Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


domenica 13 aprile 2014

Biocarburanti




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sabato 12 aprile 2014

"Ultima Chiamata" con Luca Mercalli

“ULTIMA CHIAMATA” con Luca Mercalli - in onda domenica 27 aprile alle 21.15 su Rai Storia – ch.54 del Digitale terreste e ch.23 TivùSat

Puntata Speciale di Eco della Storia con la proiezione del film “Ultima chiamata” scritto e diretto da Enrico Cerasuolo, opera cinematografica che ha riscosso grande successo ai Festival dedicati alle tematiche ambientali, ha ricevuto numerose nomination ed è stato premiato come miglior documentario nella sezione internazionale al Cinemambiente di Torino. È la storia di The Limits to Growth, il libro pubblicato nel 1972 da un’idea di Aurelio Peccei, portatore di un messaggio che allora sconvolse il mondo ma che oggi sembra più attuale che mai: il pianeta Terra è un sistema finito e la crescita economica porterà la società e l'ambiente al collasso. Gianni Riotta ne parla in studio con Luca Mercalli, climatologo, esperto di temi ambientali e consulente scientifico del documentario di Enrico Cerasuolo. “L'ultima chiamata – commenta Mercalli - sono tutti i problemi ambientali messi insieme. Tra essi c'è la questione del clima, di cui si parla molto, ma non è il solo problema; per questo sarebbe più corretto parlare di cambiamento globale. La cosa più urgente – aggiunge l’esperto - è la consapevolezza: è necessario capire che siamo in un pianeta dalle piccole dimensioni rispetto ai nostri appetiti e che esistono limiti fisici insuperabili; solo una volta capito questo, che è una questione meramente culturale e filosofica, possiamo trovare le soluzioni per avere una buona vita ancora a lungo senza uccidere il supporto ambientale che ci permette di esistere”. Secondo Luca Mercalli “siamo alle soglie di un mondo completamente nuovo di cui la storia non ci aiuta ad avere una visione. Oggi più che mai è necessario costruire una visione del futuro per riuscire a comprendere e dunque trovare risposte e per evitare le trappole”.

Il libro The Limits to Growth, raccontato in Ultima chiamata fu il frutto del lavoro di un gruppo di scienziati del MIT commissionato dal “Club di Roma” di Aurelio Peccei.
Eco della Storia ripropone anche l'intervista di Piero Angela realizzata negli anni ’70 all'economista e manager della Fiat che aggregò attorno a sé intellettuali, politici e scienziati, persone diverse tra loro ma unite da una straordinaria attenzione verso le generazioni future e il dibattito sulla sostenibilità di una crescita economica che consuma risorse naturali e modifica la vita sul pianeta Terra. Tra dibattiti, teorie, battaglie politiche, e soprattutto realtà quotidiana, la “verità” simulata in quel libro di quarant'anni fa già appariva chiara: consumiamo molto più di quanto possiamo permetterci, mentre la sfida per il futuro appare enorme.






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venerdì 11 aprile 2014

Produzione industriale torna a scendere, a Febbraio -0,5 %

Il comunicato stampa dell'Istat diffuso ieri.

A febbraio 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,5% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l'indice ha registrato un lieve aumento (+0,1%) rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2014, l'indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,4% (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2013). Nella media dei primi due mesi dell'anno la produzione è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a febbraio 2014, aumenti tendenziali diffusi in gran parte dei principali raggruppamenti di industrie: i beni intermedi e i beni strumentali aumentano entrambi del 2,0%, i beni di consumo dell'1,8%. Segna invece una flessione marcata il comparto dell'energia (-9,0%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a febbraio 2014, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+7,6%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+5,3%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+4,9%) e delle Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,7%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-9,4%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-8,8%), della attività estrattiva (-8,5%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-7,9%).


Ecco il nostro grafico con i dati Istat.


Ricordiamo un po' il passato con questo grafico con i dati, questa volta, della Banca d'Italia,  a partire dal primo trimestre del 2003 fino al primo trimestre del 2013 (integrato poi con quel grafico sopra).






