Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 30 giugno 2011

Pininfarina e la quasi Bluecar

Qualcuno si chiedeva che fine avesse fatto il progetto di Bollorè e Pininfarina per la produzione della oramai famosa auto elettrica Bluecar.

Le notizie che vengono dalla Francia riguardo ad un premio (alla fiducia)  conferito a Paolo Pininfarina  Personalità italiana dell'anno" in Francia  per il contributo al successo del programma di “electric car sharingAutolib per il Comune di Parigi. Il programma di electric car sharing Autolib (nato nel lontano  2007 con il gruppo Bolloré)  per lo sviluppo e la produzione di veicoli elettrici arriverà finalmente alla consegna del primo lotto di vetture elettriche per il Comune di Parigi, auto prodotte nello stabilimento Pininfarina di Bairo Canavese, derivate dalla famosa Bluecar. 

Elaborazione dal comunicato stampa   Pininfarina

mercoledì 29 giugno 2011

Toscana a passo di gambero sulla filiera auto ad idrogeno

Mi è stato segnalato che la Regione Toscana ha indetto un convegno per oggi che ha come argomento la creazione di una filiera basata sull'idrogeno per la trazione automobilistica.

Ancora?

Incredibilmente vero!

Sul sito web della Regione l'articolo sulle news è intitolato: "Auto a idrogeno: dalla Toscana passi avanti per una mobilità pulita" Cosa dice: "...Raggiungere l'obiettivo di una mobilità pulita e sostenibile attraverso lo studio di vetture alimentate a idrogeno. E’ su questo che da tre anni in Toscana, su iniziativa della Regione attraverso un finanziamento CIPE...Mercoledì 29 giugno 2011 i primi risultati della ricerca e le prospettive pratiche vengono presentati a Firenze nel corso di un convegno (“Progetto HE Filiera Idrogeno“) organizzato dalla Facoltà pisana in collaborazione con Regione Toscana: verranno mostrati i risultati anche con la presentazione di un video (“Io vado a idrogeno“) prevista per le ore 12 nel corso di uno specifico incontro con i giornalisti....Alle 11 Angelo Moreno (di ENEA) presenterà una panoramica europea sull'idrogeno come vettore energetico per la mobilità. Nel pomeriggio spazio per i singoli ricercatori nonché riflessioni sul passaggio dai progetti di ricerca al loro concreto trasferimento tecnologico. ...Due le principali linee di attività su cui la squadra di ricercatori toscani ha lavorato: la messa a punto di veicoli con motori che possano utilizzare come combustibile anche l'idrogeno; il lavoro su veicoli elettrici alimentati con celle a combustibile che utilizzano idrogeno per produrre energia elettrica in modo assolutamente pulito."

Argomenti vecchi e passati di moda in buona parte del mondo scientifico.

Obama con il suo braccio destro Stepen Chu, premio nobel  e attuale 'ministro dell'energia' (Segretario per l'Enegia dell'amministrazione Obama), hanno dichiarato che non la pena di spendere un centesimo di dollaro per l'idrogeno e le fuel cell destinati alla trazione.

Anche l'Islanda, prima del crollo economico che conosciamo, aveva abbandonato la sua strategia per l' idrogeno lunga qualche decennio per innescare un'attività produzione, applicazione sui bus e le auto locali, per passare all'alimentazione dei pescherecci, per arrivare alla fine all'esportazione del vettore energetico H2 .

Che l'utilizzo non sia una grande furbizia dal punto energetico l'ho spiegato in questo post su MondoElettrico al quale vi rimando per i dettagli:
La sciocchezza dell'idrogeno nella trazione

schematizzando il senso con questi 3 grafici appresso.

 energia necessaria

 la quantità di unità per la produzione di energia

 a parità di energia impiegata quanti veicoli si possono alimentare

??

Leggere anche:
- La sciocchezza dell'idrogeno nella trazione
- Idrogeno. Sospesi i finanziamenti USA per le fuel cell delle auto
- Se fosse per me, avrei messo ogni centesimo statale per le auto elettriche
Esplode un distributore di idrogeno a Rochester
Islanda, le auto elettriche sostituiscono la chimera idrogeno
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martedì 28 giugno 2011

La scintilla tutta elettrica della Chevrolet

General Motor Co.'s India ha presentato in India la vettura completamente elettrica che sarà sperimentata nel prossimo anno sulle strade della Cina, Germania e Corea. 

Il motore  di 45 kW  della vettura sarà alimentato esclusivamente da 300 celle  agli ioni di litio e non avrà a bordo il generatore elettrico come la Volt. La percorrenza stimata ad oggi è di 130 km a ricarica.

Derivata dalla Spark (Scintilla), modello già presente nel catalogo Chevrolet, con motore tradizionale, ha il nome è un po' lungo, ma suona bene, Beat Battery Electric Vehicle.

Informazioni tratte da The Wall Street Journal

Leggere anche:
- L'auto ibrida/elettrica Chevrolet Volt nella pubblicità televisiva
- Etichetta EPA per la Chevrolet Volt 2011, 39.5 km/ litro (equivalenti) 

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lunedì 27 giugno 2011

A Troia, la stazione elettrica da primato

Realizzata in soli 13 mesi con un investimento di 26 milioni di euro
Migliorerà il servizio elettrico nel foggiano riducendo le attuali “congestioni” di rete Immetterà in rete fino a 800 MW di energia rinnovabile da fonte eolica.

