Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 9 dicembre 2013

Le auto elettriche negli Stati Uniti

Con i post precedenti abbiamo visto che il mercato della auto in Italia è in costante crollo da ben 42 mesi,mentre le auto elettriche crescono anche se con percentuali da freezer, in Giappone spopolano le auto ibride da anni e anni. Adesso vediamo cosa accade negli Stati Uniti. L'introduzione delle auto elettriche oltreoceano  è più ampio di quanto lo sia in Italia (0,47%) accaparrandosi una significativa fetta del 3,85% (44.918 auto) dell'intero mercato costituito da 14.179.416 unità immatricolate nei primi 11 mesi 2013. In particolare, a novembre, sono state immatricolare 36.085 auto ibride, 4.903 auto a percorrenza estesa e 3.930 elettriche pure, a batteria, per un totale di 44.918  unità immatricolate che vanno ad aumentare le flotte elettriche che hanno raggiunto le 546.247 unità vendute dal 2006 ad oggi.

I nostri grafici.

La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto ibride.


  La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto elettriche pure a batteria.


  La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto ibride seriali a percorrenza estesa.


  La progressione mensile per anni solari dal 2010 di tutte le auto elettriche .


  La progressione mensile per anni solari dal 2006 di tutte le auto elettriche .



La progressione annuale di tutte le auto elettriche, considerando che dal 2006 al 2010 le auto immatricolate erano solo le auto ibride a cui si sono aggiunte le altre (elettriche pure e le auto a percorrenza estesa) dal 2011. E' superfluo ricordare che i dati del 2013 riguardano solo i primi 11 mesi.

Possono interessare:

- Le immatricolazioni di auto elettriche in Italia a Novembre
- Le più vendute in Giappone continuano ad essere auto ibride, anche in Novembre
- Il mercato dell'auto resta negativo da 42 mesi: novembre a -4,5%, -7,7% annuo


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sabato 7 dicembre 2013

Consumi di energia elettrica in Italia: -2% a novembre

Nel mese di novembre 2013 l'energia elettrica richiesta in Italia, pari a 25,7 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 2% rispetto a novembre dello scorso anno.
 Anche depurata dagli effetti di calendario e temperatura, la variazione della domanda elettrica di novembre 2013 resta pari al -2%. Rispetto a novembre dell'anno precedente, infatti, si è avuto un giorno lavorativo in meno (20 vs 21) ma una temperatura media mensile inferiore.

I 25,7 miliardi di kWh richiesti nel mese di novembre 2013 sono distribuiti per il 46,7% al Nord, per il 29,1% al Centro e per il 24,2% al Sud.

A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica di novembre 2013 è articolata in maniera differenziata: negativa al Nord (-3,2%) e al Centro (-1,5%), positiva al Sud (+0,3%).

Nel mese di novembre 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’84,3% con produzione nazionale e per la quota restante (15,7%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,8 miliardi di kWh) è in linea con i volumi del novembre del 2012 (-0,2%).
Sono in crescita le fonti di produzione:
geotermica (+10,2%),
eolica (+15,7%) e
fotovoltaica (+16,9%).

In calo le fonti di produzione:
idrica (-1,6%) e
termoelettrica (-2,4%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di novembre 2013 rispetto al mese precedente è risultata negativa dello 0,6%. Il profilo del trend assume un andamento decrescente.

Nei primi undici mesi del 2013 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,5% rispetto al corrispondente periodo del 2012; a parità di calendario il valore è -3,2%.
Infine, la potenza massima richiesta a novembre 2013 ha toccato i 52.053 MW alle ore 18 di mercoledì 27, con un incremento del 6,3% rispetto al massimo raggiunto a novembre 2012.


Dati esercizio” del sito www.terna.it.

Comunicato stampa di Terna Roma, 6 dicembre 2013


Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati diffusi da Terna.
Dal Gennaio 2006 ad oggi, mesi in sequenza.


 Dal Gennaio 2006 ad oggi, per anni solari.


Non è una novità, si consuma sempre meno energia elettrica. Razionalizzazione dei consumi o crisi nera, particolarmente nel settore industriale ?

