Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 31 marzo 2009

La corsa della Germania per le nuove batterie al litio

Si è costituito un consorzio tedesco “HE-Lion” composto da diciotto membri e capeggiato dalla BASF Future Business GmbH per sviluppare e immettere nel mercato nei prossimi sei anni batterie al litio con più energia specifica, più sicure, affidabili, sia per veicoli ibridi che all-electric.

Il Ministero Tedesco dell'Educazione e della Ricerca (BMBF) stanzierà 21 milioni di Euro per il progetto “HE-Lion”, altrettanto insieme stanzieranno gli altri partner privati del progetto.

Alla fine dello scorso anno il Governo Federale aveva già annunciato la propria intenzione di favorire la produzione di veicoli elettrici ed ibridi plugin con l'obiettivo di immettere sulle strade tedesche un milione di veicoli con queste tecnologie (EV, PHEV).


Fonte: Basf


.... e in Italia?

Immagine tratta dal sito web BASF - Chemie der Innovationen Lithium-Ionen-Batterien - Energiespeicher der Zukunft - 18.03.2009
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lunedì 30 marzo 2009

La risposta Fiat al mercato dell'auto elettrica elettrica

Venerdì scorso (27 Marzo), in occasione dell'apertura dell'assemblea degli azionisti al Lingotto di Torino, Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Group, ha definito ai giornalisti quale sarà la strategia della Fiat per i veicoli elettrici nei prossimi anni.

Fiat non ritiene possibile un investimento sulle auto elettriche nei prossimi 3-4 anni. "Dati gli elevati costi di produzione, ad oggi risulta essere una scelta non sostenibile, tanto da non ritenerla possibile", ha affermato.

Abbiamo preso nota.
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domenica 29 marzo 2009

Il Picco






oppure QUI

sabato 28 marzo 2009

Report sul clima di febbraio

In base ad un analisi da parte degli NOAA (National Oceanic Atmospheric Administration) e l'US National Climatic Data Center di Asheville, la temperatura media a livello mondiale della superficie terrestre e degli oceani a livello mondiale per il mese di febbraio 2009 si situa al nono posto tra quelle più calde da quando sono iniziate le registrazione nel 1880. L'Australia ha sofferto condizioni climatiche di estremo caldo ed aria secca portando incendi e record di temperature mai registrate in precedenza. La Cina ha sofferto una siccità mai vista negli ultimi 50 anni. Freddo rigido in Gran Bretagna ed altre zone, la copertura del mare artico è stato il quarto più basso da quando sono state registrate le osservazione satellitari dal 1979.










Lo studio è qui

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venerdì 27 marzo 2009

Tata Nano in versione elettrica

Probabilmente sapete già tutto dell'attesissima Tata Nano, la macchina da 1900 euro che sarà in vendita anche in Europa nel 2011 però ad un prezzo superiore per rispettare tutte le norme anti-inquinamento e di sicurezza, 5.000 euro. Ebbene secondo quanto riferisce il quotidiano indiano The Tribune in un articolo ( qui ) Tata lancerà un ulteriore modello elettrico per il solo mercato norvegese nel prossimo futuro.


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giovedì 26 marzo 2009

Il piano auto elettriche di Amsterdam

Ecco l'Olanda!

Un piano .. e che piano!

Entro il 2040 tutte auto elettriche in città, 200.000 auto elettriche. Questo ha annunciato ieri Marijke Vos ( qui) la assessore all'ambiente di Amsterdam al fine di tagliare le emissioni inquinanti da traffico.

Il consiglio comunale ha deliberato a sostegno del progetto l'installazione di 200 colonnine di ricarica entro il 2012, dare incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici ai cittadini, realizzare speciali zone di parcheggio riservate alle auto elettriche con una speciale tariffazione, zero, rispetto ai cinque euro all'ora della auto inquinanti.

La stessa amministrazione acquisterà auto elettriche per le proprie necessità.

La fonte qui

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mercoledì 25 marzo 2009

Fusione fredda, le nuove prove?

