Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 13 marzo 2014

Fukushima, dietro i numeri vi sono delle persone

Secondo quanto riportato dal quotidiano online Asahi Shimbun, la National Police Agency giapponese, 15.884 persone sono morte e 2.633 sono rimaste non identificate causa del Grande Terremoto del Giappone  Orientale, lo tsunami e il disastro nucleare dell'11 Marzo 2011.
Inoltre, 2.973 persone sono morte per altre cause comunque legate al disastro, come il deterioramento della salute derivante dall'evacuazione e il suicidio, in Iwate, Miyagi e Fukushima, le tre prefetture più colpite della regione Tohoku. Nella prefettura di Fukushima, il numero di decessi dovuti a evacuazione dopo l'incidente nucleare ha superato quella del terremoto e dello tsunami.

Circa 267.000 persone a livello nazionale sono ancora sfollate a causa del disastro del 2011.
Circa 104.000 famiglie vivono in alloggi temporanei.
Il tasso di occupazione di alloggi temporanei prefabbricati è di circa 84 %  nelle tre prefetture.
Secondo la Reconstruction Agency, l'agenzia per la ricostruzione, 2.347 unità di edilizia residenziale pubblica per le vittime saranno completate in tre prefetture entro la fine di questo mese. Ma la cifra è solo il 9 % del totale previsto.
La situazione che riguarda le scuole, una parte fondamentale degli sforzi per ricostruire le comunità,  è desolante, molti bambini stanno attendendo alla loro istruzione in scuole di fortuna o "affittando" stanze in altre scuole.
Le località interessate si trovano ad affrontare una serie di sfide. Questi includono uno spopolamento continuo, scarsi progressi nella ricostruzione e la necessità di fornire servizi di assistenza sanitaria mentale.



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mercoledì 12 marzo 2014

Produzione industriale a gennaio: +1.0 %

Un comunicato stampa dell'Istat dichiara che: a gennaio 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta, rispetto a dicembre 2013, dell'1,0%. Nella media del trimestre novembre-gennaio l'indice aumenta dello 0,7% rispetto al trimestre immediatamente precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio l'indice aumenta in termini tendenziali dell'1,4% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di gennaio 2013).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a gennaio 2014, aumenti nei comparti dei beni intermedi (+4,5%), dei beni strumentali (+2,7%) e, in misura meno rilevante, dei beni di consumo (+0,6%). Un calo marcato invece, segna il comparto dell'energia (-5,3%).

Rispetto a gennaio 2013, i settori caratterizzati da una crescita più marcata sono: la fabbricazione di mezzi di trasporto (+12,0%), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,6%), la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+5,9%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+3,8%).

Tra i settori in calo, quelli che a gennaio registrano le diminuzioni tendenziali più ampie sono: l'attività estrattiva (-6,5%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi

(-6,4%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-5,6%).

Ma per avere un'idea di che cosa stiamo parlando ricorriamo ad un grafico da noi realizzato attingendo ai dati ufficiali Istat e quello che vediamo è questo andamento a partire dal gennaio 2011:



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martedì 11 marzo 2014

E' del 36,0 % la produzione nazionale di energia elettrica da rinnovabili

Raccogliendo i dati forniti da Terna siamo in grado di analizzare la produzione nazionale da rinnovabili del febbraio appena trascorso. Notiamo che con le rinnovabili siamo stati in grado di coprire il 36,0% della produzione nazionale di energia elettrica lasciando alla generazione termoelettrica il 64,0%, mentre nei primi due mesi del 2014 abbiamo rispettivamente una percentuale così suddivisa: 33,4 % e 66,6 %. Il consumo totale nazionale è sceso sia a gennaio che a febbraio del 4%.


Per aiutarci nella comprensione, visiva, abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

Partiamo del grafico riguardante la produzione eolica.


  La produzione eolica a febbraio è aumentata del 11,3% % rispetto al dicembre del 2013.



