Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 5 febbraio 2007

Legambiente fa i nomi dei dodici impianti italiani più inquinanti d'Italia

"Un bilancio pesante per il nostro Paese – commenta Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Cinque di questi impianti sono alimentati a carbone e uno a pet coke. È fuori di dubbio che all’Italia serve una riconversione a combustibili meno inquinanti, come il gas, e una gestione più razionale dell’uso e della produzione d’energia. C’è la necessità di avviare al più presto un’azione puntuale, per intervenire sui singoli impianti inquinanti e nello stesso tempo per riorganizzare tutto il settore e invertire la rotta, promuovendo le rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie pulite".
IMPIANTI, EMISSIONI DI CO2 (in tonnellate per anno), TIPO DI COMBUSTIBILE.
Centrale termoelettrica Enel di Brindisi sud, 15.340.000,00, carbone; Ilva di Taranto, 11.070.000,00, carbone; Centrali termoelettriche Edison di Taranto, 10.000.000,00, gas; Saras Raffinerie Sarde, 6.041.000,00, gas da petrolio; Centrale Enel di Montalto di Castro (Vt), 5.943.000,00, olio combustibile; Impianto termoelettrico Enel di Fusina (Ve), 5.590.000,00, carbone; Centrale termoelettrica Endesa di Fiume Santo (Ss), 4.130.000,00, carbone e olio combustibile; Centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Sv), 3.703.000,00, carbone; Centrale termoelettrica Edipower di San Filippo di Mela, 3.596.000,00, olio combustibile; Raffineria di Gela (Cl), 3.515.000,00, pet coke; Centrale termoelettrica Enel di La Spezia, 3.214.000,00, carbone e gas; Centrale termoelettrica Enel Torrevaldaliga Nord - Civitavecchia, 2.955.000,00, olio combustibile.


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domenica 4 febbraio 2007

Guasto alla centrale nucleare di Balakovskaya

Un reattore della centrale nucleare russa di Balakovskaya, sul fiume Volga, si è bloccato automaticamente a causa di un guasto all'impianto elettrico. In un comunicato, il gestore ha assicurato che il livello delle radiazioni nella zona è normale. Il problema si è verificato durante la notte e i responsabili della centrale, che si trova nella regione di Saratov, contano di risolverlo in giornata. Entro questa sera il reattore dovrebbe riprendere a funzionare. La Russia ha dieci impianti nucleari, con una trentina di reattori, tutti realizzati in epoca sovietica.

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sabato 3 febbraio 2007

Metano? Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Guardate la quantità di 1.3 butadiene, benzene e formaldeide (cancerogeni accertati) del bus a gas e dei bus diesel. Chi vuole rassicurare le proprie pervicaci idee circa il fatto che il gas naturale sia il più pulito tra i carburanti eccepirà che i bus sono bus, diversi dai motori da auto, e il 2003, data dello studio da cui ho tratto i dati sottoriportati, non è il 2007.
Ognuno ragioni col proprio cervello e tragga le conclusioni che vuole. Per me (opinione che viene dai dati ricavati da studi svedesi e americani) il metano non è il più pulito tra i carburanti anzi, per certi versi, è il più dannoso per la salute umana. La sua pericolosità risulta essere accentuata dal fatto che la lobby del metano è riuscita ad instaurare nell'opinione pubblica la certezza che il metano sia 'LA' soluzione praticabile oggi per risolvere i problemi dell'inquinamento e del riscaldamento globale. In realtà lo spostamento verso il metano è un fatto puramente psicologico e lobbystico che non risolve minimamente il problema ma lo peggiora. Oltre alla lobby del gas c'è quella delle auto ...
A chi fa comodo chiudere gli occhi, li chiude a se stesso e agli altri, chi non vuol sentire si tappi le orecchie. Lobby sempre lobby fortissimamente lobby.

