Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 4 gennaio 2008

Idroelettrico?

Primo stop "ufficioso" per la centrale idroelettrica sul Pescara. Primo stop “ufficioso” per le centrali idroelettriche previste sul fiume Pescara, nel tratto che scorre tra Sambuceto, Santa Teresa di Spoltore e Villanova di Cepagatti. Nella seduta dello corso venerdì del consiglio comunale tenutasi a Spoltore, la delibera sull’atto d’indirizzo che avrebbe dovuto dare il via libera all’accordo di programma con la società privata Sidital, titolare del progetto è stata rinviata a data da destinarsi. Lo stop, tuttavia, era nell’aria. L’intervento, infatti, ha subito un drastico ridimensionamento proprio in questi ultimi tre/quattro mesi a causa delle accese contestazioni da parte delle associazioni ambientaliste (Marevivo, Italia Nostra, Mila- Donnambiente, Eva-Ecoistituto) ricorse al Tar. Se il progetto dovesse essere approvato, sul fiume Pescara verrebbero realizzate due sbarramenti a due chilometri di distanza l’uno dall’altro che, nel solo comune di San Giovanni Teatino, compenserebbe la produzione energetica complessiva su base annua di 9423 famiglie. Si eviterebbe il ricorso a 8500 tonnellate di petrolio (59570 barili) e l’immissione nell’atmosfera di 32950 tonnellate di anidride carbonica, oltre a 61 tonnellate di azoto e 46 tonnellate di anidride solforosa.

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giovedì 3 gennaio 2008

Petrolio,100 $ al barile a New York



Record storico per il petrolio, che per la prima volta ha toccato quota 100,00 dollari al barile a Nymex di New York. E' stato cosi' superato il picco di 99,29 dollari raggiunto il 21 novembre.
La chiusura di ieri è stata a 99,62.

Il Tapis Blend crude oil della Malaysia ha raggiunto adesso (ore 12.00) i 103,72 $ al barile.
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Uranio, risorsa limitata

L'ultimo rapporto "Red Book" della IAEA (International Atomic Energy Agency) (1) riporta quanto segue:

Uranium 2005: Resources, Production and Demand - also called the "Red Book" - estimates the total identified amount of conventional uranium stock, which can be mined for less than USD 130 per kg, to be about 4.7 million tonnes. Based on the 2004 nuclear electricity generation rate of demand the amount is sufficient for 85 years, the study states. Fast reactor technology would lengthen this period to over 2500 years.

Abbiamo disponibilità di Uranio a 130 $ al kg per 85 anni, 4,7 milioni di tonnellate, prendendo come riferimento i consumi del 2004. Considerato che per avviare un programma di identificazione dei siti (4/5 anni)e realizzazione degli impianti sono necessari 10/15 anni, se volessimo raddoppiare la produzione di energia elettrica ci troveremmo ad avere consumato materiale fissile per 15/20 anni nelle attuali centrali nucleari, quindi avremmo a disposizione solo poco più di 30 anni di produzione effettiva. In effetti 30 anni sono gli anni che supponiamo siano nella media gli anni di funzionamento di una centrale nucleare. Ma poi avremo una spesa energetica enorme di decommissioning (smantellamenti, messa in sicurezza del materiale fissile esaurito ma sempre altamente radioattivo).

Nel rapporto si parla anche di 2500 anni attraverso la tecnologia dei reattori veloci che però è ancora lontana dalla realizzazione pratica. Attalmente ci sono solo alcuni studi e si pensa che saranno necessari ancora 30/40 anni di studi e la costruzione di prototipi.

(1) Organizational Profile
The IAEA Secretariat is headquartered at the Vienna International Centre in Vienna, Austria. Operational liaison and regional offices are located in Geneva, Switzerland; New York, USA; Toronto, Canada; and Tokyo, Japan. The IAEA runs or supports research centers and scientific laboratories in Vienna and Seibersdorf, Austria; Monaco; and Trieste, Italy.
The IAEA Secretariat is a team of 2200 multi-disciplinary professional and support staff from more than 90 countries. The Agency is led by Director General Mohamed ElBaradei and six Deputy Directors General who head the major departments.
IAEA programmes and budgets are set through decisions of its policymaking bodies - the 35-member Board of Governors and the General Conference of all Member States. Reports on IAEA activities are submitted periodically or as cases warrant to the UN Security Council and UN General Assembly.
IAEA financial resources include the regular budget and voluntary contributions. The Regular Budget for 2007 amounts to Euro 283 611 000. The target for voluntary contributions to the Technical Co-operation Fund for 2007 is $80 million.
IAEA Mission & Programmes
The IAEA´s mission is guided by the interests and needs of Member States, strategic plans and the vision embodied in the IAEA Statute. Three main pillars - or areas of work - underpin the IAEA´s mission: Safety and Security; Science and Technology; and Safeguards and Verification.