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giovedì 10 aprile 2014

Le auto elettriche nel mondo sono raddoppiate nel 2013, saranno milioni nel prossimo futuro

Senza energia, non c'è ricchezza. Senza energia, non c'è sviluppo. L'energia è il motore dell'innovazione ed è essa stessa oggetto di innovazione. Concetti di energia economicamente, ecologicamente e socialmente sostenibile sono intrinsecamente legati all'utilizzo di energie rinnovabili e al miglioramento dell'efficienza energetica.

Questa è la presentazione dello  ZSW,  di Ulm (una città di 121.648 abitanti del Baden-Württemberg, in Germania).

Lo ZSW è uno dei principali istituti europei di ricerca nei settori delle "Fotovoltaico" e "New Energy Storage Technologies" il cui lavoro attuale si concentra particolarmente sul fotovoltaico, vettori energetici rigenerativi come l'idrogeno e metano, batterie e tecnologie delle celle a combustibile, nonché le analisi economiche dei sistemi energetici.

Secondo un'analisi di questo istituto, l'  STW,  all'inizio del 2014, il numero di auto elettriche su strada  in tutto il mondo, ha superato le 400.000 unità raddoppiato i numeri dei dodici mesi dell'anno precedente, anno in cui le auto a batteria erano 200.000.
Secondo i ricercatori tedeschi la maggiore domanda è particolarmente concentrata nei mercati globali chiave come gli Stati Uniti, Giappone e Cina, mentre la Germania si svolge solo al settimo posto dopo la Francia, Olanda e Norvegia.

Programmi di incentivazione di mercato presenti nei principali mercati hanno prodotto una corsa alla produzione di auto elettriche.
Questo avvantaggia le case costruttrici pionieristiche del settore ovvero la Nissan, General Motors e Toyota. Gli sforzi in Germania per seguire gli altri costruttori sono segnati da un sentimento di orgoglio nazionale che impone  lo sviluppo elettrico innestando un'altra marcia per confrontarsi con la concorrenza globale.
Per tre anni, la costante rapida crescita del mercato  in tutto il mondo nel numero di auto elettriche ha registrato negli ultimi tre anni un tasso annuo superiore al 100 per cento. All'inizio del 2012, viaggiavano su strada quasi 100 mila auto elettriche in tutto il mondo, un anno dopo il numero totale è aumentato a 200.000 e all'inizio di quest'anno, 2014, ce ne sono già 405.000. Se non variano i tassi di crescita degli ultimi tre anni è probabile che all'inizio del 2016 vi saranno già più di un milione di veicoli elettrici in giro per il mondo.

Al momento non sono stati contati gli autocarri, le moto e gli autobus, escludendo dalla conta anche i più di sei milioni di veicoli ibridi.

Molto più avanti della Germania si trovano gli Stati Uniti con 174.000 auto elettriche,  seguiti da Giappone (68.000) e la Cina (45.000), l'Olanda quasi 30.000 veicoli elettrici. In Germania solo 17.500. Un quadro analogo emerge per le aziende automobilistiche nella classifica della produzione dove la Nissan conduce finora con oltre 90.000 modelli venduti della "foglia", la Leaf, seguita da General Motors con oltre 60.000 "Ampera" o "V" e Toyota con oltre 40.000 "Prius Plug-In".
Anche quello che è il cuore della energia per le auto, cioè la batteria, deve far riflettere l'Europa. La produzione di batterie agli ioni di litio per i veicoli è, come con l'elettronica di consumo, quasi interamente nelle mani asiatiche. Una gran parte delle batterie del veicolo proviene dal Giappone o la Corea del Sud. L'accumulo di energia è la tecnologia chiave del Futuro.