Personalmente mi sento di dare una risposta precisa guardando quei pochi indicatori che reputo interessanti. Questi sono gli indicatori racchiusi in pochi recenti :

Occupati e disoccupati, dati provvisori, provvisorio disastro
- Il consumo di gas a Novembre: + 2,1 %. Siamo in fase di crescita della produzione industriale?
- Il mercato dell'auto resta negativo da 42 mesi: novembre a -4,5%, -7,7% annuo
-  Consumi di energia elettrica in Italia: -2% a novembre




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giovedì 5 dicembre 2013

Le più vendute in Giappone continuano ad essere auto ibride, anche in Novembre

Era già successo nel mese scorso, la piccola Honda Fit, aka Jazz dalle nostre parti, anche in novembre riesce a superare le altri due modelli di auto ibride concorrenti della  Toyota salendo ai vertici delle più vendute in Giappone, con 26.235 unità.   La Toyota Prius resta al secondo post, in calo del 6% a 20.706 unità, mentre la Toyota Aqua scende giù con un preoccupante segno negativo del 35% anno su anno con 17.238 vendite.
In generale  il mercato giapponese non è andato affatto male a Novembre avendo aumentato del 13,3% le vendite di veicoli nel proprio mercato interno, in Giappone. Esclusi i modelli 660 cm3, si è visto un aumento del 13,3% a novembre, 276.399 unità, comprese le 242.497 vetture (+13,4%), 33.135 veicoli vari (+12,4% ) e 767 autobus (+4,9%), come già sappiamo dai dati JADA (Japan Automobile Dealers Association). Le vendite di minicar (660 cm3) sono e aumentate del 20,7% a novembre a 180.971 unità.


Il nostro grafico.



Può interessare:

- Le immatricolazioni di auto elettriche in Italia a Novembre

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mercoledì 4 dicembre 2013

Le immatricolazioni di auto elettriche in Italia a Novembre

Ieri abbiamo visto la situazione delle auto, le immatricolazioni di Novembre, che registra da 42 mesi un crollo senza freni. Il mercato segna una notevole sofferenza economica, industriale, umana. Uno spiraglio di luce si intravvede in fondo al tunnel? No! Una piccola fessura, sì. Quale? Quello che trapela dallo spiraglio è una lucina emanata dalle auto elettriche e ibride. I numeri li prendiamo dal sito web della UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere).

In novembre  sono state immatricolate 1.413 auto ibride con un incremento del 57,35% rispetto allo stesso mese del 2012, portando a 13.377 unità immatricolate nell'anno in corso con una crescita del 119,58 % nei confronti dell'anno precedente. Le auto elettriche messe su strada sono state 122 con un incremento rispetto al novembre dell'anno passato del 388% e con un incremento annuale del 71,92% portando le unità immatricolate a 796. Da ciò vediamo che sale allo 0,47%  l'introduzione delle auto elettriche+ibride  immatricolate nel 2013.

I nostri grafici

La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto elettriche pure a batteria.


 
La progressione mensile per anni solari dal 2010 delle auto ibride.


 Le top 3 del mese di novembre:

Ibride:
1 Toyota Auris  610
2 Toyota Yaris  530
3 Toyota Prius    80 

Elettriche:
1 Nissan Leaf     55
2 Smart Fortwo  17
3 BMW I3          15


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martedì 3 dicembre 2013

Il mercato dell'auto resta negativo da 42 mesi: novembre a -4,5%, -7,7% annuo

Siamo a leggere il comunicato stampa emesso dall'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan)... e siamo arrivati a 42 mesi.

Il mercato dell'auto resta negativo da 42 mesi: novembre a -4,5%. Difficile prevedere una tangibile inversione di tendenza nel 2014.

“Ora sono 42 i mesi di calo del nostro mercato – ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere – ed il settore si appresta a chiudere l'anno ad un livello di 1,3 milioni di immatricolazioni.

Questa crisi, che ci accompagna ormai da troppo tempo, ancora non consente di vedere il momento dell'inversione di tendenza. La Consulta Permanente Automotive, di cui anche UNRAE fa parte, dovrà realizzare al più presto azioni di efficacia immediata.

Come già anticipato nel comunicato dello scorso mese, infatti, riteniamo che nel 2014, alle condizioni attuali, l'inversione sarà solo tecnica e non strutturale, passando da un segno negativo ad uno leggermente positivo, dovuto al lieve miglioramento di alcuni indicatori economici. Il mercato, infatti, difficilmente potrà esprimere più di 1.335.000 immatricolazioni, evidenziando una crescita limitata e vicina al 3%”.