In questi giorni, al congresso di Salt Lake City, l’ultimo atto della tormentata ricerca. Pamela Mosier-Boss, chimica del U.S. Navy' s Space and Naval Warfare Systems Center (SPAWAR) di San Diego, California, annuncia, anche a nome di altri ricercatori, di avere ottenuto per la prima volta la prova che la fusione fredda esiste e che si tratta di un processo nucleare, come proverebbero le abbondanti tracce di neutroni registrate nel corso di vari esperimenti. Questa volta, spiega la ricercatrice, la cella elettrolitica contiene deuterio mescolato a cloruro di palladio e gli elettrodi sono fatti con fili di nikel o di oro. «Oltre ai neutroni, le cui tracce sono state evidenziate da una plastica speciale posta accanto alla cella -spiega la Mosier-Boss-, il fenomeno è accompagnato dall’eccesso di calore, dall’emissione di raggi X e dalla formazione di trizio. Tutti indizi a sostegno dell’avvenuta fusione del deuterio». Dal convegno di Salt Lake City, oltre alla speranza di un rilancio del fenomeno su più solide basi, è venuto però un avvertimento che suona come di rottura rispetto all’avventuroso passato di questa vicenda: non si parli più di fusione fredda, ora il termine giusto è l’impronunciabile LENR, acronimo di Low Energy Nuclear Reactions (reazioni nucleari a bassa energia). Basterà la nuova sigla a garantire un percorso meno accidentato a quanti ancora lavorano a queste ricerche?

Qui

Nella foto: 1989, Stanley Pons e Martin Fleischmann e (Università di Salt Lake City - Utah)

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martedì 24 marzo 2009

Impianti per la produzione di batterie e auto elettriche in Europa da parte della Nissan e Nec

Avevamo già annunciato (qui Auto elettriche, batterie al litio in Giappone) l'accordo tra la Nissan e la NEC, adesso c'è la conferma dell'apertura di unità produttive di batterie (e non solo) in Europa, esattamente nel Regno Unito. Qui possiamo leggere dell'ulteriore evoluzione Nissan UK 'should make batteries' .











"Non soltanto voglio vedere auto prodotte qui da noi ma io voglio vedere produrre anche le batterie" ha detto Lord Mandelson, il ministro del lavoro britannico ", dimostrando una attenzione particolare per queste nuove tecnologie.
La joint venture tra i due colossi permetterà di produrre nella regione giapponese di Kanagawa 65 mila batterie per anno a partire dal 2011 per essere utilizzate dalle auto ibride. La stessa Nissan aveva già stretto un'alleanza con la Renault per unità produttive nel territorio francese di auto elettriche a batteria.

In Italia cosa facciamo?

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lunedì 23 marzo 2009

Il Presidente Obama annuncia 2,4 miliardi di finanziamenti a sostegno dei Veicoli Elettrici prossima generazione

Giovedì scorso, il presidente Barack Obama ha annunciato che metterà a disposizione un fondo di 2,4 miliardi di dollari per mettere in produzione veicoli elettrici ibridi e a batteria con componenti avanzati che rendano questi veicoli facilmente gestibili. L'iniziativa creerà decine di migliaia di posti di lavoro e degli Stati Uniti ed aiuterà gli USA ad uscire dalla dipendenza dal petrolio estero.

- Il Dipartimento di Energia (DOE - US Department Of Energy) offre fino a $ 1,5 miliardi in sovvenzioni a favore di produttori negli Stati Uniti per la produzione di queste batterie ad alta efficienza e loro componenti.

- Il Dipartimento di Energia offre fino a $ 500 milioni in sovvenzioni a favore di produttori negli Stati Uniti per la produzione di altri componenti necessari per i veicoli elettrici, come i motori elettrici e altri componenti.

- Il Dipartimento di Energia offre fino a $ 400 milioni a per dimostrare e valutare gli ibridi plug-in, le infrastrutture elettriche come per esempio quelle atte alla ricarica, la formazione di tecnici per la costruzione e la riparazione dei veicoli elettrici.

Qui n Italia invece ...... nulla!