La produzione da fotovoltaico ha continuato l'ascesa anche se in modo meno significativo +0,2%.

Il grafico sottostante mostra l'andamento della produzione di ciascuna rinnovabile a partire dal gennaio 2009 con i mesi in sequenza. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno è aumentata vertiginosamente la produzione idroelettrica del  +42,3%, è cresciuta la geotermica del +5,6% mentre è scesa la produzione la (non rinnovabile) termoelettrica del -16,1%.


 

Il grafico sotto mostra le rinnovabili raggruppate insieme confrontate con la produzione nazionale netta.


 
Nel complesso, la produzione da rinnovabili e non

 

Con l'ultimo grafico mettiamo a confronto la produzione termoelettrica con le rinnovabili.




Ancora:
- Calano i consumi di energia elettrica in Italia: - 4% a febbraio.
- Consumo di gas a picco in Italia ! A febbraio: - 21,5% circa



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lunedì 10 marzo 2014

Calano i consumi di energia elettrica in Italia: - 4% a febbraio.

Nel mese di febbraio 2014 l'energia elettrica richiesta in Italia, pari a 24,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 4% rispetto a febbraio dello scorso anno.
Depurata dagli effetti della temperatura, la variazione della domanda di energia elettrica di febbraio diventa tuttavia -1,9%. A parità di giorni lavorativi (20) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, infatti, quest'anno si è registrata una temperatura media mensile superiore di quasi 4,5° centigradi.
I 24,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di febbraio 2014 sono distribuiti per il 47,5% al Nord, per il 28,6% al Centro e per il 23,9% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica si è articolata in maniera differenziata: -3,0% al Nord, -4,0% al Centro e -6,0% al Sud.

Nel mese di febbraio 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’82,1% con produzione nazionale e per la quota restante (17,9%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (20,7 miliardi di kWh) è calata del 5% rispetto a febbraio 2013.

Sono in crescita le fonti di produzione
idrica (+42,3%),
geotermica (+5,6%) ed
eolica (+11,3%).

In flessione la fonte
termoelettrica (-16,1%), mentre resta sostanzialmente stabile la produzione
fotovoltaica (+0,2%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di febbraio 2014 rispetto al mese precedente è stata pari a -1,3%. Il profilo del trend si mantiene decrescente.

Nel primo bimestre del 2014 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 4% rispetto ai valori del primo bimestre del 2013; a parità di calendario il valore è -3,7%.


Roma, 10 marzo 2014 –  Comunicato stampa di Terna

Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati diffusi da Terna.

 Dal Gennaio 2006 ad oggi, per anni solari. Da notale che il consumo a gennaio e febbraio segnano il livello  più basso degli ultimo 8 anni e di gran lunga.


 Dal Gennaio 2006 ad oggi, mesi in sequenza (con la tendenza  in caduta vertiginosa).




 Ed ancora, riguardo i consumi di energia del mese scorso ricordiamo che:

 - Consumo di gas a picco in Italia ! A febbraio: - 21,5% circa
-  mentre a gennaio era - 11% circa

Il corvo è sempre qui a guardare


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sabato 8 marzo 2014

T1, T2, T3, le tranvie e i sottoattraversamenti di Firenze

Il Presidente della Regione Toscana sta incontrando in questi giorni il viceministro dei trasporti per presentare l'idea, la proposta, la richiesta (di finanziamento) per realizzare il sottoattraversamento tra la stazione Foster e lungarno Pecori Giraldi, della linea tranviaria T3 più il suo prolungamento fino a Bagno a Ripoli e Coverciano. Il primo tratto dovrebbe costare 220 milioni, il secondo circa 400. Nel frattempo è già stato stanziato un milione di euro dalla Regione per studiare un progetto di fattibilità che prolunghi i binari del tram fino a Campi e Sesto.