Questo il commento del Presidente dell’UNRAE in merito ai dati diramati oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul mercato di novembre. Nel penultimo mese dell'anno, infatti, le vetture vendute sono state 102.201, in flessione del 4,5% sulle 107.058 di un anno fa, che a loro volta evidenziarono una riduzione del 20%. Il progressivo gennaio-novembre si porta così a 1.214.237 unità, esprimendo un calo del 7,7%.

Sul fronte della raccolta contratti, il primo scambio di informazioni fra UNRAE e ANFIA indica in novembre circa 107.000 vetture ordinate, con un calo vicino al 4%, che porta il cumulato degli 11 mesi in flessione di circa il 5%, con un volume di contratti di poco superiore a 1.200.000 unità.

Lo scenario del mercato del mese evidenzia una flessione degli acquisti dei privati dell’8,4%, scendendo al 63,1% di quota (2 punti e mezzo in meno rispetto ad un anno fa), nel cumulato la flessione è dell’8,2% con una rappresentatività del 63,3%, sostanzialmente in linea con il gennaio-novembre 2012. Flettono nel mese anche le immatricolazioni a società: -3,1%, al 21,2% del totale, mentre negli 11 mesi la flessione è inferiore a quella del mercato complessivo, fermandosi ad un -5,9%, con una quota del 18,5%. In recupero i noleggi, cresciuti in novembre del 10,5%, con una quota sul totale che sale al 15,7%. Stabili in rappresentatività, invece, sui valori cumulati (18,2%), ma in flessione dell’8% in volume.

Prosegue il recupero del diesel, le cui immatricolazioni in novembre crescono del 2,5%, recuperando 4 punti di quota e portandosi al 56% del totale, mentre continuano a flettere le motorizzazioni a benzina, scese in novembre dell’11,2%, al 28,5% del totale.

Continuano, inoltre, a contrarsi anche le immatricolazioni delle vetture a gpl, ormai stabili in quota nel cumulato all’8,9%. Mentre prosegue la crescita del metano (al 5,6% nel mese e al 5,2% negli 11 mesi) e delle vetture ibride (+57,4% nel mese).

Infine, in novembre il mercato delle autovetture usate ha segnato una pesante flessione del 7,1% a 347.437 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee a nome del concessionario). Stabili nel complesso le auto usate negli undici mesi dell'anno che, con 3.794.325 passaggi di proprietà, segnano uno 0,2% in meno rispetto alle 3.800.735 del gennaio-novembre 2012.


I nostri grafici.

Per anni solari dal 2009.


Mesi consecutivi a partire dal Gennaio 2009.





Mentre l'Italia piange la Francia ... pure. Il  mercato francese di auto è sceso del 4,4% a novembre, con 138.298 immatricolazioni a novembre 2013, ma è aumentato del 5,7% in numero paragonabile di giorni lavorativi (19 giorni contro 21 novembre 2012). Undici mesi, le immatricolazioni ammontano a 1.614.606 unità, in calo del 7,1% (- 5,9% numero comparabile di giorni lavorativi, 230 giorni nel 2013, contro 233 gennaio a novembre 2012 ). Il mercato dei veicoli commerciali leggeri è a - 29.766 unità, sceso del 4,4%, ma è aumentata del 5,6% in numero paragonabile di giorni lavorativi. Nel corso dei primi undici mesi dell'anno, è sceso del 5,8% a 332.977 unità (- 4,5% numero comparabile di giorni lavorativi). Con 3.870 immatricolazioni di veicoli commerciali oltre 5 tonnellate è salito del 14,3%, ma ha perso il 4,8% nel 2013 rispetto al 2012.

Invece il mercato giapponese è aumentato del 13,3% a novembre. Le vendite di veicoli in Giappone, esclusi i modelli 660 cm3, sono aumentati del 13,3% a novembre, 276.399 unità, comprese le 242.497 vetture (+13,4%), 33.135 veicoli vari (+12,4% ) e 767 autobus (+4,9%) ha annunciato JADA (Associazione dei Commercianti). Le vendite di minicar (660 cm3) sono e aumentate del 20,7% a novembre a 180.971 unità. Gli analisti ritengono inoltre che la recente decisione del Primo Ministro Shinzo Abe di aumentare l'imposta di consumo (IVA), prima 5% poi l'8% ad aprile, dovrebbe portare agli acquisti dei consumatori giapponesi prima di questa data .