E’ entrata in funzione all'inizio del  mese la nuova stazione elettrica ad altissima tensione di Troia, nel comune di Foggia, localizzata lungo l'elettrodotto a 380 kV “Foggia- Benevento”. La struttura è stata completata da Terna in tempi record: dalla consegna alla conclusione dei lavori sono passati appena 13 mesi, contro i canonici 22. Per la sua realizzazione l'investimento complessivo è stato di 26 milioni di euro. La stazione elettrica è una delle più grandi costruite da Terna negli ultimi 20 anni: la superficie della struttura è di 100 mila metri quadrati, di cui circa un quarto - 25 mila metri quadrati - di area verde. Dopo l'entrata in esercizio nel dicembre 2010 della stazione elettrica di Bisaccia (Avellino) e di quella di Deliceto (Foggia) nel febbraio 2011, la stazione di Troia rappresenta un altro tassello del previsto piano di realizzazione di nuovi impianti ad altissima tensione “collettori” di energia da fonte rinnovabile nell'area tra Foggia e Benevento, con l'obiettivo di ridurre le congestioni sulla rete a 380 e a 150 kV “liberando” nuova capacità produttiva in Puglia e sul versante adriatico.
Notevoli i benefici elettrici per l'area del foggiano: la nuova stazione elettrica consentirà di ridurre le “congestioni” sulla rete a 150 kV esistente - caratterizzata da direttrici vetuste e con ridotta capacità di trasporto - e favorirà il transito sulla rete a 380 kV dell'energia prodotta dagli impianti da fonte rinnovabile presenti e futuri nell'area, diminuendo le limitazioni sulle produzioni attuali e future causate dai vincoli all'esercizio della rete a 380 kV al confine tra Puglia, Molise e Campania. La stazione elettrica di Troia avrà infatti il compito di raccogliere e successivamente immettere in rete l'energia “pulita” prodotta dagli impianti eolici della zona: attualmente è in grado di “liberare” capacità produttiva da fonte rinnovabile per circa 250 MW ma, attraverso gli interventi di sviluppo previsti, servirà in sicurezza la connessione di impianti eolici per una potenza complessiva di circa 800 MW.
Oggi sono già autorizzati e in fase di realizzazione 4 impianti di generazione da fonte rinnovabile pronti a connettersi alla nuova stazione: ASI Troia FV 1 Srl (123 MW), Fortore Energia S.p.A. (80 MW), Margherita (13 MW) e SEA Spa (26 MW).
Ai lavori della stazione elettrica di Troia, e dei raccordi di questa alla rete in alta tensione, è correlato un parziale riassetto della rete elettrica limitrofa, che consentirà di prelevare potenza dalla rete ad alta tensione (AT) e di immetterla sulla rete ad altissima tensione (AAT) verso un'importante ed estesa area di carico, riducendo così le perdite di energia in rete, con notevoli benefici ambientali in termini di risparmio di CO2 immessa in atmosfera.
A fine maggio, inoltre, sono terminati i lavori di costruzione dei raccordi a 150 kV della SE di Deliceto all'elettrodotto “Ascoli Satriano – Agip Deliceto”. L'entrata in servizio di questi raccordi consentirà di ridurre ulteriormente le congestioni sulla rete 150 kV nell’area tra Foggia e Benevento, immettendo energia sulla rete a 380 kV.
Le stazioni elettriche in Puglia - Oltre a Troia, Terna ha in programma altre stazioni elettriche in Puglia. Tra quelle in progettazione rientrano Leverano, Crispiano, Cellino San Marco, Francavilla, Castelnuovo di Daunia, Casamassima, Ruvo di Puglia e Andria. In autorizzazione quelle di Torre Maggiore, Lucera, Manfredonia, Cerignola, Palo del Colle, Latiano, Erchie, Gravina, San Paolo Civitate. Infine, in costruzione quelle di Galatina, Brindisi Sud e Castellaneta (i cui lavori dovrebbero completarsi a inizio 2012). Le stazioni a 380/150 kV già realizzate o in via di completamento apporteranno notevoli benefici elettrici per la Puglia quantificabili in una riduzione delle perdite di rete pari a 175 milioni di kWh l’anno, ovvero quanto il consumo medio annuo di circa 50 mila famiglie.
L'impegno di Terna in Puglia e Daunia - Terna ha programmato in Puglia investimenti per oltre 300 milioni di euro (a cui si aggiungono ulteriori 200 mln di euro per la connessione di impianti da fonte rinnovabile) sui 7,5 miliardi di euro complessivi a livello nazionale previsti dal nuovo Piano di Sviluppo 2011-2020. Negli ultimi mesi, nella specifica area dell’Appennino Dauno, Terna ha realizzato la stazioni elettriche di Deliceto e Bisaccia, potenziato gli elettrodotti “Foggia-Lucera”, “Flumeri-Ariano”, “Campagna-Sicignano” e “Sicignano-Contursi”, mentre ha in programma la stazione elettrica di Ariano Irpino e l’elettrodotto “Goleto-Castelnuovo”.
Terna per le rinnovabili – Dal 2011 al 2015 Terna ha previsto investimenti per 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo delle fonti rinnovabili (di cui 1,3 miliardi nel Sud Italia): 900 milioni sono già in realizzazione e 600 milioni in autorizzazione. Gli interventi riguardano, in particolare, l'area dell'appennino dauno compresa tra Foggia, Benevento e Salerno dove risulta installata un'elevata capacità di generazione da fonte rinnovabile, localizzata in una zona strutturalmente meno ‘magliata’ rispetto ad altre anche per la modesta densità abitativa. Nel periodo dal 2005 al 2010 sono state invece realizzate opere per 1,3 miliardi di euro per le rinnovabili (di cui 1,1 miliardi al Sud Italia) e costruite più di 30 nuove stazioni elettriche.


Comunicato Stampa Terna
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domenica 26 giugno 2011

Si volerà con aerei ibridi

La Germania non solo sta concretamente lavorando a livello governativo per introdurre le auto elettriche nelle strade della nazione ma anche le aziende inserite in altri settori industriali  e produttivi guardano con autentico interesse alla propulsione elettrica anche quella ibrida seriale destinata al volo aereo.

Infatti Siemens AG, Diamond Aircraft e EADS hanno presentato l'aereo ibrido seriale a trazione elettrica al Paris Air Show di Le Bourget 2011 il 20   giugno u.s.. 
Due posti a motore, il velivolo è stato costruito dai tre partner per testare il concetto ibrido a propulsione elettrica, una tecnologia, che è destinata in futuro ad essere utilizzata anche nei  velivoli più grandi e che permetterà di ridurre  il consumo di carburante e le emissioni del 25 % rispetto ai più efficienti aerei di oggi. La tecnologia del drive   ibrido-serie elettrica è scalabile e sarà utilizzato in velivoli di piccole e medie dimensioni già nel medio termine.

Il traffico aereo contribuisce per il 2,2 %  a produrre emissioni di CO 2 in tutto il mondo. Per questo motivo anche gli aerei devono diventare più efficienti e la soluzione è quella di elettrificare la propulsione.

Il Dr. Frank Anton, che si dedica allo sviluppo degli aerei elettrici di Siemens, afferma che la prima cosa che l'azienda  vuole fare è testare la tecnologia nei piccoli aerei per arrivare a lungo termine ad  utilizzare il sistema ibrido elettrico su larga scala, al fine di ridurre il consumo di carburante e le emissioni del 25 % rispetto alle tecnologie più efficienti di oggi. In questo modo il trasporto aereo diventerà più sostenibile.

L'aliante a motore, che si basa su Diamond Aircraft HK36 Super Dimona, è l'unico aereo di questo tipo al mondo. E ' il primo ad utilizzare la cosiddetta serial hybrid electric drive, che è stata utilizzata fino ad oggi solo nelle auto come catena cinematica integrata. L'elica dell'aereo è mossa da un motore elettrico Siemens da 70 kW . L'elettricità è fornita da un piccolo motore Wankel  con un generatore che funziona solo come fonte di alimentazione elettrica. Un convertitore Siemens fornisce al motore elettrico l'energia dalla batteria e dal generatore. Il consumo di carburante è molto basso in quanto il motore a combustione viene sempre fatto girare con una potenza costante di 30 kW. Un sistema di batterie fornisce la maggiore potenza richiesta durante il decollo e la salita. L'accumulatore si ricarica durante la fase di crociera. Il concetto di ibrido seriale della propulsione elettrica rende possibile un decollo elettrico  sicuro  e una notevole riduzione dei consumi e delle emissioni consentendo inoltre agli aerei di coprire le lunghe distanze richieste.

La fase di sviluppo successivo sarà quella di ottimizzare ulteriormente l'intera unità power train lavorando su un nuovo motore elettrico che dovrebbe essere cinque volte più leggero rispetto ai convenzionali attuali. In due anni, un altro aereo ultraleggero dovrebbe essere dotato di un  trazione elettrica.  Siemens 'Drive Technologies Division ha già utilizzato i drive train integrati in altre applicazioni nelle unità marine. Il know-how acquisito in queste aree è stato ora applicato nel settore aeronautico.

Fonte Siemens

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sabato 25 giugno 2011

Moduli abitativi dai containers

I container sono attrezzature, box, adatti ad essere trasportati, in special modo nel trasporto intermodale. Trasferiti dai carri ferroviari con tutto il loro contenuto nelle navi da un porto all'altro in tutti i continenti possono ritornare sui carri ferroviari e sui TIR. 
Il più diffuso tra i contenitori è il container ISO (acronimo di International Organization for Standardization), un parallelepipedo in metallo le cui misure sono state stabilite in sede internazionale nel 1967. Largo 8 piedi (244 cm), alto 8 piedi e 6 pollici (259 cm), mentre le lunghezze standard  possono essere due:  di 20 e di 40 piedi (610 e 1220 cm). 