E cosa avviene in Italia? Considerando perduta la 'guerra' per accaparrarsi una quota di mercato nella produzione di auto elettriche del presente e del futuro, non resta altro che concentrarci sui veicoli elettrici da lavoro dove c'è ancora, a mio avviso, uno spazio di introduzione. Mi riferisco ai furgoni, ai mezzi di trasporto merci e ai bus di trasporto pubblico locale. Sapremo conquistarci lo spazio ed evitare di cederlo agli altri paesi in giro per il mondo? La mia risposta è chiara. Con questa classe politica NO!, incapace come è di guardare appena oltre le manovre per mantenere intatto il proprio posto inattuale, con i loro privilegi, spalleggiati dai soliti prenditori piuttosto che da imprenditori lungimiranti.


- Le auto elettriche negli Stati Uniti a Marzo
- Il mercato delle auto elettriche in Italia a Marzo 2014, positivo
- Mobilità elettrica da subito, suggerimenti per il futuro sindaco di Firenze


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mercoledì 9 aprile 2014

Le autostrade si contraggono

Finalmente sono usciti i dati relativi al traffico autostradale di Gennaio del nuovo anno diffusi nel sito web dell'AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) e, come spesso accade, qui, nel nostro blog riportiamo il comunicato stampa dell'associazione con l'aggiunta dei nostri grafici esplicativi per comprendere l'evoluzione del traffico autostradale, uno dei segnali che prendiamo in considerazione per verificare l'andamento della nostra economia. Sulle strade viaggiano sì i pendolari ma soprattutto le merci, la produzione e quindi la nostra ricchezza


I risultati ottenuti in questo inizio del 2014 evidenziano, dal punto di vista del traffico leggero, un risultato di segno positivo e superiore sia alla media degli ultimi periodi precedenti (con l'eccezione di dicembre il quale, date le  festività natalizie, si era distinto in modo particolare) sia – seppur non di molto – al corrispondente mese dell'anno passato (+0,2%).
Quanto al comparto veicolare pesante, esso ha mostrato un lieve calo piuttosto generalizzato globalmente pari al -1,5%, calo che comunque non è stato tale da influenzare più di tanto il risultato complessivo del mese, mantenutosi sostanzialmente stabile e sicuramente decisamente più favorevole rispetto a quanto visto ad inizio esercizio 2013.
Complessivamente, lo scorso gennaio sono stati percorsi sulla rete a pedaggio quasi cinque miliardi e trecento milioni di veicoli-km.


E' questo che segue il grafico interessante come segnale del benessere o malessere della nostra economia, il trasporto merci su gomma  con i veicoli pesanti, dovesi dimostra graficamente il calo dell' 1,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente .






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martedì 8 aprile 2014

Consumi di energia elettrica in Italia: -3,7% a marzo

Nel mese di marzo 2014 l’energia elettrica richiesta in Italia, pari a 26,2 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 3,7% rispetto a marzo dello scorso anno.

Depurata dagli effetti della temperatura, la variazione della domanda di energia elettrica di marzo diventa tuttavia -2,9%. A parità di giorni lavorativi (21) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, infatti, quest'anno si è registrata una temperatura media mensile superiore di poco più di un grado centigrado.

I 26,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di marzo 2014 sono distribuiti per il 46,9% al Nord, per il 29,1% al Centro e per il 24,0% al Sud.

A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica nel mese di marzo è risultata ovunque negativa: -4,4% al Nord, -3,4% al Centro e -2,6% al Sud.

Nel mese di marzo 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’82% con produzione nazionale e per la quota restante (18%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,8 miliardi di kWh) è calata dell’8,5% rispetto a marzo 2013.

Sono in crescita le fonti di produzione:

fotovoltaica (+36,9%),
idrica (+19,7%) e geotermica (+5,2%).

In flessione le fonti:

termoelettrica (-17,7%) ed
eolica (-24,8%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di marzo 2014 rispetto al mese precedente è stata pari a +0,1%. Il profilo del trend si mantiene tuttavia su un andamento decrescente.

Nel primo trimestre del 2014 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,7% rispetto ai valori del primo trimestre del 2013; a parità di calendario il valore è -3,5%.