mercoledì 2 gennaio 2008

Carbone, risorsa limitata

Il 2007 può essere considerato nella storia come l'anno in cui il carbone ha cessato di essere considerato infinito. E oggi è molto meglio percepito di come sia una risorsa non rinnovabile. Durante il 2007 la Cina è diventata un importatore netto di carbone e dovuto chiudere il suo programma di Fisher Tropsch - per mancanza di carburante per il fatto che entro la fine dell'anno prezzi internazionali del carbone erano raddoppiati. Il carbone deve essere ormai considerata come una risorsa limitata prima o poi per il picco, non perché l'estrazione avrà il suo inizio di declino nel prossimo futuro, ma semplicemente perché non riesce a soddisfare la domanda sempre più pesante.

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martedì 1 gennaio 2008

Il prezzo del petrolio negli ultimi 15 mesi

Giappone, Italia stessi problemi: l' energia costa sempre di più

Due notizie da paesi con solidità economiche diverse. Sale l'inflazione ai massimo storici da dieci anni a questa parte in Giappone, mentre in Italia si pensa ad un bonus per aiutare le famiglie disagiate a pagare la bolletta della luce che salirà del 20%. Non è solo normale 'inflazione' ma riduzione della disponibilità di combustibili fossili il cui costo conseguentemente salirà sempre di più. Trasporti, alimentari, abbigliamento, riscaldamento ecc. tutto è destinato a salire di prezzo drammaticamente.

Giappone: inflazione ai massimi da dieci anni
Tokyo, 28 dic. - Ha toccato i massimi da quasi dieci anni l’inflazione annua in Giappone. Determinante e’ stata la crescita dei prezzi del petrolio che ha fatto registrare un aumento dello 0,4% dei prezzi core a novembre , su base annua, oltre le attese degli analisti che avevano messo in conto un rialzo dello 0,3%, dopo il +0,1% di ottobre. Si tratta del livello massimo mai raggiunto dall’aumento dell’1,8% segnato a marzo 1998.
Le pressioni inflazionistiche non bastano a riaccendere le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Banca centrale poiché le previsioni economiche restano incerte.


Bonus-luce per 5 mln di famiglie disagiate
ROMA - Arriva un bonus per aiutare le famiglie disagiate, ma anche quelle con persone che hanno bisogno di apparecchi salvavita, ad affrontare la spesa per le bollette elettriche. Una misura che dovrebbe tradursi in una riduzione di circa il 20% delle tariffe elettriche e riguardare una potenziale platea di circa 5 milioni di nuclei familiari. Alla vigilia degli aggiornamenti tariffari per il prossimo trimestre gennaio-marzo, attesi dall'Authority entro il week end che - secondo prime stime - potrebbero riservare una nuova stangata su luce (+2,5%) e gas (+4,6%), il Governo scende così in campo per aiutare le famiglie con maggiori difficoltà. Un decreto quello approvato oggi dal consiglio dei ministri su cui l'Authority per l'energia dovrà ora basarsi per rivedere l'intera fascia sociale, il sistema di agevolazioni per le utenze domestiche attualmente in vigore.