Qui





President Obama recently visited the Department of Energy, where he and Secretary Chu discussed the Obama Administration's ambitious plans to create jobs, change the way we produce and use energy and address the climate crisis. (Fonte DOE)

domenica 22 marzo 2009

Trasformare i campi di calcio in tendopoli

Trasformare i campi di calcio in tendopoli per i fine settimana dei politici post-picco-ignoranti

lezione prima: "I limiti dello sviluppo" - durata 4 finesettimana

lezione seconda: "Lo stato di equilibrio" - durata 4 finesettimana

lezione terza: "Risorse naturali non rinnovabili" - durata 4 finesettimana

Al termine dei lavori, smontaggio delle tende, 2 partitelle di calcio (semifinali) tra scapoli-ammogliati e sviluppisti-equilibristi.
Gironi comunali, regionali, nazionali. Finali allo stadio olimpico di Roma.

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L'auto elettrica nella storia



Thomas Edison with an electric car - 1914 Detroit Electric, model 47 .
(National Museum of American History)

sabato 21 marzo 2009

Un mondo finito

Il problema della produzione di alimenti, quello del consumo di materie prime, quello della crescita dell'inquinamento e della sua neutralizzazione, comportano una serie di scelte molto difficili e impegnative: dovrebbe però essere ormai chiaro che tutte queste difficoltà scaturiscono da una sola, semplice circostanza: la Terra ha dimensioni finite. Quanto più una qualsiasi attività umana si approssima ai limiti naturali, oltre i quali la Terra non è più in grado dì sostenerla, tanto più manifeste e gravi si fanno tali difficoltà.
Se c'è abbondanza di terre vergini coltivabili, si può avere una popolazione più numerosa e insieme più alimenti per ogni abitante; ma quando tutta la Terra sia ormai sottoposta a sfruttamento, occorre scegliere tra le due alternative, delle quali l'una esclude l'altra.
In generale, sì può dire che la società moderna non ha ancora imparato a riconoscere la necessità di simili scelte. A quanto sembra, il sistema mondiale attualmente tende a far crescere tanto il numero dì abitanti quanto la disponibilità di cibo, di beni materiali, di aria e acqua pulita per ciascuno di essi; ma, per quanto abbiamo osservato, questa tendenza alla fine porterà a raggiungere uno dei molti limiti naturali della Terra.
Non è possibile anticipare esattamente quale limite verrà raggiunto per primo, e con quali conseguenze, giacché l'umanità potrebbe reagire in molte diverse maniere a una situazione del genere. È possibile, invece, studiare quali condizioni o quali modificazioni del sistema mondiale potrebbero portare la società a scontrarsi con i limiti che pongono un termine alle possibilità di sviluppo in un mondo finito, o a trovare un accomodamento all'interno di essi.

estratto da
I Limiti Dello Sviluppo
Donella H. Meadows Dennìs L. Meadows J0rgen Randers William W. Behrens III
rapporto del System Dynamics Group Massachusetts Institute of Technology (MIT) per il progetto del Club di Roma sui dilemmi dell'umanità prefazione di Aurelio Peccei
EDIZIONI SCIENTIFICHE E TECNICHE MONDADORI 1972

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venerdì 20 marzo 2009

Energia da sole e vento... si deve!

Antonio Cianciullo scrive sul suo blog un articolo incentrato sulla notizia che la Sicilia si smarcherebbe dal nucleare dedicando i propri sforzi economici sullo sviluppo delle fonti alternative, rinnovabili in una programmazione di investimenti negli anni futuri. Concordo sul fatto che l’elettricità da fonti rinnovabili, rappresenta un modello diffuso, decentrato e quindi democratico ma mi desta preoccupazione che a raffigurare questa teoria sia l'economista Rifkin propugnatore della cosiddetta 'economia basata sull'idrogeno'. Niente di più sbagliato. Per produrre l'idrogeno si ha bisogno per estrarlo dall'acqua di energia elettrica e/o idrocarburi più energia elettrica. L'idrogeno NON è una fonte energetica ma un vettore di energia. Se manca energia non si ha idrogeno. L'unica valida soluzione ai problemi energetici che abbia come obiettivo la riduzione dalla dipendenza estera è quella di produrre energia da fonti rinnovabili, eterne, sicure, democratiche, diffuse come il vento e il sole. E' possibile da subito.