Roma, 7 aprile 2014– Comunicato stampa di Terna



Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati diffusi da Terna.

Dal Gennaio 2006 ad oggi, per anni solari. Da notale che il consumo a gennaio e febbraio segnano il livello più basso degli ultimo 8 anni e di gran lunga.


Il grafico seguente è per osservare meglio l'andamento degli ultimi 4 anni


 Dal Gennaio 2006 ad oggi, mesi in sequenza (con la tendenza in caduta vertiginosa).




Ed ancora, ricordando i consumi di energia del mese osserviamo che:

Calano i consumi di energia elettrica in Italia: - 4% a febbraio
- Anche a Marzo va a picco il consumo di gas : - 24,5% circa


Infine, una cosa interessante positiva da notare è che la produzione di energia elettrica da rinnovabili in Italia continua a salire. A marzo abbiamo raggiunto il 39%. Notizia positiva sia dal punto di vista ambientale, minor inquinamento da idrocarburi, che da quello della bilancia dei pagamenti, petrolio e gas li importiamo a tutto nostro svantaggio. Duplice positivo effetto, quindi.



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lunedì 7 aprile 2014

Le auto elettriche negli Stati Uniti a Marzo

Continuano a crescere le immatricolazioni delle auto elettriche negli Stati Uniti. A marzo i dati ufficiali pubblicati dalla locale associazione dei veicoli elettrici sono quelli relativi alle auto elettriche suddivise secondo categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

 Sono state vendute e quindi immatricolate negli US nel Marzo  2014 43.790  auto ibride (HEV),  4.594  auto e percorrenza estesa (EREV)    e 4.578 auto elettriche pure a batteria (BEV), per un totale di     52.962  unità.

Buona è pure l'introduzione delle auto elettriche sul totale immatricolato nei primi due mesi dell'anno, 3.728.049 unità, ovvero il 3,31%, molto più alta rispetto alla percentuale riscontrata in Italia,  1,40 %.

I nostri grafici esplicativi con le categorie delle auto elettriche suddivise per anno solare.

Ibride


le elettriche pure

a percorrenza estesa

nell'insieme

    

e la progressione dal gennaio 2010




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sabato 5 aprile 2014

Eliminare del tutto le autovetture ad alimentazione tradizionale nei trasporti urbani entro il 2050

Interessante articolo pubblicato dall'Arpat (Azienda Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana)nel proprio sito web recentemente, " Che aria "tirano" i trasporti in Europa " che riassume il rapporto ISPRA su un quadro delle politiche dei trasporti messe in atto nell'Unione Europea ed in Italia da regioni e province autonome nell'ambito dei piani per la qualità dell'aria.

Per leggerlo nella sua completezza, in particola per quanto concerne l'inquinamento, rimando all'originale, qui mi interessa mettere in rilievo la parte inerente al settore dei trasporti.