Segnali economici, produttivi nazionali:
Occupati e disoccupati, dati provvisori, provvisorio disastro
- Il consumo di gas a Novembre: + 2,1 %. Siamo in fase di crescita della produzione industriale?
- Il mercato dell'auto resta negativo da 42 mesi: novembre a -4,5%, -7,7% annuo



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lunedì 2 dicembre 2013

Il consumo di gas a Novembre: + 2,1 %. Siamo in fase di crescita della produzione industriale?

Siamo in grado di verificare quanto gas abbiamo consumato nel mese di Novembre, appena trascorso, grazie ai dati, seppur provvisori, forniti dalla Snam nel proprio sito web. Come al solito dobbiamo attendere circa un mese per i dati ufficiali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Cosa vediamo dai grafici da noi realizzati? Vediamo che il consumo è aumentato, di poco, ma è aumentato. Un segno negativo per la nostra bilancia import-export ma (potrebbe) essere positivo pensando ad un incremento della produzione industriale a cui si legherà una crescita economica in prospettiva futura ... a breve (?).
Quindi, secondo i dati Snam, registriamo a Novembre una crescita dei consumi di circa il 2,1 %6.465,7 milioni di metri cubi contro i 6.332 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2012, Restando in attesa di conferme ministeriali ufficiali, come dicevamo prima, ma sostanzialmente vicinissimi alla realtà numerica, i dati si potranno spostare solo di qualche decimale in più o in meno.

Utilizziamo i grafici da noi realizzati mensilmente per avere una visione d'insieme dei consumi di gas dal 2006 ad oggi.

Per anno solare.


Mettendo in fila i dati mensili otteniamo questo grafico con la linea di tendenza dei consumi nazionali puntata verso il basso (in magenta).

Se prendiamo n considerazione anche la produzione nazionale di gas, mettendo in fila tutti i dati a partire dal gennaio 2006, ci rendiamo conto che la produzione è andata a scemare progressivamente.

L'ultimo grafico mostra quanto gas è arrivato nel terminale di Gela proveniente dall'Africa del nord. Lo zero per alcuni mesi consecutivi del 2011 ricordano le questioni belliche avvenute in Libia.


Come dicevamo all'inizio, la crescita dei consumi può far supporre e corrispondere ad una crescita di produzione industriale. E' così? Per una risposta guardiamo altri due grafici da noi realizzati. Per mettere in atto i sistemi produttivi l'industria deve consumare energia elettrica e buona parte della produzione elettrica viene dalle centrali termoelettriche a gas. Il primo grafico smentisce clamorosamente l'ipotesi. In novembre il consumo di gas del 'settore termoelettrico' è al livello più basso, e di gran lunga, di tutti i mesi di novembre dal 2005 ad oggi.


Guardiamo il grafico del consumo di gas nel 'settore industriale'. E' al livello più basso degli ultimi 9 anni.


Con il precedente post intitolato 'Occupati e disoccupati, dati provvisori, provvisorio disastro', basato sui dati Istat relativi alla occupazione, in diminuzione, e la disoccupazione, in aumento, scrivevamo: "Siccome è nostra abitudine controllare altri indicatori che riguardano l'evoluzione e l'involuzione dell'economia con i consumi mensili del petrolio, gas ed energia elettrica e la produzione in vari settori, attendiamo questi dati per avere un quadro più vicino alla realtà di quella che ci viene raccontata i suddetti (governanti)."
Adesso che i dati del consumo di gas li conosciamo ancora non riusciamo a vedere la crescitina annunciata dai nostri governanti. Aspettiamo altri indicatori che pubblicheremo qui nei prossimo giorni.

Occupati e disoccupati, dati provvisori, provvisorio disastro


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sabato 30 novembre 2013

Occupati e disoccupati, dati provvisori, provvisorio disastro

I nostri governanti continuano a dirci che s'intravede una ripresa, sia pur leggera. Mah! Beati loro che riescono a vedere! Se leggiamo i dati ISTAT (l'Istituto nazionale di statistica) appena pubblicati, noi continuiamo a non vedere niente di positivo, è tutto in peggioramento, anche pesantemente. Un primo comunicato Istat riguarda i dati provvisori mensili, ottobre, mentre il secondo segue l'andamento trimestrale, il terzo trimestre,


A ottobre 2013 gli occupati sono 22 milioni 358 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione dell'1,8% su base annua (-408 mila).
Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, aumenta di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali ma diminuisce di 1,0 punti rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 189 mila, rimane sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente ma aumenta del 9,9% su base annua (+287 mila).
Il tasso di disoccupazione si attesta al 12,5%, invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 1,2 punti percentuali nei dodici mesi.
I disoccupati tra 15 e 24 anni sono 663 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,6 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 41,2%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,8 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-25 mila unità) ma aumenta dello 0,4% rispetto a dodici mesi prima (+55 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in calo di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e in aumento di 0,2 punti su base annua.