Sicilia e Sardegna fuori dal nucleare
Jeremy Rifkin, il consigliere energetico dell’Unione europea, è andato in Sicilia a dire - assieme al presidente della Regione Raffaele Lombardo - che non saranno nè il nucleare nè un piano caso tutto fondato sull’aumento delle cubature a far decollare l’economia ma il nuovo progetto energetico concordato con la Regione: nell’arco di dieci anni la Sicilia può arrivare a produrre la metà dell’elettricità da fonti rinnovabili, usando un modello diffuso, decentrato, democratico, un modello capace di diventare un volano economico importante. Buona parte delle case si trasformerebbero - utilizzando solare, minieolico e geotermia - in produttori di elettricità seguendo l’esempio di due regioni spagnole, la Navarra e l’Aragona, che in dieci anni sono arrivate al 70 per cento di elettricità da fonti pulite. Per la prima volta le politiche energetiche di una Regione amministrata dal centrodestra entrano – almeno nei piani – in conflitto con le scelte del governo basate sul nucleare e su una vecchia idea delle opere pubbliche. Già in Sardegna Berlusconi aveva fatto una campagna elettorale all’insegna del “tranquilli, qui niente centrali nucleari”. Ora si sgancia anche la Sicilia. Quali saranno le regioni tanto fedeli da chiedere un impianto nucleare?
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giovedì 19 marzo 2009

Ohhhhh che sorpresa! Il diesel Euro IV più dannoso di un vecchio diesel

SE il motore Euro IV produce un quantitativo minore di particolato genera un maggior effetto infiammatorio a livello cellulare a causa della forma irregolare del particolato prodotto. Gli esperimenti dimostrano che il particolato di provenienza Euro IV è più citotossico e ha un più elevato potenziale infiammatorio rispetto ad un vecchio motore diesel perché la dimensione media delle pm derivate EuroIV è molto inferiore a quella di confronto. Tutti gli aspetti devono essere presi in considerazione nella valutazione del rischio per la salute. I macrofagi esposti a questo particolato dei motori low-emission ha mostrato caratteristiche di necrosi e degenerazione. I risultati implicano che una riduzione del livello delle emissioni di particelle di fuliggine non porta automaticamente ad una riduzione degli effetti tossici per l'uomo se aumenta, contemporaneamente, la struttura e la attività funzionale a causa delle modifiche superficiali di fuliggine e quindi l'accessibilità biologica e il potenziale infiammatorio della fuliggine. Di conseguenza, lo sviluppo di tecnologie di filtraggio deve essere diretta verso l'eliminazione delle polveri ultrasottili che, per unità di massa, presentano un rischio maggiore per la biosfera delle polveri di dimensioni maggiori.


We evaluated, in vitro, the inflammatory and cytotoxic potential of soot particles from current low-emission (Euro IV) diesel engines toward human peripheral blood monocytederived macrophage cells. The result is surprising. At the same mass concentration, soot particles produced under lowemission conditions exhibit a much higher toxic and inflammatory potential than particles from an old diesel engine operating under black smoke conditions. This effect is assigned to the defective surface structure of Euro IV diesel soot, rendering it highly active. Our experiments show that EuroIV soot particles are more cytotoxic and have a higher inflammatory potential than soot particles from an old diesel engine. Various parameters such as surface area, number of particles, and joint length have been examined to interpret or quantify the lung inflammatory response to nanoparticle exposure (5). The results presented in this work may suggest that the particle size is a proper dose metric for nanotoxicity because the mean particle size of EuroIV soot is much smaller than that of BS soot. However, we strengthen that the reported effects are more likely due to the strongly defective structure, the high abundance of chemically reactive structural elements (edges), and the presence of surface functional groups on the EuroIV soot particles that enabled them to be phagocytized more readily by MDMs than the larger BS particles. The expected hydrophilic surface chemistry due to attached OH groups should also be considered. These properties allow facile chemical and morphological contact with hydrophilic biomolecules. The OH and olefinic surface chemistry is a novel property of the EuroIV soot as opposed to the BS soot with its smooth, inert surface and its hydrophobic character. All theses aspects need to be taken into account in future health risk assessment. Low-emission diesel engines emit a comparatively small amount of soot particulate matter. Our study, however, has shown that, by mass, soot nanoparticles produced under low-emission conditions have a higher cytotoxic and inflammatory potential against human peripheral blood monocytederived macrophage cells than particles from an old diesel engine. The macrophages exposed to soot particles of lowemission engines showed characteristic features of necrosis and degeneration. A high apoptotic cell death rate was observed. This effect is assigned to the functionalized defective surface structure of the low-emission diesel engine soot, rendering it highly active. Moreover, the particles size of EuroIV soot is smaller than that of BS soot that tends to aggregate in bigger clusters. This makes the internalization of a higher amount of EuroIV particles possible, leading to more cytotoxic effects and stimulating a more intensive inflammatory reaction, as compared to BS soot. Our findings imply that a reduction of the emission rate of soot particulates does not automatically lead to a reduction of the toxic effects toward humans if, concurrently, the structure and functionality of the soot changes and therefore the biological accessibility and inflammatory potential of the soot increases. Fortunately, the microstructural features that aggravate the health risk also lead to a more effective oxidation of soot particles to CO2, provided suitable filtering techniques are applied (16). Hence, the development of filtering technology must be directed toward the removal of ultrasmall particles that, per unit mass, pose a higher risk to the biosphere than the more conventional forms of largeparticle soot. Cytotoxicity and Inflammatory Potential of Soot Particles of Low-Emission Diesel Engines DANG SHENG SU, ANNALUCIA SERAFINO, JENS-OLIVER MÜLLER, ROLF E. JENTOFT, † ROBERT SCHLÖGL, AND SILVANA FIORITO

