Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 16 gennaio 2014

Le immatricolazioni dei veicoli commerciali sono al livello più basso di sempre

I veicoli commerciali al livello più basso di sempre: poco più di 100.000 immatricolazioni nel 2013 (-13,3%). Questo dichiara l'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) con un  comunicato stampa nel proprio sito web.
Bisogno irrinunciabile di far ripartire i consumi e con essi la distribuzione delle merci
“Come preannunciato nei mesi scorsi dalla previsioni del Centro Studi UNRAE, il mercato dei veicoli commerciali nel 2013 ha raggiunto con molte difficoltà poco più di 100.000 immatricolazioni complessive, evidenziando una flessione del 13,3% sui risultati 2012”.
Così si è espresso il Presidente dell’UNRAE, Massimo Nordio, nel commentare le stime elaborate e oggi diffuse dal Centro Studi dell'Associazione. Gli autocarri con peso totale a terra fino a 3,5 t venduti nell'anno appena concluso, infatti, sono stati 101.199, riuscendo a peggiorare il già fortemente negativo risultato del 2012 (116.721 unità, a sua volta in calo del 31,6%). Un livello di vendite così basso non si era mai registrato da quando sono disponibili i dati di mercato (1990).
“Il settore - prosegue il Presidente – nei soli 9 mesi dell'anno appena trascorso aggiunge a quanto già lasciato sul campo in passato altri 330 milioni di euro di fatturato persi rispetto allo scorso anno e 58 milioni di mancato introito IVA nelle casse dello Stato”.
“Il segno positivo che si legge sul mese di dicembre è dovuto soprattutto all'effetto del confronto con il dicembre 2012 che era risultato particolarmente depresso”.
Nell'ultimo mese dell'anno [Dicembre], infatti, le immatricolazioni ammontano a 10.722 unità, in crescita dell’11,2% sul dicembre 2012 che però aveva registrato un calo del 21% rispetto all'anno precedente.  “Dobbiamo sperare – ha concluso Nordio – che con lo scorso anno si sia toccato davvero il fondo per questo settore, particolarmente penalizzato dalla crisi economica generale e dalle difficoltà di investimento delle aziende. Per il 2014 è prevedibile un segno positivo intorno al 10-15%, che tuttavia non rappresenta una ripresa strutturale, ma il leggero recupero legato alle ormai improrogabili esigenze di alcune aziende di rinnovo del proprio parco veicoli, posticipato troppo negli ultimi anni. Affinché possa verificarsi l'auspicata inversione di tendenza sono improrogabili gli interventi di riduzione del carico fiscale sulle imprese ed il miglioramento delle possibilità di accesso al credito insieme ad un rilancio dei consumi che sarà di maggiore stimolo alle esigenze di distribuzione delle merci”.


Con i dati forniti realizziamo come al solito un paio di grafici che riguardano le immatricolazione degli autocarri fino a 3,5 tonnellate mese per mese a partire dal gennaio 2009, per anno solare e in sequenza.



Aggiungiamo un terzo grafico che prende in considerazione le immatricolazioni totali anno dopo anno.



Se, come si dice nel comunicato stampa  bisogna far ripartire i consumi e con essi la distribuzione delle merci, sì, per dare ossigeno ad ub settore che ha toccato  il fondo, particolarmente penalizzato dalla crisi economica generale e dalle difficoltà di investimento delle aziende. Ma per fare ciò si ha bisogno di produrre e non mi sembra di intravvedere segnali in questo senso, e gli altri segnali confermano una vana speranza.


Quindi? Di male in peggio.

Per altri segnali leggere i post precedenti:

- La produzione industriale secondo Istat
- L'onda della caduta. Consumi di energia elettrica a dicembre: -2,2%, - 3,4 in tutto il 2013
- Occupati e disoccupati
- Un altro anno triste per il mercato dell'auto in Italia: -7,1%
- Il consumo di gas a Dicembre 2013: - 5 %

Aggiungo una breve notizia di ieri: 7.48 MEF Sono calate del 5,2% le entrate tributarie tra gennaio e novembre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012

Aggiornamento di oggi alle ore 11.27 COMMERCIO ESTERO Forte frenata sia dell'export (-1,9%) sia dell'import (-2,2%)., dopo la ripresina di ottobre.



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mercoledì 15 gennaio 2014

Le auto elettriche nel 2013 in Gran Bretagna

Dal sito SMMT ( Society of Motor Manufacturers and Traders ) del Regno Unito prendiamo i dati relativi alle auto elettriche e ibride del mese di dicembre e quelli conclusivi di tutto l'anno 2013.