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Occupati e disoccupati trimestrali

Nel terzo trimestre 2013 prosegue il calo tendenziale del numero di occupati (-2,3%, pari a -522.000 unità), soprattutto nel Mezzogiorno (-5,4%, pari a -333.000 unità). La riduzione degli uomini (-2,8%, pari a -376.000 unità) si associa a quella delle donne (-1,5%, pari a -145.000 unità). Al persistente calo degli occupati più giovani e dei 35-49enni (rispettivamente -530.000 e -249.000 unità) continua a contrapporsi la crescita degli occupati con almeno 50 anni (+257.000 unità).

La riduzione tendenziale dell'occupazione italiana (-541.000 unità) si contrappone alla leggera crescita di quella straniera (19.000 unità). In confronto al terzo trimestre 2012, tuttavia, il tasso di occupazione degli stranieri segnala una riduzione di 2,9 punti percentuali a fronte di un calo di 1,1 punti di quello degli italiani.

Nell'industria in senso stretto prosegue la flessione dell'occupazione, con una discesa tendenziale del 2,2% (-99.000 unità), cui si associa la più marcata contrazione di occupati nelle costruzioni (-7,1%, pari a -123.000 unità). Per il terzo trimestre consecutivo, e a ritmi più sostenuti, l'occupazione si riduce anche nel terziario (-1,9%, pari a -300.000 unità).

Non si arresta il calo degli occupati a tempo pieno (-3,0%, pari a -568.000 unità rispetto al terzo trimestre 2012), che in più della metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,3%, pari a -291.000 unità). Gli occupati a tempo parziale aumentano a ritmo meno sostenuto rispetto al recente passato (1,2%, pari a +46.000 unità), ma la crescita riguarda esclusivamente il part time involontario.

Per il terzo trimestre consecutivo continua a calare il lavoro a termine (-7,4%, pari a -180.000 unità), cui si accompagna la nuova significativa diminuzione dei collaboratori (-17,0%, pari a -73.000 unità).

Il numero dei disoccupati è in ulteriore aumento su base tendenziale (14,6%, pari a +363.000 unità) e in quasi otto casi su dieci riguarda coloro che hanno perso il lavoro. L'incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre la metà dei casi le persone con almeno 35 anni. Il 56,9% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più.

Il tasso di disoccupazione trimestrale è pari all'11,3%, in crescita di 1,5 punti percentuali su base annua; per gli uomini l'indicatore passa dall'8,8% all'attuale 10,7%; per le donne dall'11,0% al 12,1%. Aumentano i divari territoriali, con l'indicatore nel Nord al 7,6% (+0,7 punti percentuali), nel Centro al 10,2% (+1,4 punti) e nel Mezzogiorno al 18,5% (+3,0 punti).

Nel terzo trimestre 2013, per il secondo trimestre consecutivo, aumenta il numero di inattivi 15-64 anni (+0,7%, pari a 96.000 unità). L'incremento riguarda nella quasi totalità dei casi gli uomini e coinvolge chi cerca lavoro non attivamente.






Siccome è nostra abitudine controllare altri indicatori che riguardano l'evoluzione e l'involuzione dell'economia con i consumi mensili del petrolio, gas ed energia elettrica e la produzione in vari settori, attendiamo questi dati per avere un quadro più vicino alla realtà di quella che ci viene raccontata i suddetti (governanti).



