Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 2 settembre 2008

Comunione e negazione

Che qualche dio (o Dio) ci salvi da questi scienziati negazionisti!



A Rimini scienziati fuori dal coro
Uomo, sei troppo piccolo per distruggere il mondo
Il Meeting contro il catastrofismo ambientale

L' UOMO non è Dio. Ci si può mettere tutto l'impegno che si vuole, ma il pianeta non l'abbiamo fatto noi. E neanche lo possiamo distruggere. Il Meeting di Comunione e Liberazione smonta, con numeri, mostre, testimonianze, libri e dibattiti, il catastrofismo ambientale che va tanto di moda in questi anni: l'effetto serra che uccide la Terra; il caldo che avanza e che ci soffocherà; i ghiacciai che si sciolgono; l'inquinamento; le polveri sottili; i camini che fumano porcherie. Tutto ciò insomma che ha fatto dire allo scienziato americano Gregory D. Poster: «I disastri ambientali provocati dai cambiamenti climatici minacciano il futuro dell'umanità in misura enormemente più grave rispetto al terrorismo. Dal 1968 i gruppi eversivi hanno ucciso 24mila persone, ogni anno invece ne muoiono 240mila per i danni del clima».
BALLE. O meglio: «C'è un mistero ultimo che determina le cose — dice Alessandra Vitez, responsabile delle mostre del Meeting: una si intitola 'Atmosphera. Realtà e miti dei cambiamenti climatici' — l'uomo non è tutto». «La scienza, al momento, non è in grado di dare vere risposte certe — aggiunge Marco Bersanelli, docente di astrofisica, uno degli scienziati più in vista di CI — e quando vi sentite dare risposte certe e sicure, non fidatevi: sono spesso figlie di interessi e preconcetti».
INTENDIAMOCI: non è che i ciellini, fatta questa premessa, invitino l'uomo a sgassare in auto oppure a continuare a scaricare a più non posso rifiuti e industriali. Questo no. Però fanno capi re a chiare lettere che certe battaglie ed esasperazioni ambientaliste lasciano il tempo che trovano. Valter Maggi è docente presso l'Università Bicocca di Milano e responsabile del progetto che alcuni anni fa ha perforato per 3mila metri e passa chilometri l'Antartide, per cercare di avere informazioni da quelli che definisce gli 'archivi naturali' del Pianeta. Dice: «II clima si muove. Già in tempi non sospetti, e cioè quando l'uomo ancora non esisteva, la Terra ha subito mutazioni importanti del clima». «La Groenlandia una volta era coperta da foreste — aggiunge Elio Sindoni, direttore di Scienze e Ambiente sempre alla Bicocca — e il Sahara era un giardino fiorito». Allora l'uomo non viaggiava con auto inquinanti. Il Meeting di Rimini non si limita alle chiacchiere. Prova anche a dare dei numeri e a sfatare alcuni tabù.
I PIÙ SPASSOSI:
1)1 ghiacciai si stanno sciogliendo. Sì e no. Cioè: al polo nord sì, ma al polo sud i ghiacciai si stanno in realtà allargando.
2) La Terra rischia di diventare una palla di fuoco? Beh, è vero che negli ultimi cento anni la temperatura è aumentata di circa 0,8 gradi; ma lo sapete che su Giove, negli ultimi quindici anni, il termometro è invece salito di 7 gradi, da 200° a 193° ? Che ci siano anche lì dei marziani inquinatori?
3) In quattro milioni di anni, ci sono stati momenti assai più caldi e con una maggiore concentrazione di anidride carbonica; e quattro milioni di anni fa noi mortali non eravamo forse neanche nei pensieri di Dio o della cicogna.
4) Si dice che questo benedetto riscaldamento della Terra sia causato dalle crescenti emissioni di CO2 prodotte dalle industrie, però è stato dimostrato che l'uomo incide solo per l'l%.
5) Ogni giorno scompaiono dalla faccia della Terra 30 km di boschi, ma in realtà le rilevazioni satellitari hanno mostrato che dal 1982 al 1999 le aree boschive sono aumentate del 6%. E allora?


Fonte: Resto del Carlino del 25-08-2008

L'immagine: Salvador Dalì - Bambino Geopolitico , 1943
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lunedì 1 settembre 2008

Gustav. Bloccata la produzione del greggio nel Golfo del Messico

La minaccia dell'uragano Gustav ha portato le compagnie petrolifere Usa a bloccare il 96 per cento della produzione di greggio delle piattaforme situate nel Golfo del Messico e l'82 per cento di gas naturale. I dati sono stati annunciati dal ministero dell'Interno Usa. E' stato inoltre evacuato il personale che operava su 518 delle 717 piattaforme petrolifere Golfo. Nell'area minacciata dall'uragano Gustav si trova un quarto della produzione di greggio Usa.

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Auto elettriche. Il Giappone si prepara, l'Italia no.