La figura è tratta dalla Pag. 29 di
School Bus Emissions Study
SAE Paper 2003-01-1381
Plus Cancer Potency Analysis
9th Diesel Engine Emission Reduction Conference
Newport, Rhode Island
August 24-28, 2003


(cliccare sull'immagine per ingrandire)
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giovedì 1 febbraio 2007

Gli Usa puntano sul mais e il prezzo aumenta del 400%: migliaia in piazza

Da qui l'insostenibilità del bioetanolo. Il mais adesso è destinato a due scopi quello alimentare e quello per mandare avanti i motori delle macchine. Cosa è giusto scegliere? Decine di migliaia di messicani sono scesi in piazza la notte scorsa a Città del Messico in un lungo e rumoroso corteo per protestare contro l'aumento del prezzo delle tortilla. Il prezzo della focaccia di granturco, il piatto nazionale più famoso ma sopratttto la fonte primaria di calorie per la popolazione più povera, è salito di recente di oltre il 400%. Il presidente Felipe Calderon è intervenuto promettendo un giro di vite contro speculatori e accaparratori. Ma in realtà all'origine dell'impressionante rincaro c’è l'accresciuta domanda di mais per produrre il "biocombustibile" etanolo, ottenibile dal mais. Gli Stati Uniti sono il primo produttore ed esportatore al mondo di mais e al tempo stesso il maggior produttore di etanolo. Il Messico ne produce 21 milioni di tonnellate ma il suo fabbisogno è di 39 e,a causa degli accordi di libero commercio con gli Usa, il Messico è costretto a comperare il mais a stelle e strisce. Una soluzione, che però gli Gli Stati uniti non hanno nessuna intenzione di accettare, sarebbe quella di ridurre i sussidi agricoli a favore dei loro agricoltori. Secondo la Casa Bianca, come ha detto recentemente Bush parlando al Congresso, l'etanolo è la fonte alternativa al petrolio per il prossimo futuro. E, per il 2008 la produzione di mais (per estrarre bioetanolo) dovrà salire fino a 65 milioni di tonnellate.

Cambiamenti climatici, la terra è un pianeta malato

La temperatura attuale solo di 5 gradi superiore a quelle dell'era glaciale. La febbre del pianeta sventola sulla Torre Eiffel. Nel 2100 la terra potrebbe registrare temperature superiori a quelle medie del 1990 che variano tra +2 gradi e +4,5 gradi. Sono queste le cifre che vengono raccolte a margine dei lavori dei 500 esperti del Gruppo intergovernativo sull'evoluzione del clima (Giec) riuniti da ieri nella sede dell'Unesco a Parigi in vista della messa a punto definitiva venerdì prossimo del quarto rapporto sul riscaldamento del pianeta terra e della preparazione di una sintesi che la Conferenza internazionale sulla "governance" dell'ambiente dovrà discutere e approvare il 2 e 3 febbraio.
Greenpeace ha dato a modo suo visibilità a questo avvenimento issando tre grandi bandiere che ricordano i guasti causati dall'uomo e dalle sue attività alla terra e ai suoi equilibri divenuti fragili e drammaticamente incidenti sul futuro stesso dell'umanità. I maggiori quotidiani francesi dedicano a questo avvenimento le prime pagine, di fronte al fatto che la modificazione del clima del globo è oramai una certezza e al fatto che la lotta contro il cambiamento climatico non viene più percepita come un "principio di precauzione" ma come una esigenza di "prevenzione".
Il precedente rapporto del 2001 ipotizzava una crescita tra +1,4 gradi e +5,8 gradi; la forbice si è ridotta grazie anche alla migliore messa a punto di modelli e di nuovi dati. L'idea prevalente, anche alla luce dei nuovi elementi, è che il fenomeno del surriscaldamento del globo non solo viene confermato ma anzi continua a peggiorare. Quello che preoccupa i ricercatori, come Anny Cazenave del centro di studi spaziali di Tolosa e autrice dello studio del rapporto sull'innalzamento dei livelli marini - è che i nuovi dati seguono la parte più alta e più drammatica delle ipotesi di crescita della temperatura terrestre. Per questa c'è una dato ritenuto invalicabile: un +2 gradi come limite per non arrivare ad una situazione di non ritorno. Questo significa che non bisogna superare la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera di 450 parti per milione (ppm). All'inizio dell'era industriale le ppm erano 280 passate a 379 nel 2005. Questo aumento è responsabile del 70% del riscaldamento attuale e proviene, secondo Philippe Clais che ha stilato una parte del rapporto del Giec, direttamente dalla combustione di carbone, petrolio e gas naturale che rappresentano a loro volta l'80% delle fonti energetiche delle nostre società. Le nostre emissioni di anidride carbonica - ha aggiunto - sono aumentate del 3% ogni anno tra il 2000 ed il 2005 contro meno dell'1% tra il 1990 ed il 1999.
L'umanità non riesce a stabilizzare le proprie emissioni di gas serra e le conseguenze sono davanti a tutti, dallo scioglimento dei ghiacciai alpini, a quello dei ghiacci della Groenlandia, all'innalzamento dei livelli dei mari e degli oceani. Per far capire l'impatto del surriscaldamento terrestre ai livelli ipotizzati viene ricordato che la temperatura attuale è solo di 5 gradi superiore a quella dell'era glaciale terminata circa 10 mila anni fa. Attorno a questi temi il gruppo di esperti sta lavorando per arrivare ad una sintesi per indicare i rischi immediati e futuri di questa situazione, consentendo così la definizione di tempi e priorità dell'azione politica.
Istituito nel 1988 dalle Nazioni Unite e dall'Organizzazione meteorologica mondiale, il Giec ha saputo collegare ricerca scientifica a sensibilizzazione politica, riuscendo anche, rileva Le Monde, in un'azione di "lobby scientifica per allertare l'opinione pubblica". È questa sorta di "corridoio" tra studiosi e politici che attira non solo attenzione ma anche apprezzamento per il modo in cui ha saputo affrontare argomenti tanto vasti, globali, complessi in modo analitico e non strumentale.