mercoledì 18 marzo 2009

Ulteriore salto in avanti per la tecnologia delle batterie al litio

Un team di ricercatori dell'Istituto di Scienza e Tecnologia Coreano (Kist) guidati da Kim Il-doo hanno dichiarato di aver sviluppato un nuovo metodo di fabbricazione delle batterie agli ioni di litio che potrebbe portare ad un miglioramento significativo in termini di potenza e capacità di carica, riducendo i costi di produzione in modo tale da produrre in massa nuovi materiali per gli elettrodi delle batterie agli ioni di litio che promette vita più lunga e tempo di carica più brevi. La soluzione è quella di utilizzare la tecnologia di elettro-filatura per la produzione di tessuto nanoscopico per gli elettrodi. Kist recentemente ha firmato un contratto di trasferimento della tecnologia ad un locale produttore high-tech che prevede di produrre le batterie avanzate in due o tre anni sia per le apparecchiature elettroniche che per i veicoli elettrici.

Questa è una notizia che riempie il cuore di fiducia in chi crede da quindici anni che i veicoli elettrici siano la soluzione ideale per sostituire veicoli con motore a scoppio inquinanti, rumorosi e soprattutto inefficienti. L'inefficienza rappresenta oggi uno dei più gravi problemi da risolvere per poter utilizzare nel modo migliore la quantità di energia prodotta. Ci intristisce da un altro punto di vista. Non è possibile che una nazione che ha dato il suo apporto alla civiltà occidentale nel campo delle scienze, la ricerca, le applicazioni tecnologiche avanzate oggi sia costretta a stare alla finestra guardando gli altri paesi che procedono velocemente verso il nuovo millennio cavalcando nuovi paradigmi vincenti. Non credo che il Bel Paese sia abitato da persone meno intelligenti di quelle del Rinascimento. Forse abbiamo meno Architetti e più palazzinari nelle alte sfere dirigenziali?

Breakthrough in Powered Battery Reported

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martedì 17 marzo 2009

Male le immatricolazione di auto in Europa

A Febbraio, secondo i dati diffusi dall'Associazione costruttori europei dell'auto (Acea) , le immatricolazioni di auto nuove in Europa (27 paesi Ue più quelli Efta) sono ammontate a 968.159 unità, in calo del 18,3% rispetto allo stesso mese del 2008, una percentuale comunque meno negativa rispetto al calo del 27% del mese precedente. Peggio della media europea, però, la situazione del mercato italiano, che ha visto una flessione, sempre in febbraio, del 24,4 per cento.









cliccare per ingrandire

lunedì 16 marzo 2009

37MW di pannelli FV a New York

La Long Island Power Authority acquisterà 37 MW di pannelli solari della di BP Solar per fornire energia in due location del Brookhaven National Labs . L'operazione sarà inoltre collegato ad un accordo per l' acquisto di energia. BP è uno dei più grandi produttori di energia solare nel mondo e sta cercando di diventare uno dei primi operatori dominanti nel settore dei i pannelli solari in rame-indio-seleniuro (CSI e spesso CIGS). Tuttavia lo scorso ottobre, la crisi ha colpito anche BP costringendola a rinunciare alla costruzione di una fabbrica di silicio in lingotti.