Come vediamo dalla tabella sotto riporta, le immatricolazioni sono tutte col segno positivo se paragonate al mese 0 all'anno precedente, per tutte le categorie.

Le auto elettriche pure segnano un quasi raddoppio nel 2013 con un +99% rispetto al 2013 passando da 1.262 unità a 2.512. Le ibride a benzina salgono di un  +10,2% con ben 26.616 unità e di un + 142,5 % delle auto ibride elettriche/termiche a gasolio con 3.114 .

Questa è la progressione delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride reso visivamente con il grafico da noi realizzato basandoci sui dati forniti dalla SMMT negli ultimi tre anni.




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martedì 14 gennaio 2014

La produzione industriale secondo Istat

A novembre 2013 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,3% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre l'indice ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2013, l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,4% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di novembre 2012). Nella media dei primi undici mesi dell'anno la produzione è scesa del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A novembre l'indice destagionalizzato registra una sola variazione negativa nel comparto dei beni di consumo (-1,1%). Aumentano invece i comparti dell'energia (+1,3%), dei beni intermedi e dei beni strumentali (entrambi +0,9%).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a novembre 2013, un solo aumento tendenziale nel comparto dei beni intermedi (+5,1%). Segnano una flessione l'energia (-0,7%) e i beni di consumo (-0,2%), mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla.

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre 2013 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,8%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+10,5%) e dei mezzi di trasporto (+10,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-10,2%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,7%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,0%).


A giudicare dal grafico da noi realizzato, che mostra l'indice di produzione industriale mese per mese a partire dal gennaio 2011 prendendo come base di riferimento 100 dell'anno 2010, evidenzia un crollo piuttosto evidente e continuo passando da un picco di 103,3 dell'aprile 2001 ad una valle instabile che perdura dalla fine del 2012 ad oggi, con alti e bassi ma sostanzialmente raffigurabile come una pianura alluvionale. C'è chi pensa che più in basso di così non si possa scendere e la tendenza polynomial4 sembra avvalorare l'ipotesi, ma non ci giurerei . Dai picchi si arriva alla pianura ma oltre c'è il mare e le fosse oceaniche. Per avere un'immagine più pertinente del crollo nazionale andiamo a prendere i dati trimestrali della Banca d'Italia a partire da qualche anno prima, il 2003 sempre con base 100 il 2010, e mettiamoli in un grafico (anche se mancano gli ultimi trimestri si comprende egualmente). Eccolo


Il crollo procede da vette ben più alte. Auguri!


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lunedì 13 gennaio 2014

La produzione nazionale di energia elettrica da rinnovabili , Dicembre e tutto il 2013

Riprendiamo i dati forniti da Terna per analizzare quelli relativi alla produzione nazionale da rinnovabili a partire dall'appena trascorso  Dicembre 2013, dopo avere già preso in considerazione in un post precedente L'onda della caduta. Consumi di energia elettrica a dicembre: -2,2%, - 3,4 in tutto il 2013.

Per aiutarci nella comprensione, visiva, abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.
Partiamo del grafico riguardante la produzione eolica.
Un dicembre meno ventoso (?) ha ridotto la produzione di un buon 36,9% rispetto al dicembre del 2012.


La produzione da fotovoltaico invece ha continuato nelle sua corsa al rialzo +27,1 % passando da 737 a 937.

E' aumentata la produzione idroelettrica del 2,8%, è scesa la geotermica del 3,9% ed anche la (non rinnovabile) termoelettrica dello 0,1%.
Il grafico mostra l'andamento della produzione di ciascuna rinnovabile a partire dal gennaio 2009.

Il grafico sotto mostra le rinnovabili raggruppate insieme confrontate con la produzione nazionale netta.


Mettiamo a confronto la produzione termoelettrica con le rinnovabili.


L'ultimo grafico mostra l'evoluzione dell'eolico e del fotovoltaico negli ultimi 5 anni. Notate come nel 2009 il fotovolatico non era neppure classificato da Terna per il fatto che era pressochè assente come produzione significativa  e come nel 20011 già aveva raggiunto l'eolico per poi sorpassarlo prepotentemente nei due anni successivi. Comunque non rallegriamoci di ciò, ci sta pensando il governo ad affossare le rinnovabili nel modo dovuto.