L'idea di un gruppo di giovani studenti e docenti cinesi di Tongji University  è stata quella di riutilizzare i container adattandoli ad altro servizio, rendendoli moduli abitativi. componibili adattando le nuove tecnologie di produzione di energia e calore per farli diventare vere e proprie case autosufficienti.
Incorporare tecnologie energetiche pulite, come i pannelli solari, nel suo design, mantenendo bassi i costi di costruzione. La facilità di trasporto è un punto a favore primario.
Posizionando i contenitori a forma a Y, la casa è una combinazione di sei container riciclati .


Fonte: DOE, US Department of Energy
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venerdì 24 giugno 2011

Come riconoscere una Smart elettrica. Occhio ai dettagli

Come si riconosceva una Smart elettrica da una Smart con motore termico, prima? 

Semplice. Dal fotomontaggio mal riuscito, fino a qualche mese fa.  

Come si riconosce una Smart elettrica in strada, oggi, visto che finalmente esiste la Smartconvertita in elettrica?

Questo è più difficile a prima vista. Se è parcheggiata è facile. Se ha un filo elettrico che spunta di lato e si congiunge con una delle 130 colonnine di ricarica fiorentine,  possiamo affermare senza ombra di dubbio che è elettrica.

Se invece è parcheggiata in una zona di traffico limitato ad interdizione per i veicoli non elettrici e non ha il tagliando sul cruscotto che designa il possesso di un portatore di handicap o un permesso speciale è probabile che sia elettrica.

Come si fa a discriminare con certezza se lo è o non lo è, elettrica? Si guarda di sotto e di dietro. C'è la marmitta? No. Non lo è. Non c'è la marmitta? Lo è, elettrica.  

Se non è parcheggiata e la vediamo passare in strada accanto a noi, come la riconosciamo? Semplice, se non produce rumore è elettrica.

Queste sono le semplici regole per capire se la Smart delle foto che circola a Firenze è elettrica (convertita) o non lo è, elettrica.

Si. E' elettrica.


Le foto sono dell'Ing. Pietro Cambi, Presidente di Eurozev: Smart in ricarica presso le colonnine di Piazza della Signoria, Smart al Piazzale Michelangelo.

Leggere anche:
- Smart elettrica, l'auto elettrica c'è ... da subito

giovedì 23 giugno 2011

Sorsi d'acqua al trizio

La statunitense  US Environmental Protection Agency afferma  che la dispersione di trizio radioattivo nell'ambiente fa aumentare il rischio di sviluppare il cancro.

Il trizio radioattivo si è infiltrato nelle acque sotterranee in Virginia dove esistono due centrali nucleare commerciale.

Ma il trizio radioattivo non è stato ritrovato solo nel terreno sotto le due centrali in Virginia, lo si è rivelato perché disperso anche in 48 delle 65 centrali nucleari americane nel corso della loro storia operativa. Le perdite da 37 centrali hanno superato i limiti federali sulle norme relative all'acqua potabile.

Come può il trizio radioattivo sfuggire dalle centrali nucleari per inquinare l'ambiente? A causa dalla corrosione dei tubi interrati  così come dalle armature delle volte che portano l'acqua utilizzata per raffreddare i reattori.

Se per decenni la gente beve acqua con trizio radioattivo addizionato in quantità entro i limiti di legge rischia di sviluppare il cancro  in 7 casisu 200 mila. Questo limite per l'acqua potabile l'EPA (US Environmental Protection Agency )  lo ha fissato a 20.000 picocuries.  La centrale nucleare della Virginia, Surry Power Station, ha superato i limiti federali relativi all'acqua potabile mostrando un livello di trizio pari a 31.900 picocuries per litro, mentre a dicembre dello scorso anno erano a  14.100 picocuries , ma l'acqua contaminata era stata contenuta all'interno dell'impianto. Adesso 450 galloni (circa 1.7700 litri) di acqua contaminata sono fuoriusciti dall'impianto..

I problemi e i pericoli degli impianti nucleari aumentano con la loro obsolescenza. Vecchi impianti destinati ad essere chiusi per vecchiaia rimarranno attivi per  ulteriori 20 anni, Scelta presa guardando l'economia piuttosto che la salute della gente.

Da ricordare inoltre che il presidente Barack Obama ha intenzione di supportare l'espansione dell'energia nucleare ma ha accantonato i piani di costruire un sito permanente di stoccaggio dei rifiuti nucleari in Nevada , di conseguenza, i milioni di libbre di rifiuti nucleari, tra cui circa 5,2 milioni di libbre della centrale di Surry, sono sparsi in tutta la nazione.

Il trizio è una forma radioattiva di idrogeno che si produce durante il funzionamento di centrali nucleari. Si trova in composti contenenti idrogeno, come l'aria e l'acqua.
Il trizio, che è inodore e incolore, ha un tempo di dimezzamento di 12,3 anni. L'emivita dell'uranio, al contrario, è miliardi di anni. c'è da inferire sarcasticamente che chi muore di cancro per avere bevuto acqua contaminata da trizio radioattivo disperso dalle centrali nucleari ha un corpo o ciò che resta con metà del trizio che lo ha ucciso per 12 anni, un quarto dopo 24 anni, un ottavo dopo 36 ...

Noi, in Italia, possiamo stare tranquilli, almeno rispetto a questi specifici problemi sopra descritti,  avendo evitato di infilarci di nuovo nella trappola per topi del nucleare, grazie al referendum che ha dato una chiara risposta: no, niente centrali nucleari sul nostro territorio nazionale.  Ma possiamo stare davvero tranquilli? Direi di no.


 Leggere anche:
Un particolare tè 'colorato'


Un aggiornamento dell'ultima ora  segnalato da Maurizio T.. L'articolo del Ticino live segnala un incidente nucleare, tenuto nascosto dai media,  del grado 4 della scala INES.
"Incidente nucleare a Fort Calhoun, Nebraska. 
Il governo impone la no fly zoneSulla scala INES, la scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici, il livello 4 significa danni significativi al nocciolo del reattore e/o alle barriere protettive della centrale nucleare, significa che le radiazioni all’interno del reattore sono di livello letale per uomini e animali, mentre per l’ambiente esterno l’impatto è ancora considerato “minore”, con esposizione della popolazione a radiazioni che ancora rientrano nei limiti di legge. Nell’indifferenza generale di media e opinione pubblica, da due settimane la centrale nucleare di Fort Calhoun, nello Stato del Nebraska – attiva dal 1973 – si trova in una situazione assai critica...."
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mercoledì 22 giugno 2011

Spot RENAULT ZE


Un rasoio a scoppio, un computer con la marmitta catalitica, un phon endotermico, un frullatore che parte tirando un cavo come se fosse una motosega, un POS che necessita il  rabbocco di carburante, follia, quindi l'auto elettrica, ovviamente.

http://youtu.be/cSqOSG3xnwg
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martedì 21 giugno 2011

Gli scooter elettrici, i conti nel sebatoio e gli euro in fumo di uno scooter tradizionale

In questo post prendiamo in esame i costi di gestione di uno scooter elettrico, uno scooter elettrico di ottima qualità.

Premetto che per il momento non mi/ci deve interessare quanto costa acquistare lo scooter elettrico. Sappiamo benissimo che il costo di un bene strumentale è dato dalla produzione, dal numero di oggetti prodotti, dalla scala di mercato. E' chiaro a tutti che se produciamo 1.000 oggetti non possono costare quanto 1.000.000 di oggetti simili.