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La Lombardia finanzia chi acquista auto elettriche

I cittadini lombardi che da domani intendono acquistare un'auto elettrica, rottamandone una vecchia diesel (euro 0, euro 1,euro 2,euro 3), potranno usufruire di un contributo di 2.000 euro messo a disposizione dalla Regione che, per l'operazione, ha stanziato 5 milioni di euro. L'iniziativa e' stata presentata dall'assessore Massimo Buscemi insieme a Ludovico Grandi, presidente dell'Aci della Lombardia che gestirà le pratiche attraverso i suoi 180 uffici e delegazioni. Gli incentivi saranno dati ad ogni domanda presentata e un cittadino potrebbe anche sostituire più auto. Chi beneficerà del contributo potrà utilizzare la carta dei servizi della Regione che consentirà di ricevere direttamente sul proprio conto corrente l'ammontare dell'incentivo. Probabilmente questo finanziamento si dovrà sommare al contributo statale pari a 2.000 euro solo nel caso in cui la rottamazione avvenga per quei veicoli euro0 ed euro1 come descritto in Finanziaria 2007.



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mercoledì 31 gennaio 2007

Città inquinate 9: Blocco del traffico, giovedì 1° febbraio, anche a Modena

Giovedì 1 febbraio scatterà il blocco della circolazione per i veicoli a motore nell'area urbana di Modena, all'interno del solito perimetro interessato dai provvedimenti di limitazione del traffico. In base alle modalità stabilite dall'accordo regionale sulla qualità dell'aria, nella mattinata di martedì sono state prese in esame le previsioni di Arpa sulla concentrazioni di polveri sottili. Non si attendono miglioramenti rilevanti e di conseguenza non sussistono le condizioni per andare alla revoca del blocco. Potranno circolare soli i veicoli compresi nelle deroghe previste. Tra queste, le principali riguardano i alcuni tipi di mezzi. Via libera alle auto con più di tre persone a bordo ed ai veicoli elettrici e a gas. Ricordiamo infine che nel giovedì del blocco si potranno utilizzare i mezzi pubblici al costo di un euro per un biglietto valido tutto il giorno e senza limiti di percorrenza.

Qui
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martedì 30 gennaio 2007

Un volantino a Firenze : comitato euro 0

Vittoria !
IL T.A.R. CI DA RAGIONE !
Gli Euro O
possono nuovamente circolare in tutta la Toscana !
Ecco la motivazione del T.A.R. :
le auto Euro0 a benzina no Kat incidono per il 5,1%, mentre le auto diesel euro3, incidono per il 25% sulla produzione dell'inquinamento" e quindi (testuale):
" II ricorso per motivi aggiunti deve essere parzialmente accolto e il provvedimento con esso impugnato deve essere annullato (*) - limitatamente alla parte relativa alla classe di veicoli "auto e benzina no kat" (rientranti nella categoria Euro 0)"
(*) II provvedimento annullato è quello contenuto nella delibera di giunta n. 509 del 2006
Tutti i cittadini danneggiati dalle ordinanze e costretti a rottamare o trasformare a gas la propria auto possono rivolgersi al coordinamento Euro0, per richiedere i danni.
Questo vale anche per le multe.
• Riteniamo questa sentenza di enorme valore ambientale e sociale;
• la tenacia e l'onestà di intenti una volta tanto sono state riconosciute in un ambito giuridico difficilissimo:
• tantissimi cittadini che si battuti con noi e che ci hanno sostenuto possono sentirsi finalmente incoraggiati: una volta tanto non hanno prevalso le case automobilistiche!
STIAMO PREPARANDO UNA MANI FESTA AZIONE
Coordinamento Cittadino Euro0 — Firenze.

