesi, ovviamente in rosso, in cifra negativa.


E, per ultimo, lasciamo indelebile nelle pupille la visione dell'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione dei dati che rimarca, se ce ne fosse stato necessità o dubbi, il tracollo dei consumi... segno evidente che tutto procede secondo programma ( di chi?).




Ricordiamo infine altri 'nostri' indicatori, i consumi di energia del mese di Maggio ed altro:

- Il consumo di gas a Giugno, - 0,4 % circa, -14,5 nel primo semestre
- Occupati e disoccupati a maggio



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lunedì 7 luglio 2014

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti a Giugno

Quale sia l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche negli Stati Uniti lo vediamo attraverso i nostri grafici grazie ai numeri forniti dall'associazione dei veicoli elettrici nel loro sito Internet. Da quelle parti si intendono elettriche tutte quelle auto che hanno un motore elettrico di trazione, unico o di supporto parziale o alternativo al termico. I dati ufficiali relativi al mese di Giugno secondo quelle categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli US a Maggio 2014:
 - 39.225 auto ibride (HEV),
 - 9.5011 auto e percorrenza estesa (EREV) e
 - 7.982 auto elettriche pure a batteria (BEV),
 per un totale di 50.718 unità.

 Buona è pure l'introduzione delle auto elettriche sul totale immatricolato nei primi sei mesi dell'anno, 287.291 unità su 8.123.389, ovvero il 3,54%, percentuale molto più alta rispetto alla percentuale riscontrata in Italia per i primi 6 mesi dell'anno in corso, pari all' 1,60 %, sia pure in crescita come riscontrato nei dati relativi al mese di giugno . Con la contabilizzazione delle auto elettriche da quando esiste negli US si rileva che il loro numero immatricolato è di 1.931.579 unità.



Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche a loro volta suddivise per anno solare a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

 Le auto ibride


a percorrenza estesa




le elettriche pure




 nell'insieme


e la progressione dal gennaio 2010




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