In Italia invece ....&/%%$$(&$&/%/&ç°ç°§&%$$&%£ ! (autocensura)


Il Giappone si sta preparando per l'arrivo delle auto elettriche plug-in (ricaricabili alla presa elettrica) del prossimo anno progettando la costruzione di centinaia di punti "ricarica rapida" e altre infrastrutture per ospitare i veicoli.
I guidatori in Giappone saranno i primi al mondo ai quali saranno offerte auto batteria da parte dei grandi costruttori. Tokyo Electric Power (Tepco), il gigante delle utility che fornisce la regione della capitale del Giappone ha detto di aver messo a punto un dispositivo di ricarica che potrebbe fornire energia sufficiente in un periodo di cinque minuti fermata alla guida di una piccola auto elettrica 40 km. Con 10 minuti di carica si possono percorrere di 60 km. La compagnia, una grande promotore di autovetture elettriche, ha testato la Y4m (costo $ 36500) con dispositivo di Mitsubishi Motors e Subaru - la prima auto plug-in sarà venduta nel 2009 e nel 2010 - e spera di installarlo nei supermercati e gli altri contributi pubblici luoghi.
Prefettura di Kanagawa, la regione adiacente Tokyo, si è impegnata a fornire 150 quick-stations di ricarica come parte iniziale di uno sforzo per mettere in circolazione almeno 3000 veicoli elettrici sulle sue strade entro cinque anni.
Il governo nazionale è di supporto alla tecnologia. Il mese prossimo si inizierà di accettare le domande di città e paesi che desiderano diventare "modello distretti" per la prossima generazione di veicoli e infrastrutture, un programma che comporta l'installazione di colonnine nei parcheggi, supermercati e catene di ristorazione per offrire ai conducenti il servizio da utilizzare gratuitamente.
Il governo prevede inoltre di incoraggiare le imprese private di offrire tassi di sconto per i conducenti di veicoli elettrici sui parcheggi, sulle assicurazioni e sui prestiti. La stessa Japan Post, l'azienda di servizi postali recentemente privatizzata, ha intenzione di convertire la sua flotta per la consegna composta di 21.000 veicoli in veicoli elettrici.
Yasuo Fukuda, primo ministro, vuole che un metà delle nuove autovetture vendute entro il 2020 siano alimentate da fonte alternativa al petrolio. Giappone si è impegnata al vertice del G8 di quest'anno a tagliare globale emissioni di biossido di carbonio 60-80 per cento entro il 2050.
Mitsubishi prevede di offrire la MiEV, una piccola cinque porte elettrico, commercializzabile dal prossimo anno, mentre Subaru, un ramo della Fuji Heavy Industries, sarà in grado di introdurre la sua Microcar due porte R1e elettrica subito dopo.
La alleanza Renault-Nissan sta progettando vetture elettriche per il Giappone e gli Stati Uniti nel 2010, mentre la Toyota sta lavorando a un plug-in versione della sua Prius ibrida per andare in vendita lo stesso anno.

Fonte : Financial Times del 25 Agosto

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domenica 31 agosto 2008

Orsi naufraghi

L'immenso iceberg su cui si trovavano si è dapprima staccato dalla terraferma e quindi si è gradualmente, completamente sciolto. Così nove orsi polari si sono ritrovati nelle acque gelide del mare d'Alaska, trasportati dalla corrente, costretti a nuotare 24 ore su 24 per sopravvivere. La terra più vicina era a una distanza raggiungibile per questi instancabili animali: un centinaio di chilometri più a sud. Ma l'istinto li ha spinti a muoversi in direzione opposta, verso nord, e in quel senso di marcia il primo pezzo di ghiaccio che offrirebbe loro un approdo si trova a seicento chilometri, una distanza quasi certamente insormontabile anche per formidabili nuotatori come loro. Un tempo era più vicino, ma si è ridotto a causa del cambiamento climatico che riscalda il pianeta, facendo ritirare il manto di ghiaccio sempre di più verso il Polo Nord.

Qui

dal Daily Mail: The heartbreaking picture of the polar bears with 400 miles to swim to the nearest ice

Immagine: uno degli orsi (dal D.M.)
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Firenze, Bondi di traverso sul tram

Tramvia al Duomo, Bondi si rimette di traverso. «Sono preoccupato per l´impatto che il tram potrebbe avere su Duomo e Battistero: e alla prima riunione del tavolo tecnico su Firenze convocato insieme al sindaco Domenici comunicherò questa posizione del ministero», dichiara il responsabile dei beni culturali in un´intervista a Libero. E Palazzo Vecchio replica immediatamente: «Forse Bondi non sa che il comitato tecnico di settore del suo ministero, due anni fa, ha dato l´ok al passaggio del tram dal Battistero: se ne torni in vacanza», sbotta l´assessore all´urbanistica Gianni Biagi. E´ la nuova puntata della guerra sulla tramvia. «La tutela del patrimonio storico del nostro paese è una funzione che lo stato deve continuare a svolgere sia pure con la partecipazione determinante degli enti territoriali», dice il ministro forzista a Libero. E aggiunge: «Ho già espresso preoccupazione per l´impatto che la tramvia potrebbe avere sul Duomo e sul Battistero, e resto di questo avviso. ». «La posizione di Bondi è incomprensibile, l´ultima versione dei tracciati e la soluzione tecnica per fare passare il tram da piazza Duomo senza pali e fili ma con le batterie fu concordata proprio con comitato tecnico di settore del suo ministero», tuona il responsabile urbanistica Gianni Biagi. «I tecnici hanno dato l´ok, le condizioni di sicurezza ci sono tutte, non c´è alcun rischio vibrazioni come qualcuno sostiene e Bondi sa bene. Mi fa ridere», si chiede invece Matulli.