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Eliica vs. Porsche 911

La Eliica (http://www.eliica.com/) è un prototipo di BEV (battery electric vehicle) della Keio University di Tokyo capeggiata dal Professore Hiroshi Shimizu. E' lunga 5.1 metri, ha batterie al litio (80), dieci ore per la ricarica completa, pesa 2400 kg, 4 passeggeri e 8 motori da 60kW nelle 8 ruote per un totale di 480 kW ed una velocità di 360 km/h. Nel filmato di You Tube la Eliica contro una Porsche 911.


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lunedì 29 gennaio 2007

Clima, Blair: Per salvare la Terra ridurre le emissioni del 60 percento

Un nuovo trattato di Kyoto insieme a Usa, India e Cina. Serve un nuovo accordo di Kyoto. Il leader inglese Tony Blair lancia il suo appello dal palcoscenico di Davos. È convinto che solo con una intesa "più radicale e onnicomprensiva" si può tentare di risolvere il problema del surriscaldamento climatico; vuole che aderiscano anche le maggiori "potenze mondiali" e dunque gli Usa, la Cina e l'India. La signora Merkel, giusto l'altro giorno e sempre da Davos, aveva promesso un grande impegno europeo per ridurre le emissioni carboniche, con un taglio del 30% entro il 2020, superiore a quello annunciato da Bush (riduzione dei consumi Usa di benzina del 20% in 10 anni). Aveva aggiunto che il vecchio Continente punta "ad una azione determinata e a forti investimenti nelle tecnologie verdi", aveva ricordato che "i nostri figli rischiano di non vedere più i ghiacciai", mentre "la desertificazione minaccia l'Europa" guadagnandosi così un applauso a scena aperta. Ora Blair va anche più avanti, se possibile. Per lui, le emissioni di gas serra vanno ridotte del 60% entro il 2050, e questo "è ciò che noi in Gran Bretagna ci siamo prefissati". Ma è chiaro che senza gli Usa, India e Cina non si può fare nulla, "non avremo alcuna possibilità di successo. C 'è la convinzione diffusa che le tecnologie verdi saranno il business del futuro. Ci sono studi scientifici che dimostrano quanto salati saranno i costi futuri del surriscaldamento. E — non ultimo — c'è il pressing dell'opinione pubblica, a cui evidentemente si guarda con una certa preoccupazione. Così, a Davos, prima Merkel e ora Blair si fanno carico delle questioni ambientali, dopo la minisvolta di Bush, assai criticata perché non puntava a ridurre le emissioni ma solo i consumi di benzina, oltre tutto dopo anni passati anche a negare l'esistenza scientifica dell'effetto serra. Entrambi i leader europei pensano che il vecchio Continente possa fare da capofila perché i temi verdi entrino nell'agenda politica del G8, una volta per tutte.
Estratto da la Repubblica del 28 Gennaio 07

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domenica 28 gennaio 2007

Chevy Volt e la Tesla su YouTube

La concept car ibrida Volt della Chevrolet sopra e la Tesla tuttoelettrica testata sul ghiaccio svedese sotto.



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Gas, la corsa all'Artico

Lo scioglimento dei ghiacciai dell'Oceano Artico, nei prossimi decenni, potrebbe scatenare una corsa ai rifornimenti di petrolio e di gas. È la previsione degli esperti che mettono in guardia sui pericoli di un improvviso e illimitato sfruttamento delle risorse energetiche. Ricercatori e diplomatici si sono incontrati a Tromsoe (città della Norvegia settentrionale ) per discutere le sfide da fronteggiare nella regione artica poste dal il riscaldamento globale. "Entro il 2040-2050, l'Oceano Artico sarà navigabile e questo comporterà presto significativi sviluppi", ha detto un ricercatore canadese a capo del gruppo Artinect, che studia gli effetti dei cambiamenti climatici nelle aree del Nord. Gli esperti stimano che nella regione artica sia concentrato un quarto delle riserve petrolifere rimanenti, così come delle risorse di gas che non sono state ancora sfruttate.