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martedì 26 novembre 2013

Batterie al litio con stampanti 3-D

Se ne sente parlare sempre più spesso delle stampanti in grado di formare offetti in 3 dimensioni. Un'applicazione assolutamente interessante è quella ideata da Jennifer Lewis, materials scientist che lavora  al MIT di Harvard, Cambridge, nel Massachusetts. Anche se la tecnologia è ancora in una fase iniziale, la possibilità di stampare batterie e altri dispositivi elettronici potrebbe rendere possibile la produzione di nuovi tipi di oggetti elettronici, come per esempio sensori biomedici autoalimentati, posti sotto pelle, che trasmettono continuamente i segni vitali ad uno smartphone, senza la necessità di sostituire la batteria scarica periodicamente come avviene oggi. Sistemi elettronici e batterie stampati insieme in un unico elemento.
La Lewis, in primo luogo, ha inventato un insieme composto da quelli che lei chiama 'inchiostri funzionali' in grado di solidificarsi rapidamente costituendo batterie e componenti semplici, tra cui elettrodi, cavi e antenne. In secondo luogo, ha sviluppato ugelli ed estrusori in grado di spremere ad alta pressione il materiale per realizzare le batterie e altri componenti con una stampante 3-D di livello industriale. Gli inchiostri della Lewis utilizzano nanoparticelle sospese dei materiali desiderati, come i composti di litio per batterie o argento per i fili. Questi materiali devono essere mescolati in una varietà di soluzioni, e gli inchiostri risultanti sono allo stato solido/liquido quando fluiscono con una certa pressione. Una volta stampati, i materiali ritornano in forma solida. La stampa di una batteria da un singolo ugello può richiedere minuti, ma personalizzando la tecnologia di stampa 3-D di Lewis si possono depositare inchiostri da centinaia di ugelli contemporaneamente.

Come ci assicura l'articolo pubblicato sulla rivista online MIT Technology Review, la tecnologia di stampa funziona a temperatura ambiente, non necessita quindi le alte temperature normalmente richieste per lavorare con l'elettronica di alte prestazioni. Questo rende possibile la stampa su materiali in plastica senza provocare danni. I materiali che costituiscono le batterie non sono rivoluzionari ma è davvero una rivoluzione il modo in cui le cose vengono prodotte. Le batterie agli ioni di litio stampate sono piccole, un millimetro quadrato, ma sono del tutto simili alle batterie commerciali solo che la tecnologia messa in campo dalla Lewis può rendere fattibili architetture di microscala, con una precisione di 100 nanometri, ma strutturalmente sono batterie simili alle batterie  molto più grandi esistenti .


Come  funziona

Il gruppo di lavoro della Lewis detiene otto brevetti per i suoi inchiostri e sta lavorando sul rilascio delle licenze e la commercializzazione della tecnologia nei prossimi anni.



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lunedì 25 novembre 2013

Aumentano il consumo di petrolio e carburanti in Usa, la produzione e le scorte

Il rapporto mensile pubblicato nel sito web API (American Pertrolium Institute) evidenzia un  +1,3 % nelle consegne di petrolio negli USA dell'ottobre appena trascorso se confrontate allo stesso mese dell'anno passato con una media di poco inferiore a 19,0 milioni di barili al giorno. La produzione  domestica di greggio  è la più alta da 25 anni mentre le importazioni sono scese a un livello più basso da 17 anni. Gli Stati Uniti continuano a soddisfare sempre di più la richiesta di energia con quella prodotta internamente.

La domanda di benzina è aumentato del 2,6 % da ottobre 2012 con 8,9 milioni di barili al giorno, valore più alto dall'ottobre del 2010.

La domanda di distillato è aumentato del 3,3 % rispetto allo stesso periodo appena sotto 4,0 milioni di barili al giorno.

Rispetto a ottobre 2012, le consegne di "altri oli " è aumentato del 3,4 %, la domanda di carburante è aumentato del 1,6 % per il terzo livello più basso per il mese dal 1993, e le consegne di combustibile residuo è diminuito del 38,3 % a un minimo storico di 192 mila barili al giorno nel mese di ottobre.

Gli ingressi nelle raffinerie Usa è sceso del 4,9 % da settembre, ma è aumentato 1,6 % a partire da ottobre 2012.

Le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati sono diminuite del 2,7 % da settembre, ma è aumentato del 9,2 % da ottobre 2012 a quasi 3,6 milioni di barili al giorno, al più alto livello per il mese di riferimento.

La produzione di benzina è sceso 2,2 %   rispetto allo scorso anno ad appena sopra 8,9 milioni di barili al giorno al livello più basso da ottobre 2009.