Intanto però ci sono da riprendere i lavori per la realizzazione della linea T2 fermi a causa del fallimento dell'impresa incaricata dell'appalto e l'affidamento in project financing per la linea T3. Riprese dei lavori che sembravano difficilmente attuabili dopo il possibile smacco, evitato, ritiro dei finanziamenti da parte dell'Unione Europea per non avere portato a termine le limnee entro la data stabilita del 2015 con la recente conferma di rinvio fino a marzo 2019. Tre anni e tre mesi in più per spendere 36,6 milioni di euro affidati da Bruxelles alla Regione che non ritorneranno al mittente. Si va avanti.

La linea 2, quella con i lavori interrotti (appena iniziati, a dire il vero) va da Santa Maria Novella all'aeroporto di Peretola e piazza della Libertà. Secondo il tracciato originario dovrebbe costare 190 milioni. La linea 3 arriverà a Careggi e dovrebbe costare sui 170 milioni di euro, più le variazioni di percorso, sottoattaversamenti ed estensioni raccontati sopra.


Riassumendo.

Linea T1, esistente.
La Linea 1 inizia da Scandicci, fino alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. Lunghezza: 7,720 km

Linea T2
Dall'attuale capolinea presso l'aeroporto percorre via Alamanni ricongiungendosi con la linea 1 e interscambia con essa alla fermata della stazione.  E' in corso la validazione del Progetto Esecutivo. Lunghezza:  7,486 km

Linea T3
Careggi – Firenze S.M.N. (con estensione fino al Nuovo Ospedale Meyer) con due rami uno verso Rovezzano (7 km) e uno verso Bagno a Ripoli (8 km).





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venerdì 7 marzo 2014

Auto un po' meno inquinanti dal 2021

Meno inquinanti, ma pur sempre inquinati e con un anno di ritardo rispetto alla data fissata precedentemente. Una vittoria della Germani.La Germania infatti è riuscita a spostare la data di un anno che in un primo tempo era stata fissata al 2020. Perché? Perché i produttori di quel paese si sarebbe dovuti impegnare di più con gli investimenti producendo auto più potenti e quindi più inquinanti.

 Il Parlamento europeo ha comunque approvato, con un pezzetto di coda fra le gambe,  definitivamente le nuove regole sulle emissioni inquinanti e nocive delle automobili secondo il quale la media delle vetture di ciascun costruttore in vendita dal 1° gennaio 2021 può raggiungere un massimo di 95 grammi di CO2 al chilometro Il limite fissato per il 2015 rimane di 130 grammi. Altra concessione il punteggio che incamera un produttore per ogni vettura che non supera i 50 grammi di CO2 nel biennio 2021-2022 è doppio rispetto ad una vettura tradizionale che sottostà ai limiti di 95 gr/km. Ciò significa che la case automobilistiche possono produrre la metà di auto più pulite (o meno inquinanti, secondo i punti di vista), in linea con la normativa del 'Chissene  xxxxx' della salute dei cittadini europei !

Dal documento Eu approvato, leggiamo:
"Per determinare le emissioni specifiche medie di CO2 di ogni costruttore, si tiene
conto delle seguenti percentuali di autovetture nuove del costruttore immatricolate
durante l'anno in questione:
– 65% nel 2012,
– 75% nel 2013,
– 80% nel 2014,
– 100% dal 2015 al 2019,
– 95% nel 2020,
– 100% dalla fine del 2020 in poi."




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giovedì 6 marzo 2014

Le immatricolazioni delle auto elettriche negli Stati Uniti a febbraio

Altri numeri in gioco quelli delle auto elettriche immatricolate negli Stati Uniti a febbraio se confrontati con quelli italiani visti ieri. I dati ufficiali pubblicati dalla locale associazione dei veicoli elettrici permettono di avere una chiara idea delle preferenze d'oltre oceano in base anche alla suddivisione in classi di auto elettriche: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli US nel febbraio 2014 30.561  auto ibride (HEV), 3.721 auto e percorrenza estesa (EREV) e 3.324 auto elettriche pure a batteria (BEV), per un totale di 37.606 unità.