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domenica 15 marzo 2009

In hoc signo vinces


L'acronimo V E (Veicoli Elettrici) nel cielo!

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Idrogeno, la parolina passe-partout








Riporto senza nessun commento tanto è .... lungimirante, diciamo.


Il Politecnico di Milano, in collaborazione con le società X,Y,Z, e la banca Ø, dà il via a "KT%$", una nuova società spin-off d’ateneo, che si occuperà di ricerca, industria e innovazione nel settore dell’energia.
L’obiettivo delle società “spin-off”, è la costituzione di un canale d’accesso diretto e rapido, tra l’ateneo ed il mondo industriale, allo scopo di favorire il trasferimento del sapere, dal laboratorio di ricerca direttamente al mondo del lavoro.
Il lavoro di "KT%$" includerà la progettazione, fabbricazione e commercializzazione di sistemi e celle a combustibile portatili, per generare energia elettrica ad impatto zero, da utilizzare come carica batterie o unità ausiliarie, per rifornire luoghi non raggiunti dalla rete elettrica.
X,Y,Z, e Ø, ovvero le realtà aziendali coinvolte, intendono infatti avvalersi delle risorse scientifiche, del know-how tecnologico del Politecnico, per sviluppare nuovi prodotti high tech (fondamentale, in questo senso, l’intervento della banca Mediocreval), che creino prospettive di crescita e rilancio industriale in questo periodo di crisi.
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sabato 14 marzo 2009

Si accorciano i tempi di ricarica per le batterie al litio

Al MIT (Massachusetts Institute of Technology) un gruppo di ricercatori è riuscito a realizzare batterie al Litio-ferro-fosfato (LiFePO4) che avrebbe la caratteristica di caricarsi/scarica in tempi rapidissimi. Ceder e il suo gruppo hanno sviluppato una sorta di corsia preferenziale grazie al rivestimento di fosfato di litio, che consente un rapido passaggio degli ioni litio, i responsabili del trasporto di carica delle batterie al litio. Il risultato: sono stati in grado di ridurre il tempo di ricarica, da sei minuti a soli 20 secondi. Lo studio pubblicato su Nature da parte degli scienziati attorno a Byoungwoo Kang e Gerbrand Ceder "Battery materials for ultrafast charging and discharging" promette cose eccellenti per i veicoli elettrici considerando che la tempistica per entrare in produzione e nel mercato sono valutabili in circa tre anni. La loro ricerca, finanziata dal governo americano, ha suscitato l’interesse di alcune aziende. Il MIT ha già rilasciato licenze a due società.

Qui

Come era da prevedere gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie innovative stanno dando interessanti e clamorosi frutti , una volta concretizzato il fatto che l'auto tradizionale con il motore a scoppio è destinata a coprire una nicchia di mercato sempre più ristretta. Investimenti. Dove? Dappertutto fuorché in Italia oppressa da gerontocrazie con l'occhio fisso nello specchietto retrovisivo.
The storage of electrical energy at high charge and discharge rate is an important technology in today's society, and can enable hybrid and plug-in hybrid electric vehicles and provide back-up for wind and solar energy. It is typically believed that in electrochemical systems very high power rates can only be achieved with supercapacitors, which trade high power for low energy density as they only store energy by surface adsorption reactions of charged species on an electrode material1, 2, 3. Here we show that batteries4, 5 which obtain high energy density by storing charge in the bulk of a material can also achieve ultrahigh discharge rates, comparable to those of supercapacitors. We realize this in LiFePO4 (ref. 6), a material with high lithium bulk mobility7, 8, by creating a fast ion-conducting surface phase through controlled off-stoichiometry. A rate capability equivalent to full battery discharge in 10–20 s can be achieved.

qui
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