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lunedì 31 dicembre 2007

Cicap: 2007 i maghi hanno indovinato solo l'aumento del prezzo del petrolio

Ecco le previsioni 'sbagliate' del 2007. Come è ormai tradizione, con l'approssimarsi della notte di San Silvestro il Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, è andato a fare le pulci a maghi e affini, scoprendo che nei loro «vaticini» c'è molta approssimazione e più di un errore grossolano.
Segolene Royale vincente nella corsa all'Eliseo, mancata nascita del Partito democratico, pace tra Israele e Palestina, caduta di Ahamdinejad. Sono solo alcune delle (tante) previsioni sbagliate da astrologi e veggenti per l'anno che sta vivendo le sue ultime ore. Ma quali sono, nel dettaglio, gli abbagli più clamorosi presi nel 2007? A vaticinare la sconfitta di Sarkozy, tra gli altri, era stata l'astrologa Horus, che ad onor del vero aveva anche previsto - azzeccandoci - un non proprio imprevedibile aumento del prezzo del petrolio. Per l'Almanacco di Barbanera, l'anno si sarebbe aperto all'insegna del «rinnovamento, soprattutto di televisione e giornalismo», con il «sistema televisivo in crisi che si solleva da settembre in poi». Nessun cenno da nessuno allo scandalo delle presunte combine tra le dirigenze di Rai e Mediaset, o alle infinite grane del governo: secondo Grazia Bordoni, Romano Prodi avrebbe potuto contare su un 2007 più facile da gestire, grazie soprattutto ad «un transito di Giove in Sagittario». Non sembra aver miglior fortuna il sempreverde Nostradamus, nelle interpretazioni di Renucio Boscolo e Luciano Sampietro: per il primo il 2007 sarebbe stato l'anno di «una guerra negli Urali, con conseguente esodo biblico delle popolazioni per sfuggire alla guerra» mentre per il secondo nel 2007 sarebbe proseguita la guerra iniziata nel 2006, con tanto di morte (a cavallo) della regina (o di Camilla Parker Bowles). Uno dei cavalli di battaglia degli astrologi di tutto il mondo è, come sempre, il Medio Oriente: intesa di pace in Palestina a gennaio per l'astrologa Costanza Caraglio, una nuova «proposta di soluzione» nella seconda metà dell'anno per Oroscopofree.it, periodo di grande turbolenza, specialmente in agosto e settembre, secondo Grazia Mirti. Quest'anno però, attacca il Cicap, «c'è un atout: il celebratissimo astrologo francese Andrè Barbault ha dichiarato al Nouvel Observateur che, grazie all'incrocio armonico di tre cicli planetari, il 2007 sarebbe dovuto essere l'anno della pace tra israeliani e palestinesi». Qualora qualcosa dovesse interferire con il corso della storia, aggiunse però il saggio Barbault, se ne riparlerà nel 2010. Per rimanere nell'ambito della politica internazionale, quest'anno avrebbe anche dovuto vedere la «caduta di Ahmadinejad in Iran» (sensitiva Stefanova dixit). Sconsigliabile anche affidare le proprie finanze alle congiunture degli astri: secondo Grazia Mirti, esperta di queste questioni, «le borse avrebbero dovuto continuare a tenere per tutto il 2007», con febbraio-marzo e luglio-agosto particolarmente favorevoli agli investimenti: peccato - osservano Polidoro & C. - che la bolla dei mutui subprime in Usa sia esplosa proprio tra l'8 ed il 9 agosto, con ricaduta sugli altri palcoscenici economici mondiali. Il Cicap, come al solito, è andato oltre, puntando l'indice anche contro quel che «non è stato previsto», un mix di eventi in parte addirittura epocali. Qualche esempio? La liberalizzazione della proprietà privata in Cina, la caduta dei socialdemocratici di Shinzo Abe in Giappone dopo 52 anni al potere, i roghi in Grecia e California, la salita al potere in Turchia del primo governo islamico-conservatore, le manifestazioni di piazza in Myanmar con la sanguinosa repressione dei monaci buddisti, il calcio in lutto per la morte del poliziotto Raciti e del tifoso laziale Sandri, la richiesta di risarcimento di 260 milioni dei Savoia, i guai fiscali di Valentino Rossi, lo scandalo McLaren in Formula 1, la querelle Visco-Speciale, l'annuncio del nuovo partito di Berlusconi, l'addio di Valentino dalla moda dopo 45 anni, o anche solo la scomparsa di personaggi del calibro di Luciano Pavarotti, Enzo Biagi, Gianfranco Ferrè, Carlo Ponti, Boris Eltsin, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni, Luigi Comencini, Niels Liedholm e Marcel Marceau.