L'articolo

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sabato 27 gennaio 2007

Girasole, un cavallo elettrico

Dal Giappone arriva una notizia frammentaria. Duecento vetturette elettriche biposto sono state importate (dall'Italia?) per essere vendute nel mercato nazionale. Girasole, questo è il nome del quadriciclo, ha una percorrenza di 75 miglia (120 km) grazie alle batterie al litio, una velocità di 41 miglia orarie (66 km/h) . Per avvisare i pedoni della sua presenza, altrimenti assolutamente silenziosa come tutti i veicoli elettrici, emette un suono che simula una specie di clip-clip-clop degli zoccoli del cavallo che colpiscono la pavimentazione.
Costo: 18.000 dollari (13.900 euro).

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venerdì 26 gennaio 2007

"I miei primi 15000 km", senza inquinare

Il presidente della Zero Emission Community di Varese ci racconta una vita sullo scooter elettrico. Un'esperienza pulita ed economica, che consiglia a tutti.
Il nostro lettore Federico Montoli, presidente della Zero Emission Community di Varese, vuole condividere con noi un "avvenimento" al quale tiene molto. Il suo primo scooter elettrico ha raggiunto quota 15mila km. Un traguardo importante, per farci capire che i mezzi di locomozione "alternativi" ormai non invidiano molto a quelli tradizionali. E fanno anche qualcosa in più. Ecco quindi la sua avventura raccontata, chilometro per chilometro, in questa bella lettera.

Di strada ne ho fatta parecchia da quando ho avuto miei mezzi di trasporto: bici, motorino, macchina, moto. Non mi sarei mai aspettato però di trovare così significativo il veder passare la cifra 15000 sul contachilometri del mio scooter. Con la moto avevo da poco visto una cifra inconsueta, 111111, non ne avevo ancora visti così tanti sul contachilometri di una moto. In auto, ne ho avute diverse, penso complessivamente di averne fatti più di trecentomila. Ma quei 15000, stampati lì sul mio scooter elettrico hanno un significato tutto particolare.
Percorsi senza usare una goccia di benzina, nel silenzio più assoluto se non per il tipico rumore di sottofondo del motore elettrico. Un ronzìo cullante che non sembra nemmeno provenire da un mezzo di trasporto. La velocità media è di circa 30 km orari, giusto il minimo per mantenere in equilibrio lo strano veicolo di trasporto. Può sembrare un paradosso in quest’epoca delle velocità, un punto fermo sorpassato da nugoli di sfreccianti mezzi moderni. Tanto, se c’è coda, li ripasso tutti quei bolidi costosi e strapotenti…
Non è per fare l’originale che ho scelto un mezzo così. Neanche per scelte puramente ecologiste. Ho scelto, all’inizio, quasi per gioco. Curiosità e voglia di risparmiare. L’acquisto era incentivato dagli sconti sulla rottamazione di vecchi veicoli. Avevo giusto una vecchia, malandata e stanca moto da "sacrificare". L’estremo saluto era ormai inevitabile, d’altronde, rinunciavo ad una prima per un’altra prima volta. Il mio primo mezzo elettrico. Devo essere sincero, non speravo di farne davvero così tanta di strada, pensavo mi durasse un paio di anni e poi mi sarei preso qualcosa di più bello. Ma mi ci affezionai a quello strano scooter, anche quando cominciarono i guai. La ditta costruttrice fallì, di conseguenza assistenza nulla e ricambi zero. Mi servivano le batterie e una nuova cinghia di trasmissione. Mi adattai alle esigenze e usando un po’ di fantasia recuperai il recuperabile.
Arrivai così fino a 8000 km, pensavo però di non riuscire a vedere i 10000. Invece feci anche delle signore "trasferte", addirittura fino a Lugano. Ho visto lì il mio primo salone interamente dedicato al veicolo elettrico; da casa, andata e ritorno, 100 km e spiccioli. Con una sosta di rabbocco di corrente a Mendrisio, ho raggiunto la meta senza problemi. In Svizzera infatti posso ricaricare quasi ovunque, c’è un sistema di abbonamento che dà diritto ad usufruire dell’impianto di ricarica, le cosiddette colonnine, che sono presenti un po’ ovunque sul territorio svizzero. Si paga una volta l’anno, come l’autostrada. Strana ironia, col mio mezzo potevo ricaricare all’estero quasi in ogni paese, nel mio territorio solo a casa mia.
Tornai anche l’anno seguente a quel salone, ancora in scooter, però stavolta più consapevole, non era più un sentirsi una mosca bianca. Dopo aver incontrato altri come me che credevano in queste alternative, non soffrivo più di isolamento in patria. Cominciai a stringere un legame oltre frontiera, acquisii una certa capacità di indagine, trovai altre associazioni italiane che promuovevano la mobilità alternativa come in Svizzera. Da allora continuo a contattare chiunque possa darmi informazioni su questo mondo così diverso e così affascinante. Manifestazioni come quella di Lugano ce ne sono alcune in Italia, una delle più importanti si svolge a Firenze, quest’anno si terrà il 6 e 7 maggio. Sarà importante verificare la situazione italiana, troppo ancora non è chiaro sul mondo dell’elettrico, mancano informazioni sui prodotti. Perché non esistono listini con modelli, prezzi e caratteristiche dei veicoli elettrici, come accade per quelli con motore a scoppio? Forse c’è troppa gente che ha paura di cambiare, di rischiare ad investire sul futuro? Meno male che un tempo eravamo un popolo di santi e navigatori, ora siamo solo un popolo di stanchi consumatori…
E allora se dobbiamo consumare, tanto vale che lo facciamo con un po’ di buon senso. Non vi dico di diventare degli 007 come me per scoprire le ultime novità assolute in fato di alternativo, ma di cominciare a guardare oltre le solite cose, a fare piccole ricerche.
So benissimo che le difficoltà legate ai veicoli elettrici sono ancora tante, ma ci ricordiamo quando tutti andavano in bicicletta e coi mezzi pubblici? Visto che ora ci si può permettere anche più di un mezzo in famiglia, perché non provarne almeno uno elettrico? Ricordatevi, se volete, possiamo scegliere.