Libro bianco per il trasporto in Europa
 L'ultimo libro bianco sui trasporti adottato dalla Commissione europea il 28 marzo 2011 ha lo scopo di sviluppare entro il 2050 uno spazio unico europeo dei trasporti, competitivo e sostenibile.
Al contrario dei primi due (rispettivamente del 1992 e del 2001) che erano piani decennali, l'edizione del 2011 stabilisce i seguenti dieci obiettivi prioritari ed una tabella di marcia che prevede quaranta iniziative strategiche:
  1. dimezzare entro il 2030 l'uso delle autovetture ad alimentazione tradizionale nei trasporti urbani ed eliminarle del tutto entro il 2050; conseguire nelle principali città sistemi di logistica urbana a zero emissioni di CO2 entro il 2030;
  2. nel trasporto aereo aumentare l'uso di carburanti a basso tenore di carbonio fino a raggiungere il 40% entro il 2050; nel trasporto marittimo ridurre del 40%, e se non praticabile 50%, entro il 2050, le emissioni di CO2 dovute agli oli combustibili;
  3. sulle percorrenze superiori a 300 km, il 30% del trasporto merci su strada deve essere trasferito verso altre modalità, quali la ferrovia o le vie navigabili; questa quota dovrebbe raggiungere il 50% entro il 2050;
  4. entro il 2050, deve essere completata la rete ferroviaria europea ad alta velocità e la maggior parte del trasporto di passeggeri sulle medie distanze deve avvenire mediante ferrovia;
  5. completare entro il 2030 le reti infrastrutturali TEN-T (Trans-European Networks-Transport);
  6. collegare tra di loro le reti ferroviarie, aeroportuali, marittime e fluviali;
  7. completare entro il 2020, il sistema unico di gestione del traffico aereo (SESAR) e lo spazio aereo unico europeo ed applicare sistemi di gestione del traffico al trasporto terrestre e marittimo nonché il sistema di globale di navigazione satellitare (GALILEO);
  8. definire entro il 2020 un quadro per un sistema europeo di informazione, gestione e pagamento nel settore dei trasporti multimodali;
  9. dimezzare gli incidenti stradali, entro il 2020, ed entro il 2050 avvicinarsi all'obiettivo “zero vittime” e aumentare la sicurezza in tutti i modi di trasporto nella UE;
  10. procedere verso la piena applicazione dei principi “chi usa paga” e “chi inquina paga”.
Trasporto stradale ed emissioni in Italia
Nel periodo 1990-2011 l'Italia ha registrato un crescente aumento dei trasporti su strada.
 Nel 2011 vede al 75% l'uso dell'autovettura, al 12% gli autobus pubblici e privati e solo al 6% i mezzi su ferro. Nello stesso arco temporale risultano aumentati di circa il 18% i consumi energetici, per la quasi totalità (circa il 92%) attribuibili al trasporto stradale. Sempre al 2011 il settore trasporti rappresenta la principale sorgente di emissione di gas ad effetto serra (circa 24%) dopo il settore industriale di produzione e trasformazione dell'energia. A seguito incremento della mobilità di merci e passeggeri sono aumentate del 15% rispetto al 1990 le emissioni di gas serra dai trasporti (veicoli per km):
- + 44% il trasporto su strada delle merci
- + 36% il trasporto passeggeri.
I miglioramenti tecnologici apportati ai veicoli negli ultimi anni hanno notevolmente ridotto le emissioni prodotte dal trasporto stradale, soprattutto per alcuni inquinanti, compensando la crescita dei volumi di passeggeri trasportati.
 Secondo l'inventario nazionale delle emissioni 1990-2011 predisposto da ISPRA, al 2011 il settore trasporto stradale contribuisce per il 52% alle emissioni di NOx , per il 39% alle emissioni di CO, per il 26% alle emissioni di NMVOC (composti organici volatili non metanici), per il 20% alle emissioni di PM10 e con il 21% a quelle di PM2.5 .

In Figura 1 sono riportati i contributi (in percentuale) del trasporto stradale alle emissioni totali dei principali inquinanti, dal 1990 al 2011.




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venerdì 4 aprile 2014

Il mercato delle auto elettriche in Italia a Marzo 2014, positivo

Un paio di giorni fa abbiamo preso in considerazione il mercato delle auto tradizionali, oggi, sempre ricorrendo ai dati forniti dall'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan), diamo un'occhiata ai numeri relativi alle auto elettriche pure e ibride.
A differenza di quanto fanno i rilevatori dei dati ministeriali di altre nazioni come il Regno Unito e gli Stati Uniti noi non abbiamo una discriminazione dei numeri delle auto ibride con motorizzazioni seriali, parallele, diesel o benzina. La nostra classificazione è generica sulle ibride e sulle elettriche pure, due categorie, quindi.