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domenica 30 dicembre 2007

Tindo: l'autobus elettrico-fotovoltaico

Tindo è l'autobus pubblico di Adelaide in Australia, che funziona soltanto a elettricità da fotovoltaico. Il principio è simile ad un concetto precedentemente realizzato dalla città di Minneapolis, ma va più lontano, con questo primo autobus completamente elettrico, ricaricato grazie alla produzione di una centrale solare.
Tindo (parola indigena che sta per sole) è un vero autobus, che può imbarcare 45 passeggeri di cui 2 con sedia a rotelle. È stato concepito da Designline internazionale, progettista neozelandese. Il bus ha un'autonomia di 200 km e una velocità di 76 km/h. Un minuto di ricarica permette di acquisire un'autonomia di un chilometro. La centrale fotovoltaica in costruzione è sulla stratale di Adelaide. Produrrà annualmente 70.000 kWh. Quest'autobus che serve a brevi collegamenti sarà completamente gratuito per i suoi passeggeri. Questo non fa che aumentare l'interesse delle soluzioni di produzione fotovoltaica combinata al funzionamento di veicoli elettrici, a maggior ragione con pannelli solari sempre più efficienti, al bilancio ecologico complessivo soddisfacente ed a costi sempre più bassi.

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sabato 29 dicembre 2007

Auto tra lobby e harakiri

Sconti e incentivi per chi rottama auto e elettrodomestici. Rottamazione, si cambia ed è una rivoluzione. Forse, però. E c'è il giallo. Il cuore del decreto milleproroghe al centro di una riunione fiume del Consiglio dei ministri, iniziata alle 9 e 30 e terminata alle 15 e 30, era proprio il capitolo rottamazione. Che quest'anno ha avuto come sponsor ufficiali i Verdi che avevano vincolato il programma delle rottamazioni di auto e elettodomestici a precisi standard ambientali.Sono cinque i punti del "piano" rottamazione. Il primo punto prevede un contributo di 150 euro e tre anni di abbonamento gratis sui mezzi pubblici per chi rottama senza acquistare. In alternativa lo Stato garantisce 800 euro per il servizio car-sharing. Il secondo punto prevede un contributo di 500 euro in più per chi rottama due auto e ne acquista una sola. Sono previsti 700 euro di incentivi se si acquista una nuova auto euro 4 o 5 con emissioni di Co2 inferiori a 140 grammi per chilometri se l'auto è a benzina o inferiori a 130 gr. se l'auto è diesel. Incentivi anche per le auto elettriche e ibride. Infine, al sesto punto, 350 euro per chi trasforma la propria auto da benzina a gpl e 500 euro da benzina a metano.Il decreto milleproroghe conta 56 articoli. E' il contenitore omnibus dove i ministeri infilano quello che in genere è rimasto fuori dalla Finanziaria. Subito dopo il voto in Consiglio dei ministri, è rimbalzata la voce che non ci sarebbe la copertura finanziaria per i primi due punti del piano, quelli più rivoluzionari.

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Legambiente su nucleare

Nucleare, Legambiente: “l’atomo è pericoloso ma soprattutto antieconomico”
«Per competere sul mercato, il costo di un Kwh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali»
“Il nucleare non conviene perché è antieconomico, insicuro e ambientalmente non sostenibile, e chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire” così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta le dichiarazioni odierne di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini sul nucleare.
“Chi continua a spacciare l’atomo come una tra le fonti meno care fa solo falsa propaganda – dice il presidente di Legambiente -, per competere sul mercato, il costo di un Kwh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali. Non è, quindi, una soluzione percorribile per risolvere i problemi di approvvigionamento energetico legati al caro-petrolio e alla necessità di ridurre l’uso delle fonti fossili per combattere i cambiamenti climatici”.
“Per altro, - aggiunge Cogliati Dezza - nessuno dei problemi che spinsero gli italiani a bocciare il nucleare è stato risolto: non il rischio d’incidenti, non l’impossibilità di smaltire in sicurezza le scorie. Il futuro energetico è fatto di efficienza energetica, fonti rinnovabili, ricerca sulle tecnologie innovative veramente sostenibili e sicure”.