Ma altrettanto palese dovrebbe essere un'altra questione: perché non si producono 1.000.000 di oggetti del primo tipo se i benefici sono tanti, enormi, tanto da non essere paragonabili nemmeno lontanamente ai pochi vantaggi, destinati a scomparire, dei secondi?

Io, questa domanda, me la sto ponendo da 15 anni e non so dare una risposta definitiva. Una risposta indiretta nasce dalla constatazione che non percorrere la strada della produzione di veicoli elettrici è una scelta stolta, sciocca, imprevidente, antieconomica quindi costosissima, che va oltre ogni ragionevole pretesa di salvaguardia  della salute umana e del pianeta.
Ritorniamo al discorso dei costi di gestione di uno scooter elettrico fornendo qualche dato e qualche cifra. I dati e le cifre mancanti li possiamo aggiungere successivamente se qualcuno vorrà dare un suo contributo personale a questa semplice analisi.
Come è successo in alcuni post precedenti (qui e qui) prendo l'impiego del veicolo ad uso professionale. Così è stato per i furgoni impiegati  dai corrieri per la distribuzione e ritiro delle merci in ambito metropolitano, così sarà per le due ruote destinate alla consegna da parte degli addetti alle poste o chi fa un servizio di piccoli colli.  

I parametri per confrontare i due tipi di scooter,  l'uno endotermico, l'altro elettrico,  sono questi:

giorni lavorativi: 300
chilometri al giorno: 60 km
chilometri anno: 18.000 km
costo unitario:   1,500 €/litro ; 0,20 euro kWh
consumo unitario:   15 km/L; 18 km/kWh
consumo: 4,00 Litri; 3.33 kWh
Costo rifornimento / giorno: 6,00 €; 0,67 €
Costo rifornimento annuale: 1.800 €; 200 €
Assicurazione RC (*): 100 €; 50 €
Tassa di proprietà 20 €; 0 € (**)
Manutenzione (media) - € ?
costo manutenzione - € ?

Note:
(*) provvedimento CIP N° 10 del 05.05.93 del CIP), premio assicurativo 50% rispetto a un veicolo diesel
(**) esenzione dal pagamento del bollo per 5 anni (articolo 20 del DPR N° 39 del 05.02.53), il 25% dal sesto anno

Il calcolo è semplice. Con lo scooter elettrico:

- ogni anno si risparmiano 1.670 euro 
- in  4 anni  si risparmiano 6.680 euro
- in 6 anni  si risparmiano 10.015 euro
Proseguiamo col ragionamento.

C'è una ragione logica diversa dal fatto che uno scooter elettrico possa costare quanto uno scooter endotermico, a parte le batterie? No, non esiste oltre quella già descritta sopra, la quantità prodotta. Quindi se determiniamo le condizioni 'esterne' per una produzione congrua i due prezzi andranno ad equivalersi o addirittura spostarsi a vantaggio del veicolo elettrico, anche di molto. (Detto fra noi, scommetto che già oggi i due prezzi si equivalgono.)

Ipotizziamo che ambedue le tipologie costino tra 1900 e 2.500 euro,  secondo le caratteristiche dei modelli. Ciò significa che il risparmio annuale è quello descritto sopra (1.670 euro/anno, in 4 anni 6.680 euro, in 6 anni si risparmiano 10.015 euro). Pare del tutto evidente, ancora una volta, che l'unica variabile da confrontare è il costo del pacco batterie, ed eventualmente tenere conto della sostituzione da effettuare dopo un certo numero di cicli di ricarica. (Per inciso, ricordo che il numero di cicli indicato come riferimento per le batterie al litio è 2.000. 2.000 cicli significa utilizzare le batterie per molti anni e per 150/200 mila chilometri totale al termine dei quali le batterie non sono inutilizzabili, avendo ancora un 70/90% della capacità iniziale. Ciò significa che possono essere utilizzate ancora sullo stesso scooter, garantendo una percorrenza inferiore, o continuare a vivere nel settore stazionario delle rinnovabili come accumulatori di energia.)

Ammesso che il cambio debba avvenire dopo 4 anni (ma non è detto che sia, come spiegato nel paragrafo precedente in parentesi)  il pacco batteria non può costare, con i prezzi di oggi, 6,5 K euro, né tanto meno potrà costalo con realistica previsione  tra 4 anni, sapendo che i prezzi delle batterie al litio scende e potrà scendere ancora più velocemente nei prossimi anni grazie alla produzione ed anche e soprattutto alle estrazioni delle immense riserve di litio dei laghi salati andini.

Altra ipotesi. Dimezziamo i chilometri percorsi ogni giorno : 30 km/d   (300 giorni all'anno).

Il risparmio diventa:

- ogni anno 870 €
- in 4 anni 3.480 €
- in 6 anni 5.215 €

Ora che ci siamo confrontati con queste cifre capiamo bene che uno scooter elettrico diventa competitivo nei confronti di uno endotermico anche per chi ne fa un uso personale, quotidiano, un utilizzatore privato, non solo professionale.

Sono convinto che il prezzo dl carburante salirà progressivamente, quindi diamoci da fare per farlo capire ai legislatori nazionali quanto sia necessario spingere la produzione (non l'acquisto, o non solo). Intendo dire la produzione nazionale di scooter elettrici con aziende italiane (ce ne sono di validissime), per generare un virtuoso loop di imprese, posti di lavoro, abbandono di tecnologie obsolete e antieconomiche. Compito titanico far capire questa cosa ai nostri politici, lo so!

Leggere anche:

- Quanto si risparmia con i furgoni elettrici? E convertendoli?



- Auto elettrica, quanto mi costi? Confronto con l'auto tradizionale e il treno dei pendolari



 senza dimenticare:


- Smart elettrica, l'auto elettrica c'è ... da subito

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lunedì 20 giugno 2011

Consumi petroliferi italiani nel mese di Maggio 2011: - 0,2%

I consumi petroliferi italiani nel mese di maggio 2011 sono ammontati a circa 6,1 milioni di tonnellate, con una diminuzione dello 0,2% (-15.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.
I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 3,4% (-51.000 tonnellate) rispetto a maggio 2010, mentre il gasolio autotrazione un aumento del 3,7% (+78.000 tonnellate).
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di maggio è così risultata pari a circa 3 milioni di tonnellate, di cui 0,8 milioni di tonnellate di benzina e 2,2 di gasolio autotrazione, con un incremento dell’1,7% (+50.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.
Il Gpl autotrazione ha evidenziato un calo dell’1,9%, mentre i lubrificanti hanno mostrato un aumento del 7,9%.
Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono cresciute del 3,6% con quelle diesel che hanno rappresentato il 55,1% del totale (era il 48,7% nel maggio 2010).

Nei primi cinque mesi 2011 i consumi sono stati pari a circa 29,4 milioni di tonnellate, con un calo dello 0,3% (-81.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2010.
La benzina, nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 5,2% (-208.000 tonnellate), il gasolio un aumento dell’ 1,8% (+186.000 tonnellate).
Nei primi cinque mesi del 2011 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia un calo dello 0,2% (-22.000 tonnellate).
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in diminuzione del 15,1%, con quelle diesel a coprire il 55,3% del totale (era il 42% nei primi cinque mesi del 2010).

COMUNICATO STAMPA Roma, 16 giugno 2011 

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I nostri grafici 

Con i dati dei mesi precedenti ecco di seguito i nostri grafici a partire dal gennaio 2006.

Raggruppati per anno

 Cliccare sul grafico per ingrandirlo

Mesi in sequenza

Cliccare sul grafico per ingrandirlo


Leggere anche:

domenica 19 giugno 2011

Ancora sulla percorrenza delle auto elettriche

Probabilmente quando la maggior parte della gente si renderà conto che l'auto è uno strumento da usare e non e non un capo d'abbigliamento firmato da esibire troverà la soluzione alle proprie angosce.  