Nel mese di marzo i numeri sono ancora una volta positivi, molto positivi, in crescita costante e rilevante dal punto di vista delle percentuali confrontate agli anni precedenti. Le auto ibride sono passate a marzo da 1.200 del 2013 a 1.769 con un incremento del 47,4 %. Su base trimestrale l'aumento è del 58,8% raggiungendo la cifra di 5.047 nuove immatricolazioni per il 2014.
Le auto elettriche pure passano da 36 unità del 2013 alle 132 auto con incremento 266% e del 77% considerando tutto il I trimestre 2014, 231 unità.

L'introduzione delle auto elettriche/ibride incide per l' 1,40 % contro l'1,35% di febbraio considerando tutte le immatricolazioni di marzo 2014


Qui di seguito i nostri consueti grafici realizzati dal 2010 a oggi a partire dai numeri forniti dall'UNRAE.

La auto ibride


  Le auto elettriche pure.


Qui di seguito la progressione delle auto ibride ed elettriche immatricolate dal gennaio 2009 ad oggi

Le ibride

e le elettriche pure.




Le prime due auto ibride più vendute sono tutte e due marchiate Toyota: Yaris con 846 unità, Auris coin 703, mentre la terza classificata è la CT Lexus con 66. Nel primo trimestre l'ibrida più venduta è  la Toyota Yaris con 2.258 unità.

Sul gradino più alto del podio all-electric sale la  Leaf della Nissan con 54 unità, al secondo posto la Zoe della Renault con 42 auto e al terzo posto troviamo la Tesla con la sua Model S con 11 auto.  Nel primo trimestre l'elettrica più venduta è  la   Leaf della Nissan con 79 unità, .





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giovedì 3 aprile 2014

Anche a Marzo va a picco il consumo di gas : - 24,5% circa

- 24,5% significa ben un quarto in meno di gas è stato immesso in rete e consumato dagli italiani a marzo. Una bella botta per i produttori e le utility. Guardando a ritroso i numeri di quest'anno registriamo che a febbraio si è consumato meno ga rispetto all'anno precedente per una percentuale del - 21,5% che facevano seguito ad un gennaio con - 10,8%.
Questo lo rileviamo dai dati provvisori della Snam che puntualmente vengono comunicati all'inizio del mese relativi al mese appena terminato. Per i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico dovremo aspettare ancora un po', sono stati appena pubblicati i dati  relativi al mese di febbraio del 2014.

Quindi dicevamo che i numeri della Snam ci informano  che l'immissione nella rete di distribuzione nazionale ha segnato una diminuzione del 24,5% circa rispetto al mese di marzo del 2013 con 6.025,6 milioni di metri cubi di gas contro gli 7990,74 milioni di metri cubi del 2013.


Qui sotto il grafico da noi realizzato con i dati forniti dalla Snam. E' evidente la progressiva  riduzione del consumo, il livello più basso degli ultimi dieci anni,  mai stato a livelli così bassi dal gennaio 2006  .


 Diminuisce la produzione nazionale di gas.


In particolare, andiamo ad analizzare l'andamento annuale del consumo nel settore termoelettrico. Forte è la diminuzione del consumo. 


mentre è meno significativa nel settore industriale, all'incirca uguale ai consumi dell'anno passato e superiore solo al 2008.





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mercoledì 2 aprile 2014

Immatricolazioni auto a Marzo 2014, +4,96 %

Il comunicato stampa dell'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) arriva puntuale e non è euforico nonostante la percentuale positiva di Marzo e del primo trimestre, anzi.