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sabato 30 agosto 2008

Belgio. La fuga radioattiva vista dalla gente

«Sabato ci hanno detto che non era niente, martedì che la situazione era più grave e ora che è una catastrofe». Così Richard Charlier, idraulico di 54 anni di Fleurus, località a una cinquantina di chilometri a Sud di Bruxelles, ha sintetizzato ieri con rabbia il ritardo nell'allarme dato dalle autorità belghe dopo una fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico nella zona di Charleroi. «La popolazione è inquieta, è normale - ammette Jean-Luc Borremans, sindaco di Fleurus, cittadina di 20mila abitanti con molti immigrati italiani - il nucleare è un tema che spaventa, ma mi fido degli esperti che mi dicono che la situazione è sotto controllo e le misure intraprese sono solo di prevenzione». Parte della popolazione locale e gli ambientalisti mettono però sotto accusa l'allarme tardivo. Secondo Greenpeace, le autorità avrebbero poi sottostimato i rischi che lo iodio radioattivo può provocare nei bambini che «sono 22 volte superiori rispetto a quelli a cui sono sottoposti gli adulti in caso di ingerimento».
L'incidente, il più grave mai avvenuto in Belgio in campo nucleare, risale allo scorso fine settimana, ma solo ieri le autorità competenti hanno deciso di mettere in guardia la popolazione. E auto della polizia hanno cominciato a circolare con altoparlanti intimando agli abitanti che vivono entro un raggio di 5 chilometri dal luogo di non consumare la frutta e la verdura dei loro giardini, né di bere l'acqua piovana o il latte locale fino ad un nuovo ordine.

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Nucleare. Aggiornamento sull'incidente in Belgio per fuga di iodio all'Istituto di Radioelementi

Dopo una settimana dal primo allarme sulla perdita di iodio 131 all'Istituto di Radioelementi di Fleurus, in Belgio, che era stato classificato come poco rilevante, nella notte tra giovedì e venerdì l'allarme è stato lanciato su scala europea. La perdita sembrerebbe più grave del previsto, soprattutto per l'ambiente circostante. La popolazione limitrofa non dovrà consumare prodotti locali. L'allarme è stato dato questa notte dal sistema di informazione europeo sulle eventuali crisi rediologiche Ecurie, che come è successo alcuni mesi fa nel caso della centrale di Kurs - in Slovenia - è scattato lanciando in automatico l'allerta alle autorità dell'unione ed a tutte le autorità locali degli stati membri, che per questo motivo sono state le prime a ricevere e diffondere la notizia. Come hanno sottolineato questa mattina i portavoce della Commissione durante il consueto briefing con la stampa, dopo la notifica la questione è ora passata in mano alle autorità locali belghe, che da questa mattina si stanno occupando, a livello nazionale, dell'allarme. Sempre secondo le notizie diffuse dall'esecutivo di Bruxelles, per ora il governo locale di Fleurus ha adottato una serie di «azioni cautelative, in particolare restrizioni al consumo di produzioni di cibo locale (verdura e latte) in un raggio di 5 chilometri».

La perdita di iodio 131 non sembra però essere un incidente improvviso. L'Agenzia federale di controllo nucleare (Afcn) nazionale belga aveva infatti lanciato l'allarme già nei giorni scorsi: il 25 agosto l'agenzia veniva informata dalll'Ire di «aumenti delle emissioni di iodio» avvenuti il fine settimana scorso. L'allarme lanciato questa notte sembra invece delineare tutt'altra urgenza. Il sindaco di Charleroi, capoluogo della provincia in cui si trova la cittadina di Fleurus, Jean-Jacques Viseur ha dichiarato stamattina alla stampa locale di essere «scioccato per la mancanza di iniziativa» dell'Afcn, che non avrebbe notificato l'urgenza di un provvedimento da parte del governo locale.

Le versioni online dei principali quotidiani belgi sono oggi piene di commenti di cittadini sui forum, che chiedono cosa devono fare con gli alimenti comprati ai mercati locali, con il latte proveniente da allevamenti limitrofi, con i prodotti delle piantagioni personali, di cui hanno continuato a nutrirsi prima che l'allarme diventasse di dimensioni allarmanti.

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Nucleare: incidenti in Belgio e Austria

Nucleare: fuga radioattiva in Belgio, più grave del previsto

Più grave di quanto si pensasse la fuga radioattiva che si è verificata lo scorso fine settimana da un laboratorio vicino a Charleroi, in Belgio. I test condotti sul terreno nei pressi dell'impianto hanno segnalato livelli di radioattività più alti di quelli registrati subito dopo l'incidente. L'agenzia federale belga per l'energia atomica ha indicato il livello di pericolosità tre su una scala da uno a sette. Le autorità hanno raccomandato agli abitanti della zona di non mangiare gli ortaggi coltivati in loco e di non portare le mucche al pascolo.