Uno strumento deve servire a fare determinate cose, lo strumento auto deve servire a compiere un lavoro nel modo più appropriato o permettere di spostarsi da un luogo ad un altro in modo razionale. 

A che cosa mi serve l'auto? Per spostarmi da A a B, per andare e tornare dal lavoro. Ad altri serve per distribuire merci in città o visitare più clienti, per fare assistenza. Serve all'idraulico, alla compagnia telefonica, al riparatore di lavatrici, computer, serve al corriere. Serve al pendolare che va da casa all'ufficio o in fabbrica. Qui viene a crearsi  il (falso) problema che assilla l'utente dell'auto elettrica, il nuovo adepto della transizione automotive silenziosa e non inquinante, economicamente sostenibile più passa il tempo (vedere peak oil). La percorrenza. Il presunto mostro a tre teste: la percorrenza. Poi c'è la questione della percorrenza e il freddo. 
Che c'entra il freddo? Si, c'entra. Se ne sono accorti l'inverno scorso negli Usa come racconta l'articolo del  Washigton Post. Per il freddo gelido e il conseguente riscaldamento elettrico a palla, lo sbrinatore, i sedili termici, la percorrenza è diminuita a 65 miglia. 65 miglia, 105 km, invece delle 100 miglia normali, 160 km. Che problema c'è in termini di utilizzo quotidiano? E' stato vissuto come un dramma? Direi di no tenendo conto del fatto che i tre quarti dei guidatori americani, i pendolari, hanno una percorrenza quotidiana a bordo della loro quattro ruote al di sotto di 50 miglia, 80 km, e dei due terzi nel fine settimana. Ancora meno è un problema per chi ha acquistato la Leaf in America. In media i guidatori della Leaf, auto totalmente elettrica plug-in, percorrono 7 miglia al giorno.

Allora ci vuole poco per cambiare mentalità, no? Buonsenso e conoscenza di cosa ci propone il futuro in campo di risorse energetiche disponibili: meno petrolio, meno gas, più rinnovabili ovvero più energia elettrica. Conviene prepararsi fintantoché siamo in tempo.

Leggere anche:
- Auto elettrica, quanto mi costi? Confronto con l'auto tradizionale e il treno dei pendolari
- Leaf in etichetta EPA 42 chilometri per litro (equivalenti)

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sabato 18 giugno 2011

Un particolare tè 'colorato'

Stamattina mi sono svegliato con queste due brevi notizie lette su Televideo:

1.00 FRANCIA Un lotto di tè verde radioattivo proveniente dal Giappone è stato intercettato dalle autorità francesi all'aeroporto.  

5.00 GIAPPONE La Tepco, gestore dell'impianto nucleare di Fukushima ha sospeso le operazioni di pulizia delle acque radioattive.

Della serie "la Cina è vicina', 'guarda come è piccolo il mondo', ' niente di ciò che accade sulla Terra non può non riguardarmi', 'tutti noi ci beccheremo la nostra fottutissima parte di fallout nucleare sotto svariata forma, ma ce la beccheremo, chissà per quanto tempo'.


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venerdì 17 giugno 2011

L'auto tradizionale inquina e consuma come e quanto un'auto elettrica.

Balle, frottole, fole, fandonie, panzane.

Difficile da credere, razionalmente, ma ultimamente si leggono notizie di studi di varie provenienze che danno come nota conclusiva questa (titolo) presunta verità. 
Se andiamo a leggere i presupposti che portano alle bizzarre conclusioni si scoprono gli altarini nascosti. Se l'energia elettrica viene prodotta da centrali a carbone allora l'auto elettrica inquina quanto un'auto tradizionale. Poi immancabilmente si scopre che neanche falsificando la verità in simil maniera (non esiste paese che tragga la propria fonte di energia esclusivamente dal carbone) è così. Qualche altro azzarda l'ipotesi, senza dati alla mano, che produrre batterie comporterebbe una produzione di CO2 equivalente all'auto col motore endotermico se non si percorrono centinaia di migliaia di chilometri. Fantasiose, improbabili asserzioni che non tengono comunque conto del fatto che le stesse auto a carburante scaricano altri inquinanti ben più  dannosi alla salute umana e del pianeta tutto. Non sono a zero emissioni locali come invece lo sono le auto elettriche. Bizzarri esempi in stile business as usual per rimanere in collo a mammà ancora un po'. Ma la gente non ci casca più. Le balle sono balle e fanno male e chi le racconta e fanno soprattutto male ad una industria che potrebbe svilupparsi, che potrebbe portare lavoro nel futuro in grado di rimpiazzare quei posti di lavoro persi nella produzione di auto tradizionali. 

Esiste solo una condizione nella quale l'auto a carburanti tradizionali (o alternativi) non inquina come l'auto elettrica: quando sta ferma nel parcheggio, ad arrugginirsi.
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giovedì 16 giugno 2011

Cosa pensano i giapponesi del nucleare? No al 64%

Sappiamo che i tedeschi hanno iniziato un percorso rapido di uscita dal nucleare, così come gli svizzeri, così come vorrebbero fare i francesi secondo un recente sondaggio.

La volontà di non rientrare neppure nel vicolo cieco del nucleare dagli italiani è stata data chiara e netta nel recente referendum del 12 e 13 Giugno.

E i giapponesi? Cosa pensano i giapponesi dell'energia nucleare, loro che hanno subito forse il più grande disastro nucleare della storia con la fusione di almeno tre dei quattro nuclei dei reattori della centrale di Fukushima?

Ci ha pensato Asahi Shimbun a dare una risposta precisa con un sondaggio telefonico su 1980 elettori giapponesi pubblicato ieri su cartaceo e via web.

Udite udite, anzi leggete, leggete i risultati.

Il 64% degli elettori vogliono abolire il nucleare dopo un periodo di transizione., rispetto al 14 per cento. 

Secondo il sondaggio telefonico a livello nazionale effettuato tra l' 11 e il 12 giugno,   il 42% è contrario mentre il 37% sostiene ancora la produzione di energia nucleare. Ma attenzione.  Anche tra coloro che sostengono la produzione di energia nucleare, oltre il 60% è favorevole ad una graduale uscita al fine di abolirla definitivamente in una data successiva.

 In un sondaggio nel mese di aprile, il 50% era favorevole al nucleare, mentre il 32% era contrario. Ma gli oppositori erano già più numerosi dei sostenitori in un sondaggio a fine maggio, al 42% contro, il 34 % favorevoli.

Nell'ultimo sondaggio è stato chiesto se erano favorevoli  o meno al riavvio degli impianti nucleari chiusi per le ispezioni periodiche, a condizione che  fossero preso le misure di sicurezza richieste dal governo. 51% si, 35% contrari.  Nelle 13 prefetture che accolgono le centrali nucleari, le percentuali degli avversari erano leggermente più alte rispetto alla media nazionale. 

 Cosa pensano i giapponesi dell'energia rinnovabile?
 Il 64% ha affermato che l'energia rinnovabile come l'energia eolica e solare andrà a sostituire l'energia nucleare in futuro, mentre il 24 % ha detto che non la pensa così.

 Il 65% ritiene che la percentuale di energie rinnovabili nella produzione totale di elettricità dovrebbe essere aumentato, anche se questo dovesse significare un aumento dei costi dell'energia elettrica. Solo il 19%
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mercoledì 15 giugno 2011

Un nuovo supercap ad alta densità d'energia per veicoli elettrici e rinnovabili

Passato il tempo delle supposte elettorali ritorniamo a investigare sul mondo dell'elettrico, produzione di energia ed accumulo con una nuova applicazione che riguarda i supercaps. Questo è il tipo di ricerca che ci piace a differenza di 'questa'.