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sabato 11 gennaio 2014

Il gelo negli Usa e il riscaldamento globale


Il gelo che ha colpito gli Stati uniti nei giorni passati non è in contraddizione con il riscaldamento globale in atto. Ce lo spiega in modo chiaro e circostanziato il Dott. Claudio Cassardo, fisico meteorologo, in questa intervista di giovedì scorso,  9 gennaio, a TG3  Leonardo, visibile in podcast dal minuto 3:20



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venerdì 10 gennaio 2014

L'onda della caduta. Consumi di energia elettrica a dicembre: -2,2%, - 3,4 in tutto il 2013

Primi dati sulla domanda di elettricità nel 2013:
317 miliardi di kilowattora il fabbisogno, -3,4% rispetto al 2012


· E’ il calo più consistente dal 2009

· Cresce la produzione di energia verde, in calo quella tradizionale

Per il secondo anno consecutivo la domanda di elettricità in Italia registra un segno meno. I primi dati provvisori elaborati da Terna sul fabbisogno di energia elettrica nell'anno appena concluso fanno segnare una flessione del 3,4% rispetto al 2012, che a sua volta aveva chiuso con un calo dell’1,9% sul 2011. In termini generali si tratta del calo più consistente da inizio secolo dopo quello del 2009, quando il decremento sull'anno precedente fu pari al 5,7% (vedi Tabella a p.2).
Il totale dell'energia richiesta in Italia nel 2013 ammonta a 317,1 miliardi di kilowattora. A parità di calendario, la diminuzione è del 3,1% in considerazione del fatto che il 2012 ha avuto un giorno lavorativo in più perché bisestile.
A livello territoriale le flessioni più consistenti si registrano in Sardegna (-16,4%) e nella macroarea del Nord-Ovest (-7,8%) che include Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta.

Secondo le prime stime, nel 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,7% con produzione nazionale (di cui 56,8% termoelettrica, 16,5% idroelettrica, 1,7% geotermica, 4,7% eolica e 7,0% fotovoltaica) e per la quota restante (13,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l'estero.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (277,4 miliardi di kWh) è in diminuzione del 3,6% rispetto al 2012.

In aumento le fonti di produzione:
idroelettrica (+21,4%),
fotovoltaica (+18,9%),
eolica (+11,6%) e
geotermica (+1,0%);

in calo invece la fonte termoelettrica (-12,0%).

Per quanto riguarda invece il mese di dicembre 2013, la quantità di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 26,1 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 2,2% rispetto a dicembre dello scorso anno. Depurata dagli effetti di temperatura e calendario, la variazione della domanda elettrica di dicembre 2013 diventa tuttavia -2%. Rispetto al corrispondente mese di dicembre del 2012, si è infatti avuto un giorno lavorativo in più (20 vs 19) e una temperatura media mensile di circa un grado e mezzo superiore.

I 26,1 miliardi di kWh richiesti nel mese di dicembre 2013 sono distribuiti per il 45,5% al Nord, per il 29,0% al Centro e per il 25,5% al Sud. A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica di dicembre 2013 è risultata ovunque negativa: -2,5% al Nord, -1,8% al Centro e -2,1% al Sud.

Nel mese di dicembre 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,3% con produzione nazionale (-1,8% della produzione netta rispetto a dicembre 2012) e per la quota restante (13,7%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero (-5% rispetto a dicembre 2012). In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,7 miliardi di kWh) è calata dell’1,8% rispetto a dicembre 2012.

In particolare, è ancora in crescita la fonte di produzione:
fotovoltaica (+27,1%) mentre risulta in
flessione la fonte eolica (-36,9%).
Sostanzialmente invariate le fonti idrica e termica.

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di dicembre 2013 rispetto al mese precedente (novembre 2013) è risultata nulla. Il profilo del trend si mantiene su un andamento negativo.

Comunicato stampa di Terna Roma, 9 gennaio 2014


Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati diffusi da Terna.

Dal Gennaio 2006 ad oggi, mesi in sequenza (con l'onda in caduta).



Dal Gennaio 2006 ad oggi, per anni solari. Da notale che il consumo a dicembre scorso è al livello più basso degli ultimo 8 anni.


L'ultimo grafico mostra il consumo di energia elettrica dal 2000 ad oggi. E' superiore al 2002 e inferiori a tutti gli anni successivi al 2002.