L'articolo

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giovedì 25 gennaio 2007

Gli Idrati di metano

Enormi quantità di CH4 (metano) sono immagazzinati sulla terra come idrati di metano. Queste sono miscele solide di ghiaccio e metano che sono stabili ad alte pressioni ed a temperature basse sono state trovate sotto gli oceani e negli strati più profondi del terreno nello strato di ghiaccio permanente (permafrost). Circa 10.000 Pg (10.000.000.000.000 di tonnellate) di carbonio è valutata essere immagazzinata come idrati di metano, circa il doppio della quantità di carbonio immagazzinata nei combustibili fossili convenzionali (carbone, petrolio e gas), rappresentando una enorme risorsa energetica inutilizzata. I dati dal nucleo del ghiaccio di Vostok non mostrano prove evidenti di rilascio in atmosfera del metano in grande quantità di questi idrati durante gli ultimi 400.000 anni. Tuttavia, le temperature in superficie in aumento come conseguenza del riscaldamento globale, possono fondere quantità di questi idrati di metano che scaricando metano nell'aria e quindi aumentare ulteriormente l'effetto della serra.

Nel grafico si evidenzia la progressione della quantità di metano (CH4) in atmosfera. L'origine antropica è del tutto evidente.
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Gas serra

Il vapore acqueo assorbe la maggior parte delle lunghezze d'onda delle radiazioni infrarosse emesse dalla terra. Semplicemente, incrementando la concentrazione di vapore acqueo in atmosfera non significa avere un effetto serra paragonabile a quello che hanno altri gas in piccola quantità. I gas ad effetto serra sono più efficienti nel bloccare i raggi infrarossi di tutte le lunghezza d'onda di quanto non riesca a fare il vapore. Perciò l'impatto di un particolare gas sull'effetto serra non dipende solo dalla sua concentrazione in atmosfera, ma anche dalla sua capacità (efficienza) di intrappolare le radiazione infrarosse. Il concetto di Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP - Global Warming Potential ) è stato sviluppato per comparare l'abilità di ciascun tipo di gas ad effetto serra di intrappolare il calore in atmosfera relativamente ad un altro gas. Il biossido di carbonio CO2 (anidride carbonica) è stato scelto come gas di riferimento. La tabella che segue mostra alcuni dei più importanti gas serra, la loro concentrazione nell'anno 1750 d.c. (periodo preindustriale), nel 1998 e il loro Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) che indica quanto chimicamente efficiente sia il gas serra per 100 anni. I dati provengono da IPCC TAR 2001 (www.cambridge.org/uk/earthsciences/climatechange/).