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Austria: incidente nucleare in laboratorio AIEA, escluso impatto ambientale

Non si registrano tracce di radioattivita' all'esterno di un laboratorio dell'Agenzia atomica internazionale (Aiea) a Seibersdorf, 35 chilometri a sud di Vienna, in Austria, in seguito all'esplosione di un piccolo container di plutonio avvenuta lo scorso 3 agosto. Lo assicura Michael Hlava, portavoce del Centro di ricerca austriaco (Arc) che ha condotto analisi indipendenti su mandato della stessa Aiea. Hlava ha escluso qualsiasi impatto ambientale derivante dalla fuoriuscita di circa un grammo di plutonio. "Non abbiamo rilevato alcun incremento dei valori", ha detto il portavoce dell'Arc. L'incidente e' avvenuto durante la notte, pertanto, secondo quanto afferma l'istituto incaricato dall'Aiea di compiere analisi indipendenti, e' da escludere anche il rischio di contaminazione per il personale del laboratorio. Tuttavia si tratta di un evento che ha sollevato dibattiti e aspre polemiche in Austria, dove l'opinione pubblica e' tradizionalmente contraria al ricorso al nucleare. Il direttore generale dell'Aiea, l'egiziano Mohamed ElBaradei, l'anno scorso ha chiesto lo stanziamento di fondi supplementari per 27,2 milioni di euro, allo scopo di rafforzare le misure di sicurezza nei laboratori dell'agenzia atomica, dove vengono effettuati anche test e studi sulle attivita' nucleari dell'Iran.

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Toyota spinge sulle auto ibride per il 2009

Toyota taglia le stime di vendita per il 2009 e annuncia che per far fronte al periodo difficile dell'auto, spingerà maggiormente sulla produzione di auto ibride. Obiettivi ridotti. La casa nipponica ha lasciato cadere l'obiettivo simbolico di superare quota 10 milioni di veicoli venduti per il 2009, procedendo ad una revisione al ribasso delle sue previsioni imputata ai «tempi difficili» che il settore dell'auto sta attraversando, tra aumenti dei costi di produzione, aumenti dei prezzi dei carburanti e rallentamento della domanda dei paesi avanzati a seguito della crisi finanziaria globale. In risposta alla situazione, il presidente Katsuaki Watanabe ha affermato che Toyota continuerà a spingere sui veicoli a propulsione ibrida, quelli che per ridurre al massimo i consumi sfruttano un propulsore elettrico combinato ad un tradizionale motore a scoppio, e su cui si è invece assistito ad un boom di vendite a seguito dei rincari del petrolio degli ultimi mesi. In quest'ambito la casa nipponica ha deciso di iniziare a produrre la Prius, la più famosa della sue ibride, direttamente negli Usa. «Riteniamo che il rallentamento del mercato americano sia una questione fondamentale», ha osservato Watanabe. Attualmente Toyota produce la Prius in Giappone e in Cina. Inoltre il gruppo studia il possibile lancio di un'auto elettrica di nuova generazione all'inizio del prossimo decennio.

Fonte : il Sole 24 Ore online

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venerdì 29 agosto 2008

Il segreto del polonio 210 nel fumo di sigaretta

Se non è una bufala credo che sia una notizia abbastanza preoccupante ed abbiano di che preoccuparsi anche i non fumatori. Immagino che quei fertilizzanti non siano stati utilizzati solo per coltivare il tabacco. O no?
Un saluto speciale a quelle brave persone che sapevano e nulla hanno detto.

Il segreto del polonio 210 nel fumo di sigaretta

I produttori sapevano da quarant'anni che questa pericoloso radionuclide è presente nel tabacco. Ma hanno fatto di tutto per nasconderlo. Philip Morris (PM), RJ Reynolds, British American Tobacco e di tutte le "major" dell'industria del tabacco hanno volontariamente nascosto al pubblico per oltre quaranta anni, la presenza in foglie di tabacco, nelle sigarette e nel fumo di tabacco di un elemento radioattivo pericoloso e cancerogeno, il polonio 210 (210Po) , che è stato utilizzato per assassinare l'ex agente del KGB Alexander Litvinenko a Londra nel 2006. Il numero di settembre di la American Journal of Public Health pubblica una analisi di più di 1 500 documenti interni delle aziende produttrici di tabacco che ha permesso a Monique Muggli, ricercatore presso la Mayo Clinic negli Stati Uniti, dimostrano che l' industria sapeva tutto e non ha detto nulla. Il polonio 210 è un emittente di radiazioni alfa così instabile e pericoloso, è uno dei pochi che non sono mai stati utilizzati in medicina. Che provoca il cancro ai polmoni per inalazione, si ferma nei bronchi dove attiva processi tumorali. Fumare 30 sigarette al giorno espone l'individuo attraverso la sua presenza nel fumo ad una dose equivalente di 300 radio l'anno nei polmoni! Il 210Po sarebbe responsabile per 1% di tutti i tumori polmonari americani. Se il 210Po è presente in fumo è a causa dei fertilizzante ricchi di fosfati che vengono usati per coltivare il tabacco. Essi sono estratti da miniere apatites, una roccia contenente polonio e radio.