Crisi nera, nessun segnale di miglioramento economico e occupazione / produzione nazionale.
A conferma (purtroppo) rivediamo gli ultimi post di gennaio:

- Occupati e disoccupati con il grafico connesso

- Un altro anno triste per il mercato dell'auto in Italia: -7,1%    con il grafico connesso



- Il consumo di gas a Dicembre 2013: - 5 %   con il grafico connesso




Auguri Italia!


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giovedì 9 gennaio 2014

Occupati e disoccupati

Il comunicato stampa proveniente dall'ISTAT che riguarda l'occupazione e la disoccupazione in Italia non lascia tranquilli. Ancora non riusciamo a vedere i quei segnali di ripresa che invece il Governo dice di vedere o se c'è quella luce in fondo al tunnel il tunnel è ancora bello lungo (o c'è da scavare).

A novembre 2013 gli occupati sono 22 milioni 292 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-55 mila) e del 2,0% su base annua (-448 mila).

Il tasso di occupazione, pari al 55,4%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,0 punti rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 254 mila, aumenta dell'1,8% rispetto al mese precedente (+57 mila) e del 12,1% su base annua (+351 mila). La crescita tendenziale della disoccupazione è più forte per gli uomini (+17,2%) che per le donne (+6,1%).

Il tasso di disoccupazione è pari al 12,7%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,4 punti nei dodici mesi.

I disoccupati tra i 15-24enni sono 659 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,0%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e in aumento di 0,4 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 41,6%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,0 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-24 mila unità) mentre resta sostanzialmente invariato rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, stabile in termini congiunturali e in aumento di 0,1 punti percentuali su base annua.


Il nostro grafico




Altri post di gennaio sui 'segnali':

- Un altro anno triste per il mercato dell'auto in Italia: -7,1%
- Il consumo di gas a Dicembre 2013: - 5 %

Restiamo in attesa dei consumi di energia elettrica, del petrolio e carburanti.


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mercoledì 8 gennaio 2014

Il 2013 delle auto elettriche statunitensi

Siamo nei giorni fatidici dei consuntivi di fine anno, adesso ci tocca guardare i numeri relativi alla vendita delle auto elettriche negli Stati Uniti, nel 2013.
Cominciamo con i dati dell'ultimo mese dell'anno. In dicembre  sono state immatricolare 36.155 auto ibride, 5.020 auto a percorrenza estesa e 4.770 elettriche pure, a batteria, per un totale di 45.945 unità immatricolate che vanno ad aumentare la flotta elettrica di 592.192 unità vendute nel 2013, con una introduzione pari al 3,81% di un totale immatricolato di 15.531.609 auto.

I nostri grafici.

La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto ibride.


La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto elettriche pure a batteria.


La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto ibride seriali a percorrenza estesa.


La progressione mensile per anni solari dal 2010 di tutte le auto elettriche .


La progressione annuale di tutte le auto elettriche, considerando che dal 2006 al 2010 le auto immatricolate erano solo le auto ibride a cui si sono aggiunte le altre (elettriche pure e le auto a percorrenza estesa) dal 2011. I dati del 2013 riguardano solo aggiornati ai 12 mesi dell'anno.





Possono interessare:

 - Un anno di auto elettriche e ibride in Italia


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martedì 7 gennaio 2014

Un anno di auto elettriche e ibride in Italia

Sempre dal sito web UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere) prendiamo i dati delle immatricolazioni delle auto, in particolare oggi prendiamo in considerazione le auto elettriche e ibride immatricolate nel mese di dicembre e, visto che ci siamo, anche di tutto l'anno appena trascorso.

In dicembre sono state immatricolate 1.456 auto ibride con un incremento del 94,91 % rispetto allo stesso mese del 2012, portando a 1939 le unità immatricolate nell'anno appena trascorso con una crescita del 118,44 % nei confronti del 2012. Le auto elettriche messe su strada sono state 69 con un incremento rispetto al novembre dell'anno passato del 21,05% e con un incremento annuale del 67,31% portando le unità immatricolate a 870. Vediamo che sale allo 0,52% l'introduzione delle auto elettriche+ibride immatricolate nel 2013.

I nostri grafici

La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto elettriche pure a batteria.

 
La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto ibride.
 

Le top 3 del mese di Dicembre:

Ibride:
 1 Toyota Auris 583
 2 Toyota Yaris 523
 3 Lexus CT 82

Elettriche:
 1 Nissan Leaf 19
 2 BMW I3 15
 3 Citroen C0 11

L'auto elettrica più venduta in Italia nel 2013 è stata la Leaf con 323 unità, la Yaris 6.194 tra le ibride.

Qui il grafico di 4 anni.





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