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venerdì 28 dicembre 2007

Monbiot : Lasciamo i combustibili fossili dove sono

Signore e signori, Ho trovato la risposta! Per quanto incredibile possa sembrare, sono inciampato per caso nell'unica tecnica che ci salverà da un cambiamento climatico fuori controllo! Per pura bontà di cuore, ve la offro gratis. Nessun brevetto, nessuna condizione particolare stampata in caratteri illeggibili, nessuna clausola nascosta.
Si tratta di una tecnologia legata a un nuovo metodo radicalmente innovativo di captazione e immagazzinamento del carbonio, che sta già provocando forti reazioni nel mondo scientifico. É economica, efficiente, e può essere sfruttata da subito. Si chiama: lasciamo i combustibili fossili nel sottosuolo.
Una sporca giornata della scorsa settimana, mentre i governi erano riuniti a Bali a prevaricarsi sul cambiamento climatico, con un piccolo gruppo abbiamo cercato di mettere in pratica questa strategia. Siamo piombati nella miniera di carbone a cielo aperto in attività a Ffos-y-fran nel Galles meridionale e abbiamo occupato gli impianti di escavazione, impedendo per un giorno le attività. Eravamo spinti da un fatto, che i saggi di Bali hanno in qualche modo tralasciato: se si estraggono, i combustibili fossili, poi saranno utilizzati.
Gran parte dei governi nel mondo ricco ora esortano i propri cittadini a usare meno carbonio. Ci spingono a cambiare lampadine, isolare i tetti, spegnere la televisione. In altre parole, utilizzano una strategia orientate alla domanda per affrontare il cambiamento climatico. Ma per quanto ne so io, nessuno di loro ha adottato una politica dell'offerta. Nessuno cerca di ridurre la disponibilità di combustibili fossili. Così lavorare sull'offerta non funzionerà. Ogni barile di petrolio, tonnellata di carbone, portata in superficie, verranno bruciate.
O forse dovrei dire che ce l'hanno, una politica sul versante dell'offerta: estrarre il massimo possibile. A partire dal 2000, il governo britannico ha versato alle compagnie carbonifere 220 milioni di sterline per contribuire all'apertura di nuove miniere o mantenere in attività quelle esistenti. Secondo il documento di orientamento sull'energia, il governo intende “ sfruttare economicamente al massimo ... le riserve di carbone rimanenti ”.
Il pozzo di Ffos-y-fran ha ottenuto autorizzazione dopo che due inviati del governo di Westminster avevano fatto andirivieni con Rhodri Morgan, primo ministro per l'assemblea gallese. Stephen Timms del ministero delle attività produttive ha elencato i vantaggi del piano chiedendo che la domanda “ sia evasa col minimo di ulteriore rinvio ”. Il suo successore, Mike O'Brien, ha avvisato delle gravi conseguenze nel caso il pozzo non avesse avuto l'autorizzazione. Il solo carbone estratto da Ffos-y-fran produce 29,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica: secondo le ultime cifre dello Intergovernmental Panel on Climate Ch'ange, l'equivalente delle emissioni sostenibili di 55 milioni di persone per un anno.
L'anno scorso le autorità britanniche hanno preso in considerazione 12 nuove domande per miniere di carbone a cielo aperto. Le hanno approvate tutte, tranne due. Due settimane fa, Hazel Blears, la ministra responsabile per le autorizzazioni alle trasformazioni territoriali, ha scavalcato il governo di contea del Northumberland per dare il permesso a un impianto a cielo aperto a Shotton, sulla base del fatto che il progetto – che produrrà 9,3 milioni di tonnellate di CO2 – è “ambientalmente accettabile ”.
Il governo britannico ha anche una strategia di “massimo sfruttamento delle riserve nazionali esistenti di gas e petrolio”. Per sostenere nuova produzione, ha concesso alle imprese uno sconto del 90% sugli oneri di autorizzazione che si pagano per i sondaggi nella piattaforma continentale. Si spera che queste prospezioni aprano nuove frontiere per quanto riguarda i mari a ovest delle isole Shetland. Ci sono anche due piani per “spingere di nuovo in gioco le quote non sfruttate”. Se le compagnie petrolifere non utilizzano le proprie licenze, esse vengono revocate, e girate ad altri. In altre parole, si è pronti ad essere spietati interventisti quando si spinge al cambiamento climatico, non quando si tratta di prevenirlo: non c'è un ministro che parli di “obbligare” le compagnie a ridurre le proprie emissioni. Tutti sperano che il settore riuscirà ad estrarre sino a 28 miliardi di barili fra petrolio e gas dalla piattaforma continentale.