Supponiamo, immaginiamo di avere a disposizione un modulo fotovoltaico che è in grado di generare e immagazzinare energia elettrica in proprio. O  supponiamo, immaginiamo di avere a disposizione  un veicolo elettrico alimentato da una tecnologia avanza di batterie avanzate che hanno una vita operativa più gran lunga più lunga di quelle di oggi.

A questo fine stanno lavorando a  Malvern, Pennsylvania, la TroyCap, LLC utilizzando la tecnologia nanolaminare brevettata dal dottor Troy Barbee (a destra nella foto) presso il Department of Energy's Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) per definire un  innovativo nano-super-cap a stato solido che offre oltretutto la possibilità di abbassare il costo di produzione di energia e di aumentare la sua efficienza.

La TroyCap utilizza un'innovativa tecnica di "sputtering" sviluppata con il sostegno del LLNL per depositare strati alternati di materiali conduttori e isolanti, dello spessore di solo alcuni atomi, uno sull'altro poggiati su un substrato metallico sottile.

Utilizzando questo processo, l'azienda spera di produrre quelli che ha battezzato High Energy Density Nanolaminate Capacitors (HEDCAPs), ovvero condensatori nanolaminari ad alta densità di energia, che sarebbero in grado di immagazzinare da 500 a 800 volte l'energia dei condensatori tradizionali e da 5 a 10 volte la densità di energia degli attuali supercondensatori disponibili sul mercato.


Ci avviciniamo a passi veloci verso l'optimum. Un veicolo elettrico che ha (già) motori che possono funzionare per milioni e milioni di chilometri pari a decine di anni d'uso, accumulatori di energia che dureranno parecchie centinaia di migliaia di chilometri in grado di ricaricarsi (quasi) istantaneamente. Comunque non preoccupatevi, troveremo sempre quelli più furbi che ci diranno che i veicoli elettrici non hanno un futuro e che inquinano più di una macchina con motore termico. Ok, lasciateli divertire, avranno tempo da perdere. Noi no.
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martedì 14 giugno 2011

Un breve commento all'esito dei referendum

Il popolo italiano ha risposto così ai quesiti referendari sul nucleare, acqua e uguaglianza:


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lunedì 13 giugno 2011

La ricerca scientifica che fa schifo!

Il titolo è una provocazione, ma la sensazione che provo è quella, c'è poco da fare, a seguito della lettura di un articolo di Japan Today: Japan's whaling fleet leaves for northwest Pacific

L'ipocrisia e la mistificazione (globale) rasenta il limite della sopportazione per far posto alla rabbia. 

Come si può accettare che una flotta salpi con lo scopo dichiarato di uccidere, sbudellare, squartare 260 balenottere minori e altri tipi di balene per 'studiare' il loro contenuto dello stomaco, il DNA e prendere altre informazioni? Questo è lo scopo dichiarato dall'Istituto di Ricerca sui Cetacei, con sede a Tokyo, che sta conducendo la caccia o meglio lo sterminio anno dopo anno. Quella di quest'anno sarà la sua 18a spedizione 'scientifica' (a suo dire) che si terrà nel nord-ovest del Pacifico fino alla fine di agosto. 

Ma in che di mondo viviamo?

Vi auguro insinceramente buon appetito! (Vi rimanga nel gargarozzo).

Qui di seguito un video nel quale si sentono le balene che cantano. 

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domenica 12 giugno 2011

Lo scooter più ecologico


Nessun dubbio che questo modello di scooter sia ad impatto ambientale nullo.
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sabato 11 giugno 2011

La geotermia in Giappone (e in Italia)

Il Giappone ha circa 120 vulcani attivi. 

Si stima che il potenziale di generazione di energia geotermica sia di 20.000 MWe o più (venti centrali nucleari o più) dai giacimenti idrotermali ad una profondità di 3 km. 

Attualmente  sono in funzione 21 unità di produzione energia elettrica in diciotto siti geotermici, situati principalmente nel nord Honshu e Kyushu,  con una capacità totale di 537 MWe che è pari a circa il 5,3% della capacità mondiale totale di energia geotermica. 

Localizzazioni 
   Cliccare per ingrandire
 
La geotermia è un sistema energetico rispettoso dell'ambiente, ma uno degli ostacoli contro lo sviluppo geotermico in Giappone è il fatto che la maggior parte dei siti più promettenti sono situati vicino o all'interno di parchi nazionali o terme. Per lo sviluppo geotermico, devono essere prese misure per preservare la bellezza del paesaggio e delle risorse termali nel rispetto dei residenti locali. Un altro ostacolo è rappresentato dai costi elevati di di sviluppo il che impone uno sforzo adeguato dell'industria, governo, mondo accademico per ridurre i costi migliorando la tecnologia con la modifica di norme per l'utilizzo su più larga scala della energia geotermica. 

Le rinnovabili nel 2050 (cliccare per ingrandire)

Il potenziale elettrica delle centrali geotermiche, grazie all'alta temperatura delle sorgenti d'acqua calda  (circa 80-120.) possono essere utilizzati applicando il sistema del ciclo Kalina (*). Il Giappone ha circa 28.000 sorgenti di acqua calda naturali o procurate artificialmente. Una stima suggerisce che, l'insieme dei 1.500 pozzi e sorgenti calde esistenti, possono essere calcolati  723 MWe di potenza senza pozzi supplementari.  La
temperatura più alta del mondo per le perforazioni (oltre 500.) è stata registrata proprio in Giappone nel campo di   Kakkonda , nel 1995, ad una profondità di 3700 metri, con oltre 500°C.

Fonte: The Geothermal Research Society of Japan

(*) Impianti geotermici a ciclo binario - Gli impianti a ciclo binario permettono la produzione di energia elettrica tramite vettori geotermici caratterizzati da temperature medio - basse. Scegliendo opportunamente il fluido secondario (che ricordo lavora in un ciclo di Rankine), è possibile costruire impianti binari che sfruttano fluidi geotermici con temperature comprese tra 90° e 170°C ove il limite superiore è imposto dalla stabilità termica dei fluidi organici di lavoro (propano - R290, Octafluorociclobutano - RC 318, metilpropano - R600a), il limite inferiore da fattori tecnico-economici. Gli impianti binari operano in circuiti chiusi e pertanto né i fluidi di lavoro, né i fluidi geotermici vengono a contatto con l'esterno. Negli anni '90 è stato sviluppato un nuovo sistema binario, il ciclo Kalina, che utilizza, come fluido di lavoro, una miscela di acqua e ammoniaca. Gli impianti a ciclo Kalina hanno un rendimento superiore a quello degli impianti binari a fluido organico, ma allo stesso tempo presentano una maggiore complessità costruttiva e di funzionamento.

Ricordiamo che l'Italia è al primo posto in Europa per potenza installata con i suoi quasi 900 MW situati eslusivamente in Toscana. Con la geotermia, che rappresenta il 10% delle fonti rinnovabili, si producono 5 miliardi di kWh  l'anno, sufficienti a coprire il fabbisogno energetico di un milione e mezzo di famiglie, vale a dire circa sei milioni di persone (fonte Terna). L’Italia valorizzerà a fini energetici il calore della terra di cui è ricco il sottosuolo di molte regioni come Toscana, Lombardia, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. Su proposta (nel   2010, nota di M.E.) del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il Governo ha infatti varato l'anno scorso un decreto legislativo sulle risorse geotermiche.