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mercoledì 24 gennaio 2007

Dobbiamo fare presto, contro le lobbies del veleno

Al Gore a Nashville, in Tennessee la sua terra d'origine, parla della nuova situazione politica USA in campo energetico dopo le elezioni di medio termine avvenute in novembre. Spera che gli USA possano aderire al trattato di Kyoto e renderlo ancora più rigido, auspica un cambiamento nel sistema fiscale tassando non più il lavoro, ma l'inquinamento, specie la produzione di anidride carbonica, suggerisce di introdurre incentivi alle tecnologie pulite, aumentare gli standard di efficienza delle auto, eliminare i sussidi all'uso del carbone e del petrolio. Si dice scettico riguardo l'energia nucleare ed è convinto che le lobby del petrolio non si siano infiltrate "dentro" la Casa Bianca ma che "siano" la Casa Bianca essendo Bush e il vice Cheney facenti parte dell'industria petrolifera. Gli Stati Uniti vivono fuori della realtà, non avendo preso coscienza dei cambiamenti climatici contrariamente a tutto il mondo. Questa è una illusione che danneggerà le industrie del paese. Gore aggiunge quanto sia vergognoso e immorale che la Exxon Mobil, che è un grande inquinatore, spenda milioni di dollari in propaganda per confondere le idee dell'opinione pubblica su quello che dicono gli scienziati riguardo il riscaldamento globale. Un ultimo messaggio: Gli scienziati dicono che tra una decina d'anni arriveremo a un punto oltre al quale sarà difficile restaurare l'equilibrio dell'ecosistema. Abbiamo ancora tempo, ma dobbiamo fare presto.

Qui l'articolo
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La Germania chiede regole vincolanti delle emissioni CO2 auto

La lotta alle emissioni di CO2, causa dei cambiamenti climatici, prosegue nella UE a fasi alterne e senza una strategia vera e definita. Il ministro dell'Ambiente tedesco ha chiesto ieri a Bruxelles leggi vincolanti per l'Unione europea per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica (CO2) per le auto, mentre prosegue la discussione su quale sia la strategia migliore per ridurre i gas serra. La Commissione europea avrebbe dovuto presentare domani alcune proposte per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalle auto, ma ha posticipato la presentazione di alcune settimane a causa del disaccordo su come gli obiettivi per le industrie debbano essere resi vincolanti. Un portavoce della Commissione UE ha detto oggi che il presidente della Commissione José Manuel Barroso, che ha fissato nella lotta ai cambiamenti climatici uno dei suoi obiettivi principali, ha richiesto più tempo per trovare un accordo. I produttori di auto in Europa hanno sottoscritto un accordo volontario per ridurre le emissioni di CO2, a una media industriale di 140 grammi per chilometro entro il 2008, anche se attualmente l'obiettivo sembra assai difficile da raggiungere. I colleghi asiatici invece devono raggiungere l'obiettivo entro il 2009.

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ENERGIA, MATERIE PRIME E AMBIENTE - Firenze 10 Marzo 2007