 Buona è pure l'introduzione delle auto elettriche sul totale immatricolato nei primi due mesi dell'anno, 2.229.858   unità, ovvero il 3,17%, è il triplo rispetto alla percentuale in Italia.

I nostri grafici esplicativi con le categorie delle auto elettriche suddivise per anno solare.

Ibride



le elettriche pure


a percorrenza estesa


nell'insieme




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mercoledì 5 marzo 2014

Fotografiamo il mercato delle auto elettriche a febbraio 2014

Un paio di giorni fa il mercato delle auto tradizionali, grazie alla diffusione dei dati circa le immatricolazioni di febbraio,  è tornato a sperare. I costruttori sperano che la frana degli ultimi anni sia finalmente finita. Speranza vana? Una stabilizzazione transitoria prima del riavvio degli smottamenti? Vedremo.

Oggi prendiamo in considerazione i numeri, sempre  provenienti dall'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan), per tastare il polso al mercato delle auto con motorizzazione elettrica.
Nel mese di febbraio i numeri sono ancora una volta positivi, in crescita costante. Le auto ibride sono passate da 962 del febbraio 2013 a  1.553 del febbraio appena trascorso, con un incremento del 61.4%, portando a 3.127 le auto immatricolate nei primi due mesi del 2014 con un aumento percentuale del 58% rispetto al 2013. Le immatricolazioni delle auto elettriche pure sono state 63 con un incremento del 687.5% rispetto al febbraio 2013 quando furono immatricolate 8 vetture. Nei primi due mesi del 2014 il totale ariva a 97 unità con un incremento del 136,6%. L'introduzione delle auto elettriche/ibride incide per l'1,35% nell'intero parco auto auto immatricolate nei primi 2 mesi dell'anno, contro lo 0,81 dell'anno passato. .

 Le prime due auto ibride più vendute sono tutte e due marchiate Toyota:: Yaris con 718 unità, Auris coin 637, mentre la terza classificata è la CT Lexus con 53.

Sul gradino più alto del podio all-electric sale la Smart Fortwo con 30 unità, seguita dalla Leaf della Nissan con 13 mentre al terzo posto si insedia la I3 della BMW con 7 auto a pari merito com la Zoe della Renault.

Qui di seguito i nostri consueti grafici realizzati dal 2010 a oggi a partire dai numeri forniti dall'UNRAE.

 La auto ibride


Le auto elettriche pure.






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martedì 4 marzo 2014

Cosa c'entra Galileo con il mercato dell'automobile?

Cosa c'entra Galileo con il mercato dell'automobile? Leggendo il comunicato stampa di ieri dell’UNRAE, l’Associazione dei Costruttori esteri in Itali, ha una sua ragion d'essere visto che mette mette come titolo in maiuscolo la celebre frase dello scienziato pisano.

EPPUR SI MUOVE!

Il comunicato prosegue così.

Il mercato nel mese di febbraio cresce dell’8,6% rispetto all'anno scorso.