1° trimestre 2014 in aumento: +5,8%. Ma i veri clienti calano ancora
Primo trimestre dell'anno in controtendenza rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per il mercato dell'auto (+5,8%) e questo potrebbe essere sufficiente a creare dell'ottimismo superficiale. La lettura attenta dei numeri dà, invece, due indicazioni: il primo fenomeno che si legge sul mercato è l'incremento di quota delle vendite a società di noleggio perché, le rent a car si sono trovate con un parco insufficiente - visti i tagli dello scorso anno - e con una maggior domanda stagionale, mentre sul lungo termine c'è stata un'esigenza di rinnovo, che le ha spinte ad accelerare gli approvvigionamenti.
Il fenomeno più importante è però la componente privati che resta stagnante, con una perdita di rappresentatività.La domanda delle famiglie, infatti, la vera cartina di tornasole dello stato di salute del mercato, nei tre mesi trascorsi è sostanzialmente in linea con lo scorso anno (236.050 unità rispetto alle 236.310, -0,1%) e questo, in un mercato in leggera crescita, vuol dire che la quota dei cittadini che sostituiscono la propria auto sta ancora calando, con impatto inevitabile sull'attività delle Concessionarie, sul livello delle emissioni e sulla sicurezza del parco circolante. Nel solo mese di marzo, inoltre, con il 58% di quota le vendite a privati hanno raggiunto il valore più basso della storia!

 “L'analisi dei dati di mercato – ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l'Associazione dei Costruttori esteri in Italia - conferma che per le famiglie italiane la mobilità individuale è ancora un bene eccessivamente oneroso sia dal punto di vista dell'utilizzo che da quello fiscale. Pur considerando favorevolmente le azioni messe finora in atto dal nuovo Governo, UNRAE chiede maggiore attenzione per il settore automotive e che, al riguardo, vengano prese in considerazione le proposte fatte per il suo rilancio, quali la possibilità di portare in deduzione dalla dichiarazione dei redditi parte dei costi di acquisto di un'auto nuova, esattamente come è consentito fare per l'acquisto della casa. E’ difficile comprendere – prosegue Nordio - come il secondo bene più importante nella vita delle persone debba avere un trattamento così diverso”.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel complesso le vendite di marzo hanno raggiungo le 139.337 unità, in crescita del 5% rispetto alle 132.753 del marzo 2013, mentre il trimestre archivia una crescita del 5,8%, grazie alle 376.519 unità rispetto alle 355.818 auto vendute nel gennaio-marzo 2013.

Anche dalla raccolta contratti i risultati di marzo, secondo un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, indicano un volume in linea con le immatricolazioni, che sfiora le 140.000 unità, in crescita dell’8%. Sul cumulato l'incremento si avvicina all’11%, con circa 385.000 unità complessive.
La performance del noleggio, come anticipato, ha determinato i risultati complessivi del mercato. In marzo l'incremento è stato del 31,7% a 37.625 immatricolazioni e una quota in crescita di 5,5 punti percentuali, raggiungendo il 26,9% del totale (+30,2% in volume nel 1° trimestre). Le società nel mese sono cresciute del 4,6%, in linea con l'aumento del trimestre, confermando sostanzialmente la propria quota sia in marzo che nel cumulato. Gli acquisti dei privati, prima descritti, nel solo mese di marzo sono calati del 3,8% a 81.202 immatricolazioni, riducendo di oltre 5 punti la propria quota sul totale, portandosi al 58%.

Sul fronte delle alimentazioni, nel mese evidenziano andamenti migliori del mercato le vetture diesel, in crescita intorno al 10% sia nel mese sia nel trimestre, le ibride e le elettriche (rispettivamente a +47,4% e +266,7% in marzo), stabile la benzina, mentre flettono in volume e quota GPL e metano.

L'ottimo andamento del noleggio ha determinato anche i risultati delle vendite per area geografica, con una crescita in marzo del 19,2% del Nord-Est (+18,6% in gennaio-marzo), con una quota che sfiora il 37% del totale, in crescita di oltre 4 punti percentuali, area dove si concentrano molte immatricolazioni delle società di noleggio, data la convenienza fiscale che si può ottenere nelle Province a Statuto speciale.

A conclusione dell'analisi del mercato, dal canto loro i passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei al concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno segnato una flessione del 2,3% a 366.276 unità. In leggero calo il cumulato del 1° trimestre dell'anno (-0,8%) a 1.079.568 passaggi di proprietà.


I nostri grafici con i dati ministeriali dal gennaio 2009.





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