La scorsa settimana il governo ha annunciato nuove agevolazioni fiscali per le imprese che operano nel Mare del Nord. La ministra del Tesoro, Angela Eagle, spiega che l'obiettivo è “ assicurarsi di non lasciare non sfruttato il petrolio estraibile ”. Funziona così, la strategia per il cambiamento climatico: estraiamo sino all'ultima goccia di combustibile fossile, e poi preghiamo Dio perché nessuno lo usi.
E anche a livello mondiale si applica la medesima fede. Il nuovo rapporto della International Energy Agency avverte che “ è necessaria un'azione urgente ” per tagliare le emissioni. Poi l'azione che raccomanda è di investire 22 trilioni in nuove infrastrutture energetiche, gran parte dei quali verranno spesi a estrarre, trasportare, bruciare combustibili fossili.
Aha, direte voi, ma che ne è dei progetti di trattenere e immagazzinare carbonio? Ufficialmente quando si usano questi termini, si vuol significare captare e seppellire l'anidride carbonica prodotta quando si bruciano combustibili fossili. Cosa fattibile, ma ci sono tre problemi. Il primo è che questi combustibili vengono estratti e bruciati oggi, mentre non esistono ancora programmi per captare alcunché. Il secondo è che questa tecnologia funziona solo per le centrali energetiche e i grandi processi produttivi: non c'è modo possibile di misurarsi con le auto, aeroplani, sistemi di riscaldamento. Il terzo, come ha anche ammesso ai Comuni lo scorso maggio l'allora responsabile per l'energia Alistair Darling, è che le tecnologie necessarie “ potrebbero non essere disponibili ”(il governo è pronto ad ammetterlo quando si tratta, come in questo specifico caso, dell'energia nucleare, non quando si tratta di carbone).
Quasi tutte le settimane mi arriva qualche e-mail dove mi chiedono di cosa diavolo io stia parlando. Ma non la capisco, che l'esaurimento del petrolio risolverà il problema per noi? I combustibili fossili finiranno, torneremo a vivere nelle caverne e nessuno dovrà più preoccuparsi del cambiamento climatico. Queste persone che mi scrivono, fanno l'errore di mescolare le normali scorte di petrolio con l'insieme dei combustibili fossili. Certo, il petrolio raggiungerà un picco e poi la produzione calerà. Non so quando possa avvenire, e avvertirei gli ambientalisti a ricordare come se abbiamo avuto ragione sulla gran parte delle cose, abbiamo invece sicuramente sbagliato per quanto riguarda gli esaurimenti dei minerali. Ma molto prima del picco petrolifero, probabilmente la domanda supererà l'offerta e il prezzo lieviterà. Di conseguenza le compagnie petrolifere avranno incentive anche maggiori ad estrarre.
Già, spinti dai prezzi attuali, gli inquinatocrati stanno riversando miliardi sui carburanti non convenzionali. La scorsa settimana la Bp ha annunciate enormi investimenti nelle sabbie catramose canadesi. Il carburante prodotto in questo modo crea emissioni maggiori di quelle dall'estrazione petrolifera. In Nord America ci sono catrame e bitume a sufficienza per far bollire il pianeta varie volte.
E se finisce questo, passeranno al carbone, di cui esistono scorte sufficienti per centinaia di anni. Sasol, compagnia sudafricana creata nel periodo dell' apartheid – quando c'era l'embargo sul petrolio – per trasformare il carbone in carburante liquido per i trasporti, sta conducendo studi di fattibilità per nuovi impianti in India, Cina e Usa. Né la geologia, né le forze del mercato, ci salveranno dal cambiamento climatico.
Quando si guardano i programmi per l'estrazione di combustibili fossili, emerge l'orribile verità, che qualunque piano di taglio è un imbroglio. Senza strategie sul versante dell'offerta, non si può evitare un cambiamento climatico incontrollabile, per quanto drasticamente si cerchi di ridurre la domanda. Le discussioni di Bali non hanno senso se non producono un piano per lasciare i combustibili fossili dove stanno.
di George Monbiot - da The Guardian