Da inizio anno la produzione di benzina è aumentato del 1,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La produzione di carburante distillato è cresciuto del 9,5 % rispetto allo scorso anno per raggiungere un massimo storico di 4,9 milioni di barili al giorno .

La produzione di greggio nazionale è aumentato del 11,7 % da ottobre 2012, con quasi 7,8 milioni di barili al giorno nel mese di ottobre, al livello più alto per il mese in 25 anni.

Secondo gli ultimi rapporti di Baker - Hughes , Inc., il numero di piattaforme petrolifere e di gas negli Stati Uniti nel mese di ottobre è in calo,  1.744, in settembre  erano 1.760 .

Le scorte di petrolio greggio sono salite del 1,6 % dallo scorso ottobre a 382,2 milioni di barili, il più alto livello di ottobre in 83 anni, cioè dal 1930.

Le scorte di benzina per motori salgono 4,4 % rispetto allo scorso anno a 212,0 milioni di barili nel mese di ottobre. Scorte di olio combustibile distillato è cresciuto del 2,7 % a 121,8 milioni di barili nello stesso periodo.

Il totale delle importazioni statunitensi di petrolio greggio è sceso ai livelli più bassi ottobre in 17 anni. Le importazioni totali sono scese dello 0,1 % in media poco più di 10,0 milioni di barili al giorno nel mese di ottobre, mentre le importazioni di petrolio greggio sono scese dello 0,5 % a 8,1 milioni di barili al giorno. Le importazioni di prodotti raffinati sono aumentate del 1,4 % da ottobre 2012 in media appena sotto 2,0 milioni di barili al giorno. Questo è stato il secondo livello più basso per il mese in 16 anni. Il tasso di utilizzo della capacità di raffinazione in media è dell' 86,4 % nel mese di ottobre, in calo di 4,4 punti percentuali a partire da settembre e -  0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una capacità di 17,818 milioni di barili al giorno, in crescita del 2,4 % rispetto della capacità dello scorso anno di 17,402 mila barili al giorno.

API è una associazione nazionale che rappresenta tutti i segmenti del settore del petrolio e del gas naturale, con oltre 550 membri - tra cui grandi imprese integrate, esplorazione e produzione, raffinazione, marketing, gasdotti, e le imprese marine, di servizi e forniture - forniscono la maggior parte dell'energia nazionale.  L' industria sostiene inoltre 9,8 milioni di posti di lavoro degli Stati Uniti e l'8 % dell'economia degli Stati Uniti , offre 85 milioni dollari al giorno di entrate al nostro governo , e , dal 2000 , ha investito oltre $ 2 trilioni di dollari in progetti di capitale degli Stati Uniti per promuovere tutte le forme di energia , comprese le alternative .


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venerdì 22 novembre 2013

Raffinerie, sempre meno

Un'altra raffineria chiude, è la raffineria Ies di Mantova. Come scrivono sul sito dei Gestori Carburanti : " la decisione del Gruppo Mol di cessare con il 31 dicembre prossimo la raffinazione nello stabilimento les di Mantova non viene revocata.

È una delle certezze emerse dal tavolo che si è tenuto ieri pomeriggio a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, per definire il futuro dell'impianto e dei suoi circa 400 dipendenti. "

Quante raffinerie sono rimaste in Italia che lavorano il petrolio per farne benzina, gasolio, GPL, carburanti in genere? E' il sito dell'Unione Petrolifera che ci viene incontro fornendoci i dati (anche se fermi al 2011), noi li mettiamo in un grafico che creiamo appositamente. Siamo a molto meno della metà di impianti esistenti rispetto agli '60 - '80.



La crisi dei consumi del petrolio e dei carburanti in Italia, lo sappiamo, è forte, progredisce di anno in anno di mese in mese come abbiamo già visto con altri post (vedere sotto).
Per rendere economicamente sostenibile la lavorazione e quindi i prezzi occorrono investimenti, ridimensionamenti, per rendere più efficienti i sistemi.


Ma tutti questi sforzi, forse, non bastano.

(2) Capacità supportata da impianti di lavorazione secondaria
adeguati alla produzione di benzine e gasoli secondo specifica.
I dati si riferiscono alla fine di ciascun anno.