Fonte : Le Figaro

Immagine da Flickr
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giovedì 28 agosto 2008

Petrolio, biocarburanti, crisi alimentare



In questo video viene spiegato in modo semplice e chiaro il punto di vista di coloro che credono che l'uso di colture per i biocarburanti non è una buona soluzione per l'ambiente. Breve clip con riferimenti presi da articoli dai giornali come il LA Times e il New York Times ed anche da agenzie ufficiali come il DOE. Il video illustra i motivi come segue: se aumenta la domanda e cresce il timore produzione di conseguenza aumenta il prezzo del petrolio, i produttori di materie prime da cui si ricavano biocarburanti vengono indotti alla produzione e quindi si incrementa l'uso di biocarburanti. Quindi gli elevati prezzi del petrolio e la mancanza di materie prime alimentari rendono più costosi gli alimenti, producendo la crisi globale che abbiamo visto di recente. Se si ritiene che il recente abbassamento dei prezzi del petrolio sia sufficiente per salvarci guardiamo il video e teniamolo bene in mente nel futuro prossimo.

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mercoledì 27 agosto 2008

100 anni funicolare Montenero, alimentata da FV

Compie 100 anni la Funicolare di Montenero, a Livorno, l'unica al mondo completamente ecologica. E' infatti alimentata da un impianto fotovoltaico ed è stata inaugurata il 19 agosto 1908. La città festeggerà l'evento con una serie di iniziative e l'Atl, l'Azienda di trasporto pubblico che ne è proprietaria, informa una nota, ha già predisposto anche una serie di agevolazioni per i turisti. La funicolare di Montenero, integrata nella rete di trasporto urbano di Livorno e con il sistema dei parcheggi di scambio, ha una capacita' di trasporto di 580 persone l'ora e ha un'utenza media di 250.000 passeggeri l'anno. La lunghezza della salita e' di 656 metri e con dislivello di 111 metri e una pendenza massima del 18%. Le celebrazioni del centenario proseguiranno fino a settembre.

Il sito della funicolare

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martedì 26 agosto 2008

Giappone, il primo treno alta velocità va in pensione

Il primo treno proiettile della storia, lo Shinkansen serie Zero, ha ormai i giorni contati prima del definitivo pensionamento, fissato per novembre. E questo nonostante la sua popolarità tra i viaggiatori nipponici continui ad aumentare. Sono sempre di più, infatti, i passeggeri che acquistano biglietti solo per fare una corsa sul venerando treno proiettile prima del suo ritiro dalle rotaie, indipendentemente dalla destinazione. Il Giappone è stato il primo stato a costruire una linea dedicata per l'Alta velocità: i primi progetti risalgono agli anni 40, ma il primo tronco (Tokyo-Osaka) fu iniziato nel 1959 e inaugurato il primo ottobre 1964, in occasione delle Olimpiadi. Nel giro di soli tre anni il servizio Shinkansen sulla linea Tokyo-Osaka superò i 100 milioni di passeggeri trasportati, arrivando poi al miliardo nel 1976. E in oltre 40 anni di servizio, questi treni non hanno mai subito incidenti o deragliamenti.
Capace di raggiungere velocità impensabili per l'epoca, circa 210 chilometri orari, la serie Zero è stata sostituita gradualmente con nuovi modelli. La velocità massima dei modelli più recenti (serie 500 e 700) è all'incirca la stessa del TGV francese, dell'ETR 500-TAV italiano, dell'AVE spagnolo e dell'ICE-3 tedesco, anche se è previsto l'innalzamento della velocità massima a 360 km/h con l'introduzione del nuovo Shinkansen Fastech360.

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lunedì 25 agosto 2008

Francia, nuovo incidente in centrale nucleare

Nuovo incidente in una centrale nucleare francese. Secondo quanto riferisce la società Comurhex, filiale della Areva, giovedì si è verificata una perdita di "piccole quantità di uranio" durante dei lavori per la modernizzazione degli impianti di canalizzazione e per la costruzione di un nuovo centro di conversione dell'uranio presso la centrale di Pierrelatte, situata nel Dipartimento della Drome, nel Sud della Francia. "Piccole quantita d'uranio sono uscite su questa canalizzazione, che è utilizzata in maniera occasionale", si precisa in un comunicato emesso dalla Comurhex. "Non ci sono rischi per il personale", assicura la società, che stima la fuorisucita nell'ordine di 250 grammi all'anno. L'Authority per la sicurezza nucleare (Asn) d'Oltralpe è stata tuttavia informata dell'incidente e attualmente è in corso una perizia tecnica per determinare l'eventuale impatto ambientale.

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Spenta per incendio una centrale nucleare in Spagna

La centrale nucleare di Vandellòs 2 rimarrà chiusa per una settimana a causa di un incendioinnescasto alle ore 10 di domenica 24 Agosto e spento dopo un'ora. Questa è una delle principali centrali nucleari in Spagna, con un contributo al sistema elettrico di 1.000 megawatt. L'incendio è stato spento e "non ha avuto alcun impatto sul lavoro o per l'ambiente", secondo ANAV, il proprietario degli impianti.