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giovedì 27 dicembre 2007

Il Regno Unito accelera per due grandi progetti di campi eolici

Una luce verde importante oggi per i windfarms considerati come il più grande nel mondo, ma i progetti non sono ancora approvati al 100%. Il governo del Regno Unito ha dato il segnale di partenza affinchè due campi eolici in mare aperto sia costruito nell'estuario del Tamigi per un ammontare a 1,3 GW di elettricità verde, abbastanza per alimentare un terzo delle tre milioni di famiglie a Londra una volta completamente operativi. I politici dicono che daranno un contributo significativo all'obiettivo del governo per quadruplicare la risorsa energetica rinnovabile del Regno Unito entro 2020. La Gran-Bretagna è seconda soltanto alla Danimarca nel settore e nei progetti eolici in mare, ma che una volta completati quello di Thanet a Londra sarà il più grande nel mondo, consisterà di 341 turbine - ciascuno capace di generazione fra 3 e 7 MW - cinque sottostazioni in mare aperto e quattro impianti meteorologici. Il governo britannico detto ritiene che i due progetti possano portare occasioni economiche significative alle Comunità locali ed ai commercio.

U.K. approves two massive windpower projects

mercoledì 26 dicembre 2007

Aptera Electric & Gasoline Hybrid.

The Typ-1 uses a commoditized, 'ruggedized' 3-phase motor controller designed for vehicular applications, and a 3-phase motor made for us by a company here in Southern California. The rear drive suspension, and the drive reduction, are all designed and made by Aptera. Since the Typ-1e (electric) and the Typ-1h (series plug in hybrid) have different battery needs, this may result in different battery manufacturers for the two models. The Typ-1e is designed to use a 10 KWh pack, while the Typ-1h uses a smaller pack. The cycles and DOD are different for both applications. The real deal about Aptera's Mileage. With the All Electric Aptera, it is very easy to figure out the mileage range. The mileage is determined by the distance you can drive, under normal circumstances, until the batteries are effectively drained. In the case of the first Aptera typ-1e, we have calculated the range to be about 120miles. With the Plug-in Electric Hybrid version of the Aptera(typ-1h) the mileage of the vehicle is difficult to describe with one number. For example, the Typ-1h can drive 40 to 60 miles on electric power alone. Perhaps for such a trip, the engine may only be duty-cycled for a few seconds or minutes. An asymptotic decaying exponential is an accurate way to describe the fuel mileage of the Typ-1h. For example driving say, 50 miles, one might calculate a MPG number that's 2 or 3 times higher, say, 1000 MPG. As battery energy is depleted, the frequency of the engine duty cycle is increased.

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martedì 25 dicembre 2007

La Nuova Zelanda accelera i progetti per la geotermia ed eolico

Gli obiettivi stabiliti dal governo è avere il 90 % della elettricità generata dalle fonti rinnovabili entro 2025.
Il ministro dell'ambiente della Nuova Zelanda Trevor Mallard ha annunciato i programmi per accelerare il processo di attuazione per i due progetti di energia rinnovabile nel paese, un impianto geotermico o da 225 megawatt ed in un impianto eolico da 102 MW. "L'aspirazione della Nuova Zelanda deve essere CO2 zero. Per ottenere l'obiettivo il governo si prefigge di avere 90 per cento della nostra elettricità generata dalle fonti rinnovabili entro 2025 e quindi queste proposte sono di importanza nazionale, "ha detto Mallard. Lo sviluppo dell'impianto geotermico è vicino a Taupo ed il campo eolico sarà situato nella baia del Hawke con 34 . I due progetti di energia rinnovabile si pensa che generino abbastanza elettricità per alimentare più di 235.000 abitazioni.

New Zealand fast tracks geothermal, wind project
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lunedì 24 dicembre 2007