Altri post di Novembre:

- Giù i consumi petroliferi italiani nel mese di ottobre: -2,9%
- Immatricolazioni auto in Italia, Ottobre - 5,6% in crollo da 41 mesi
- Le immatricolazioni dei veicoli commerciali fino a 3,5 t, un ulteriore calo dell’ 11% ad Ottobre


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giovedì 21 novembre 2013

300.000.000.000.000 di Yen i danni di un terremoto a Tokyo

Un nuovo studio prodotto ieri da Yoshiaki Kawata, professore di ingegneria civile alla Kansai University, Giappone, triplica l'entità dei danni di un eventuale terremoto con magnitudo 7,3 nel sottosuolo della capitale,  rispetto a quelli previsti dalle autorità governatine.

Potrebbero essere 300.000.000.000.000 ¥ equivalenti a circa 3.000 miliardi dollari) in danni economici, come riferisce un articolo online del quotidiano nipponico  Asahi Shimbun, 18 volte superiore ai danni arrecati dal  Grande Terremoto del marzo 2011, Fukushima, per intenderci. Supera anche la stima del governo che era di 220 trilioni di yen dei danni che potrebbero essere prodotti se un terremoto  di magnitudo 9,1  si verificasse nella fossa di Nankai , una fossa oceanica che si estende per circa 700 chilometri al largo della costa della Prefettura di Shizuoka, nel centro di Honshu a Kyushu.

E'  del 70 % la probabilità di un terremoto  di magnitudo 7.3, un evento particolarmente devastante,  nella parte settentrionale della baia di Tokyo entro i prossimi 30 anni .

Sempre secondo il prof. Yoshiaki Kawata un terremoto di  intensità 7, potrebbe causare 48.000 morti, danni economici, soprattutto per edifici e infrastrutture, tra i 200 e 300 trilioni di yen. E' da ricordare che due terzi delle grandi aziende del Giappone con capitale di 1 miliardo  di yen hanno sede nell'area metropolitana di Tokyo. Se si considera la ripartizione della attività politica ed economica, il danno complessivo sarebbe probabilmente superiore a 300 trilioni di yen.

Kawata ha anche simulato un terremoto di magnitudo 8,5 o superiore, al confine delle placche tettoniche che si estende dalla baia di Sagami nella Prefettura di Kanagawa  e al largo della Prefettura di Chiba, con una  stima  tra 280 e 420 trilioni di yen in  danni economici e 124.000 morti.


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mercoledì 20 novembre 2013

La Tesla modello S cala di prezzo in Europa

La statunitense Tesla Motors Inc.  con sede a Palo Alto in California è indaffarata nel tentativo di migliorare la catena produttiva e distributiva al fine di abbassare il prezzo della sua vettura elettrica, secondo quanto ci riferisce IBT Times, e limitare i lunghi tempi di attesa di coloro che si sono messi in fila nella lista degli acquirenti.
Recentemente Tesla è riuscita ad abbattere il prezzo di circa 3.160 euro ($ 4.273) con uno sconto sul prezzo del modello S. Ora, la berlina con il più piccolo pacco di batteria, 60 kWh, con una percorrenza di circa 208 miglia ha un prezzo a € 69.440 in Belgio e nei Paesi Bassi, equivalenti a poco meno di 94 mila dollari. Il prezzo include le imposte sul valore aggiunto europeo di circa 12.000 € (a seconda la nazione) ad esclusione degli eventuali incentivi locali dedicati alle auto elettriche.

La versione entry level del Modello S negli Stati Uniti ha un costo è notevolmente inferiore,  63.570 dollari escludendo gli incentivi fiscali, grazie alle minori imposte sui consumi e minori costi di consegna dall'impianto di produzione della società, che è a Fremont, in California

 Ecco i tre prezzi base per il modello S basati su operazioni in territorio olandese con il centro di distribuzione a Tilburg. Prezzi dei veicoli di base sono arrotondati ai 500 $ .  Le opzioni hanno prezzi a parte

-  60 kWh (percorrenza 208 miglia, 335 km) Modello S in Europa: 94 mila dollari (69.400 euro)
 - 60 kWh Modello S negli Stati Uniti: $ 63,500

 -  85 kWh (265 miglia, 425 km, 362 CV) Modello S in Europa: 107 mila dollari (79.00 euro)
 -  85 kWh Modello S negli Stati Uniti: $ 73.500

-  Performance 85 kWh (416 CV) Modello S in Europa: 125 mila dollari (92.300 euro)
-  Performance  85 kWh  Model S negli Stati Uniti: $ 87.000



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