Fonte: El Periodico qui

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domenica 24 agosto 2008

Google, 10 milioni di dollari nel calore della Terra

Google investirà più di dieci milioni di dollari nel geotermico. Lo sforzo economico fa parte del più ampio progetto di investimenti nelle energie rinnovabili attraverso Google.org, la controllata di Mountain View che opera nella filantropia con l'obiettivo di rendere «l'elettricità prodotta con le energie rinnovabili più economica di quella derivata dal carbone». Il progetto, indirizzato allo sviluppo di una tecnologia chiamata Enhanced geothermal systems (Egs), si differenzia molto dal geotermico che conosciamo. L'Egs, anche detto geotermico «artificiale» o di terza generazione, richiede lo sviluppo di tecnologie d'avanguardia. Al posto di sfruttare il calore della Terra a poche centinaia di metri nel sottosuolo, in questo caso la profondità da raggiungere è di qualche chilometro. Il vapore viene prodotto gettando dell'acqua sulle rocce sotterranee incandescenti. Questo mette in movimento una turbina che produce energia elettrica. Secondo un recente rapporto del Mit (citato da Google) il 2% del calore che si trova tra i 3 e i 10 chilometri di profondità sotto il continente americano, se sfruttato, potrebbe produrre un'energia 2500 volte più abbondante di quella necessaria per ricoprire il fabbisogno energetico del Paese. L'investimento di Google (10,25 milioni di dollari) - mirato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie in grado di raggiungere un obiettivo tanto ambizioso - verrà così ripartito: 6,25 milioni di dollari ad AltaRock Energy, 4 miliioni di dollari per Potter Drilling e 489.521 dollari destinati al laboratorio di geotermia della Southerm Methodist University.

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(Sopra una cartina geotermica dell'Italia)
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sabato 23 agosto 2008

Nucleare: Zichichi, nessun rischio se gestito come Ferrari

Nessun commento.

"Non si può affidare una Ferrari ad un neo patentato. Si rischierebbe di uscire fuori strada alla prima curva. Così è per la gestione delle centrali nucleari. Se le affidiamo a dei raccomandati rischiamo il disastro. Se le affidiamo a tecnici qualificati non corriamo rischi". Lo ha detto oggi il professor Antonino Zichichi, presidente dei Seminari internazionali di Erice (Trapani) sulle emergenze planetarie, che fino a sabato impegneranno 120 scienziati provenienti da 70 tra laboratori ed università di tutto il mondo. I problemi legati alla crisi energetica sono tra gli argomenti principali di questa quarantesima sessione. "Oggi sul nucleare -sostiene Zichichi- c'è davvero una grande confusione culturale: si parla sempre dei rischi, ma ci si dimentica che, dopo l'incidente di Chernobyl, i cui reattori sono stati costruiti in maniera pessima (e nulla hanno in comune con quelli moderni), i tecnici che sostituirono coloro i quali provocarono l'incidente, sono riusciti a portare avanti, senza problemi, gli altri tre reattori rimasti in funzione". Per Zichichi "oggi è possibile realizzare centrali sicure, come pure seppellire, in maniera assolutamente sicura, le scorie. Un procedimento, quest'ultimo, che è molto più economico della distruzione". Secondo il fisico "sul nucleare si è fatta, finora, una cattiva informazione: quasi nessuno, ad esempio, ricorda che con il nucleare si hanno zero emissioni di gas serra".

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venerdì 22 agosto 2008

USA:spento reattore nucleare california dopo incendio

Il reattore numero due della centrale nucleare di Diablo Canyon in California e' stato spento in seguito a un incendio. Le fiamme sono state domate e al momento non risultano fughe radioattive. Ne ha dato notizia l'U.S. Nuclear Regulatory Commission, l'Agenzia per il nucleare Usa. L'impianto si trova a Avila Beach nella contea di San Luis Obispo, a circa 310 chilometri a nordovest da Los Angeles. A Diablo Canyon sono attivio due reattori, rispettivamente da 1.222 MW il primo costruito nel 1985 e da 1.118 MW la seconda, realizzato nel 1986.