“Dallo scorso dicembre eravamo in attesa del consolidamento di un'inversione di tendenza del mercato - ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione dei Costruttori esteri in Italia.
Ce lo aspettavamo, come conseguenza del risultato disastroso dei primi due mesi dello scorso anno (-17%), caratterizzati dallo stallo dei consumi in attesa delle elezioni politiche di fine febbraio. Inoltre, un ruolo importante sui risultati di questo mese ha giocato l'effetto combinato del rinvio di alcune migliaia di consegne nel canale noleggio breve termine da gennaio su febbraio e dell'anticipo di alcune forniture del lungo termine.
Tuttavia la propensione spontanea agli acquisti da parte dei privati, resta molto bassa, ancora influenzata dal carico fiscale”.
“Il mondo dell’auto – continua Nordio – guarda con speranza all'attività del nuovo Governo ed auspica che sia in grado di rilanciare il lavoro della Consulta Automotive e potenziare il dialogo con le Associazioni, per individuare le azioni più efficaci in modo che il nostro settore possa trovare una ripresa sulla base di quanto annunciato a sostegno dell'economia, dell'occupazione e soprattutto di revisione del peso fiscale sui cittadini e le imprese.
“Il leggero miglioramento delle aspettative sulla situazione economica affiancato da un lieve recupero di alcuni driver del settore auto – conclude Nordio - potrebbero stimolare le sostituzioni di vetture posticipate per lungo tempo e consentire al mercato 2014, secondo le stime UNRAE, di tendere a 1.350.000 unità”.
“Un recupero più rilevante dei livelli di immatricolato nel breve periodo, può passare solo attraverso le azioni annunciate dal nuovo Governo Renzi, per il rilancio dei consumi di beni durevoli e, di conseguenza, con benefica ricaduta anche sul settore auto”.
Le difficoltà che il settore si trova a fronteggiare sono evidenziate, in particolare, dall'andamento degli acquisti dei privati, che in febbraio hanno perso ulteriori punti di rappresentatività, scendendo al 61,5% del totale, storicamente uno dei valori più bassi.
Come anticipato, inoltre, le vendite a noleggio hanno mostrato elevata vivacità nel mese appena concluso, archiviando una crescita del 33,6% a 25.112 unità ed una rappresentatività che si porta al 21,1% del totale (+4,0 punti percentuali), con un contributo particolarmente incisivo delle immatricolazioni a società di noleggio a breve termine.
Infine, le immatricolazioni a società sono cresciute del 4,3% in febbraio a 20.738 unità e al 17,4% di quota di mercato.
Diesel, ibride ed elettriche evidenziano in febbraio una performance migliore del mercato complessivo, rispettivamente +10,5%, +61,4% e +687,5% sul 2013.
Sul fronte della scomposizione del mercato per segmenti e carrozzerie emerge la crescita del segmento B (+ 21,4% in febbraio) e delle city car (+11%), mentre tra le carrozzerie si fa notare l'incremento del 36% dei crossover e quello del 17,1% dei monovolume piccoli.
La raccolta contratti, secondo un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, indica per febbraio una crescita vicina al 18% e un volume che supera le 125.000 unità. Nei primi due mesi dell’anno i contratti raccolti sono circa 245.000, in crescita del 13%, ma ancora ben al di sotto dei livelli di appena due anni fa (2012 circa 272.000 unità).

Infine, le vetture usate trasferite nel mese di febbraio sono state 353.242 (comprensive delle minivolture), in crescita del 2,9% sullo stesso periodo 2013. Nel 1° bimestre dell'anno i passaggi di proprietà sono stati 713.292, praticamente lo stesso volume del periodo gennaio-febbraio 2013.





Coi dati provvisori dell'UNRAE e quelli definitivi del Ministero, abbiamo realizzato i seguenti grafici, per anno solare a partire dal 2009

 con i mesi in sequenza







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lunedì 3 marzo 2014

Consumo di gas a picco in Italia ! A febbraio: - 21,5% circa

Pesante riduzione del consumo di gas in Italia a febbraio secondo quanto rileviamo dai dati provvisori della  Snam che puntualmente vengono comunicati all'inizio del mese successivo e relativi al mese appena terminato.
Per i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico dovremo aspettare ancora non si sa quanto considerando che ancora non sono stati pubblicati quelli relativi al mese di gennaio del 2014.


I numeri della Snam ci dicono che l'immissione nella rete di distribuzione nazionale presentano una diminuzione del 21,5% circa rispetto al mese di febbaio del 2013 con 6.927,7 milioni di metri cubi di gas contro gli 8.826,961 milioni di metri cubi del 2013.

Qui sotto il grafico da noi realizzato con i dati forniti dalla Snam. E' evidente la straordinaria riduzione del consumo, il livello più basso degli ultimi dieci anni.