Oslo, quel ticket per l’ambiente

E’ dal 1990 che la città di Oslo combatte l’inquinamento urbano con un ticket d’ingresso. Sono, dunque, passati diciassette anni da allora. Ogni auto che entra in città, oggi paga 2 euro e 50. E l’inquinamento è calato sensibilmente.
L’arteria principale della capitale, che collega la vicina Svezia con l’Oceano Atlantico, era un ingorgo continuo.
E, secondo Fernando De Simone, l’architetto italiano che firmò il progetto, anche una vera e propria “camera a gas”.
I proventi sono serviti e serviranno a finanziare progetti alternativi, rilanciando l’immagine della città e del suo aplomb culturale. Ragion per cui l’opinione pubblica norvegese, inizialmente contraria al ticket, è, ad oggi, per tre quarti favorevole. La costruzione di un’autostrada subacquea, ad esempio, è coperta totalmente dai denari racimolati. I ricavi sono pari a 75 milioni di euro circa l’anno. E Oslo promette di reinvestire l’intera somma in ponti, strade ed energia alternativa. Proseguendo la politica iniziata diciassette anni fa, per mantenere gli impegni.

di Gabriel Tibaldi - ilreporter.it

domenica 23 dicembre 2007

A Milano l'Ecopass: chi non inquina non paga

I proprietari di veicoli benzina e diesel pre – euro e diesel Euro 1 non potranno circolare fino al 15 aprile 2008 nei gironi feriali in ottemperanza alla delibera regionale.
Chi non inquina non paga. È questo il principio base su cui si appoggia l’Ecopass. Le classi di inquinamento sono cinque, ma solo gli appartenenti alle ultime tre dovranno pagare. Non paga invece chi possiede veicoli Gpl, metano, elettrici e ibridi (Classe I), benzina Euro 3, 4 o più recenti; diesel Euro 4 o più recenti con filtro antiparticolato omologato (FAP) (Classe II).
I diesel Euro 4 senza filtro antiparticolato sono esentati per tre mesi dal 2 gennaio 2008, dopodiché se non si metteranno in regola saranno inseriti nella classe di inquinamento IV.
Pagano i benzina Euro 1 e 2 (classe III); i benzina pre-Euro, i diesel Euro 1,2 e 3, i veicoli merci diesel Euro 3 e gli autobus diesel Euro 4 e 5 (Classe IV); e i veicoli pre-Euro, i veicoli diesel Euro 1 e 2, e gli autobus pre-Euro ed Euro 1, 2 e 3 (classe V).

Come calcolare le tariffe

sabato 22 dicembre 2007

Due blog simpatici

Segnaliamo due simpatici blog, dedicati ala mobilità semplice e a misura d'uomo ( e di ragazza).



Copenhagen girls on bikes
http://copenhagengirlsonbikes.blogspot.com/

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Carectomy - removing cars from people
http://www.carectomy.com/

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Global warming




http://www.youtube.com/watch?v=ov6GPTB4Tio&feature=related
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venerdì 21 dicembre 2007

Clima: i punti fondamentali dell'accordo di Bali


L'accordo di Bali traccia il percorso che porterà a un sostanziale superamento del Protocollo di Kyoto e impegna i Paesi firmatari a un negoziato che comincerà il prossimo anno e culminerà in un accordo globale a Copenaghen nel 2009. Ecco, di seguito, i punti chiave dell'intesa raggiunta nell'isola indonesiana: - Aiuti ai Paesi Emergenti I firmatari dell'accordo riconoscono la necessita' di finanziamenti dai Paesi ricchi a quelli poveri e in Via di sviluppo perché questi siano messi in grado di fare fronte ai disastri naturali e agli effetti del riscaldamento globale. Il Fondo di adattamento stabilito da Kyoto (oggi di 37 milioni di euro) comincerà a funzionare dal prossimo anno. La sfida e' arrivare a un fondo di 207 milioni di euro.
- Tecnologia C'èl'impegno a trasferire tecnologie ai Paesi emergenti perché questi possano rispondere al cambiamento climatico; - Deforestazione Per la prima volta saranno concessi aiuti ai Paesi in via di sviluppo per la conservazione e protezione dei boschi e delle giungle. Inoltre, si riconosce la "necessita' urgente" di lavorare per la riduzione delle emissioni di carbonio provenienti dalla deforestazione e che sono responsabili del 20 per cento dei gas; - Riforestazione I Paesi si impegnano a raddoppiare le foreste fino ad arrivare a 16 chilotoni trattenuti di biossido di carbonio.
Emissioni L'accordo di Bali assume come punto di riferimento fondamentale l'ultimo rapporto dell'Onu sul cambiamento climatico. Implicitamente gli Stati Uniti riconoscono la necessita' di un taglio delle emissioni di gas tra il 25 e il 40 per cento, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2020.

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