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giovedì 21 agosto 2008

Multa record ad Ascó per l'incidente nucleare di novembre

Il Consiglio di sicurezza nucleare (Consejo de Seguridad Nuclear - CSN) ha proposto al Ministero dell'Industria che la compañía eléctrica Endesa, propietaria della centrale nucleare di Ascó sia multata con quattro sanzioni per gli incidenti, uno grave e due minori, registrati nel novembre dello scorso anno, che comprendeva l'individuazione di particelle radioattive all'esterno dell'edificio. La proposta deve essere approvata dal Dipartimento di Miguel Sebastian, includere sanzioni compresa tra 22,53 euro e 9.030.000 milioni di euro. L'Assemblea ha adottato all'unanimità l'accordo nella riunione di ieri dedicata a monografie l'incidente presso la centrale nucleare Ascó I, che ha avuto luogo lo scorso novembre 26, anche se la centrale non informò lo stesso fino ad aprile. Il CSN classificato l'incidente al livello 2 della scala internazionale. Le conclusioni della seduta plenaria del CSN sono basati su che, "anche se non vi è stato alcun danno a persone o per l'ambiente e la stima in termini di rischio è remoto e mite, vi sono stati notevoli carenze nel controllo e nella fornitura informazioni ". Dei quattro gravi sanzioni proposte dal CSN, uno di loro sale al suo "massimo grado", punibili con ammende che vanno da 4,5 milioni di euro a nove milioni di euro. Il motivo, sostiene che la CSN è "potenzialmente radioattivi di emissione che superano il limite di dose annuale per gli operatori all'interno della doppia recinzione dell'impianto. "Uno dei fattori che contribuiscono a questo problema" è stato prodotto dall' "aver modificato il punto di taratura di monitoraggio delle radiazioni nell'edificio del combustibile ad un valore al di dello stabilito". Gli altri tre in gravi sanzioni "di grado medio 'proposte sono motivati in violazione del manuale per la protezione radiologica e del regolamento di tutela della salute contro le radiazioni ionizzanti, per non aver stabilito il controllo della contaminazione esterna del personale, una volta scoperto la contaminazione del sito e per non avere cernita, la marcatura e l'identificazione delle aree radiologiche di libero accesso allo stabilimento.

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Fonte El Mundo

mercoledì 20 agosto 2008

L’ultimo sogno di Andrea Pininfarina: l’auto elettrica

Emissioni zero, nessun rumore e un costo d’esercizio quasi irrisorio. L’auto elettrica, quella che si ricarica semplicemente inserendo una spina in una normale presa di corrente, è la soluzione ideale ai problemi legati alla mobilità e all’inquinamento delle aree urbane. Bolloré avevano annunciato un investimento di 10 milioni di euro per la produzione di un’auto elettrica che avrà le rivoluzionarie batterie al lithium metal polymere sviluppate dal gruppo francese. Per la produzione e la commercializzazione bisognerà aspettare la fine del 2010. L’autonomia di 250 chilometri che assicurano le batterie lithium metal polymere è perfetta per fare quei due o tre spostamenti al giorno che tutti gli studi ci dicono fa questo tipo di automobilista. In Francia hanno calcolato che i costi della tricarica sono circa un decimo di quelli delle auto tradizionali. Colonnine di ricarica pubbliche. Andrea Pininfarina scomparso pochi giorni fa in un tragico incidente stradale alla guisa del suo scooterone parla del suo sogno in un intervista uscita sul settimanale Panorama