Se andiamo ad analizzare l'andamento annuale del consumo nel settore termoelettrico notiamo che è qui che incide particolarmente la diminuzione


mentre è meno significativa nel settore industriale, stabile se confrontato con i consumi dell'anno passato, vedere il grafico appresso.


Parimenti diminuisce la produzione nazionale di gas, mai stata a livelli così bassi dal gennaio 2006




Capita a fagiolo l'articolo pubblicato ieri dal Corriere che ci fa capire come i soliti noti riescano a galleggiare molto bene anche una fase di crisi profonda quale è quella che rileviamo in Italia nel settore del gas."Si chiama in gergo tecnico capacity payment, ed è un salvagente formidabile per quanti oggi producono ancora energia elettrica con il gas: a causa del boom delle energie rinnovabili e della crisi economica che ha affossato i consumi di energia le loro centrali restano spente la maggior parte del tempo. E i bilanci vanno a picco. Ecco allora spuntare quella miracolosa formula inglese, che si può tradurre così: i proprietari degli impianti termoelettrici vengono pagati lo stesso anche se le turbine non girano, semplicemente perché potrebbero produrre....qui l'articolo in originale.


Il consumo di gas è uno degli indicatori dello stato di salute della nostra economia che teniamo d'occhio, a breve seguiranno gli altri come tutti i mesi come è successo a febbraio per i dati relativi usciti per gennaio.
Vedansi:
- Occupati e disoccupati, dati provvisori, disastro fisso
-  Continuano a cedere le immatricolazioni delle due ruote anche nel 2014
- Le merci e la ricchezza viaggiano (sempre meno) sulle autostrade d'Italia
- Il 2014 si apre con il segno positivo per i commerciali, ma c'è buio in fondo al tunnel
- Stima preliminare del Pil: è aumentato dello 0,1% nel IV trimestre del 2013, è diminuito dell'1,9% in tutto il 2013
- A picco i consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio -4,8 %
- Produzione industriale nel 2013: -3,0 %
- Calano i consumi di energia elettrica in Italia: - 4% a gennaio
- Consumo di gas in Italia in gennaio: - 11% circa

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sabato 1 marzo 2014

Occupati e disoccupati, dati provvisori, disastro fisso

Leggendo i dati ISTAT (l'Istituto nazionale di statistica) appena pubblicati ... bla bla bla ...... 

A gennaio 2014 gli occupati sono 22 milioni 259 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione dell'1,5% su base annua (-330 mila).

Il tasso di occupazione, pari al 55,3%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,7 punti rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 293 mila, aumenta dell'1,9% rispetto al mese precedente (+60 mila) e dell'8,6% su base annua (+260 mila).

Il tasso di disoccupazione è pari al 12,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti nei dodici mesi.

I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 690 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,0 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente (-45 mila unità) e dello 0,1% rispetto a dodici mesi prima (-9 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in calo di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali ma in aumento di 0,1 punti su base annua.




Con i dati forniti dall'Istat abbiamo realizza tre grafici che illustrano meglio l'andamento mese per mese della situazione nazionale dell'occupazione e disoccupazione a partire da gennaio 2004.

Il grafico con il tasso di occupazione


il grafico con il tasso di disoccupazione dei 15-24enni e il totale (tutte le età)


in un unico scema ciò che abbiamo visto sopra.



Un bel corvo nero.


Sediamoci e guardiamoci intorno:



-  Continuano a cedere le immatricolazioni delle due ruote anche nel 2014
- Le merci e la ricchezza viaggiano (sempre meno) sulle autostrade d'Italia
- Il 2014 si apre con il segno positivo per i commerciali, ma c'è buio in fondo al tunnel
- Stima preliminare del Pil: è aumentato dello 0,1% nel IV trimestre del 2013, è diminuito dell'1,9% in tutto il 2013
- A picco i consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio -4,8 %
- Produzione industriale nel 2013: -3,0 %
- Calano i consumi di energia elettrica in Italia: - 4% a gennaio
- Consumo di gas in Italia in gennaio: - 11% circa





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