Giornata di Studio Organizzata da ASPO-Italia (associazione per lo studio del picco del petrolio e del gas) in collaborazione con l’università di Firenze, il Comune di Firenze e Intesa Sanpaolo.
Sabato 10 Marzo 2007 Firenze, Palazzo Vecchio, Salone dei 500
Questa giornata di studio si propone di esaminare la questione della disponibilità di materie prime, energetiche in particolare, in un ottica che parte da una visione globale per arrivare a trarre delle conseguenze anche a livello locale. Il contributo degli esperti deriva in buona parte dal lavoro dell’associazione "ASPO" (Associazione per lo studio del picco del petrolio") il cui rappresentante internazionale presente al convegno sarà il dr. Ali Morteza Samsam Bakhtiari, esperto petrolifero Iraniano. Il convegno esamina sia il problema sulla base degli studi più recenti, sia possibili soluzioni all’avanguardia realizzate da ricercatori e imprenditori in Italia
Il convegno è aperto al pubblico e la partecipazione è gratuita. Tutte le conferenze sono in Italiano. Programma provvisorio, Gennaio 2007
INTRODUZIONE
Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente
Claudio del Lungo, Assessore all’ambiente, comune di Firenze
Leonardo Dominici, Sindaco di Firenze
I PROBLEMI:
Ali Morteza Samsam Bakhtiari, ASPO-International, National Iranian Oil Company, La Situazione Petrolifera Mondiale
Ugo Bardi (Università di Firenze). Il ritorno del carbone.
Luca Mercalli (Società Meteorologica Italiana): La situazione climatica. Problemi globali e riflessi sulla situazione italiana
Luca Pardi (CNR, Pisa). La situazione demografica internazionale e italiana
LE SOLUZIONI:
Gaston Maggetto, (Vrije Universiteit Brussel) I Veicoli Elettrici come soluzione per il futuro del trasporto
Massimo Ippolito (Sequoia automation, Torino). Il "kitegen" un nuovo metodo di generazione di energia eolica
Emilio Martines (CNR Padova). Prospettive della fusione nucleare
Giuseppe Grazzini (Università di Firenze). Efficienza energetica nei trasporti e nell’edilizia
Toufic el Asmar (Università di Firenze). Energia e risorse nei paesi mediterranei: veicoli elettrici ad alimentazione solare: il progetto Europeo "RAMSES" .
Carlo Buonfrate (Intesa SanPaolo)

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martedì 23 gennaio 2007

Segnali di Cambiamenti climatici 10: il riscaldamento del pianeta avanza più velocemente e con conseguenze più devastanti

Visto quel che è trapelato, si attende con apprensione il Quarto rapporto di valutazione (Fourth Assessment Report, AR4) dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, l'organismo scientifico per lo studio dei cambiamenti climatici creato nel 1988 dalla Organizzazione meteorologica mondiale e dal Programma dell'Onu per l'ambiente. Costato 6 anni di lavoro, l'AR4 si è avvalso di 2.500 esperti, conta 800 autori, ha analizzato 130 paesi. Quali conseguenze avrà il 4° parto dell'Ipcc? Si spera che provochi una scossa foriera di azioni, presso i politici e i popoli. Il Telegraph lo scorso dicembre e poi il New York Times pochi giorni fa hanno fatto trapelare alcune anticipazioni a dir poco allarmanti: Ora, repetita iuvant?, la bozza ottenuta dall'inglese The Observer conferma: il riscaldamento del pianeta arriverà più velocemente e con conseguenze più devastanti di quanto si pensasse. I 12 anni sui 13 trascorsi sono stati i più caldi a memoria di registro meteorologico; le temperature degli oceani sono aumentate; il livello dei mari sale di almeno 2 millimetri all'anno; i ghiacciai, le nevi perenni e il permafrost sono diminuiti in entrambi gli emisferi; i giorni e le notti fredde diventano più rari dei giorni e delle notti calde. La frequenza di cicloni, alluvioni e tempeste aumenterà. I deserti si espanderanno. La neve si limiterà a imbiancare le montagne più alte. Il livello dei mari crescerà di circa mezzo metro nel corso del (o anche di un metro). Negli oceani la barriera corallina e gli atolli proseguiranno il loro degrado. Le ondate di calore diventeranno la norma. Saranno decine di milioni i rifugiati ambientali, soprattutto provenienti dalle aree tropicali. Quest'ultimo rapporti dell'Ipcc, basato su sofisticati modelli informatici e osservazioni dettagliatissime sullo stato delle nevi, sui livelli dei mari e sull'ampiezza dei deserti, fa un passo avanti verso il baratro: sostiene che questi cambiamenti sono "estremamente probabili", "quasi certi". L'Ipcc precisa che le emissioni di origine antropica, dovute alle attività umane, hanno avuto un effetto 5 volte maggiore di qualunque fluttuazione nella radiazione solare. Poiché la causa è così ben identificata, le preoccupazioni sul clima domineranno la politica internazionale dei prossimi mesi. È come per gli alcolisti: ammettere di avere un problema è già un primo passo; poi con urgenza bisogna smettere di bere (petrolio, in questo caso).

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