La produzione di energia geotermica dagli anni sessanta ad oggi nel grafico di  seguito che abbiamo preparato.
  cliccare per ingrandire
 
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venerdì 10 giugno 2011

La Prius nelle vendite in Giappone

Il Giappone sconta la drammatica situazione del dopo terremoto, dopo tsunami, dopo disastro nucleare di Fukushima, nel settore produttivo e di mercato delle auto. Le vendite delle auto sta riprendendo ma non con l'andamento che ci si aspettava prima del forzato rallentamento imposto dalle forze della natura e della imprevidenza umana. 

Torniamo a riguardare i numeri delle vendite auto all'interno del Giappone relative al mese di Maggio. La Prius, l'ibrida della Toyota immatricolato più auto rispetto al mese precedente di Aprile 6491 unità contro 4.876, ma erano state ben 19.740 in Marzo. Il primo posto nella hit parade delle vendite è stata anora una volta la Fit della Honda con motore tradizionale, 9.354 contro 8.574 di Aprile. Ma la Prius è passata al terzo posto superata dalla sorella di marca Witz endotermica.

Ricompare in classifica la ibrida della Honda, la Insight, al 30° posto con 1.152 auto vendute.

Invece è del tutto scomparsa la Leaf, auto elettrica della Nissan, dalla classifica delle 30 auto più vendute in Giappone, dopo una fugace comparsa nel mese di Febbraio di quest'anno. Fra qualche mese tornerà ad essere in evidenza, sicuramente

Nel consueto grafico, che abbiamo realizzato partendo dal mese di Gennaio del 2009, si evidenzia l'andamento delle vendite mensili e il gap esistente tra le due vetture, Prius e Fit.

Cliccare sul grafico per ingrandire




Leggere anche:
- La Prius a due mesi dal terremoto

- La Prius nel mese del terremoto, dello tsunami e di Fukushima

- Ci risiamo! La Prius è la più venduta in Giappone, ma la Foglia ...
- La Prius non è più la prima in Giappone 
- Prii ?
- Il plurale di Prius
- Toyota Prius, 20 mesi da capoclassifica nelle vendite in Giappone

giovedì 9 giugno 2011

in crescita i consumi elettrici in Italia. +1,9% a Maggio

Ancora in crescita i consumi elettrici in Italia. Nel mese di Maggio la  domanda di elettricità, pari a 26,6 miliardi di kWh, ha segnato un incremento dell’1,9% - il più alto da inizio anno - rispetto a maggio 2010.

Nei primi cinque mesi del 2011, i consumi elettrici sono cresciuti dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2010.

La variazione della domanda di maggio 2011 diventa +1,5% depurata dagli effetti del calendario – un giorno lavorativo in più rispetto a maggio dello scorso anno (22 vs 21 giorni) - e del clima, con una temperatura media mensile superiore di circa mezzo grado centigrado rispetto a quella dello stesso mese dell'anno scorso.

A maggio 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87% con produzione nazionale e per la quota restante (13%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,3 miliardi di kWh) è aumentata dell’1,4% rispetto a maggio 2010.
In crescita le fonti di produzione
termica (+11%), 
geotermica (5%) e 
fotovoltaica (+266,5%); 
in calo la fonte
idroelettrica (-30,4%) ed 
eolica (-4,1%).

A livello territoriale la variazione della domanda è ovunque positiva ma differenziata sul territorio nazionale: +3,0% al Nord, +0,7% al Centro e +0,5% al Sud. I 26,6 miliardi di kWh richiesti nel mese di riferimento sono distribuiti per il 46,6% al Nord, per il 29% al Centro e per il 24,4% al Sud.

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di maggio 2011 rispetto al mese precedente è risultata pari a -0,8%. Il profilo del trend mantiene comunque un andamento di leggera crescita.

L'analisi dettagliata dei consumi elettrici mensili provvisori del 2010 e del 2011, è disponibile nella  pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico – 

Comunicato Stampa Terna –  Roma, 8 giugno 2011  

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Qui di seguito un nostro grafico che riassume l'andamento dei consumi elettrici mensili italiani a partire dal gennaio 2006.

Cliccare sul grafico per ingrandire



Un altro grafico che raggruppa i consumi durante l'anno solare.

Cliccare sul grafico per ingrandire


Le rinnovabili con la componente CIP6

Cliccare sul grafico per ingrandire

Il grafico con le sole 'rinnovabili'. Da; notare il balzo in alto del fotovoltaico.

Cliccare sul grafico per ingrandire  

Idroelettrica   4.214  GWh
Geotermica 459 GWh
Eolica   702 GWh 
Fotovoltaica 623 GWh
Termica   17.317 GWh  

Leggere anche:
- Consumi  ad Aprile
- Consumi a Febbraio
- Consumi a Dicembre
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mercoledì 8 giugno 2011

L'energia eolica prima in Spagna


Nel mese di marzo, l'energia eolica è la tecnologia che ha prodotto più energia elettrica in Spagna. Questa è la prima volta che l'energia eolica ha superato il resto delle tecnologie, con il 21% del totale, e stabilito un record mensile di generazione pari a 4.738 GWh. Un aumento del 5% sul Marzo 2010.

Nel complesso, il gruppo composto dalle tecnologie delle rinnovabili ha coperto il 42,2% della domanda elettrica di marzo, al di sotto del 48,5% registrato nel 2010, dovuto al fatto che la produzione idroelettrica nello scorso anno è stata molto più alto. Nel primo trimestre del 2011, le tecnologie rinnovabili hanno prodotto il 40,5% della domanda, un po' meno rispetto allo stesso periodo del 2010, quando raggiunse il 44%.


Inoltre, nel mese di Marzo, il 57,9% dell'energia elettrica è stato generato da tecnologie che non emettono CO2.

La copertura da Gennaio a Marzo 2011 


Crescita della domanda
La domanda di energia elettrica a Marzo è cresciuta dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, fino a raggiungere 22.799 GWh. Non renendo conto degli effetti della stagionalità e i modelli di lavoro è aumentata dello 0,2% rispetto a marzo 2010.

Per quanto riguarda per il primo trimestre dell'anno, la domanda di elettricità è stata di 67.774 GWh, dello 1,1% superiore a quella dell'anno precedente. Il consumo di energia elettrica lorda (  che non tiene conto degli effetti della stagionalità e i modelli di lavoro) nel primo trimestre è scesa dello 0,5% rispetto allo stesso trimestre del 2010.

Fonte: RED electrica de Espagna

Red Electrica de España, SA, fondata nel 1985 in base al disposto della legge 49/1984 del 26 dicembre, è stata la prima azienda al mondo dedicata esclusivamente alla trasmissione di energia elettrica e il funzionamento dei sistemi di elettricità.
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martedì 7 giugno 2011

Si investe nella ricerca, ovviamente, ma in USA

Mentre qua in Italia un buffo personaggio sedicente esperto nucleare riempie gli spazi dei dibattiti televisivi con affermazioni che distorcono la realtà dei fatti per aiutare i soliti noti a convincere i compatrioti di come sperperare denaro pubblico nella rinascita nucleare (pulita, economica, sicura, senza scorie, senza limiti), negli Usa si investono denari pubblici e privati a favore della ricerca e dell'innovazione

Come sappiamo l'America ha una lunga tradizione nel campo della ricerca scientifica e innovazione. In questo contesto il Segretario Chu, il 3 Giugno, è stato presente ad Argonne, Illinois, per la cerimonia inaugurale del nuovo edificio Energy Sciences Building presso Argonne National Laboratory che si avvale degli ultimi ritrovati in fatto di risparmio energetico.