L’ultimo sogno di Andrea Pininfarina: l’auto elettrica

Emissioni zero, nessun rumore e un costo d’esercizio quasi irrisorio. L’auto elettrica, quella che si ricarica semplicemente inserendo una spina in una normale presa di corrente, è la soluzione ideale ai problemi legati alla mobilità e all’inquinamento delle aree urbane. Almeno sulla carta. Perché in pratica è ancora una chimera. Negli anni Novanta le case automobilistiche che si sono avventurate su questo terreno, come Fiat e General Motors, hanno pagato lo scotto con insuccessi commerciali clamorosi e buchi nei bilanci. Ora che il petrolio sembra essere indirizzato verso quota 200 dollari al barile e le norme contro l’inquinamento diventano sempre più stringenti, ci stanno tutti riprovando. Ma in prima fila all’appuntamento con un’auto elettrica che potrebbe funzionare davvero non ci saranno i grandi marchi del settore, ma un outsider. In verità erano due.
Una strana coppia formata da Andrea Pininfarina, 51 anni, piemontese doc, ultima generazione di una famiglia di carrozzieri, famosi nel mondo per il design e produttori di auto per conto di Alfa Romeo, Ford e Volvo. E Vincent Bolloré, che in Italia è conosciuto soprattutto per essere un finanziere, amico del presidente transalpino Nicolas Sarkozy, con un posto di primo piano nel salotto di Mediobanca, ma con alle spalle un gruppo da 6 miliardi di euro che impiega 32 mila addetti. Insieme, nel dicembre scorso, avevano annunciato un investimento di 10 milioni di euro per la produzione di un’auto elettrica che avrà le rivoluzionarie batterie al lithium metal polymere sviluppate dal gruppo francese, il design, la meccanica e il marchio di Pininfarina. Ora Andrea Pininfarina non c’è più. Ecco le sue parole. “Lo stile lo abbiamo già definito e vedrete come sarà fatta al prossimo Salone dell’auto di Parigi ai primi d’ottobre quando la mostreremo in anteprima mondiale”.
Com’è nato il sodalizio con Bolloré?
Il rapporto risale al 2003. Bolloré era uno dei clienti che si serviva della nostra controllata francese Matra automobile engineering.
Per l’auto elettrica?
Sì, abbiamo lavorato insieme sulla Blu car, il primo prototipo presentato dal gruppo Bolloré.
E il salto da fornitore di servizi a partner industriale?
Nel 2005 ci siamo incontrati e abbiamo cominciato a parlarne per valutare il progetto.
Cioè?
Da parte nostra abbiamo cercato di capire le prestazioni delle batterie e che tipo di vantaggio competitivo ci potevano dare.
Così avete perso un cliente e avete trovato un nuovo socio.
Sì, abbiamo creato una nuova società posseduta dai due gruppi con quote uguali per realizzare la vettura elettrica. Che avrà il nostro marchio.
Dove la produrrete?
In uno degli stabilimenti di Pininfarina in Italia.
Quando?
Per la produzione e la commercializzazione bisognerà aspettare la fine del 2010.
Un’eternità…
Fare un’auto è una cosa seria, specie se si tratta di un prodotto innovativo come quello che metteremo sul mercato.
Immagino che i problemi non siano pochi.
Immagina bene. E se ci pensa è un time to market straordinario. Stiamo studiando ogni singola parte dell’auto. Solo per fare alcuni esempi, il sistema di trazione, il motore, l’elettronica di gestione sono nuovi. Poi ci dovranno essere tutte le omologazioni, le validazioni, i test. E l’industrializzazione del progetto.
E lo stile?
Quello è definito.
E come sarà?
Riprenderà i temi sviluppati dalla nostra ultima concept car, Sintesi. Avrà degli sbalzi ridotti, un passo lungo e grande abitabilità. Poiché non sono necessari alcuni organi meccanici come il cambio, il motore è molto più piccolo di quello a combustione interna e le batterie hanno una forma piatta che ci permette di posizionarle al centro della vettura e nella parte bassa. L’equilibrio dei pesi e il baricentro basso daranno all’auto una grande guidabilità.
Pininfarina è responsabile di tutto il progetto, mentre il gruppo francese ci mette solo le batterie.
Ma è proprio la batteria il cuore del progetto. Per almeno due motivi.
Quali?
Perché quella del lithium metal polymere è una tecnologia di proprietà del gruppo Bolloré che ci dà le migliori prestazioni possibili oggi in termini di autonomia.
Poi?
Una società paritetica ci assicura le forniture, anche se arrivassero delle richieste di batterie da altri costruttori.
I big del settore non la preoccupano?
No, perché da una parte sono convinto che punteranno sui veicoli ibridi e dall’altra arriveranno sul mercato dell’auto elettrica pura utilizzando i modelli che hanno già in produzione.
Con quali conseguenze?
Per trovare posto alle batterie dovranno sacrificare il bagagliaio, l’abitacolo o l’equilibrio dei pesi. Noi non lo faremo.
E i prezzi della Pininfarina elettrica?
Se anche lo sapessi non glielo direi. Ma posso dirle che avremo un posizionamento premium: il prezzo non sarà basso.
Come commercializzerete l’auto? Avrete una vostra rete di concessionari?
È una delle cose che stiamo definendo. Non avremo una rete capillare. Vogliamo essere presenti nei grandi centri urbani dell’Europa e degli Stati Uniti perché il nostro cliente tipo vive nelle metropoli e vuole un’auto compatta che possa ospitare quattro persone. L’autonomia di 250 chilometri che assicurano le batterie lithium metal polymere è perfetta per fare quei due o tre spostamenti al giorno che tutti gli studi ci dicono fa questo tipo di automobilista.
E le ricariche saranno un problema?
Basta una presa di corrente e in cinque ore la batteria sarà di nuovo carica. Oppure in soli cinque minuti si ottiene un’autonomia di 25 chilometri, più che sufficienti per tornare a casa.
E se non si diffonderanno le colonnine pubbliche?
Ci dispiacerà, ma non cambierò i nostri progetti perché il posizionamento nel segmento premium ci consente di essere certi che i nostri clienti abbiano un garage per alloggiare l’auto di notte e ricaricare la batterie.
Quanto costerà un pieno?
Dipende dal paese e dal fornitore di energia elettrica. In Francia hanno calcolato che i costi sono circa un decimo di quelli delle auto tradizionali.
E una batteria? Si parla di cifre superiori ai 6 mila euro.
Non glielo posso dire. Non mi faccia litigare con il mio partner…
Cambiamo argomento allora. In California alcune nuove aziende del settore hanno presentato modelli di auto elettriche che assicurano prestazioni straordinarie. Non la spaventano?
Non mi sembra che abbiano un approccio serio al mercato.
Ma assicurano di poter arrivare da zero a 100 chilometri all’ora in meno di 4 secondi. E su YouTube ci sono filmati in cui stracciano Ferrari e Porsche.
Mi costringe a tirare fuori l’ingegnere che è in me. Il motore elettrico ha uno spunto e un’accelerazione notevole. Certo, su un tratto breve, qualche centinaio di metri, può battere anche una Ferrari, ma poi si ferma e ha bisogno di essere ricaricato.
Pininfarina ha disegnato per Maranello sia la F430 che la 599. Continuerete a lavorare con loro?
Certo e vogliamo anche continuare la nostra attività di terzisti per disegnare e produrre auto per altre case automobilistiche. Ma le attività legate alla nostra auto elettrica ci permetteranno di essere più selettivi nelle scelte.
E con Tata? I rapporti si stanno stringendo?
Entro la fine di quest’anno contiamo di aprire a Pune, in India, un centro ricerca, design ed engineering per lavorare insieme.
Mi riferivo al prossimo aumento di capitale della Pininfarina.
È confermato l’interesse di Tata di sottoscrivere una quota dei diritti di opzione, come del resto anche quello di Bolloré, Piero Ferrari, Alberto Bombassei e della famiglia Marsiaj.

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