Questo nuovo centro di ricerca creerà circa 2.000 nuovi posti di lavoro nel campo delle costruzione e dei servizi con circa 200 ricercatori.

Il primo dei 17 laboratori nazionali di Argonne spazierà in molte discipline che vanno dalla energia solare, ai carburanti alternativi, alle batterie avanzate e allo stoccaggio di energia. In particolare il laboratorio vuole continuare ad essere il centro propulsivo dell'innovazione come è stato nel passato per mantenere competitiva l'industria americana nel mercato globale. Attualmente stanno lavorando per migliorare il materiale del catodo nelle batterie agli ioni di litio al fine di realizzare batterie di una nuova generazione con più capacità e ad un costo inferiore.

Fonte: energy.gov Energyblog

Leggere anche:
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lunedì 6 giugno 2011

Sorpresa! Anche i francesi vogliono uscire dal nucleare. Il 62%!!

Abbiamo visto pochissimi giorni fa che gli svizzeri (Nucleare? Gli Svizzeri dicono: Auf Wiedersehen! Addio! Au revoir!) hanno deciso di uscire dai programmi nucleari. Chiuderanno progressivamente le centrali nucleari, non ne apriranno più nemmeno una. Dal 2035 saranno fuori dal nucleare.

E poi i tedeschi. Anche i tedeschi saranno fuori dal nucleare entro il 2022. Nucleare? I tedeschi dicono: Auf Wiedersehen!

 E poi? Sorpresa delle sorprese, vuoi vedere che anche i francesi manderanno a quel paese il nucleare? Il sondaggio del quotidiano Journal du dimanche non lascia adito a dubbi.

Ecco l'articolo qui di seguito 

04/06/2011 - 18:02 Nucléaire : les Français veulent une sortie progressive (JDD)

Selon un sondage Ifop pour le JDD à paraître dimanche, près de deux tiers des personnes interrogées (62%) souhaitent un arrêt progressif des centrales nucléaires françaises sur les 25-30 années qui viennent. Quelque 15% des sondés plaident, eux, pour un arrêt immédiat du programme nucléaire hexagonal. A contrario, 22% des Français estiment que les activités nucléaires doivent se poursuivre et même s'amplifier. Selon la même enquête, le niveau de crainte à l'égard du parc nucléaire français tend à diminuer par rapport au mois d'avril. En juin, 45% des personnes interrogées se disent inquiètes, contre 56% deux mois plus tôt. Mécaniquement, 55% des sondés n'expriment aucune anxiété particulière. En avril, cette proportion était de 44%. Tous les détails du sondage ici.

Tradotto in volgare peninsulare:  
Secondo un sondaggio per il JDD, quasi due terzi degli intervistati, 62% vuole una chiusura graduale delle centrali nucleari francesi nei prossimi 25-30 anni. Circa il 15% degli intervistati è per una cessazione immediata del programma nucleare. Al contrario, il 22% dei francesi ritengono che le attività nucleari devono continuare e addirittura intensificarsi. Nello stesso sondaggio, il livello di paura per quanto riguarda il nucleare francese tende a diminuire a partire da aprile. Nel mese di giugno, il 45% degli intervistati ha affermato di essere preoccupato, contro il 56% due mesi prima. Meccanicamente, il 55% degli intervistati non ha espresso particolare preoccupazione. In aprile il dato era del 44%. I dettagli completi del sondaggio qui.



- Nucleare? Gli Svizzeri dicono: Auf Wiedersehen! Addio! Au revoir! 
-  Nucleare? I tedeschi dicono: Auf Wiedersehen!
- Nucléaire : les Français veulent une sortie progressive
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domenica 5 giugno 2011

Il cielo indifferente delle Canarie



"El Cielo de Canarias"

 Creato e prodotto da Daniel Lopez. Vimeo

Le riprese sono state fatte a Tenerife a più di 2.000 metri sul livello del mare impiegando più di un anno per catturare tutte le sfumature possibili, nuvole, stelle, i colori di un paesaggio unico e da uno dei migliori cieli del pianeta.

Ancora una volta rilevo che il mondo più bello è quello dove non compare l'uomo. Un pianeta meraviglioso a prescindere dal fatto che qualche essere intelligente possa essere in grado di vederlo o meno. Esiste a prescindere dagli sguardi, esiste con assoluta indifferenza. L'uomo potrà continuare a godere delle sue bellezze a patto che lo rispetti e non lo stravolga, altrimenti, con altrettanta indifferenza la natura si libererà di lui per sempre.

Vedere anche:
- Il Pianeta speciale
- Un anno in 90 secondi
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sabato 4 giugno 2011

Comunicato stampa, referendum sul nucleare

Comunicato stampa, 3 giugno 2011

Il gruppo di scienziati energiaperilfuturo.it esprime grande soddisfazione nell'apprendere che la Corte di Cassazione ha confermato il referendum sul nucleare. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare al referendum e a votare SI per affermare la propria contrarietà al rientro dell'Italia nel nucleare.

L'incidente di Fukushima ha confermato che le centrali nucleari non sono sicure. La Germania, la più grande potenza industriale europea e la quarta nel mondo, ha deciso definitivamente di uscire dal nucleare e di puntare sulle energie rinnovabili per compensare la diminuzione nell'uso dei combustibili fossili. Basterebbero questi due avvenimenti per giustificare il voto SI al referendum.

Vogliamo tuttavia sottolineare ancora una volta che il rientro dell'Italia nel nucleare non risolverebbe, ma aggraverebbe i nostri problemi energetici per vari motivi:

(a) l'Italia non ha uranio, risorsa limitata e non rinnovabile, che dovremmo importare come accade oggi per i combustibili fossili;

(b) il nucleare produce scorie radioattive pericolose per centinaia di migliaia di anni; il collocamento in sicurezza di queste scorie è un problema che non è stato risolto neppure negli Stati Uniti, il paese tecnologicamente più avanzato e uno dei più ricchi di territorio;

(c) dopo un periodo di funzionamento di 40-50 anni, le centrali dovrebbero essere smantellate, ma non lo si può fare poiché sono esse stesse gigantesche "scoria" radioattive; si aspettano allora 50 o 100 anni affinché la radioattività, almeno in parte, diminuisca.

Per queste ed altre ragioni il nucleare non è economicamente conveniente, come certificato anche dalle agenzie internazionali di rating. Oggi il nucleare si sviluppa essenzialmente solo nei paesi a basso tasso di democrazia, con intervento diretto dello Stato e quasi sempre in commistione col nucleare bellico.

Anche se il nucleare fosse economicamente conveniente e privo di incidenti gravi, non dovrebbe ugualmente essere sviluppato per motivi etici: lascia una pesante eredità sulle spalle delle prossime generazioni, crea nuove tensioni sullo scenario politico a causa della stretta connessione col nucleare bellico e aumenta le già troppo grandi differenze fra le nazioni, portando a nuove forme di colonialismo. Il nucleare non è la soluzione adatta per risolvere il problema energetico se vogliamo custodire il pianeta.

La via di uscita dalla crisi energetica è quella del risparmio, efficienza energetica e sviluppo delle energie rinnovabili: solare, eolica, idroelettrica, geotermica e altre minori. Non si tratta di un ripiego, ma di una strada sicura che dobbiamo aprire e che sarà progressivamente ampliata dalle prossime generazioni. L'Italia, che non ha carbone, non ha petrolio, non ha metano e neppure uranio, solo sviluppando le energie rinnovabili e, in particolare, l'energia solare così abbondante, potrà raggiungere l'indipendenza energetica.

Vincenzo Balzani
Coordinatore del gruppo di scienziati www.energiaperilfuturo.it
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